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Ducati Globetrotter 90° si è concluso lì dove era partito, a Borgo Panigale, dopo 30.000 chilometri intorno al mondo. Il 15 dicembre la sede della Casa motociclistica italiana ha accolto Timo Schäfer, l’ultimo dei sette motociclisti che dallo scorso 4 luglio si sono avvicendati alla guida della Ducati Multistrada 1200 Enduro in giro per il globo.

Ad aspettare l’arrivo di Timo Schäfer c’erano Claudio Domenicali, Amministratore Delegato della Ducati, e molti dipendenti dell’Azienda bolognese. Domenicali entusiasta si è complimentato con Timo e tutti gli altri sei avventurosi globetrotter per aver affrontato con grinta e passione l’incredibile giro del mondo, che da adesso in poi resterà uno dei più bei ricordi della storia Ducati.

Nei cinque mesi di questo speciale viaggio dedicato ai 90 anni della Ducati, i protagonisti sono stati l’indiano Vir Nakai e poi il francese Laurent Cochet, la belga Jessica Leyne, il brasiliano Eduardo Generali, l’australiano Steve Fraser e l’inglese Hugo Wilson. Tutti loro sono esperti motociclisti, appassionati viaggiatori e soprattutto abili narratori. Giorno dopo giorno sul blog Globetrotter90°.ducati.com hanno infatti tenuto un diario di bordo, per raccontare ai tantissimi fan Ducati cosa stava succedendo durante la loro avventurosa esperienza. Tappa dopo tappa i sette globetrotter si sono passati la speciale fiaccola, simbolico testimone della staffetta creato dal Ducati Design Center e con all’interno una telecamera per filmare e condividere ogni emozione di questa avventura mai tentata prima. Da Bologna alla Scandinavia, poi in Russia e attraverso la leggendaria Transiberiana fino al Giappone, gli Stati Uniti, di nuovo per mezza Europa: finalmente fiaccola e Multistrada 1200 Enduro sono tornati a casa, dopo aver toccato i luoghi simbolo della storia Ducati.

Timo Schäfer ha 30 anni ed è di Karlsruhe, in Germania. Studente di Ingegneria Meccanica, è partito lo scorso 2 dicembre dall’Isola di Man, in Inghilterra. Tappa successiva è stata Maidstone, sempre nel Regno Unito, dove il globetrotter ha incontrato il pilota Paul Smart.

Il giovane motociclista tedesco e la vecchia gloria hanno rievocato quella che Ducati considera la vittoria più importante della sua storia. Il 23 aprile 1972, la prima 200 Miglia di Imola fu infatti vinta da Smart sulla 750 GT di serie; secondo, Bruno Spaggiari sulla stessa moto.

L’incontro tra il globetrotter Timo Schäfer e il 73enne Paul Smart si è concluso in modo davvero speciale. Al momento dei saluti, Smart non ha saputo resistere: è salito sulla sua Ducati Scrambler e ha accompagnato Schäfer fino all’imbocco dell’Eurotunnel, nonostante l’asfalto bagnato e con una temperatura sotto i tre gradi centigradi!

Attraversata la Francia, il Belgio e buona parte della Germania e sempre con temperatura sotto i zero gradi, il globetrotter Timo Schäfer ha poi raggiunto Ingolstadt, in Baviera. Qui si trova l’Audi Museum Mobil, che fino al 30 aprile 2017 ospita la mostra “More Than Red – Passione Ducati” dedicata ai 90 anni della Casa motociclistica bolognese. Timo Schäfer è andato a visitarla. La Multistrada 1200 Enduro e il globetrotter, ancora infangati dopo il lungo viaggio, sono stati festeggiati e tempestati di foto dai visitatori della mostra i quali hanno poi voluto sapere dal motociclista ogni dettaglio della sua avventura.

A seguire, il globetrotter ha attraversato il valico delle Alpi per tornare in Italia e arrivare al Circuito di Monza. Qui, nel 1958 l’allora avveniristica Ducati Siluro di soli 100 cm3 stabilì in una sola giornata – il 30 novembre – ben 44 record mondiali di velocità. Uno degli eroi di quell’impresa fu Santo Ciceri e il globetrotter Timo Schäfer ha vissuto l’indescrivibile emozione di incontrarlo proprio su quella stessa pista.

Poi, la Multistrada 1200 Enduro è arrivata a Firenze per salutare un’altra leggenda vivente della Ducati: Giuliano Maoggi, classe 1926, che nel 1956 vinse il 4° Motogiro d’Italia sulla Gran Sport 100, detta Marianna, progettata da Fabio Taglioni. Valicato il mitico passo della Futa, ecco l’arrivo a Borgo Panigale il 15 dicembre concludendo così l’indimenticabile Globetrotter 90°.

Orgogliosa di celebrare insieme ai propri appassionati il suo 90° anniversario, Ducati vuole rendere memorabile questo traguardo con un volume fotografico che ripercorre la storia dell’azienda attraverso l’attenzione allo stile e al design che, da sempre, contraddistingue il marchio della Casa di Borgo Panigale. 

“Stile Ducati. Una storia per immagini” edito da Skira (Milano, 2016) è un volume da collezione, un suggestivo percorso di scatti unici che mettono in luce la ricerca estetica e le linee delle moto Ducati. Il volume ripercorre l’evoluzione del Design Ducati attraverso 19 icone: dal Cucciolo alla 1299 Panigale S Anniversario, passando per la 916. Oltre 150 foto per raccontare il marchio di Borgo Panigale in un’opera di pregio composta da 336 pagine in lingua italiana e inglese. Una storia unica, sempre volta a esaltare la bellezza, la purezza, la forza dello stile Ducati, che insieme a eleganza e prestazioni è uno dei tre valori fondanti della marca.

Andrea Ferraresi, Direttore Centro Stile Ducati, ha dichiarato: «Ogni nostra moto deve mostrare di avere in sé tutti i geni della marca. Deve avere uno stile sportivo, cioè adrenalinico, muscolare, fluido e tecnico. Allo stesso tempo deve essere un design puro, essenziale, privo di fronzoli, capace di comunicare leggerezza, prestazioni elevate e divertimento di guida. Un design che trasmette, al primo sguardo, un’emozione che è l’anticipazione di quella che si proverà guidando la moto».

Il libro è stato ideato e realizzato all’interno della Ducati, dallo sviluppo del concept alla scelta dello stile fotografico e alla narrazione. Le foto sono ad opera di Giovanni De Sandre, che con la sua grande professionalità ha saputo ritrarre la bellezza di ogni linea delle moto Ducati. 

Gli scatti sono macro delle moto selezionate. Una sequenza unica che mette in luce la ricerca estetica e le linee delle Ducati, presentate come opere d’arte. Alla fine di ogni capitolo c’è lo scatto della moto intera, ritratta su fondo nero, che mette in risalto le linee principali e la bellezza delle sue forme. Tutti i capitoli del libro sono corredati da una breve descrizione della moto e dei più rilevanti aspetti del suo studio, oltre che del contesto storico di riferimento.

La narrazione fotografica, infine, è intervallata da alcune asserzioni che raccontano il Design secondo Ducati. Due delle citazioni presenti nel libro sono, per esempio: «Le nostre moto trasmettono la stessa tensione, concentrazione e potenza che scolpiscono il corpo di un centometrista ai blocchi di partenza» e «Lo stile Ducati si distingue perché lo si trova in ogni singolo componente, anche il meno visibile».

In chiusura, il volume dedica due pagine ai momenti salienti della storia Ducati e all’indice descrittivo delle immagini.

“Stile Ducati. Una storia per immagini” è in vendita in tutte le librerie italiane, su www.skira.net e a partire dal 21 dicembre anche sul sito Ducati all’indirizzo www.shop.ducati.com/it/. Il volume sarà poi disponibile nel mercato librario internazionale a partire dalla primavera 2017. Prezzo al pubblico 80.00 Euro. Formato 29×36,5 cm.

Skira Editore, fondata nel 1928, ha sede a Milano. Accanto alle prestigiose edizioni d’arte e ai cataloghi delle maggiori mostre italiane e internazionali, Skira da molti anni è a fianco dei maggiori brand del Made in Italy nel mondo.

Ducati Globetrotter 90° sta vivendo le sue ultime entusiasmanti fasi.  Partito da Borgo Panigale lo scorso 4 luglio, il viaggio intorno al mondo su Multistrada 1200 Enduro si concluderà il 15 dicembre lì dove è iniziato, alla sede della Casa motociclistica italiana.

Il settimo e ultimo globetrotter è il tedesco Timo Schafer, che ha intrapreso il viaggio il 2 dicembre dall’Isola di Man. Durante la tappa conclusiva di Globetrotter 90°, Schafer percorrerà i restanti duemila chilometri di questa incredibile avventura che in tutto sarà di 30mila chilometri attraverso i luoghi simbolo dei primi novant’anni di storia Ducati.

Timo Schafer ha 30 anni ed è di Karslruhe, in Germania. Studente di Ingegneria Meccanica, la sua prima moto è stata una Cagiva Elephant con motore Ducati. Oggi, Schafer sorridendo dice: “Vuol dire che Ducati era nel mio destino!”. Durante la tappa conclusiva di Globetrotter 90°, Schafer si fermerà nella città di Canterbury per incontrare Paul Smart, protagonista di quella che Ducati considera la vittoria più importante della sua storia. Il 23 aprile 1972, la prima 200 Miglia di Imola fu infatti vinta dal giovane e sconosciuto Smart sulla 750 GT di serie; secondo, Bruno Spaggiari sulla stessa moto.

In Belgio, poi, il settimo globetrotter farà tappa al Circuito di Spa – Francorschamps dove nel 1958 Alberto Gandossi trionfò in sella alla 125 Desmo. Timo Schafer proseguirà quindi per la Germania e in Baviera, a Ingolstadt, si fermerà all’Audi Museum che fino al 30 aprile 2017 ospiterà la mostra “More Than Red – Passione Ducati” che celebra i 90 anni della Casa motociclistica. Infine, il ritorno in Italia, a Monza dove nel lontano 30 novembre 1958 l’avveniristica Ducati Siluro, di soli 100cc, fece 44 record mondiali di velocità. Qui, non c’è dubbio, sarà davvero emozionante l’incontro di Timo Schafer con Santo Ciceri, uno degli eroi di quella mitica giornata di fine anni Cinquanta.

A seguire, Schafer andrà a Firenze per salutare Giuliano Maoggi, classe 1926, leggenda vivente della Ducati: nel 1956 Maoggi vinse il 4° Motogiro d’Italia su Gran Sport 100, detta Marianna, progettata da Fabio Taglioni. Valicato il mitico passo della Futa, la Multistrada 1200 Enduro sarà a Borgo Panigale il 15 dicembre, concludendo la meravigliosa epopea di Globetrotter 90°.

Prima che fiaccola e Multistrada passassero nelle mani del tedesco e ultimo globetrotter, erano state affidate all’inglese Hugo Wilson. Che partito da Lisbona il 17 novembre ha viaggiato giorno e notte con ogni clima e per quasi duemila chilometri tra Portogallo, Spagna e Francia fino all’imbarco a St. Malo.  Dopo la traversata, Wilson è giunto in patria dove la Multistrada 1200 Enduro è rimasta esposta al Motorcyclelive di Birmingham, il più grande show motociclistico del Regno Unito. Subito dopo, il globetrotter è stato a Silverstone, perché qui Mike Hailwood nel 1960 vinse due gare nello stesso giorno e in due classi diverse ma sempre su una Ducati. A Donington, tempio del mondiale Superbike, Hugo Wilson ha poi rievocato i trionfi Ducati in SBK fin dalla prima gara della prima edizione, ovvero il 3 aprile 1988 con Marco Lucchinelli sulla neonata 851 SBK.

All’Isola di Man,  infine, c’è stato l’incontro con il settimo globetrotter Timo Schafer. Il passaggio di testimone si è svolto proprio qui, perché senza dubbio l’Isola di Man è un luogo davvero suggestivo. Nel lontano 2 giugno 1978  durante il massacrante Tourist Trophy, Mike Hailwood, a 38 anni e ormai lontano dalle corse, ottenne un trionfo sulla Ducati 900 SS TT IOM che commosse 300mila spettatori e che l’azienda Ducati celebrò l’anno dopo con la nascita della mitica 900 Mike Hailwood Replica. 

Ducati prosegue con la collaborazione e il supporto al mondo della scuola per la formazione dei futuri tecnici e specialisti. Da settembre il progetto DESI (Dual Education System Italy) è passato dalla fase sperimentale del DESI I (2014-2016) a quella istituzionale, divenendo parte integrante dell’ultimo biennio scolastico dell’Istituto Professionale “Belluzzi Fioravanti” di Bologna, come percorso di alternanza scuola-lavoro “potenziata”, nel quadro di quanto previsto dalla riforma della cosiddetta “Buona Scuola” (L. 107/2015).

La fase sperimentale del DESI I si è conclusa con grande successo, da un lato diventando modello di riferimento in Italia per le esperienze di alternanza scuola-lavoro e di applicazione del sistema duale, dall’altro nel suo scopo primario: accrescere l’impiego dei profili tecnici nella Motor Valley. Oltre alla formazione specifica e pratica ricevuta dai partecipanti, al termine del percorso sei degli allievi di questa prima fase sono stati assunti in Ducati con contratti di apprendistato. In questa seconda fase, i 26 studenti del DESI II hanno avviato il loro percorso formativo: tutti iscritti al 4° anno, i ragazzi per i prossimi due anni alterneranno un mese di aula scolastica a un mese di formazione in Azienda, per un totale complessivo di 1.000 ore nei Training Center aziendali. La riforma della “Buona Scuola” prevede un minimo di 400 ore, di cui larga parte dedicate al cosiddetto «apprendimento in situazione» all’interno dei reparti produttivi, rigorosamente in affiancamento a personale esperto ma senza finalità produttive.

I ragazzi dell’istituto “Belluzzi Fioravanti” che hanno scelto di svolgere il DESI II in Ducati hanno già trascorso tutto il mese di novembre a Borgo Panigale. La loro giornata si è svolta tra lezioni teorico – pratiche ed esercitazioni di gruppo, per acquisire le competenze utili a diventare Tecnici Meccatronici e Operatori CNC (macchine a controllo numerico).

Divisi in due gruppi, i primi hanno già intrapreso anche il percorso di apprendimento nelle cosiddette «learning station», posizionate presso le linee di assemblaggio e dove hanno iniziato a osservare e replicare operazioni sempre più complesse; il gruppo degli Operatori CNC, invece, ha cominciato a imparare a disegnare e progettare in CAD e a realizzare i primi pezzi/utensili di officina.

Combinando istruzione scolastica con formazione pratica in Azienda, il programma DESI II si propone anche l’obiettivo di salvaguardare le competenze tecniche nel territorio della Motor Valley per offrire solide prospettive di crescita professionale ai più giovani. Lo scorso 26 aprile l’Ufficio Scolastico Regionale, la Regione Emilia Romagna, Ducati e Automobili Lamborghini hanno firmato il protocollo che rinnova per altri tre anni (due corsi biennali di studio) il percorso formativo duale promosso sin dal 2014 dalle due aziende italiane del Gruppo Audi. Nella stessa data è stato anche siglato l’accordo con le Rappresentanze e le Organizzazioni Sindacali che sostengono l’iniziativa.

DRE Enduro, gran successo anche in Cina

Pubblicato: 22 novembre 2016 in Ducati, News

Il DRE Enduro è approdato anche in Cina. A pochi giorni dall’arrivo sul mercato cinese della Multistrada 1200 Enduro,  la scuola di guida a cinque stelle della Ducati ha voluto proporre i primi tre corsi di guida off-road anche agli appassionati motociclisti cinesi.

La location scelta per l’edizione cinese del DRE Enduro è stata la città di Dunhuang, nel Deserto del Gobi: una suggestiva oasi, situata nel centro-nord della Cina che ha accolto 50 allievi.

Come a Nipozzano, in Toscana, sede europea del DRE Enduro, anche in Cina il corso di guida in fuoristrada ha avuto un’ambientazione unica: con ostacoli artificiali per gli esercizi di slalom; curve in sequenza; prove di guida in salita e discesa; frenata d’emergenza; asse d’equilibrio; tòle ondulée e la prova detta della bilancia. Inoltre, durante il DRE Enduro cinese è stato realizzato un percorso nel deserto di 16 chilometri, dove gli allievi hanno potuto mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti nella prima parte del corso. Merito del direttore tecnico del DRE Enduro Beppe Gualini, ex-dakariano di grande esperienza, e del capo istruttori del corso Andrea Rossi.

Il DRE Enduro anche in Cina ha offerto agli allievi la possibilità di visitare luoghi unici in un’atmosfera esclusiva e organizzata nei minimi dettagli. Come il sito archeologico di Mogao Caves, fatto di grotte scavate nella roccia nel 400 DC. La seconda giornata è stata invece una full immersion nella pratica, e gli allievi hanno guidato la moto in mezzo a scenari di rara bellezza.

Con l’edizione cinese del DRE Enduro si è chiusa la stagione 2016 della prestigiosa scuola di guida della Casa di Borgo Panigale. Visto il successo di questa stagione, sono già iniziati i preparativi per il secondo anno di corsi. È stato confermato l’impegno in Cina, mentre per le tappe italiane di Nipozzano sono già previste altre date e un coinvolgimento superiore sia degli allievi sia degli accompagnatori.

È iniziata la sesta tappa di Globetrotter 90°, il giro intorno al mondo con la Multistrada 1200 Enduro. Concluso il viaggio dal profondo sud degli Stati Uniti a New York del globetrotter australiano Steve Fraser, la “fiaccola” e la moto Ducati sono rientrati in Europa, a Lisbona, e passate nelle mani dell’inglese Hugo Wilson che arriverà fino all’Isola di Man.

Il nuovo globetrotter ha 54 anni, editore di riviste di motociclismo, ha viaggiato in moto in lungo e in largo per l’Europa e intorno al Mediterraneo. Scrittore e fotografo, Wilson si è appassionato alle due ruote all’età di 10 anni. “Quando ho visto per la prima volta la Ducati di mio cugino – racconta il globetrotter – è stato amore a prima vista! E quando ho finalmente comprato la mia prima moto era ovviamente una Rossa….una Ducati è per sempre”.

Hugo Wilson farà varie soste, una più suggestiva dell’altra. Visiterà, per esempio, Silverstone dove il mitico campione Mike Hailwood nel 1960 vinse due gare nello stesso giorno e in due classi diverse, ma sempre su una Ducati. Meta successiva del sesto globetrotter sarà la città di Donington, in UK, dove il 3 aprile 1988 si disputò la prima gara in assoluto del mondiale Superbike, vinta da Marco Lucchinelli sulla neonata 851 SBK. Destinazione ultima della sesta tappa di Globetrotter 90° sarà, infine, l’Isola di Man dove c’è stata la più bella vittoria di Mike Hailwood, quella del Tourist Trophy il 2 giugno 1978 sulla Ducati 900 SS TT IOM.

In attesa di seguire la sesta tappa di Globetrotter 90°, ecco una sintesi della precedente compiuta dall’australiano Steve Fraser.

Fraser ha percorso 4.200 chilometri e ha viaggiato per 17 giorni. Si è diretto prima a Cincinnati; poi ha attraversato le montagne del Kentucky per arrivare a Nashville, nel Tennessee, da dove ha proseguito per Birmingham, in Alabama. Quindi si è diretto in Georgia, poi in Florida e al circuito di Daytona. Per il globetrotter australiano è stata grandissima l’emozione di poter entrare sulla pista che ha visto due leggendarie vittorie Ducati: quella del 1959 con Franco Farnè in sella alla 125 Desmo VI, e quella del 1986 con Marco Lucchinelli sulla Ducati 750 F1 nella “Battle of the twins”.

A seguire, Steve Fraser ha raggiunto l’estremità più meridionale del Paese, le isole di Key West. E di nuovo verso nord, per arrivare alle montagne del Nord Carolina sfidando continui tornanti e dando sfogo alla potenza della Multistrada 1200 Enduro.  Fraser, infine, è stato in Virginia e subito dopo in New Jersey e nella cittadina di Summit. Qui, il 25 gennaio 1924, giunse un segnale radio dall’Europa. Era stato lanciato da Bologna, dal ventunenne Adriano Cavalieri Ducati che realizzò così la prima trasmissione intercontinentale a onde corte con un minuscolo apparecchio da lui costruito e a cui per valicare mezzo pianeta bastavano 100 Watt, quelli di una lampadina. Con questo doveroso omaggio a un momento che ha cambiato la storia, si sono concluse le tappe americane di Globetrotter 90°.

Baci® Perugina® celebra i 90 di Ducati

Pubblicato: 17 novembre 2016 in Ducati, News

Oltre all’unione dei due miti, questo modellino celebra il 90° anniversario della casa di Borgo Panigale. Per questa speciale occasione, Baci® Perugina® firma, per la prima volta e in esclusiva, un modellino unico ed irripetibile: il carattere fuori dagli schemi, l’originalità e il design del Monster e la tradizione e raffinatezza di Baci® Perugina® racchiusi in un unico modellino per far rivivere l’incanto del mito su due ruote.

Il modellino Ducati Monster Baci® Perugina® è il regalo perfetto per tutti: adulti, bambini, appassionati dello storico marchio di Borgo Panigale o amanti del mondo dei motori, ai quali si desidera donare un piccolo pensiero unito alla bontà e alla qualità dei Baci® Perugina®.

L’esclusivo modellino è presente in due versioni, una con la livrea blu, tempestata di piccole stelle argento, l’altra con la livrea argento ricoperta da un manto di stelline blu, colori iconici di Baci® Perugina®.
Il Ducati Monster Baci® Perugina® è disponibile nei migliori bar e pasticcerie nella confezione da 14 praline al prezzo di € 18.

È la Ducati SuperSport la moto più bella di EICMA 2016. A conclusione della 74esima edizione della rassegna milanese dedicata alla moto è stato proprio il pubblico, che per cinque giorni ha animato e affollato i padiglioni della Fiera Internazionale di Milano-Rho, a decretare la regina assoluta tra le tante moto esposte. Il risultato è frutto del sondaggio “Vota e vinci la moto più bella del Salone”, organizzato dalla rivista italiana Motociclismo. Giunto quest’anno alla dodicesima edizione, il sondaggio ha visto primeggiare Ducati per ben otto volte (aggiudicandosi consecutivamente le ultime quattro edizioni) con moto che, sin dalla loro prima apparizione in fiera, hanno segnato un nuovo riferimento nel panorama motociclistico internazionale.

Oltre 12.000 appassionati hanno espresso la loro preferenza e la SuperSport è risultata la moto più votata sia dai visitatori della Fiera sia dagli utenti del sito di “Motociclismo”. La nuova sportiva stradale Ducati ha conquistato il primo posto con un vantaggio sulla seconda classificata del 13,2% sul totale dei voti.

Lo scrutinio dei voti ricevuti è stato fatto domenica 13 novembre, giornata conclusiva del Salone, presso lo stand di “Motociclismo”, davanti a tanto pubblico e alla presenza di Caterina Tartufari, (Project Manager di EICMA), Piero Bacchetti (Presidente e AD Edisport Editoriale), Federico Aliverti, (Direttore di “Motociclismo”) e Julien Clement (Senior Designer Centro Stile Ducati e designer della SuperSport) che ha ricevuto il riconoscimento in rappresentanza della Casa motociclistica bolognese. La premiazione della “Moto più bella del Salone” è stato l’ultimo atto di un’intensa settimana di esposizione ed eventi che ha visto afflussi record tali da far prevedere un incremento del numero totale dei visitatori di EICMA, rispetto al 2015.

La Ducati SuperSport è pensata per quanti amano una moto di ispirazione sportiva, ma in grado di offrire comfort e facilità di utilizzo sulle strade di tutti i giorni. Una moto divertente, versatile, con un look e un’anima da vera sportiva Ducati. Una sportiva stradale accessibile grazie alla sua facilità di guida, alla sicurezza attiva offerta dal Ducati Safety Pack (ABS Bosch + Ducati Traction Control) e all’elevato valore del suo equipaggiamento, in rapporto al prezzo, abbinato ai lunghi intervalli di manutenzione.

La SuperSport è equipaggiata con il motore bicilindrico Testastretta 11° da 937 cm³, che eroga 113 CV e una curva di coppia piena e lineare. Grazie ai tre Riding Mode (Sport, Touring e Urban), il carattere della SuperSport si adatta per offrire il massimo divertimento in ogni condizione. Agile in città, comoda in autostrada ed efficace tra le curve dei percorsi fuoriporta, la SuperSport è decisamente una moto versatile. La posizione in sella confortevole per pilota e passeggero, la protezione aerodinamica assicurata dal plexiglass regolabile in altezza e la buona autonomia garantita dal serbatoio da 16 litri, fanno della nuova sportiva Ducati anche una divertente compagna di viaggio sui tragitti di media lunghezza.

La gamma SuperSport comprende anche la versione SuperSport S, equipaggiata di sospensioni Öhlins completamente regolabili, Ducati Quick Shift up/down e coprisella passeggero; questi ultimi contenuti sono comunque disponibili, come accessori, anche per la SuperSport.

Sin dal primo giorno di apertura il pubblico ha affollato lo stand Ducati. Sette le grandi novità presentate di cui cinque per Ducati (dalla esclusiva e ipertecnologica 1299 Superleggera, passando ai due nuovi Monster 797 e 1200, quindi la nuova Multistrada 950 e, ovviamente la SuperSport), e due per Scrambler® (il Desert Sled e la Cafè Racer). Sette nuove moto da sogno che hanno giocato un ruolo da protagoniste in questa kermesse milanese, 74esima edizione EICMA.

Ducati sembra aver polarizzato l’attenzione delle migliaia di visitatori che continuano a riempire i padiglioni della Fiera Internazionale di Rho per la 74a Esposizione Internazionale del Motociclo, che si concluderà domenica 13 novembre. Il padiglione 18, stand G76 e G68, è costantemente invaso da una folla di appassionati che vogliono vedere da vicino le cinque novità Ducati e le due nuove Scrambler®.

Al centro dell’affollato stand Ducati c’è la SuperSport, la nuova sportiva stradale che, svelata a ottobre in occasione di Intermot a Colonia, continua a raccogliere consensi e a suscitare grande interesse. La Ducati SuperSport, disponibile anche in versione S, è pensata per quanti amano una moto di ispirazione sportiva ma in grado di offrire comfort e facilità di utilizzo sulle strade di tutti i giorni.

Una moto divertente, versatile e accessibile, con un look e un’anima da vera sportiva Ducati. Una sportiva stradale accessibile grazie alla sua facilità di guida, alla sicurezza attiva offerta dal Ducati Safety Pack (ABS Bosch + Ducati Traction Control) e all’elevato valore del suo equipaggiamento, in rapporto al prezzo, abbinato ai lunghi intervalli di manutenzione.

La SuperSport è equipaggiata con il motore bicilindrico Testastretta 11° da 937 cm³, che eroga 113 CV e una curva di coppia piena e lineare. Grazie ai tre Riding Mode (Sport, Touring e Urban), il carattere della SuperSport si adatta per offrire il massimo divertimento in ogni condizione. Agile in città, comoda in autostrada ed efficace tra le curve dei percorsi fuoriporta, la SuperSport è decisamente una moto versatile. La posizione in sella confortevole per pilota e passeggero, la protezione aerodinamica assicurata dal plexiglass regolabile in altezza e la buona autonomia garantita dal serbatoio da 16 litri, fanno della nuova sportiva Ducati anche una divertente compagna di viaggio sui tragitti di media lunghezza.

Ducati è presente a EICMA 2016 con un’area espositiva di oltre mille metri quadri sui quali sono presenti 32 moto. Oltre alla SuperSport, sono ben quattro le grandi novità proposte per il 2017.  Ruolo da “superstar” di EICMA 2016 lo gioca la 1299 Superleggera. Un gioiello di stile, tecnologia;  la prima moto stradale di serie con telaio, forcellone, telaietto e ruote realizzati in fibra di carbonio. Con i suoi 215 cavalli (omologati EURO 4), questa esclusiva moto, prodotta in serie limitata di soli 500 esemplari, rappresenta la massima espressione ingegneristica, tecnologica e prestazionale mai prodotta in serie da una casa motociclistica.

I nuovi Monster 1200 e 797 dominano l’area dedicata all’iconica moto della Casa di Borgo Panigale. Il Monster 1200 è un progetto nuovo nel design e nei contenuti, dove volumi, silhouette, serbatoio e proiettore sono fedeli alle linee della moto nata nel 1993, ma resi attuali e ancora più accattivanti da tecnologie e componentistica all’avanguardia. Disponibile anche nella preziosa e performante versione S, il Monster 1200 vanta un’elettronica di riferimento derivata da quella utilizzata nella 1299 Panigale.

Il Monster 797 offre l’opportunità di ingresso al mondo Monster. Semplice ed essenziale come l’iconica moto degli anni ’90, il Monster 797 è stata reinterpretata in chiave moderna, pur mantenendo caratteristiche peculiari come la linea del serbatoio, il proiettore di forma circolare e il telaio a traliccio potendo contare su un motore bicilindrico  raffreddato ad aria.

Altra importante novità dello Stand Ducati è la Multistrada 950, la più piccola delle “multibike” di Borgo Panigale, progettata per regalare tutte le emozioni proprie della Multistrada ma in un modo più accessibile e versatile. La Multistrada 950 è stata pensata per offrire prestazioni alla portata di tutti, sia a chi vuole affrontare lunghi viaggi, magari in coppia, sia a chi vuole una moto agile e divertente da usare tutti i giorni.

I nuovi Scrambler® Café Racer e Desert Sled sono esposti nell’area dedicata alla “Land of Joy” del nuovo brand Ducati, dove sono presenti 11 moto, 7 container, la web radio e una divertente esperienza di Realtà Virtuale che permette di configurare uno Scrambler®. Le due nuove moto sono le star indiscusse di questa animata area espositiva; la Cafè Racer interpreta l’essenza delle leggendarie moto che negli anni ’60 hanno dato vita una vera e propria rivoluzione nel mondo delle due ruote, mentre la Desert Sled riprende lo spirito off-road delle moto americane da fuoristrada degli anni ’70 e ’80. Scrambler® è protagonista all’EICMA 2016 anche nell’area esterna dove, sabato 12 novembre, dalle ore 13.50 fino alle 15.50, si svolgerà una gara di Flat Track a inseguimento per la gioia del pubblico che animerà il fine settimana conclusivo della 74a Esposizione Internazionale del Motociclo.

De segnalare anche la partecipazione dei piloti Ducati che hanno voluto vedere in prima persona le novità presenti allo stand di Borgo Panigale. Nei primi giorni Andrea Dovizioso e Casey Stoner hanno incontrato il grande pubblico Ducatista e non solo, quindi è stata la volta di Carlos Checa, per arrivare poi a Marco Melandri che nella giornata di venerdì si è fatto un vero e proprio bagno di folla nell’area espositiva Ducati. Chiuderà Chaz Davies, previsto sabato per il gran finale di EICMA 2016.

Ducati 1299 Superleggera

Pubblicato: 8 novembre 2016 in Ducati, News

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Ducati porta il mondo delle Supersportive stradali ad un livello mai raggiunto prima presentando la 1299 Superleggera: la prima moto stradale di serie con telaio, forcellone, telaietto e ruote realizzati in fibra di carbonio. La 1299 Superleggera rappresenta la massima espressione ingegneristica, tecnologica e prestazionale mai prodotta in serie da una casa motociclistica.

Con la 1299 Superleggera i capisaldi di Ducati “Style, Sophistication and Performance” raggiungono un livello mai toccato prima. Telaio e forcellone, completamente realizzati in fibra di carbonio così come le pregiatissime ruote sono elementi unici e propri della 1299 Superleggera. La carenatura, anch’essa realizzata in fibra di carbonio, è solo la punta dell’iceberg di un progetto unico che solo una Casa come Ducati che ha le corse nel DNA poteva realizzare.

Sotto il vestito in fibra di carbonio si nasconde la versione più performante del Superquadro. Grazie ai suoi 215 cavalli il motore desmodromico EURO 4 che equipaggia la 1299 Superleggera è il bicilindrico di serie più potente mai prodotto e rappresenta la massima espressione tecnologica della Casa di Borgo Panigale.

L’esclusività della 1299 Superleggera è poi enfatizzata dal nuovo pacchetto elettronico che utilizza un sistema di piattaforma inerziale a sei assi (6D IMU – Inertial Measurement Unit) per gestire i controlli elettronici che su questa moto raggiungono un livello da primato. Questo sistema ha permesso di evolvere il Ducati Traction Control EVO (DTC EVO) presentato sulla 1299 Panigale S Anniversario grazie all’introduzione del Ducati Slide Control (DSC) che garantisce performance ancora più elevate in uscita di curva. La 1299 Superleggera è inoltre la pima Superbike Ducati ad essere equipaggiata col Ducati Power Launch (DPL), oltre ad avere l’Engine Brake Control (EBC) già presente sulle precedenti versioni.

Le performance della 1299 Superleggera sono tenute a bada dalla nuova calibrazione dell’ABS Cornering Bosch che garantisce frenate da riferimento, in tutta sicurezza.

La 1299 Superleggera tocca l’incredibile peso di 156 kg a secco.

La 1299 Superleggera è esclusiva in tutto, anche nel numero di esemplari prodotti: sono infatti solo 500 le unità prodotte di questa moto. Assieme alla moto i clienti hanno ricevuto il kit pista che comprende lo scarico completo racing Akrapovič in titanio, il plexiglass Racing, il kit rimozione portatarga, il kit rimozione cavalletto laterale, i tappi sostitutivi degli specchi lavorati dal pieno, il cavalletto anteriore e posteriore e il telo coprimoto.

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Telaio
• Monoscocca in fibra di carbonio
• Forcellone monobraccio in fibra di carbonio
• Cerchi in fibra di carbonio con mozzi in alluminio avvitati
• Telaietto posteriore in fibra di carbonio
• Serbatoio in alluminio
• Carena in fibra di carbonio
• Forcella a steli rovesciati pluriregolabile Öhlins FL936 da 43 mm di diametro
• Ammortizzatore pluriregolabile Öhlins TTX36 con molla in titanio
• Pompa radiale anteriore Brembo MCS 19.21
• Pastiglie freno Brembo TT29OP1 con coefficiente d’attrito incrementato
• Numero identificativo sulla testa di sterzo 1/500

Motore
• Superquadro da 215 CV a 11.000 giri/minuto e 14,9 kgm a 9.000 giri/minuto
• Omologazione EURO 4
• Pistoni da 116 mm di diametro con 2 segmenti che incrementano il rapporto di compressione e canne cilindro in alluminio per la riduzione del peso
• Albero motore alleggerito con pastiglie di equilibratura in tungsteno
• Bielle in titanio
• Basamenti motore fusi in sabbia
• Valvola di aspirazione e scarico in titanio con diametri maggiorati
• Testa motore con condotti di aspirazione e scarico specificatamente sviluppati
• Alberi a camme con alzata maggiorata
• Impianto di scarico completo interamente in titanio Akrapovič con doppio silenziatore alto

Elettronica
• 6D Inertial Measurement Unit (IMU) Bosch
• Ducati Traction Control EVO (DTC EVO)
• Ducati Slide Control (DSC)
• Ducati Wheelie Control EVO (DWC EVO)
• Engine Brake Control (EBC)
• ABS Cornering Bosch
• Ducati Power Launch (DPL)
• Ducati Quick Shift (DQS) up/down
• Pulsanti dedicati sul manubrio per regolazione di DTC, DSC, DWC e EBC durante l’uso in pista e attivazione DPL
• Ducati Data Analyser + (DDA+)
• Batteria agli ioni di litio

Race Kit
• Scarico completo racing Akrapovič in titanio con doppio terminale alto
• Telo coprimoto
• Cavalletto anteriore e posteriore
• Kit rimozione portatarga
• Plexiglass Racing
• Kit rimozione cavalletto laterale
• Tappi sostitutivi degli specchi lavorati dal pieno

La leggerezza della fibra di carbonio
La progettazione di telaio e forcellone è stata eseguita interamente all’interno di Ducati sfruttando l’esperienza di Ducati Corse per quanto riguarda le metodologie di calcolo, la scelta
del materiali e le modalità di delibera sperimentale. Nella fase di sviluppo i componenti sono stati sottoposti a severi test di delibera per garantirne l’integrità in tutte le condizioni di esercizio e ogni pezzo viene sottoposto ad un controllo della qualità del tutto simile a quello utilizzato per la MotoGP.

La qualità dei componenti strutturali in fibra di carbonio è garantita da tre differenti metodi di controllo non distruttivo (NDI – Non Destructive Inspection) utilizzati in campo aerospaziale:
• Active Transient Thermography: permette di ispezionare il componente negli strati
superficiali ed è indispensabile per un’accurata analisi di superfici complesse e zone di
bordo.
• Ultrasonic Phased Array: basata sulla tecnica Pulse Echo, permettere una
visualizzazione bidimensionale. È più dettagliata rispetto alle procedure di test ad
ultrasuoni convenzionali, grazie ad una superiore copertura e una maggiore sensibilità.
• Computed Axial Tomography: consiste in una ispezione tridimensionale a raggi X che
assicura la copertura del 100% del volume del componente controllato.
Tali controlli vengono eseguiti sull’intera produzione per accertarne la qualità costruttiva.

Il telaio monoscocca è prodotto in fibra di carbonio ad alta resistenza e sistema di resina resistente alle alte temperature con inserti realizzati in lega di alluminio 7075 e co-laminati nella struttura in composito. Questa tecnologia costruttiva ha permesso un risparmio di peso pari al 40% (- 1,7 kg) rispetto al telaio monoscocca in alluminio della 1299 Panigale.

Il forcellone monobraccio, anch’esso realizzato in fibra di carbonio ad alta resistenza e sistema di resina resistente alle alte temperature con inserti realizzati in lega di alluminio 7075 e colaminati nella struttura in composito, garantisce un risparmio di peso pari al 18 % (- 0,9 kg) rispetto all’unità in alluminio della 1299 Panigale.
La 1299 Superleggera è equipaggiata inoltre col telaietto posteriore in fibra di carbonio, simile aquello utilizzato sulla 1199 Superleggera così come è in fibra di carbonio la carenatura, il
parafango anteriore, il parafango posteriore e i paracalore dello scarico.
Le preziose ruote della 1299 Superleggera sono realizzate con fibra di carbonio ad alta resistenza e hanno mozzi in alluminio avvitati alla struttura in composito. Entrambe le ruote permettono un risparmio di peso pari a – 1,4 kg rispetto alle ruote forgiate in alluminio con una riduzione di inerzia di rotolamento, sempre rispetto alle ruote in alluminio, del 26 % all’anteriore
e al 44 % al posteriore a tutto vantaggio della maneggevolezza. Le ruote della 1299Superleggera calzano pneumatici Pirelli Diablo Supercorsa SP.

Sospensioni e freni da Superbike
La raffinata ciclistica della 1299 Superleggera è completata da sospensioni Öhlins e freni Brembo da vera Superbike. La 1299 Superleggera è equipaggiata con una forcella a steli rovesciati pluriregolabile Öhlins FL936 da 43 mm di diametro che pesa 1,35 kg meno della forcella Öhlins della Panigale R. Al posteriore, invece, l’ammortizzatore pluriregolabile Öhlins TTX36 è dotato di molla in titanio che pesa 0,5 kg in meno dell’unità in acciaio montata sulla Panigale R.

Il reparto freni invece conta all’anteriore due dischi Brembo da 330 mm di diametro morsi da pinze monoblocco Brembo M50 con nuove pastiglie freno TT29OP1 comandate da una pompa radiale Brembo MCS 19.21. Al posteriore invece c’è un disco singolo da 245 mm di diametro.

Il Superquadro più potente di sempre
215 CV a 11.000 giri/minuto e 14,9 kgm a 9.000 giri/minuto. Sono questi gli incredibili valori di potenza e coppia massima raggiunti dal bicilindrico Superquadro omologato EURO 4 che equipaggia la 1299 Superleggera. Per raggiungere tali prestazioni gli ingegneri Ducati sono intervenuti profondamente su alcuni dei componenti principali del motore, a cominciare dall’albero motore, alleggerito, con perno di biella maggiorato dotato di pastiglie di equilibratura in tungsteno. Le bielle, in titanio, sono nuove così come i pistoni da 116 mm di diametro, ora con due soli segmenti come sui motori Superbike e con un cielo lavorato che ha portato il rapporto di compressione a 13,0:1. Altra novità importante riguarda le canne dei due cilindri, realizzate in alluminio anziché in acciaio come sulla 1299 Panigale. Aggiungendo il contributo di un volano alleggerito, la differenza di peso del “cuore del motore” (albero motore, bielle, pistoni, canne dei cilindri e volano) risulta di circa 2,4 kg rispetto a quello della 1299 Panigale (-21,5%).

Anche le teste del motore sono state riviste. Le valvole, entrambe in titanio, hanno un diametro maggiorato ed oggi anche superiore a quello dei motori da gara Superbike. Quelle di aspirazione sono da 48 mm di diametro contro i 46,8 mm della 1299 Panigale mentre quelle di scarico hanno un valore pari a 39,5 mm di diametro contro i 38,2 mm della 1299 Panigale. I condotti di aspirazione e scarico sono stati evoluti di conseguenza, migliorando la fluidodinamica grazie anche al contributo di nuovi alberi a camme che non solo presentano un’evoluzione dei profili, ma permettono anche una maggiore alzata valvole. Ricerca delle prestazioni e contenimento dei pesi sono un focus fondamentale per questo modello, ed anche per le teste motore questo è stato perseguito ottenendo un risparmio di circa 0,4 kg.

La 1299 Superleggera è dotata di un nuovo sistema di asservimento e antisaltellamento della frizione che migliora il feeling e la stabilità nella guida, associato all’utilizzo di una nuova
campana frizione forgiata in alluminio.

Un aumento di prestazioni ha richiesto naturalmente l’adozione di soluzioni tecniche per garantire la corretta affidabilità ed il rispetto delle normative fonometriche. Sono stati modificati
molti elementi strutturali del bicilindrico come ad esempio i basamenti, che oggi sono realizzati con la tecnologia della fusione in sabbia, e la nuova distribuzione, dotata di catena “silenziosa”.

Complessivamente quindi in termini di risparmio di peso, il nuovo Superquadro raggiunge il considerevole traguardo di 2,1 kg in meno rispetto al motore della 1299 Panigale.

Anche il sistema di aspirazione è stato rivisto sulla 1299 Superleggera. Il filtro dell’aria è uno Sprint Filter P08 ad elevata permeabilità con superficie maggiorata di derivazione SBK. Il corpo farfallato è dotato di nuove farfalle aerodinamiche con un profilo studiato per offrire un miglior afflusso d’aria mentre i cornetti di aspirazione hanno altezze ottimizzate sulle due bancate a differenza della 1299 Panigale che presenta cornetti della medesima lunghezza.

La 1299 Superleggera è dotata infine di un impianto di scarico completo interamente in titanio Akrapovič con doppio silenziatore alto, come sulla Panigale ufficiale che corre nel Campionato
Mondiale Superbike.

Con il Superquadro che equipaggia la 1299 Superleggera, Ducati ha realizzato non solo il bicilindrico stradale più potente della sua storia, ma anche un motore perfettamente conforme alle normative EURO 4, un motore in grado di erogare 10 CV (+ 4,9%) e 0,2 kgm (+ 1,5%) in più rispetto alla 1299 Panigale.

La 1299 Superleggera è inoltre dotata di una leggerissima batteria al Litio che ha permesso un risparmio di peso di 1,7 kg rispetto all’unità presente sulla 1299 Panigale.

Per chi vuole usare la moto solo in circuito, assieme alla 1299 Superleggera, viene fornito il kit pista che per quanto riguarda il motore comprende uno scarico completo in titanio Akrapovič.
Questo scarico è più leggero di 4 kg* rispetto all’unità stradale e permette un aumento di potenza massima di 5 CV.

Elettronica da MotoGP
La 1299 Superleggera è la prima moto di Borgo Panigale ad essere equipaggiata col nuovo pacchetto elettronico che sfrutta la piattaforma inerziale a sei assi (6D IMU – Inertial Measurement Unit). Questo pacchetto elettronico comprende DTC EVO, DSC, DWC e EVO ed è in grado di regalare all’utente un’esperienza di controllo della moto molto vicina a ciò che si prova guidando una MotoGP.

Ducati Traction Control EVO (DTC EVO)
Il DTC EVO, che equipaggia la 1299 Superleggera, deriva da quello già presentato sulla 1299 Panigale S Anniversario ed è basato su un inedito algoritmo che rende gli interventi più precisi e veloci. Il DTC EVO si interfaccia con l’Inertial Measurement Unit (IMU) Bosch, misurando in ogni momento l’angolo di piega della moto ed utilizzandolo per giudicare in modo più accurato l’intervento necessario per garantire lo slittamento ideale della gomma posteriore (in base al livello di DTC EVO inserito).

Inoltre il DTC EVO prevede l’intervento delle valvole dei corpi farfallati, in aggiunta alla gestione dell’anticipo dell’accensione e dell’iniezione. In tutte le situazioni in cui non è necessario un intervento rapido del DTC EVO, l’utilizzo delle valvole del corpo farfallato permette di mantenere ottimali i parametri della combustione, ottenendo una risposta del motore ed un intervento più fluido.

Con un controllo di trazione di tipo semplice, quando viene determinato lo slittamento della gomma posteriore, il sistema interviene per controllarlo. Quando l’aderenza torna ottimale il sistema riduce l’intervento fino a quando lo slittamento si verifica di nuovo. E il ciclo si ripete. Ciò si traduce in un grafico che mostra le oscillazioni di intervento attorno ad una “linea di intervento ideale” teorica che rappresenta il limite della trazione. Il DTC EVO reduce la magnitudo di queste oscillazioni portando il sistema a intervenire vicino alla linea di perfetto intervento. Questo tipo di comportamento è particolarmente vantaggioso nei casi in cui il grip cambia, come nel caso di usura del pneumatico posteriore.

In aggiunta a questa maggiore precisione di intervento, quando fissato a livello “1” o “2”, il DTC EVO aggiunge una nuova funzionalità che consente al pilota di controllare la moto ad un livello precedentemente raggiungibile solo dai piloti esperti o piloti professionisti. Adesso, quando la moto è in piega, il pilota può usare il comando gas per richiedere uno slittamento maggiore di quello ottenuto dal normale livello di intervento in modo da permettere alla moto, facendo perno sulla ruota anteriore, di chiudere la traiettoria della curva. Il DTC EVO permette di fare questomantenendo sotto controllo i parametri di sicurezza, permettendo a tutti gli effetti di chiudere la traiettoria con la ruota posteriore.

Ducati Slide Control (DSC)
L’introduzione della 6D IMU ha permesso di aggiungere al Ducati Traction Control EVO (DTC EVO) il Ducati Slide Control (DSC), sviluppato in collaborazione con Ducati Corse. Questo nuovo sistema supporta il pilota controllando la coppia erogata dal motore in funzione dell’angolo di slide; il suo obiettivo è quello di migliorare le performance in uscita di curva prevenendo angoli di slide che risulterebbero altrimenti difficili da gestire. Il DSC funziona grazie alla 6D IMU che fornisce alla centralina di controllo della dinamica del veicolo le informazioni
sulla dinamica della moto (come angolo di piega, accelerazione e molto altro). Grazie a questi dati e in funzione del livello selezionato dall’utente il DSC estende il range di utilizzo della moto a tutti fornendo un assistenza migliorata in condizioni di guida al limite.

Come il DTC EVO, il DSC, gestisce le riduzioni di coppia intervenendo sull’apertura delle valvole a farfalla, la riduzione dell’anticipo e i tagli di iniezione. In tutte le situazioni in cui non è necessario un intervento rapido del DSC, l’utilizzo delle valvole del corpo farfallato permette di mantenere ottimali i parametri della combustione, ottenendo una risposta del motore ed un intervento più fluido.

Il DSC è regolabile su tre livelli: passando dal livello 1 al livello 3 il sistema permette di controllare con maggiore facilità valori di angolo di slide altrimenti difficili da gestire. È possibile modificare il livello di intervento del DSC entrando nel menù, dal quale è possibile impostare anche i valori di DTC Evo e DWC EVO. È possibile inoltre impostare il controllo diretto del DSC anche attraverso i tasti Up & Down sul semimanubrio di sinistra. Il valore impostato del DSC è sempre visibile sul cruscotto.

Ducati Wheelie Control EVO (DWC EVO)
La 1299 Superleggera è inoltre equipaggiata con l’ultima versione del Ducati Wheelie Control (DWC). Questo sistema, denominato EVO, è stato rivisto sia nella struttura dei controllori sia
nell’algoritmo, per un maggiore link con le richieste del pilota. Si tratta di un’evoluzione del sistema che equipaggia la 1299 Anniversario.

Ducati Power Launch (DPL)
Altra novità presente sulla 1299 Superleggera è il Ducati Power Launch (DPL) che per la prima volta fa la propria apparizione su una Panigale. Questo sistema, regolabile su tre livelli, è in
grado di garantire partenze fulminee permettendo all’utente di concentrarsi solo sulla gestione del rilascio della frizione. Una volta impostato, l’utente potrà inserire la prima marcia e
spalancare il gas: il DPL, durante la prima fase della partenza, mentre l’utente modulerà il rilascio della frizione, manterrà il motore stabile attorno ad un regime ottimale funzione del
livello selezionato; nella seconda fase, quando la frizione sarà completamente rilasciata, il DPL controllerà la coppia erogata per garantire l’accelerazione associata al livello scelto. Per il proprio funzionamento il DPL sfrutta le funzionalità del DWC e tiene sempre attivo il DTC, per garantire il massimo livello di sicurezza in ogni situazione.
Il sistema si disinserisce automaticamente al di sopra della velocità di fine manovra, oppure una volta inserita la terza marcia. Per preservare la frizione il sistema sfrutta un algoritmo che
permette solo un numero limitato di partenze consecutive. I lanci si ricaricano uno alla volta quando l’utente utilizza la moto normalmente.
Il DPL è regolabile su 3 livelli e si inserisce schiacciando contemporaneamente i tasti Up & Down sul semimanubrio di sinistra. Il livello 1 è quello che predilige le performance in partenza,
il livello 3 è quello più “safe and stable”

ABS Cornering Bosch
Anche il sistema ABS Cornering Bosch è stato evoluto sulla 1299 Superleggera. Per prima cosa è stato ricalibrato in funzione delle nuove masse in rotazione rappresentate dalle leggerissime ruote in fibra di carbonio, poi è stato dotato di una nuova logica di funzionamento che garantisce frenate più efficaci e sicure a moto piegata. Il sistema in questa evoluzione è in grado di offrire un migliore controllo dell’ABS quando la moto è in piega offrendo maggiori performance sia in termini di decelerazione ottenibile sia di sicurezza.

Engine Brake Control (EBC)
L’EBC (Engine Brake Control) è stato messo a punto per aiutare i piloti a ottimizzare la stabilità dei veicoli in condizioni estreme di ingresso in curva, nelle competizioni dei campionati del
mondo MotoGP e Superbike, bilanciando le forze alle quali è sottoposto lo pneumatico posteriore in condizioni di applicazione intensiva del freno motore. L’EBC effettua il monitoraggio della posizione della farfalla, della marcia selezionata e della decelerazione dell’albero motore durante le frenate estreme, e regola con precisione le aperture del gas del sistema Ride-by-Wire per equilibrare le forze di coppia applicate allo pneumatico. L’EBC può essere settato su tre livelli accessibili dal cruscotto della 1299 Superleggera e integrati automaticamente nei suoi tre Riding Mode per assistere ulteriormente il pilota in maniera straordinariamente efficiente.

Ducati Data Analyser+ GPS (DDA+ GPS)
La 1299 Superleggera è infine equipaggiata di serie col Ducati Data Analyser+ GPS (DDA+GPS). Questo sistema, comprensivo di software anche Mac-compatibile e di una scheda USB di recupero dati, consente di valutare le prestazioni di moto e pilota presentando graficamente specifici canali di dati. DDA+ GPS rappresenta l’ultima generazione del Ducati Data Analyser con funzione GPS che registra automaticamente i tempi sul giro ogni qualvolta la Panigale taglia la linea del traguardo in un circuito. Quando il pilota, tagliando il traguardo, preme il pulsante di lampeggio proiettore, il sistema altamente innovativo registra le coordinate relative a tale posizione e provvede poi a registrare ogni tempo sul giro successivo al completamento delle varie tornate.
Il DDA+, strumento essenziale sulle moto da corsa, consente di registrare numerosi canali di dati tra cui apertura del gas, velocità del mezzo, regime del motore, marcia selezionata, temperatura del motore, distanza percorsa, giri e tempi sul giro. È inoltre presente un canale dedicato per la registrazione della riduzione di coppia richiesta dai sistemi che compongono il
pacchetto elettronico presentata come una traccia grafica. Dopo un giro in moto o una sessione in pista, i dati sono scaricabili per confrontare e analizzare nei minimi dettagli le prestazioni di pilota e moto, compreso l’angolo di piega.