Alvaro Bautista celebra con una splendida vittoria il 1000° podio di Ducati in WorldSBK (di cui 212 conquistati dal team Aruba.it Racing – Ducati). La gara di Michael Rinaldi viene compromessa alla prima curva da una mossa aggressiva di Locatelli (Yamaha) che lo esclude fin da subito dalla lotta per il podio.
Partito dalla quarta posizione, Bautista gira terzo alla prima curva e si incolla a Razgatlioglu (Yamaha) e Rea (Kawasaki) che si danno battaglia fin dai primi giri. Il pilota spagnolo prende confidenza e al decimo giro compie un doppio sorpasso spettacolare per conquistare la testa della gara e chiudere con margine sotto la bandiera a scacchi.
Dopo la prima fila (P3) conquistata nella Superpole, Rinaldi è costretto a perdere 5 posizioni dopo un contatto con Locatelli. Il pilota italiano perde terreno dal gruppo di testa e si trova a combattere con Lowes (Kawasaki) per la settima posizione che conquista a 3 giri dal termine.
Alvaro Bautista (Aruba.it Racing – Ducati #19) “Sono molto contento per questa vittoria. Abbiamo raggiunto un risultato storico per Ducati ed essere il pilota che ha conquistato il podio numero 1000 mi riempie di orgoglio. Averlo fatto con il primo posto è poi qualcosa di emozionante. Credo di aver fatto una gara attenta, ho trovato sempre più feeling, giro dopo giro, e la battaglia tra Johnny e Toprak nei primi giri, se devo essere sincero, mi ha aiutato a rimanere vicino a loro. Da metà gara le sensazioni erano davvero positive e ho provato ad attaccare. Adesso, però, grande concentrazione e tutte le energie rivolte a domani”.
Michael Rinaldi (Aruba.it Racing – Ducati #21) “Sono veramente molto arrabbiato per come sono andate le cose. Dopo la manovra incomprensibile che ha fatto nel giro di ricognizione, Locatelli mi ha spinto fuori alla prima curva ed ho dovuto perdere diverse posizioni. Da quel momento era difficile poter pensare di recuperare. E’ un vero peccato perché le sensazioni erano davvero positive. Domani proverò a partire ancora meglio di quanto ho fatto oggi così da evitare dei problemi”.
WorldSSP
Una gara difficilissima per Nicolò Bulega che dopo essere partito bene ed aver guadagnato la testa, è andato lungo alla prima curva ritrovandosi in ottava posizione. Il pilota italiano del team Aruba.it Racing WSSP è stato protagonista di una bella rimonta ma nell’ultimo giro, quando era in lotta per il podio, ha commesso un errore dovendosi accontentare della nona posizione finale.
Nicolò Bulega (Aruba.it Racing WSSP #11) “E’ stata una gara davvero molto difficile per me. Malgrado abbia perso posizioni nel primo giro, pensavo di essere comunque in grado di poter recuperare. Purtroppo però, ho perso molto tempo nel tentativo di superare il secondo gruppo. Soffriamo ancora troppo in fase di accelerazione mentre gli altri hanno la possibilità di fermare la moto e ripartire molto velocemente. Fin da Aragon stiamo combattendo contro questa situazione di svantaggio e spero che venga risolta presto in termini di regolamento”.
Gara 1 del Round di Most (Repubblica Ceca) è destinata ad essere ricordata a lungo dagli appassionati di motociclismo: Alvaro Bautista in sella alla sua Ducati Panigale V4 R ha firmato il millesimo podio di Ducati nel Campionato Mondiale Superbike.
Si è trattato di un vero e proprio capolavoro del pilota spagnolo che ha centrato questo importantissimo traguardo per Ducati ottenendo un’altra fantastica vittoria, la settima in questa stagione. Terzo subito dopo il via, Bautista ha sferrato l’attacco decisivo sui due avversari che lo precedevano verso metà gara, passandoli entrambi nel corso del decimo giro e portandosi al comando per poi rimanervi fino alla fine. Grazie a questo successo, il pilota del team Aruba.it Racing – Ducati continua ad essere il leader del Campionato con 29 punti di vantaggio sul secondo classificato.
I mille podi ottenuti da Ducati nel WorldSBK rappresentano un risultato unico, mai raggiunto da alcun costruttore in nessuna disciplina motociclistica. La Casa di Borgo Panigale è stata in grado di scrivere la storia del Mondiale riservato alle derivate di serie recitando in maniera costante il ruolo di protagonista con ben sei generazioni di supersportive che hanno conquistato 383 vittorie totali.
Il WorldSBK vede Ducati presente e vittoriosa fin dalla sua prima edizione nel 1988, con Marco Lucchinelli capace di vincere proprio a Donington in sella alla 851 il primo round mai corso. Solamente due anni dopo, nel 1990, Raymond Roche firma il primo titolo iridato Ducati in Superbike sempre con la 851. Nei due anni successivi Doug Polen replica il successo e Ducati diventa rapidamente la moto più diffusa nelle griglie di partenza del Mondiale, vincendo il titolo costruttori nel 1991, nel 1992 e nel 1993. La stagione 1994 segna l’inizio dell’era Fogarty e della Ducati 916 che vincono per due stagioni consecutive. Nel 1996 è Troy Corser a regalare il sesto titolo piloti alla Ducati. Nel 1998 e 1999 “Foggy” Carl Fogarty vince ancora due titoli, portando il totale delle sue affermazioni in gara a quota 55 e diventando il pilota più vittorioso in sella alle Superbike di Borgo Panigale.
Dal 2000 il testimone passa a un’altra leggenda del mondo Ducati, Troy Bayliss, che di titoli con le Rosse in Superbike ne vince altri tre – 2001, 2006, 2008 – diventando l’unico pilota capace di affermarsi con tre generazioni diverse delle SBK Ducati: 998, 999 e 1098. Nel frattempo saranno Neil Hodgson e James Toseland a conquistare altri due titoli piloti con la 999 (2003 e 2004), mentre nel 2011 arriverà l’affermazione di Carlos Checa con la 1198.
Ma sono stati davvero tanti i piloti che hanno contribuito a scrivere la leggenda Ducati in Superbike, con vittorie e podi che li hanno incisi in maniera indelebile nella memoria degli appassionati Ducatisti, a partire da Giancarlo Falappa. E poi Fabrizio Pirovano, Pierfrancesco Chili, Ben Bostrom, Ruben Xaus, Regis Laconi, Noriyuki Haga, Chaz Davies, Marco Melandri, Scott Redding e molti altri.
LE GENERAZIONI DI SUPERBIKE DUCATI
LA 851 E LA NASCITA DEL DESMOQUATTRO
La storia delle supersportive Ducati corre parallela a quella del WorldSBK. La 851, nata come prototipo da 748 cm3 dalle menti di Massimo Bordi e Gianluigi Mengoli sulla base dei pilastri tecnici Ducati – bicilindrico a L, distribuzione desmodromica, telaio a traliccio – è la prima Ducati Superbike, forte del nuovo motore Desmoquattro a quattro valvole per cilindro. La cilindrata salirà fino a 888 centimetri cubici con la crescita dell’alesaggio e il modello stesso cambierà nome nel 1992 adeguandosi alla cubatura. Per molti è con la 851 che nasce la Ducati dell’era moderna: tecnologicamente all’avanguardia, rossa e straordinariamente performante. In totale, la famiglia 851/888 ha collezionato tre titoli piloti (1990 con Raymond Roche, 1991 e 1992 con Doug Polen) e tre titoli costruttori: 1991, 1992 e 1993. Dal 1990 al 1994 ha collezionato 78 vittorie e 170 podi.
LA 916 E LA LEGGENDA DI FOGARTY
Nell’ottobre del 1993, Ducati lascia tutti a bocca aperta presentando la 916, una moto capace di tracciare un solco che ha separato il “prima” dal “dopo”. La 916 è snella, agile, potente, con linee e soluzioni tracciate da Massimo Tamburini – per tutti “il Maestro” – ancora oggi attuali nella loro sintesi di bellezza ed efficacia secondo il concetto di form-follows-function le cui discendenti sono riconoscibili nella famiglia Panigale. Completamente rivista nella ciclistica, evoluta nel suo bicilindrico Desmoquattro, la 916 ha letteralmente dominato tutte le formule in cui ha corso. Con il passare degli anni cresce la cilindrata. Nel 1998 Ducati lancia la 996, denominazione con cui nel 2001 debutta un modello epocale come la 996 R spinta dal primo Testastretta da 998 cc i cui eredi si trovano ancora nei modelli bicilindrici della gamma Ducati. Nel 2002 la 996 cede il passo alla 998. Nella sua versione standard, la superbike Ducati è passata dai 114 cavalli della prima 916 ai 123 della 998. La Ducati 916 è la più vincente tra le Ducati SBK e tra il 1994 e il 2003, con le sue versioni 916, 996 e 998, ha vinto otto titoli iridati (di cui ben quattro con “King” Carl Fogarty), 120 gare e ha portato sul podio i suoi piloti 311 volte. E proprio la 996 R è quella con cui inizia la carriera in rosso di Troy Bayliss, un’altra grande leggenda di Ducati.
IL DOMINIO DELLA 999
La 999 arriva nel 2003, con linee di rottura, il Testastretta in versione evoluta e una ciclistica profondamente rivista. La superbike Ducati abbandona il forcellone monobraccio, introduce il faro sovrapposto e lo scarico sottosella diventa integrato in un silenziatore singolo. È la Ducati Superbike con il più elevato rapporto fra affermazioni e stagioni disputate: in soli cinque anni (la 1098 correrà solo a partire dal 2008) conquista 63 vittorie e tre titoli iridati con Neil Hodgson, James Toseland e Troy Bayliss. I suoi piloti salgono sul podio 163 volte.
1098, 1198 E IL TITOLO DI CARLOS CHECA
Nel 2008 il regolamento consente alle bicilindriche di andare oltre il litro di cilindrata. Ducati già a novembre 2006 ha presentato la 1098, che recupera molti degli elementi stilistici e tecnici della 998. Il gruppo ottico, sdoppiato, è di nuovo orizzontale, tornano il forcellone monobraccio e il doppio silenziatore, sempre sottosella. Il bicilindrico cresce nella potenza fino al valore di 160 cavalli e, aggiornato in diverse soluzioni tecniche derivate dalla MotoGP soprattutto nella termica, prende il nome di Testastretta Evoluzione. Nel 2009 arriva la 1198, più potente (170 cavalli) ma soprattutto dotata del primo controllo di trazione elettronico Ducati. La cilindrata sale fino a poco più di 1.198 centimetri cubici, e con lei arriva il titolo 2011, firmato dallo spagnolo Carlos Checa. 1098 e 1198 colgono 139 podi fra il 2008 e il 2012, di cui 52 vittorie.
LA FAMIGLIA PANIGALE
La famiglia Panigale nasce nel 2012 e fin dalla sua apparizione stabilisce nuovi riferimenti sul piano tecnologico, stilistico e prestazionale. Con questa famiglia di moto, Ducati introduce il bicilindrico Superquadro a V di 90° con distribuzione desmodromica a comando misto catena/ingranaggi, la gestione motore ride-by-wire, le sospensioni elettroniche Öhlins, ma anche il telaio monoscocca in alluminio con airbox integrato. Infine, lo stile recupera elementi della tradizione Ducati modernizzandoli, e definendo una linea – quella della famiglia Panigale – riconosciuta come un’opera d’arte e premiata con il Compasso d’Oro nel 2014 L’evoluzione 1299 nel 2015 fa compiere a Panigale un grande passo avanti, e con il modello 2015 cambia anche la denominazione della versione “R”, che diventa Panigale 1199 R, a segnalare come la cubatura del modello racing rimanga vincolata al limite regolamentare. A fine 2017 arriva la Panigale più rivoluzionaria di sempre. Preceduta dalla presentazione del suo motore V4 Desmosedici Stradale, si svela infatti la Ducati Panigale V4, spinta dal V4 di 90° con ordine degli scoppi Twinpulse di derivazione MotoGP e albero motore controrotante capace di 214 cavalli e 13 kgm per un rapporto potenza/peso di 1,1 CV/kg. La ciclistica vede l’arrivo del telaio Front Frame, che sfrutta ancora il motore come elemento strutturale del telaio. Con il modello 2020 arriva il pacchetto aerodinamico basato sulle ali introdotte da Ducati per prima in MotoGP nel 2016 e la versione 2021 affina ulteriormente l’elettronica. Il modello 2022 sposta ulteriormente verso l’alto l’asticella prestazionale, con una gestione elettronica ancora più sofisticata, una ciclistica più efficace, rapportatura mutuata dalla Panigale V4 R e pacchetto aerodinamico più efficiente. La versione 2023, appena presentata, introduce una serie di aggiornamenti elettronici in grado di rendere la moto ancora più facile e intuitiva per piloti di ogni livello. La Panigale V4 è la moto scelta per gli allenamenti dai piloti MotoGP e Superbike in ragione della sua strettissima parentela con le moto da corsa Ducati, che da sempre vengono utilizzate come laboratorio per le tecnologie trasferite sulle moto di serie della Casa di Borgo Panigale. La famiglia Panigale ha collezionato 219 podi nel corso dei suoi 10 anni di competizioni, di cui ben 70 vittorie.
LE STATISTICHE
In 35 anni di Mondiale Superbike, Ducati ha conquistato 383 vittorie e 1000 podi.
Ducati ha vinto 14 titoli piloti Superbike e 17 costruttori
ANNO MOTO PILOTA1990 851 Raymond Roche 1991 888 Doug Polen 1992 888 Doug Polen 1994 916 Carl Fogarty 1995 916 Carl Fogarty 1996 916 Troy Corser 1998 916 Carl Fogarty 1999 996 Carl Fogarty 2001 996R Troy Bayliss 2003 999F03 Neil Hodgson 2004 999F04 James Toseland 2006 999F06 Troy Bayliss 2008 1098 F08 Troy Bayliss 2011 1198 F11 Carlos Checa
I piloti più vincenti in sella alle Ducati Superbike sono Carl Fogarty (55 vittorie), Troy Bayliss (52) e Chaz Davies (28).
La moto più vincente è la 916/996/998 con 120 vittorie, seguita dalla 851/888 con 78 e dalla Panigale/Panigale V4 con 70.
Il pilota tedesco e la squadra italiana proseguiranno insieme il percorso nel WorldSBK, con l’obiettivo di concretizzare e migliorare le buone prestazioni mostrate nell’anno di esordio. L’armonia all’interno del Team è ottima, Philipp ha ottenuto una settima piazza come miglior risultato finora, in una stagione condizionata anche dall’infortunio subito all’Estoril. Ritornato fisicamente al 100%, Öttl ha ripreso il suo percorso di crescita mostrando miglioramenti turno dopo turno, anche su piste totalmente nuove. Il suo atteggiamento è davvero da grande professionista, lavora metodicamente per studiare le aree su cui migliorare ed il potenziale è davvero elevato. Nell’anno di debutto era difficile chiedere ed aspettarsi di più, ma il fatto che sia sempre in lotta con le moto ufficiali e piloti di maggiore esperienza, dimostra che ha il talento per puntare in alto. Non vediamo l’ora di iniziare una nuova stagione con tutti i riferimenti dell’anno precedente!
Philipp Oettl (Rider): “Sono estremamente carico per affrontare un altro anno insieme al Team Go Eleven! Ci siamo trovati bene fin da subito, e dopo Assen eravamo già vicini al gruppo davanti. Abbiamo avuto qualche intoppo durante la stagione fino a qui, ma sono molto contento che il Team voglia continuare con me. Questa stagione è e sarà tutta di apprendimento, a volte facciamo passi avanti, a volte facciamo passi indietro, ma è parte del processo di crescita. Sappiamo di avere un bel potenziale, quindi sono super contento di fare un anno in più con loro!”
Denis Sacchetti (Team Manager): “Penso che sia la naturale continuazione del percorso che abbiamo iniziato insieme alla fine del 2021, e sono molto motivato di portare avanti questo progetto in cui credo ancora di più oggi. Abbiamo avuto modo di lavorare con Philipp ed apprezzarlo sia dal lato professionale che da quello umano. Ha un potenziale enorme e sono molto contento di continuare con lui, c’è un feeling speciale tra lui ed il Team ed abbiamo un obiettivo importante che ci unisce. Quindi andiamo avanti a tutto gas, ora la motivazione è molto alta, dobbiamo divertirci!”
Niente qualifiche notturne. Con la pista bagnata a causa della pioggia caduta nel tardo pomeriggio, il regolamento prevede uno stop alle sessioni notturne. Per decretare lo schieramento della griglia di partenza di gara 1 e gara 2 ci sarà dunque solo la sessione di domani mattina. Né la Superbike, né la Supersport, dunque, sono più scese in pista dopo le prove libere del mattino e questo è il bilancio.
In Superbike Michele Pirro è stato il più veloce del venerdì, con il tempo di 1:35.938, ma considerando anche il turno di libere disputato giovedì sera, il migliore nella classifica combinata è Delbianco con un giro in 1’35.729. Il secondo pilota del Barni Spark Racing Team Michal Filla si è piazzato sedicesimo con il tempo di 1:39.472.
Stessa sorte per la Supersport che questa mattina è scesa in pista per le libere 2 ed è rimasta ai box per la Q1. Spinelli, con il tempo di 1:38.730 ha ottenuto il secondo tempo di giornata a soli 57 millesimi da Ferrari ed è terzo nella combinata.
Per le due classi domani turno di qualifiche rispettivamente dalle 12.10 e dalle 12.40 e poi gara notturna con partenza alle 20:55 per la SSP e 21.35 per la SBK.
Il Prosecco DOC Czech Round, sesto appuntamento della stagione 2022 del WorldSBK, inizia con sensazioni positive per il Barni Spark Racing Team. I due piloti della squadra bergamasca hanno preso “strade” diverse, ma il risultato è ugualmente incoraggiante.
Luca Bernardì, in sella alla Panigale V4 R, è riuscito a essere incisivo nella guida in entrambi i turni. Il Sammarinese ha concluso le FP1 con il quindicesimo tempo girando in 1:33.753, a un solo decimo dal tempo di Syahrin (Honda), undicesimo. Nelle FP2 il tempo di Bernardi è migliorato di un paio di decimi (1:33.578), ma non la sua posizione nella classifica combinata, dove si è piazzato diciassettesimo. Luca ha lavorato sia sull’assetto che sulle soluzioni degli pneumatici in vista di Gara-1 e Gara-2, per le quali la gomma SCX non sarà disponibile.
Oliver Bayliss, con la Panigale V2, ha avuto un approccio più complicato con la pista di Most e solo alla fine della seconda sessione è riuscito a trovare un giro buono che lo ha piazzato in ventunesima posizione assoluta, non lontano dalla top 15, vero target del pilota australiano. Tra il miglior tempo di Oliver e il tredicesimo tempo di Montella (Kawasaki), ci sono infatti solo due decimi di secondo.
Luca Bernardi, #29 – P17 (1:33.578) «Siamo partiti abbastanza bene e già nelle FP1 ho girato sugli stessi tempi dei piloti in lotta per la top 10. Nelle FP2 ho migliorato di due decimi il mio tempo, ma questo non ci ha portato più avanti nella classifica. Al di là della posizione, che non è importante nelle prove libere, l’aspetto positivo è che non siamo distanti dai tempi che avevamo come target. È stato il mio miglior venerdì dall’inizio della stagione e un buon punto di partenza per il weekend».
Oliver Bayliss, #32 – P21 (1:36.278) «Questa volta non siamo partiti con il piede giusto nelle FP1, abbiamo dovuto fare diverse modifiche tra un turno e l’altro per migliorare il feeling con la moto, ma alla fine delle FP2 sono riuscito a fare un giro buono. Ho tanti piloti davanti, ma non c’è un gran distacco in termini di tempo sul giro. Tra il mio e il tredicesimo tempo ci sono solo due decimi di secondo quindi devo fare un giro perfetto domani in Superpole per partire più avanti».
Pamela Bosco, Chief Financial & logistic Officer «Luca è partito con il piede giusto questo weekend, riuscendo a mettersi subito in una buona posizione. Oliver ha avuto qualche difficoltà in più all’inizio, ma il tempo fatto alla fine delle FP2 significa che abbiamo imboccato la strada giusta anche con lui. Contiamo di fare una buona qualifica con entrambi perché sappiamo di poter essere competitivi in gara».
La giornata di Venerdì all’Autodrom Most si è rivelata più complicata del previsto per Philipp Oettl ed il Team Go Eleven; nonostante una buona undicesima posizione finale, ancora il feeling non è ottimo, e la V4-RS si è mostrata nervosa ed aggressiva. Il buon giro sotto il 33 conferma comunque che Philipp riesce ad ottenere il meglio anche se la moto non è ferma e stabile come gradirebbe il pilota tedesco.
Le FP 1 vengono sempre utilizzate per prendere confidenza con il tracciato e con la moto, impostando un set-up base su cui lavorare. Anche qui, in Repubblica Ceca, Go Eleven si è focalizzata sul lavoro a gomme usate, praticamente finite, così da poter utilizzare più treni nei giorni a venire. In 23 giri completati Philipp ha mostrato costanza e consistenza, essendo rapido in tutti i settori; la classifica come sempre è da prendere “con le pinze” perché parecchi avversari hanno montato una nuova gomma sul finale, abbassando i riferimenti.
Nella sessione pomeridiana Philipp è potuto subito entrare in pista con la nuova soluzione posteriore portata qui da Pirelli; ha subito migliorato diversi decimi mettendosi all’interno della Top Ten, ma la V4-RS bianca-azzurro-nera è parsa un po’ troppo nervosa e difficile da guidare soprattutto nel terzo settore. I tempi, comunque, sono stati veloci anche dopo alcuni giri, il che fa ben sperare in caso di gara asciutta. Negli ultimi cinque minuti, la squadra piemontese ha montato un nuovo set di Pirelli, combinato ad una nuova soluzione di Mono posteriore, Philipp ha abbassato subito al primi giro lanciato, scendendo sotto il 33, ma poi ha trovato un po’ di traffico a causa di piloti più lenti, non potendo così sfruttare il secondo passaggio.
Per la giornata di domani sarà fondamentale lavorare sul set-up, studiare bene i dati raccolti oggi, e creare una moto leggermente più tranquilla, che permetta di essere guidata per i 22 giri di gara senza troppa difficoltà. Il margine di miglioramento è comunque ampio, tanto che il best lap di Philipp è venuto fuori in un giro in cui il pilota stesso pensava di aver commesso molti errori. Nel sabato di Most, però, stando alle previsioni, l’acqua dovrebbe cadere copiosa e potremmo assistere ad una delle prime vere gare bagnate dell’anno. Il potenziale di Philipp in caso di Wet Race? Lo valuteremo domani, forse, dal momento che il pilota numero 5 all’Estoril, unica giornata di pioggia della stagione 2022 finora, era stato costretto ad alzare bandiera bianca in seguito alla rottura della clavicola al Venerdì!
Philipp Oettl (Rider): “Il primo giorno qui non è stato così male, non sono scontento, perché anche se abbiamo alcuni problemi di set-up, mi sento di poter migliorare molto. La posizione non è male, abbiamo anche migliorato al pomeriggio. Per domani penso che dobbiamo trovare qualche nuova soluzione, ci sono aree in cui sia io che la mia Ducati V4-RS possiamo essere più veloci rispetto agli altri piloti. Sto faticando un po’, perché qui la mia Ducati è come una bestia, difficile da guidare. Insieme al Team, sono sicuro che possiamo trovare la soluzione. Probabilmente domani pioverà, sarebbe la mia prima volta sul bagnato dopo Barcellona Test!”
Denis Sacchetti (Team Manager): “Questa prima giornata è abbastanza positiva, perché siamo in linea con le ultime prestazioni di Philipp. Nel primo settore l’asfalto è nuovo ed i tempi sono stati subito molto più veloci rispetto allo scorso anno. Il feeling di Philipp è stato un po’ particolare perché sente la moto nervosa, ma abbiamo già individuato alcuni punti su cui migliorare. Penso che abbiamo il margine per fare un bel salto in avanti sul ritmo gara, ci mancano due o tre decimi per stare comodamente all’interno della Top Ten. Domani però potrebbe piovere ed in tal caso si rimescoleranno tutte le carte!”
Il Prosecco DOC Czech Round, sesta tappa della stagione 2022 di WorldSBK, inizia con indicazioni positive per il team Aruba.it Racing – Ducati. Sia nella FP1 che nelle FP2 Michael Rinaldi e Alvaro Bautista hanno girato in modo incisivo chiudendo le prove libere del venerdì rispettivamente in terza e quarta posizione nella classifica combinata. Entrambi i piloti hanno lavorato molto sia sul set up che sulle soluzioni di pneumatici in vista di Gara-1 e Gara-2 per le quali non sarà disponibile la gomma SCX.
Dopo il quarto posto nelle FP1, nel pomeriggio Rinaldi si è migliorato di quasi mezzo secondo chiudendo con il tempo di 1’31.820 e facendo registrare i migliori intertempi sia nel terzo che nel quarto settore.
Notevoli progressi anche per Bautista che dopo aver preso confidenza al mattino con il tracciato di Most sul quale non aveva mai girato con la Ducati Panigale V4R, nelle FP2 ha abbassato il suo tempo di quasi sette decimi (1’31.871) chiudendo a 51 millesimi dal compagno di squadra e 3 decimi dal miglior tempo di Razgatlioglu (Yamaha).
Michael Rinaldi (Aruba.it Racing – Ducati #21) “Sono soddisfatto perché fin dalla prima uscita delle FP1 il feeling è stato subito positivo. Purtroppo ho dovuto fare i conti con un paio di inconvenienti che, sia in FP1 che in FP2, ci hanno fatto perdere minuti preziosi. Ma sono cose che possono succedere. Alla fine siamo comunque terzi dopo il primo giorno di prove libere e le sensazioni sono positive. Dobbiamo mettere insieme tutti i pezzi per riuscire ad essere costanti in tutti i settori della pista”.
Alvaro Bautista (Aruba.it Racing – Ducati #19) “Abbiamo sfruttato le FP1 principalmente per prendere confidenza con questa pista su cui non ho mai girato con la Ducati Panigale V4R. Abbiamo lavorato molto per cercare di capire quale possa essere la soluzione migliore per le gomme in vista delle due gare lunga ma ancora non abbiamo una risposta certa. E’ stato un venerdì molto diverso dagli altri ma alla fine credo che la base su cui possiamo continuare a lavorare sia abbastanza buona”.
WorldSSP
Per Nicolò Bulega e la Ducati Panigale V2 del team Aruba.Racing WSSP si è trattato di un esordio assoluto sul circuito di Most. Il pilota italiano, però, ha dimostrato di trovait rsi subito a suo agio sulla nuova pista girando con un passo gara convincente per chiudere poi le FP2 al secondo posto con il tempo di (1’35.032) a soli 80 millesimi di secondo da Aegerter (Yamaha).
Nicolò Bulega (Aruba.it Racing WSSP #11) “Sono molto felice per come sono andate le cose oggi. Come è già successo altre volte, oggi era per me la prima volta con la moto da gara su questo circuito ed ho trovato subito un buon feeling. Forse abbiamo fatto un po’ di fatica all’inizio delle FP1 ma il team ha lavorato molto bene trovando un setup che mi ha consentito di trovare fiducia giro dopo giro”.
Dopo la splendido weekend vissuto al World Ducati Week, la festa mondiale dei Ducatisti a Misano, il Barni Spark Racing Team affronta uno dei due weekend più impegnativi della stagione: la concomitanza di Campionato italiano velocità, che corre a Misano il quarto round, e del WorldSBK – di scena in Repubblica Ceca sul tracciato di Most – costringe la squadra di Marco Barnabò a un impegno supplementare di uomini e mezzi.
WorldSBK – Round 6
La squadra del WorldSBK e WorldSSP, guidata questa volta da Pamela Bosco – direttrice della parte finanziaria e logistica del team – è già a Most, in Repubblica Ceca, dove si corre il sesto round del campionato. Per Luca Barnardi e Oliver Bayliss, impegnati rispettivamente in Superbike e in Supersport, l’obiettivo è continuare il loro percorso di crescita e migliorare i risultati, entrando stabilmente nella Top 10. Nonostante abbiano effettuato entrambi dei test con le rispettive moto stradali sia Luca che Oliver sono al debutto sul tracciato ceco con una “mille”. Bernardi ha già corso a Most nel 2021, ma nella 600 Supersport, ottenendo un quinto e un sesto posto.
CIV – Round 4
A Misano va in scena la suggestiva Racing Night, con le classi Superbike e Supersport che correranno in notturna la gara 1 del sabato. Michele Pirro e Michal Filla con la Ducati Panigale V4 R in SBK, e Nicholas Spinelli con la Panigale V2, monteranno fari supplementari per uno spettacolo affascinante che già lo scorso anno ha visto un grande successo di pubblico. Gara 2 andrà in scena nell’orario classico della domenica. Michele Pirro guida la classifica del CIV Superbike con 129 punti grazie a cinque vittorie nelle sei precedenti gare e ha un vantaggio di 25 su Canepa. Il #51 è stato anche il vincitore della Racing Night del 2021. Guidare con i fari non sarà invece una novità per Michal Filla che potrà contare sulla sue esperienza nell’endurance. Debutto assoluto in notturna, invece, per Nicholas Spinelli che va a caccia del successo in Supersport dopo il secondo e il terzo posto ottenuti a Misano nel round 1.
Luca Bernardi, #29 «Sono venuto a fare un test a Most con la Ducati Panigale V4S da allenamento e questo mi è servito per capire come interpretare il tracciato con una mille. Lo scorso anno avevo corso qui con la 600 e il circuito mi piace, ma con la Ducati bisogna guidare in modo completamente diverso. L’obiettivo sarà quello di essere sugli stessi tempi dei piloti di centro gruppo fin dal venerdì, perché abbiamo sempre dimostrato di crescere molto nell’arco del weekend, ma dobbiamo partire più avanti, soprattutto in qualifica».
Oliver Bayliss, #32 «Anche io sono venuto a Most a provare con la moto stradale, subito dopo il test di Misano, e ho trovato un circuito che mi ricorda un po’ quelli australiani. Il test era andato molto bene e credo di poter fare un buon weekend qui».
Michele Pirro, #51 «L’esperienza della racing night, la scorsa stagione, è stata promossa sotto molti punti di vista e tornare a guidare sotto i riflettori è molto suggestivo. Visto il gran caldo correre in orario notturno è sicuramente un altro aspetto positivo. Speriamo che sia una bella festa con tanti tifosi come lo è stata l’anno scorso. Il nostro obiettivo è confermare la vittoria del 2021, festeggiare insieme ai nostri sponsor e fare un bel regalo a tutta la famiglia “Barni” che per questo weekend ha dovuto fare uno sforzo supplementare per correre sia in Superbike che nel CIV».
Nicholas Spinelli, #29 «Nel primo weekend del CIV qui a Misano è mancata solo la vittoria, ed è quello che vogliamo cercare di ottenere in questo round. Per la gara in notturna sarà importante prendere subito i nuovi riferimenti, fin dalle prove di questa sera».
Marco Barnabò, Team Principal «Quando abbiamo visto il calendario abbiamo subito cerchiato in rosso questo weekend. Gestire le concomitanze del campionato mondiale e dell’italiano richiede un sforzo enorme in termini di mezzi e di personale. Per tutti sarà fondamentale mantenere alta la concentrazione e svolgere al meglio il proprio compito. Io ho deciso che resterò a Misano visto che mancherà il capotecnico della Supersport, impegnato a Most con Oliver. In Repubblica Ceca ci sarà la responsabile finanziaria Pamela Bosco che, oltre a essersi occupata della parte logistica dei due team, seguirà da vicino il team del WorldSBK».
Repubblica Ceca, Autodromo di Most, a pochissimi passi dalla Germania; Il WorldSBK affronta il Round di metà stagione prima della pausa estiva su un tracciato relativamente nuovo all’interno del circus. Qui le derivate di serie corrono dal 2021, quando le gare si sono rivelate divertenti ed avvincenti, con dure battaglie fin sul traguardo.
Per il 2022 la prima parte di tracciato si è rifatta il look, sostituendo il vecchio asfalto pieno di buche, con uno nuovo che sembra essere molto abrasivo. La pista è un bel mix di curve veloci, cambi di direzione e staccate violente. Proprio a causa dell’elevato consumo riscontrato dai tester, Pirelli non ha portato la SCQ in questo Round, costringendo i piloti a utilizzare la SCX, la gomma più morbida da gara, per la qualifica. La gestione del consumo dello pneumatico sarà fondamentale per le due gare lunghe. Philipp lo scorso anno si è trovato a suo agio sul saliscendi di Most, conquistando un podio in Gara 1 in Supersport; quest’anno sarà differente, dovrà adattarsi alla V4-R e trovare il giusto set-up, con l’obiettivo di ripartire dalla Domenica di Donington, dove il passo gara e la guida erano il linea per la Top Ten. Il rookie numero 5 avrà, inoltre, una spinta extra derivata dal fatto che il Round ceco vedrà molti suoi tifosi ed ospiti, essendo una delle gara più vicine ai suoi luoghi di origine.
Philipp Oettl (Rider): “Affrontare questo tracciato con la Superbike sarà molto diverso rispetto alle cilindrate inferiori, quindi domani dovremo cercare di capire il comportamento della V4-RS e costruire un buon feeling in vista delle gare. Ho sentito che non avremo le SCQ questo weekend, ed il tracciato sarà molto aggressivo con le gomme, quindi dovremo valutare questo aspetto domani. Dopo Donington ed il WDW a Misano, è il terzo weekend di fila in sella, e questo Round arriva due settimane dopo il GBRWorldSBK; penso che questo possa aiutarci a prendere feeling più in fretta. E’ una specie di gara di casa per me, è il Round più vicino che abbiamo dalla Germania, quindi sono motivato , anche se sono consapevole che dovremo lavorare giorno dopo giorno!”
Dopo il round di Donington ed il travolgente World Ducati Week andato in scena a Misano, Alvaro Bautista, Michael Rinaldi ed il team Aruba.it Racing – Ducati sono già arrivati a Most, in Repubblica Ceca, dove da domani mattina prenderà il via il Prosecco DOC Czech Round, sesta tappa della stagione 2022 di WorldSBK.
Alvaro Bautista arriva da leader della classifica (17 punti di vantaggio su Rea, Kawasaki) al weekend che rappresenta il giro di boa del Campionato del Mondo Superbike.
Reduce dal convincente round di Donington, Michael Rinaldi salirà in sella alla sua Ducati Panigale V4R con l’obiettivo di ridurre ulteriormente il gap dal quarto posto in classifica (5 punti).
Per Alvaro Bautista e Michael Rinaldi anche l’ulteriore stimolo di un traguardo di grande prestigio come quello rappresentato dal 1000° podio per Ducati (attualmente sono 999) nel Campionato del Mondo Superbike.
Alvaro Bautista (Aruba.it Racing – Ducati #19) “Sarà per me la prima volta su questo circuito con la Ducati Panigale V4R. Per questo motivo sarà molto importante trovare subito la giusta direzione in termini di setup ed allo stesso tempo iniziare a lavorare sulle diverse soluzioni di gomme. C’è comunque grande fiducia anche alla luce della bella gara che abbiamo fatto domenica dopo Gara-1”.
Michael Rinaldi (Aruba.it Racing – Ducati #21) “Arriviamo a Most dopo il buon weekend di Donington in cui il feeling con la moto è stato molto buono, Non vedo l’ora, quindi, di andare in pista per cercare subito le stesse sensazioni. Sento di essere in un buon momento di forma e la chimica con il team e con la moto è quella giusta. Credo che questo possa essere per noi un weekend importante e non posso nascondere che l’obiettivo sia quello di lottare sempre per il podio”.
WorldSSP
Così come è successo a Donington, per Nicolò Bulega e la Ducati Panigale V2 del team Aruba.it Racing WSSP, quello sul circuito di Most sarà un esordio assoluto anche se il pilota italiano ha avuto comunque la possibilità di familiarizzare con il circuito qualche settimana fa.
Nicolò Bulega (Aruba.it Racing WSSP #11) “Sono molto felice di correre su questo circuito che ho avuto la possibilità di conoscere un mese fa. Un circuito corto ma molto divertente nel quale spero di poter essere competitivo come lo siamo stati a Donington in tutto il weekend. Spero che anche la moto possa adattarsi bene a questo circuito. Non vedo l’ora di entrare in pista”.