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A pochi giorni dall’ultimo round della stagione 2021 di WorldSBK disputato nell’isola di Lombok (Indonesia) sul Mandalika International Street Circuit, il team Aruba.it Racing – Ducati è tornato immediatamente in pista per sostenere l’ultimo test del 2021. 

Sul circuito di Jerez de la Frontera (Spagna), Alvaro Bautista è salito nuovamente in sella alla Ducati Panigale V4R con cui ha concluso al secondo posto la stagione 2019 di WorldSBK ottenendo 16 vittorie e 24 podi. Non era presente al test, invece, Michael Ruben Rinaldi. Reduce dalla brutta caduta nell’ultimo giro di Gara-2 dell’Indonesia Round, per Michael l’appuntamento è fissato con i primi test del 2022.

Dopo la sessione pomeridiana della prima giornata dedicata a soprattutto all’ergonomia e alla “nuova” familiarizzazione con la Panigale V4R, nel secondo giorno di test Bautista ed il suo team hanno lavorato intensamente sul setup completando 96 giri con il miglior tempo di 1’39.119.

La Panigale V4 ‘22 rappresenta l’ultimo step del percorso caratteristico delle sportive di Borgo Panigale: in questa famiglia infatti l’esperienza di Ducati Corse e il continuo scambio di informazioni e di tecnologie dal mondo delle competizioni verso le moto di serie vede la sua massima espressione. Questo progetto rappresenta l’unicità di un brand capace di vincere il titolo costruttori MotoGP per il secondo anno consecutivo, che lavora affinché tutto ciò che viene ideato per le competizioni possa poi approdare sulle moto destinate agli appassionati. È per questo motivo che la Panigale V4 viene aggiornata e migliorata anno dopo anno, proprio come accade in MotoGP e nel WorldSBK.

Dall’anno di lancio, il progetto Panigale V4 compie con la versione 2022 l’evoluzione più significativa . Il miglioramento riguarda ogni aspetto della moto: aerodinamica, ergonomia, motore, ciclistica ed elettronica. Il risultato finale è una moto ancora più veloce in pista e allo stesso tempo sempre più intuitiva e meno affaticante, che risulta tanto performante nelle mani del pilota professionista quanto gratificante per un amatore.

Per confermare queste qualità della moto è stato svolto un test comparativo sul circuito di Vallelunga tra la Panigale V4 S ‘21 e la ’22. Entrambe le moto hanno montato pneumatici Pirelli SC1 e sono state guidate da due tester professionisti e da Michele Pirro (collaudatore ufficiale Ducati). Al termine della giornata in pista il primo tester ha migliorato il suo best lap in sella alla nuova Panigale V4 S ‘22 di 9 decimi, il secondo di 1 secondo e 2 decimi, mentre Michele Pirro è stato più veloce di mezzo secondo, girando a soli tre secondi dal suo migliore tempo in Gara 1 a Vallelunga in occasione del Campionato Italiano Velocità Superbike di quest’anno, dove però ha corso con la mescola più performante SCX.

La prima novità della versione 2022 della Panigale V4 riguarda la carenatura, che è stata rivisitata dagli ingegneri Ducati dal punto di vista aerodinamico. In questa versione la moto integra nuove ali più compatte e sottili con disegno a doppio profilo ed efficienza aumentata, che garantiscono il medesimo carico verticale, fino a 37 kg a 300 km/h. La parte inferiore della carenatura ha prese di estrazione riprogettate per migliorare il raffreddamento e quindi le performance del motore, in particolare durante l’utilizzo in circuito.

L’ergonomia della moto è stata modificata con lo scopo di migliorare il controllo nelle fasi più importanti della guida su pista e di consentire al pilota di sfruttare al massimo le prestazioni della Panigale V4 sia sul giro secco sia durante una sessione prolungata. La sella possiede ora una conformazione più piatta e un diverso rivestimento, per ridurre la tendenza all’avanzamento del pilota in staccata e consentirgli spostamenti più agevoli del corpo. Rispetto alla versione 2021 il serbatoio ha una nuova forma nella parte posteriore (la cosiddetta calzata) per permettere al pilota di ancorarsi meglio in staccata, impegnando meno le braccia e consentendo di guidare più veloci e più a lungo. Grazie a questa nuova ergonomia il pilota è anche meglio inserito nella moto e quindi più comodo quando si mette in carena in rettilineo ed è migliorata anche la zona di contatto delle braccia in fase di hanging off, ovvero quando ci si sporge completamente fuori dalla moto a centro curva.

Il cuore della moto è il Desmosedici Stradale da 1.103 cm3 di derivazione MotoGP; con tanta coppia sin dai bassi regimi e in grado di sprigionare l’animo racing della moto in circuito. Il Desmosedici Stradale compie per il 2022 un’ulteriore evoluzione, grazie all’introduzione di alcuni elementi tecnici dedicati che consentono di aumentare la potenza e migliorare la risposta al gas.

Il nuovo motore è stato aggiornato nel circuito di lubrificazione ed è accoppiato ad una nuova pompa dell’olio che assorbe meno potenza. Il diametro maggiorato delle uscite del silenziatore consente di ridurre la contropressione allo scarico e, di conseguenza, incrementare le prestazioni del motore. Grazie a questi interventi e a una nuova mappatura dedicata, il Desmosedici Stradale in versione Euro 5 eroga 215,5 CV a 13.000 giri/minuto, con un incremento di potenza di 1,5 CV rispetto alla versione precedente, che sale a 2,5 CV oltre il picco di potenza massima a 14.500 giri/minuto. Il motore eroga inoltre una coppia di 123,6 Nm (12,6 kgm) a 9.500 giri, e già dai 6.000 giri mette a disposizione l’80% della coppia massima disponibile.

Una delle più importanti novità introdotte sul motore 2022 è l’adozione di un nuovo cambio che prevede un allungamento del rapporto per la prima, la seconda e la sesta marcia. Questo tipo di rapportatura è la stessa utilizzata sulla Panigale V4 R che corre il mondiale Superbike ed è maggiormente “track-oriented” con rapporti più adatti all’utilizzo in circuito. La prima marcia è stata allungata dell’11,6%, mentre la seconda del 5,6%. Grazie a questo nuovo cambio risulta ora più facile affrontare le curve più strette in prima marcia, godendo di un maggiore freno motore e di una migliore accelerazione in uscita curva. Inoltre, il minor salto di velocità tra i primi due rapporti consente al DQS, dotato di nuova calibrazione, di lavorare in maniera più efficace, offrendo migliori performance. La sesta marcia, infine, è stata allungata dell’1,8% consentendo, in combinazione con l’incremento di potenza del motore, una velocità di punta maggiore di 5 km/h rispetto alla Panigale V4 ‘21.

Sulla Panigale V4 ‘22 è stata implementata una nuova logica dei Power Mode che prevede 4 configurazioni motore: Full, High, Medium, Low. Le configurazioni Full e Low sono di nuova concezione mentre quelle High e Medium utilizzano una nuova strategia. Il Power Mode Full è il più sportivo mai adottato da una Panigale V4 e permette al motore di esprimere tutto il suo potenziale con curve di coppia senza filtri elettronici, eccetto per la prima marcia.
Per i Power Mode High e Medium è stato sviluppato un nuovo sistema di gestione delle mappe Ride by Wire con taratura dedicata per ciascuna delle sei marce, che garantisce al pilota di ottenere sempre la spinta ottimale ad ogni apertura del gas. Il Power Mode Low, invece, è stato studiato per far apprezzare al massimo la guida su strada, limitando la potenza massima della moto a 150 CV e offrendo una risposta al gas particolarmente gestibile.

Le prestazioni del Desmosedici Stradale possono essere ulteriormente migliorate con i sistemi di scarico racing contenuti nel catalogo Ducati Performance. Per offrire a tutti la possibilità di girare con lo scarico full racing anche nei circuiti con limiti alla rumorosità più stretti è disponibile un nuovo scarico completamente in titanio, sviluppato in collaborazione con Akrapovič, che rientra nel limite di rumorosità dei 105 dB (102 dB montando il dB killer). Il nuovo scarico è dotato di silenziatori alti a fianco della coda e garantisce un incremento di potenza di 12,5 CV, portando il valore massimo a 228 CV, mentre il valore di coppia massima sale a 131 Nm, con una complessiva riduzione di peso di 5 kg. Questo nuovo scarico si aggiunge a una versione full racing più compatta con sviluppo sotto al motore già disponibile a catalogo, anch’essa Akrapovič completamente in titanio, che a fronte degli stessi livelli prestazionali riduce il peso di 6 kg e ha una rumorosità di 109 dB che scendono a 107 dB installando il dB-killer.

Il Desmosedici Stradale è anche elemento stressato della ciclistica e ad esso è direttamente collegato il telaio Front Frame in alluminio. Lo “chassis” è completato dal leggero telaietto anteriore realizzato in magnesio e da quello reggisella in alluminio fuso in conchiglia.

Sulla versione S del modello 2022 è presente una nuova forcella pressurizzata Öhlins NPX25/30 a controllo elettronico event-based che utilizza un sistema di smorzamento con cartuccia pressurizzata derivato da quello delle forcelle racing Öhlins, riducendo al minimo il rischio di cavitazione del fluido idraulico rispetto a un sistema tradizionale. Il risultato è un miglior supporto in frenata e allo stesso tempo un migliore assorbimento delle asperità, che si traduce in un maggior feeling di guida per il pilota.
La nuova forcella ha escursione da 125 mm (+5 mm rispetto a quella che equipaggia la Panigale V4 2021), grazie alla quale non solo può adottare setting più morbidi (la rigidezza delle molle è passata da 10 a 9,5 N/mm) migliorando le capacità di “copiare” l’asfalto e il grip in condizioni critiche, ma può anche offrire quel plus di corsa che aumenta il feeling nelle staccate più impegnative, mantenendo sempre un po’ di margine rispetto al fondo corsa.

La nuova forcella è abbinata al monoammortizzatore Öhlins TTX36 e all’ammortizzatore di sterzo Öhlins anch’essi con sistema di controllo event-based. Questo sistema offre al pilota la possibilità di personalizzare l’intensità d’intervento delle sospensioni in funzione dei singoli eventi di guida (frenata, percorrenza curva, accelerazione), oltre che modificare i parametri di funzionamento delle singole componenti hardware. Per il pilota tutto ciò significa avere accesso a un livello superiore di controllo della dinamica della moto a beneficio della sicurezza su strada e dei tempi sul giro in pista.

Il pivot del forcellone monobraccio in alluminio, inoltre, si posiziona più in alto di 4 mm rispetto a quello della versione precedente. Questa scelta tecnica consente di aumentare l’effetto anti-squat, ovvero la riduzione dell’affondamento del posteriore in uscita di curva e in fase di riapertura del gas, stabilizzando la moto in accelerazione.

La Panigale V4 S è dotata di cerchi a 3 razze forgiati in lega di alluminio e monta pneumatici Pirelli DIABLO™ Supercorsa SP nelle misure 120/70 ZR17 anteriore e 200/60 ZR 17 posteriore. Per quanto riguarda l’impianto frenante, la moto monta all’anteriore le pinze monoblocco Brembo Stylema® con quattro pistoncini da 30 mm di diametro ciascuna, che lavorano su dischi da 330 mm di diametro garantendo un’eccezionale potenza frenante. Al posteriore troviamo un disco singolo da 245 mm con pinza a 2 pistoncini.

La Panigale V4 in versione standard possiede anch’essa una ciclistica di assoluto rilievo con la forcella Showa Big Piston Fork (BPF) da 43 mm di diametro completamente regolabile, ammortizzatore di sterzo Sachs, monoammortizzatore Sachs anch’esso completamente regolabile e cerchi fusi in alluminio dal disegno a 5 razze.

La Panigale V4 ‘22 è equipaggiata con un pacchetto elettronico di ultima generazione basato sull’impiego di una piattaforma inerziale a 6 assi in grado di rilevare istantaneamente gli angoli di rollio, di imbardata e di beccheggio della moto nello spazio. Il pacchetto elettronico comprende controlli che gestiscono tutte le fasi della guida, i cui parametri di funzionamento sono collegati di default ai 4 Riding Mode (Race A, Race B, Sport, Street).

Questi parametri possono essere visualizzati in maniera ancora più efficace grazie al nuovo dashboard, che si differenzia per una nuova distribuzione delle funzioni delle spie esterne allo schermo. La grande novità riguarda l’interfaccia del dashboard, che si evolve attraverso l’inserimento di un nuovo Info Mode sviluppato dai piloti MotoGP e denominato “Track Evo”, che si aggiunge ai già esistenti Road e Track.

Nella schermata “Track Evo” il contagiri si muove su una scala orizzontale posizionata nella parte più alta dello strumento, ovvero quella più visibile, e l’indicazione della marcia inserita si trova al centro dello schermo. Nell’area destra del display sono presenti quattro settori di colore diverso, ciascuno dedicato a un controllo elettronico (DTC, DWC, DSC, EBC). Questi settori si accendono singolarmente quando l’elettronica sta lavorando su un determinato parametro, restando accesi per il tempo necessario al pilota ad individuare quale indicatore si è attivato. Questa modalità di segnalazione facilita il compito del pilota nel capire il controllo che ha effettivamente lavorato per permettergli di intervenire in modo più preciso e puntuale sulla scelta del livello ottimale e ottenere più rapidamente performance migliori. Il settore di sinistra completa le informazioni con il cronometro, il numero di giri completati e la velocità.

Per rendere più chiara l’indicazione del cambio marcia, questa non avviene più tramite il lampeggio del contagiri, ma tramite un LED verde posizionato nella parte sinistra del dashboard, ancora più visibile e preciso nel feedback.

Sulla Panigale V4 ‘22 sono stati fatti anche alcuni significativi interventi di design che ne ridisegnano il look, rendendo la moto esteticamente più aggressiva. L’inedita veste grafica disegnata dal Centro Stile Ducati prevede il colore nero per i loghi applicati alle carene full red, la sella in doppio tessuto (bicolore sulla versione S) e, sempre per la versione S, il tag rosso sui cerchi neri.

La Panigale V4 e la Panigale V4 S saranno disponibili nelle concessionarie della rete Ducati a partire da dicembre 2021 nella tradizionale colorazione “Rosso Ducati”.

È possibile equipaggiare la Panigale V4 con gli accessori contenuti nel catalogo Ducati Performance. Al suo interno sono presenti sia componenti omologati sia elementi puramente racing pensati per chi utilizza la moto in circuito. Gli accessori Ducati Performance sono visualizzabili tramite il configuratore online sul sito Ducati.com.

L’impegno di Ducati per la sicurezza del pilota si esprime attraverso i contenuti della moto, le numerose possibilità di corsi di guida (per saperne di più visitare la pagina del sito DRE) e anche in una collezione di abbigliamento dedicato all’utilizzo più sportivo della Panigale V4, che comprende tute in pelle con e senza airbag, caschi, stivali e guanti. Tutto ciò che serve per scendere in pista o girare su strada con un look da vero pilota ufficiale Ducati.

Con le due gare portate a termine sul nuovissimo Mandalika International Street Circuit, sull’Isola di Lombok, in Indonesia, cala il sipario sulla stagione 2021 del WorldSBK. Dopo la cancellazione della gara del sabato – a causa di un violento nubifragio che ha allagato la pista – si è rischiato una situazione simile anche domenica. Gara 1, disputata al posto della Superpole Race, si è corsa regolarmente, mentre per vedere Gara 2 si è dovuto attendere oltre un’ora e mezza dopo l’orario previsto. Questa volta però la pioggia ha dato tregua e quando le condizioni di visibilità e del tracciato sono migliorate si è deciso di disputare Gara 2 accorciando la distanza a 12 giri. 

Gara 1

La gara si è disputata su un asfalto bagnato che andava rapidamente asciugandosi ed è stata dichiarata asciutta. Cavalieri è scattato dalla P15 ottenuta nella Superpole del Sabato, ma non è riuscito ad agganciare il ritmo dei piloti di centro gruppo, tagliando il traguardo in P14. 

Gara 2 

Gara 2 ha avuto uno svolgimento simile, a cambiare completamente sono state le condizioni atmosferiche. Dopo un altro nubifragio, la pioggia ha concesso un po’ di tregua, ma è tornata a cadere con una intensità più leggera durante la griglia di partenza. Inevitabilmente la gara è stata dichiarata bagnata e in queste condizioni Cavalieri non è riuscito a rimontare, concludendo in P14. Questi risultati portano il #76 a chiudere la stagione con 14 punti e la P23 assoluta in campionato. 

Samuele Cavalieri, #76 

«Le condizioni sono state molto complicate: in Gara 1 la pista era ancora bagnata, ma essendo stata dichiarata asciutta avevamo tutti le slick, mentre in Gara 2 c’era veramente tanta acqua in pista. Peccato, avrei voluto divertirmi di più e confrontarmi sull’asciutto dove non eravamo così lontani, ma sicuramente questa esperienza mi servirà: il livello del mondiale Superbike è altissimo anche nelle gare sotto la pioggia e su questo devo lavorare. Per questo voglio ringraziare il team che mi ha dato l’opportunità di fare questa esperienza, mi sono confrontato con piloti di altissimo livello, che avevano molti più chilometri di me alle spalle, e con circuiti che non conoscevo. Anche se avrei voluto chiudere la stagione con altri risultati l’esperienza è stata comunque positiva». 

Marco Barnabò – Team Principal 

«Le condizioni di questi due giorni sono state veramente complicate e – anche se sull’asciutto avremmo potuto raccogliere qualcosa di più – va bene così. Samuele è riuscito a portare a casa qualche punto e a chiudere la stagione in modo regolare. Voglio ringraziare il nostro pilota perché, nonostante sia dovuto subentrare a stagione in corso, si è messo in gioco e si è ben comportato. Con lui i ragazzi del team hanno lavorato bene ritrovando serenità e ottimismo. Il mio grazie va anche a loro! In una stagione avara di soddisfazioni, la squadra è rimasta unita lavorando sempre con la massima professionalità. Lo spirito di sacrificio e la costanza del team sono stati la cosa che mi ha reso più orgoglioso in questa stagione».  

Con il Pirelli Indonesian Round si è conclusa la stagione WorldSBK 2021 del team Aruba.it Racing – Ducati che ha visto Scott Redding e Michael Ruben Rinaldi chiudere rispettivamente al terzo e quinto posto nella classifica del campionato del Mondo Superbike vinto da Toprak Razgatlioglu (Yamaha).   

Il nubifragio che ha colpito il Mandalika International Street Circuit di Lombok (Indonesia) nel primo pomeriggio di sabato ha costretto la direzione gara a cancellare le tutte le attività e quindi riprogrammare Gara-1 al posto della Superpole Race. La stessa situazione si è ripetuta a pochi istanti dalla partenza di Gara-2, prima posticipata di un’ora poi regolarmente disputata sulla distanza di 12 giri.

In una domenica intensa Scott Redding ha chiuso due volte sul podio, terzo in Gara-1 e secondo in Gara-2. 
Per Michael Ruben Rinaldi, invece, è stato un weekend reso particolarmente difficile dall’inconveniente tecnico accaduto nella Superpole del sabato durante la quale, dopo il primo time attack con la gomma X, il pilota italiano non è potuto tornare in pista per sfruttare le due gomme Q a disposizione.    

  • RACE 1

P3 – Malgrado una partenza non esaltante, Scott Redding gira secondo alla prima curva. Nei primi giri studia il gruppo del podio composto da Razgatlioglu (Yamaha), Rea (Kawasaki) e Bassani (Ducati). A metà gara Redding inizia a spingere e nell’arco di due giri si porta al comando. Il drop della gomma anteriore, però, è evidente e non gli consente di lottare per la vittoria, chiudendo così al terzo posto.
P12 – Costretto a partire dalla quinta fila (P14), Michael Rinaldi scatta alla grande e recupera subito 7 posizioni per poi attaccare Bassani e prendersi il sesto posto. Nella curva successiva, però, Rinaldi commette un errore che compromette le chance di lottare con il gruppo dei primi. 

  • RACE2

P2 Scott Redding ingaggia uno splendido duello con Rea. Nell’ultimo giro Scott prende la testa ma la risposta di Rea arriva a tre curve dalla fine.
DNF – Michael Rinaldi è protagonista di una grande rimonta. Il suo obiettivo è quello di arrivare davanti a Locatelli (Yamaha) per conquistare il quarto posto nella classifica finale del campionato del Mondo Superbike. Rinaldi riesce a completare la rincorsa a 3 giri dalla fine ma nel tentativo di creare gap con il diretto avversario perde il controllo della sua Ducati Panigale V4R e cade. Dopo essere tornato al box, in accordo con lo staff medico, Michael è stato sottoposto in via precauzionale ad ulteriori accertamenti.

  •  Grazie Scott

Un ringraziamento ed un grande in bocca al lupo a Scott Redding che negli ultimi due anni ha regalato grandi emozioni al team Aruba.it Racing – Ducati. Per il pilota inglese 12 vittorie, 37 podi che gli hanno consentito di chiudere con un secondo ed un terzo posto finale nelle stagioni 2020 e 2021 di WorldSBK.       

  •  Sarai sempre nei nostri cuori Chaz

266 gare disputate in WorldSBK, 28 vittorie (32 in totale) e 89 podi (99 in totale) conquistati nelle sue 8 stagioni consecutive in sella ad una Ducati, finendo per tre volte come vice campione del mondo e per due volte al terzo posto. Questi i numeri straordinari di Chaz Davies che ha disputato oggi la sua ultima gara in Superbike. Un legame fortissimo con il team Aruba.it Racing – Ducati. Chaz Davies avrà sempre un posto speciale nei cuori del team e di tutti i Ducatisti. Grazie Chaz!  

Scott Redding (Aruba.it Racing – Ducati)
“Mi sono molto divertito oggi, soprattutto in Gara-2 in una bella battaglia con Jonathan. Voglio ringraziare la squadra per questi due anni. Il team Aruba.it Racing – Ducati e Ducati rappresentano per me una grande famiglia. Ringrazio tutti, dalla mia squadra nel box, ai ragazzi dell’hospitality, a chi ha lavorato a Borgo Panigale per mettermi nelle condizioni di vincere. E’ un momento molto emozionante per me ma sono sereno perché so di aver dato tutto per questo gruppo che mi ha accolto in modo straordinario. Mi aspetta una nuova avventura ma senza dubbio tutta la squadra avrà per sempre un posto speciale nel mio cuore”.

Michael Rinaldi (Aruba.it Racing – Ducati)
“Mi dispiace molto per come è finita la gara. Ho dato il massimo per riuscire a conquistare il quarto posto nella classifica finale. Partire dalla quinta fila non è stato facile ma ho avuto pazienza, recuperando posizioni giri dopo giro. Nel finale di gara, dopo essere riuscito a completare la rimonta, ho cercato di spingere per creare gap e difendermi dagli attacchi ma ho perso il posteriore, senza preavviso. Ringrazio la squadra per il lavoro fatto in questa stagione. Abbiamo fatto tanta esperienza e questo sarà sicuramente un vantaggio per il 2022″.  

Una giornata unica, che rimarrà impressa nella mente di tutti colori che sono entrati in Go Eleven, che hanno vissuto quest’anno, che hanno gioito e sofferto con la squadra italiana. Chaz Davies, uno dei più interpreti della storia recente del WorldSBK ha concluso la sua ultima gara, salutando i fan del motociclismo!

La giornata al Mandalika circuit è piuttosto movimentata. Mentre i piloti sono schierati sulla griglia per Gara 1, il cielo si annuvola e cade qualche goccia di pioggia. Non forte come ieri, ma la pista leggermente bagnata costringe i commissari a ritardare la partenza. Il tracciato sembra comunque in ottimo stato, tanto che i piloti rientrano tutti con le slick. Parte la gara, ed il terzo ed il quarto settore si rivelano piuttosto umidi, con i piloti che entrano cauti nelle curve. Davanti si accende la battaglia per il Mondiale tra Toprak e Rea, mentre dietro Davies risale con un ottimo ritmo, siglando anche il giro veloce momentaneo. Entra nei primi otto, battaglia con Bautista e Sykes, e riesce a contenere bene il distacco dai primi. Con l’asciugarsi della pista, poco a poco i primi cinque fanno la differenza, ma Chaz si difende bene e conclude un’ottima gara in ottava posizione. Davvero una buona prestazione, soprattutto nei primi giri con la pista umida!

In Gara 2, un dejà-vù della giornata di ieri accoglie i piloti WorldSBK; tutti fuori dalla griglia a pochi minuti dalla partenza a causa di un temporale tropicale. E qui in Indonesia i temporali sono intensi, molto intensi. Con piloti e meccanici bagnati, l’organizzazione sposta l’ultima decisione sull’effettuare o meno Gara 2, alle 16.00 locali. La pioggia cala e così scatta gara due con asfalto molto bagnato e soli dodici giri. Chaz, purtroppo, non riesce mai a trovare il ritmo per incidere, ma l’obiettivo principale è concludere la sua ultima gara. Dopo il traguardo, passato in dodicesima posizione, scatta l’emozione; burnout, Prosecco, tabella dedicata e tutto il circus WorldSBK attende il gallese con il numero 7 per l’ultimo saluto prima del ritiro!

Oggi il risultato per il Team Go Eleven e Chaz Davies non contava molto; oggi era la giornata di Chaz. Dopo tredici stagioni corse ad altissimo livello tra Superbike e Supersport, 99 podi e 32 vittorie, un Campionato Mondiale conquistato nel 2011, tre volte vicecampione del mondo Superbike, ma soprattutto una delle persone migliori, più vere, emozionanti e di cuore del paddock saluta il mondo delle due ruote. Da domani inizia una nuova vita per te Chaz, il tuo Team ti augura il meglio per i progetti futuri; hai scritto una pagina di storia di Go Eleven, del motociclismo e di Ducati. Grazie di tutto Chaz, sei stato uno dei nostri idoli, sei una leggenda, è un onore averti accompagnato in questa stagione conclusiva! 

Chaz Davies (Rider): 
“E’ bello aver corso qui a Mandalika oggi! Sono contento della prima gara, mi sentivo bene sulla moto, ero piuttosto veloce soprattutto all’inizio, stavo andando a prendere il gruppo per il podio. Poi quando il tracciato si è asciugato ero un po’ più lento di quelli davanti, ma ero felice dell’ottava posizione. Gara 2, qui con la pioggia il tracciato ha molto grip, ma mi sono sentito strano durante la gara ad essere sincero. Ero molto motivato a concludere bene, ma dopo la partenza ritardata, qualcosa dentro di me mi ha reso un po’ strano. Magari c’era da aspettarselo, ho cercato di dire a me stesso: “divertiti, è l’ultima!”, ma è andata così. Decisamente Gara 1 è stata la migliore del weekend. Voglio ringraziare tutti per il supporto, voglio ringraziare I ragazzi, il Team Go Eleven che mi ha dato tutto il possibile in questa stagione, facendomi sentire parte di una famiglia. E’ stata una stagione difficile, ma mi sono davvero divertito a stare dentro al box ed ogni volta che ero con loro. Ora è il momento di affrontare il prossimo passo nella vita, il che significa abbandonare le gare in moto. E’ stata una carriera stupenda, se guardo al mio passato provo molta soddisfazione. Nutro grande rispetto per tutti I miei avversari, congratulazioni a Toprak e Yamaha per il titolo, hanno fatto un lavoro incredibile quest’anno. Spero di tornare in questo paddock in futuro, ma ovviamente non ion moto!”

Denis Sacchetti (Team Manager):
“Aver conosciuto ed aver avuto la fortuna di lavorare con un pilota e, ancor prima, con un uomo come Chaz Davies, divenuta una leggenda del Mondiale Superbike è un grosso privilegio! Questa per noi non è stata una gara, ma una passerella, in cui mi sono emozionato dal primo minuto che siamo arrivati qui al Mandalika fino ad oggi. Non in molti possono sapere cosa si provi quando cambi vita, nessuno può sapere a cosa pensava Chaz quest’oggi, ma credo che tutti si sarebbero emozionati guardandolo negli occhi! Io non ho molto da dire, solo grazie Chaz per quello che ci hai dato e che hai dato a questo sport, hai lasciato il segno nel cuore di tutti noi. Goditi i prossimi obiettivi Chaz!”

A pochi giorni dall’ultimo Gran Premio 2021 disputato sul Circuit Ricardo Tormo di Cheste (Spagna), i piloti del Ducati Lenovo Team sono tornati in pista ieri e oggi sul Circuit de Jerez-Angel Nieto, in Andalusia, per disputare le prime due giornate di test invernali in preparazione alla stagione 2022.

Grazie al clima mite e soleggiato e nonostante il forte vento che ha in parte disturbato le ore pomeridiane durante i due giorni, sia Pecco Bagnaia che Jack Miller hanno potuto sfruttare al massimo le sessioni disponibili per provare i nuovi componenti sviluppati in Ducati Corse per le loro Desmosedici GP. Oltre ad un nuovo scarico e ad un’evoluzione della carena già provata nell’ultimo test di Misano, entrambi i piloti del Ducati Lenovo Team hanno girato con un nuovo motore ottenendo riscontri positivi.

Soddisfatto del lavoro portato a termine durante il test, il vicecampione del mondo Pecco Bagnaia ha chiuso in prima posizione con un crono di 1:36.872, dopo aver completato un totale di 110 giri, mentre il compagno di squadra Jack Miller ha chiuso al decimo posto in 1:37.717 realizzando un totale di 100 giri nel corso delle due giornate.

Sono state ben otto le Desmosedici GP a scendere in pista a Jerez de la Frontera. Oltre ai piloti del team ufficiale e del team Pramac Racing, con i confermati Martin e Zarco, sono scesi in pista per la prima volta con Ducati il team Gresini Racing, con il rookie Fabio Di Giannantonio insieme ad Enea Bastianini, e il VR46 Racing Team con il debuttante Marco Bezzecchi, compagno di squadra di Luca Marini.

Francesco Bagnaia (#63 Ducati Lenovo Team) – 1° (1:36.872)
“Sono davvero soddisfatto di queste due giornate di test. La Ducati per me era già una moto perfetta e a Bologna sono riusciti a fare un ottimo lavoro portando interessanti novità tra cui una carena ed uno scarico nuovo. Qui a Jerez abbiamo raccolto numerosi dati che ora gli ingegneri analizzeranno bene per capire quali introdurre sulla moto nella prossima stagione. Per il momento le sensazioni sono state positive e parlando con Jack anche lui ha avuto più o meno la mia stessa opinione. Dopo la pausa invernale avremo altre giornate di test nelle quali lavorare, ma per il momento il feeling generale con la moto è molto buono”.

Jack Miller (#43 Ducati Lenovo Team) – 10° (1:37.717)
“Sono state due giornate molto produttive nelle cui abbiamo avuto modo di testare diversi nuovi componenti. Abbiamo avuto alcuni riscontri positivi e altri meno, per cui ora bisognerà analizzare bene tutti i dati raccolti durante il test per capire bene quali passi compiere in vista della prossima stagione. C’è ancora tanto lavoro da fare, ma in generale sono molto soddisfatto. La Desmosedici GP è migliorata molto nel corso dell’ultimo anno e siamo riusciti a dominare l’ultima parte della stagione. Sono convinto che riusciremo a fare ancora altri passi in avanti durante l’inverno”.

Per i piloti del Ducati Lenovo Team inizierà ora una pausa di circa 2 mesi, prima di ritornare in pista per la prossima sessione di test precampionato dal 5 al 6 febbraio 2022, al Sepang International Circuit in Malesia.

Finalmente si è alzato il sipario al Mandalika Circuit! Prima giornata di prove disputatasi in condizioni calde ma ottimali, con tutti i piloti che hanno potuto godere dello splendido layout, composto da un giusto mix di curve veloci, lente e rettilinei. Chaz Davies ha preso poco a poco confidenza con il tracciato dell’isola di Lombok, senza prendere rischi inutili e senza spingere più del dovuto, in quello che è stato l’ultimo Venerdì dell’anno.

Nelle FP 1 i piloti hanno effettuati i primi giri in modo cauto per imparare il tracciato, poi da metà sessione in poi i tempi sono calati nettamente. Chaz ed il Team Go Eleven hanno utilizzato la stessa copertura per tutti i 45 minuti della sessione, effettuando oltre 20 giri. Prendendosi il tempo necessario prima di iniziare a spingere, il pilota gallese ha migliorato giro dopo giro, fino ad arrivare sul 37.4. Al termine della FP 1 i protagonisti, dal secondo al tredicesimo, sono tutti racchiusi in un secondo. Tempi non ancora significativi, a causa di una pista da gommare che offre poco grip iniziale. 

La seconda sessione inizia con circa 55 gradi di asfalto, umidità intorno al 90 per cento e temperatura oltre i 30 gradi. Già dai primi passaggi la pista sembra nettamente migliorata rispetto alla mattinata, con i piloti WorldSBK che abbassano i propri riferimenti. Chaz inizia la sessione con una modifica importante sul bilanciamento della moto, al fine di permettere maggiore grip sul posteriore. Con la SC0 riesce ad abbassare circa un secondo, preparandosi così al secondo run con la gomma più morbida. Purtroppo nei due giri migliori, quando era ampiamente in linea per un posto nei primi dieci, un errore all’ultima curva ed un po’ di traffico lo hanno ostacolato, mettendo il numero sette in quindicesima posizione. Ottimi settori accesi nel primo e nel secondo split, ma negli ultimi due vi è ancora qualcosa da sistemare in vista di domani. Il distacco è comunque molto contenuto, circa un secondo tra Chaz e la seconda posizione, perciò con qualche piccola modifica si può puntare ad un buon risultato.

Chaz Davies (Rider): 
“Interessante primo giorno, davvero un bel circuito qui a Mandalika, il layout è bello e divertente, come mi aspettavo. Con il proseguio della giornata, l’asfalto si è gommato un po’ e ora ha più grip di stamattina. Complessivamente, forse, sono un po’ dispiaciuto perché non sono riuscito a mettere insieme un buon giro. Ci sono alcune cose sulla moto su cui dobbiamo lavorare per fare uno step avanti, soprattutto per rendere la moto più calma nelle parti veloci del tracciato. Penso che ora devo dormire sulla giornata di oggi, e ripartire ancora più pronto domani. Complessivamente, mi sono divertito, il circuito mi piace, ora vediamo di essere veloci!”

Prima giornata di prove al Mandalika International Street Circuit, il nuovissimo tracciato sull’isola di Lombok, in Indonesia, che ospita l’ultimo round del Mondiale WorldSBK 2021. Con temperature estive (oltre 30 °C l’aria) e un asfalto che ha toccato anche i 62 °C, il Barni Racing Team e Samuele Cavalieri hanno disputato i primi due turni di prove libere. Nelle FP1 il pilota di Comacchio ha preso confidenza con la pista cercando di capire come interpretare al meglio le traiettorie e i punti di frenata. Nella seconda sessione il pilota e il team hanno provato alcune modifiche di assetto per adattare la moto a una pista veloce con alcuni passaggi molto tecnici.

Il #76 ha concluso la giornata con la P19 nella classifica dei tempi fcendo segnare il proprio miglior tempo in 1’35.936 (+1.706s) nella parte finale delle FP2. In totaleCavalieri ha messo insieme 36 giri. 

Samuele Cavalieri, #76 

«La pista è veloce e molto larga, non è facile trovare subito la linea giusta. Anche per questo non sono riuscito a mettere insieme un giro veloce completo. Oltre a questo, dobbiamo concentrarci per migliorare l’assetto della moto, che ancora non mi permette di guidare come vorrei. È solo la prima giornata e sono fiducioso di poter fare meglio domani». 

Marco Barnabò – Team Principal 

«Siamo un po’ indietro per quanto riguarda la posizione in classifica, ma il distacco dal gruppo non è così ampio. Questa sera dobbiamo lavorare molto sulla moto perchè il pilota ha problemi soprattutto in fase di accelerazione in uscita dalle curve. Dobbiamo ragionare bene e capire quale strada prendere,  ma sono convinto che abbiamo molto margine per migliorare il setup e abbassare il nostro tempo sul giro». 

Le prove libere del Pirelli Indonesia Round, ultimo evento della stagione 2021 di WorldSBK, si concludono con Scott Redding e Michael Ruben Rinaldi rispettivamente al quinto ed undicesimo posto.

Sull’affascinante Mandalika Interlational Street Circuit, situato a pochi metri dall’oceano nell’isola di Lombok (Indonesia), i due piloti del team Aruba.it Racing – Ducati hanno lavorato intensamente per prendere confidenza con la nuova pista e raccogliere informazioni utili in vista delle gare del weekend.

  • FP1

P4 – Dopo aver familiarizzato con il circuito, giro dopo giro Scott Redding prende fiducia. Il pilota inglese è tra i pochi a concludere le FP1 senza cambiare gomme facendo comunque registrare il suo miglior tempo nei minuti finali.
P9 – Michael Rinaldi spinge fin dai primi giri ed il feeling sembra buono. Nella seconda parte della sessione con le gomme nuove non riesce però a migliorarsi.

  • FP2

P5 – Solida sessione per Scott Redding che rimane in pista a lungo nel primo run (13 giri) con un passo convincente.
P11 – Michael Rinaldi compie tangibili passi in avanti ma la posizione finale è condizionata da un T4 in cui il pilota italiano non riesce ad essere incisivo.

Scott Redding (Aruba.it Racing – Ducati)
“Sono soddisfatto per ciò che abbiamo fatto oggi. Le prime impressioni sul circuito sono state davvero positive anche se questa mattina era un po’ sporco. Ma questa è una cosa normale per una pista nuova. Abbiamo lavorato molto sul passo gara e sulla scelta di gomme senza dedicarci al time attack. Per questo devo dire che le sensazioni sono senza dubbio buone”.  

Michael Rinaldi (Aruba.it Racing – Ducati)
“E’ una pista veramente bella e le sensazioni dopo questa prima giornata di prove sono abbastanza positive. Purtroppo non sono riuscito ad essere molto costante ma devo ammettere di non aver voluto prendere particolari rischi in queste prime due sessioni. Ci sono due o tre punti del circuito dove posso fare meglio e sono sicuro che, dopo aver sistemato questi dettagli, potremo fare una bella gara domani”.

Finalmente nel 2022 torna il World Ducati Week, l’evento tanto atteso e desiderato da tutta la famiglia Ducati che vede migliaia di appassionati riunirsi per celebrare la passione per il mondo delle due ruote e per le Rosse di Borgo Panigale.

Venerdì 22, sabato 23 e domenica 24 luglio il Misano World Circuit “Marco Simoncelli” è pronto ad accogliere Ducatisti e appassionati motociclisti per un appuntamento imperdibile nella Riviera Adriatica che sarà il mix perfetto tra divertimento, moto, esperienze di guida, parate, piloti e spettacoli per Ducatisti e appassionati di ogni età.

Il programma per il 2022 è in costruzione, ma l’intenzione è chiara:renderla l’edizione più memorabile di sempre. Per questo è confermata la “Race of Champions” , il momento più elettrizzante e adrenalinico dell’evento in cui i piloti Ducati di ieri e di oggi scendono in pista per sfidarsi in sella a moto speciali. Un’occasione unica per tutti gli appassionati di vedere in azione i propri miti e le leggende del mondo del motorsport.

Le incertezze legate alla pandemia nell’ambito dell’organizzazione di eventi sono ancora molte. Ducati monitora costantemente la situazione e si impegnerà per organizzare l’undicesima edizione del WDW nel rispetto di tutte le regole che saranno necessarie per garantire la sicurezza dei partecipanti.