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Confermarsi campioni in Superbike e vincere la scommessa Supersport Next Generation. Con questi obiettivi il Barni Spark Racing Team rafforza il suo impegno nel Campionato Italiano Velocità 2022.

Nella classe Superbike si rinnova il binomio con Michele Pirro che difenderà il titolo conquistato nel 2021 con 11 vittorie su 12 gare. Pirro andrà a caccia del sesto titolo con le Ducati del team bergamasco dopo i cinque allori conquistati tra il 2015 e il 2021. A dividere il box con il #51 ci sarà Michal Filla, pilota ceco con esperienze tra il Mondiale Endurance (FIM EWC) e l’Alpe Adria Motorcycle Championship (AAMC) che farà il suo esordio nel CIV SBK. Con questa scelta il team di Barnabò intende rafforzare la propria partnership con Spark – diventato title sponsor per il 2022/2023 – e aiutare lo sviluppo del motorsport nell’area dell’Europa orientale.

Ma la più grande novità del 2022 sarà l’ingresso del Barni Spark Racing Team nel CIV Supersport con la Panigale V2. A guidarla sarà Nicholas Spinelli, che dopo le ottime prestazioni e lo sviluppo nel National Trophy (tre vittorie) cercherà di ripetersi in una categoria affollata e competitiva.

Tra Campionato Mondiale e Campionato Italiano salgono così a quattro le categorie che vedranno impegnato il Barni Spark Racing Team, ecco l’elenco completo dei piloti 2022:

WorldSBK

Rider: Luca Bernardi (ITA) – Ducati Panigale V4R F 22

WorldSSP

Rider: Oliver Bayliss (AUS) – Ducati Panigale V2

CIV SBK

Rider: Michele Pirro (ITA) – Ducati Panigale V4R

Rider: Michal Filla (CZE) – Ducati Panigale V4R

CIV SSPRider: Nicholas Spinell (ITA) – Ducati Panigale V2

Rider: Nicholas Spinell (ITA) – Ducati Panigale V2

Michele Pirro, #51

«È un piacere poter annunciare un’altra stagione con il Barni Spark Racing Team, insieme lavoriamo con grande sintonia e lo scorso anno siamo tornati a vincere vivendo una stagione straordinaria con 11 vittorie su 12 gare. Non guido la Panigale V4 R dall’ultima gara a Vallelunga e non vedo l’ora di tornare in sella per i test. Non posso che ringraziare “Barni” e tutti gli sponsor per l’opportunità di vivere un’altra stagione insieme con l’obiettivo dare il massimo, come sempre, e vincere!».

Michal Filla, #55

«Avere l’occasione di correre per una squadra come il Barni Spark Racing Team è un’occasione unica, un nuovo ed entusiasmante capitolo della mia carriera. È incredibile sapere che potrò condividere il box con un campione come Michele Pirro e non vedo l’ora di incontrare lui e tutto lo staff. Per me sarà tutto nuovo, a cominciare dalle piste – sono stato solo una volta a Vallelunga nel 2006 – ma so che avrò a disposizione il miglior materiale per andare forte e cercare di ben figurare. Non ho nessun tipo di aspettativa a livello di risultati, ma cercherò di dare il 100% per ripagare la fiducia che mi è stata concessa dai miei partner e soprattutto da Spark. Il mio ringraziamento va a Miomir Pojc per l’opportunità e a Barni per avermi accolto».

Nicholas Spinelli, #29

«Nel 2021 ho iniziato un progetto da zero e il mio desiderio è sempre stato quello di portarlo avanti, per questo sono felice di aver firmato il rinnovo con il Barni Spark Racing Team. Ho trovato veramente un bel clima all’interno del team e ho un gran feeling sia con la moto che con la squadra, questo è stato un incentivo in più per proseguire nel CIV Supersport. Abbiamo tutto per fare un’ottima stagione».

Marco Barnabò – Team Principal 

«Vista la stima e la reciproca fiducia che si è stabilita tra noi e Pirro non potevamo che andare avanti insieme, l’obiettivo è quello di vincere ancora e raggiungere altri record. Nel 2022 affiancheremo a Pirro un altro pilota esperto. Filla è reduce da esperienze nel Mondiale Endurance, siamo tutti curiosi di vederlo in un campionato che negli ultimi anni ha alzato molto il livello di competitività come il CIV Superbike. Sarà un piacere averlo con noi per rendere sempre più solida ed efficace la collaborazione con il nostro sponsor. Il progetto Supersport è la vera scommessa della stagione che sta per cominciare, oltre che una nel mondiale Supersport abbiamo deciso di allestire una Panigale V2 anche nel CIV e proseguire il lavoro fatto con Nicholas. Siamo partiti lo scorso anno da un foglio bianco e nel 2022 vogliamo raccogliere i frutti dei nostri sforzi. Nicholas ha ampi margini di crescita, ma ha già i mezzi per fare bene, io non vedo l’ora di lavorare ancora sulla V2».

La Ducati MotoE è scesa per la prima volta in pista al Misano World Circuit Marco Simoncelli, proprio dove a ottobre è stato annunciato l’accordo con Dorna Sports. A partire dalla stagione 2023, infatti, la Casa motociclistica di Borgo Panigale sarà fornitore unico delle moto per la FIM Enel MotoE™ World Cup, la classe elettrica del Campionato del Mondo MotoGP™.

Il prototipo di moto elettrica, nome in codice “V21L”, è frutto del lavoro congiunto del team Ducati Corse e dei progettisti dell’R&D Ducati, guidati da Roberto Canè eMobility Director Ducati, ed è stato portato in pista da Michele Pirro, pilota professionista e collaudatore Ducati dal 2013, che ha testato le caratteristiche tecniche e le potenzialità della prima moto elettrica Ducati.

Roberto Canè, eMobility Director Ducati:“Stiamo vivendo un momento davvero straordinario. Faccio fatica a credere che sia realtà e non ancora un sogno! La prima Ducati elettrica in pista è eccezionale non solo per l’unicità ma anche per il tipo di impresa: sfidante sia per gli obiettivi prestazionali che per le tempistiche estremamente ridotte. Proprio per questo il lavoro di tutto il team dedicato al progetto è stato incredibile e il risultato di oggi ci ripaga degli sforzi fatti negli scorsi mesi. Non abbiamo certo finito, anzi, sappiamo che la strada è ancora molto lunga, ma intanto un primo importante ‘mattoncino’ l’abbiamo posato”.

Michele Pirro, collaudatore Ducati: “Provare in circuito il prototipo della MotoE è stata una grande emozione, perché segna l’inizio di un importante capitolo nella storia Ducati. La moto è leggera e ha già un buon bilanciamento. Inoltre la connessione del gas nella prima fase di apertura e l’ergonomia sono davvero molto simili a quelle di una MotoGP. Se non fosse per la silenziosità e per il fatto che in questo test abbiamo deciso di limitare la potenza rilasciata al solo 70% delle prestazioni, avrei potuto pensare benissimo di essere in sella alla mia moto”.

Le sfide più importanti nello sviluppo di una moto elettrica da competizione rimangono relative alla dimensione, al peso e all’autonomia delle batterie. L’obiettivo di Ducati è quello di mettere a disposizione di tutti i partecipanti della FIM Enel MotoE™ World Cup moto elettriche che siano altamente performanti e si caratterizzino per la loro leggerezza. Focus del progetto sono, oltre alle migliori prestazioni, il contenimento del peso e la costanza di erogazione della potenza nel corso della gara, ottenuta anche grazie all’attenzione nello sviluppo di un sistema di raffreddamento adeguato all’obiettivo.

L’esperienza di Ducati nella FIM Enel MotoE™ World Cup sarà un supporto fondamentale per l’R&D di prodotto. L’obiettivo è quello di realizzare, non appena la tecnologia lo permetterà, un veicolo elettrico Ducati per utilizzo stradale che sia sportivo, leggero, emozionante e in grado di soddisfare tutti gli appassionati.

Dopo gli straordinari risultati ottenuti nell’anno di esordio nel Campionato del Mondo Superbike, il TEAM MOTOCORSA RACING conferma il suo alfiere per la stagione 2022.


Insieme hanno dato vita ad un binomio che ha portato a grandissimi successi nella massima categoria delle derivate di serie, ottenendo un meraviglioso podio in Gara 1 a Barcellona, una qualifica quasi perfetta nel Round argentino e una battaglia rimasta aperta fino all’ultimo Round per la conquista del titolo di best independent rider. Per tutta la stagione Axel è stato costantemente tra i TOP 10 del Campionato.

Bassani, il più giovane partecipante al Campionato del Mondo Superbike 2021, ha dimostrato una capacità di adattamento alla categoria sorprendente, arrivando a battagliare in più occasioni con i piloti di riferimento del Campionato Mondiale. 
Bassani e il TEAM MOTOCORSA sono determinati a continuare il loro percorso di crescita, confermando quanto fin qui raggiunto e motivati più che mai a conquistare più ambiziosi traguardi.

Lorenzo Mauri TEAM MANAGER MOTOCORSA RACING: “Sono contento della conferma di Bassani nel 2022 con il quale collaboreremo cercando di bissare i risultati maturati in questa stagione.
Sono ottimista perché ci presenteremo al via della nuova stagione con un buon bagaglio di esperienza e non più da team esordiente.
Stiamo già lavorando nella nostra factory sita in Lurago d’Erba (Co) Italia, per farci trovare pronti al via di un Campionato che si preannuncia ad un livello di competitività ancora più alto.
NON VEDIAMO L’ORA DI TORNARE IN PISTA!”


AXEL BASSANI, RIDER: ” Sono contento del rinnovo e di poter continuare il lavoro con il team MOTOCORSA con il quale mi sono trovato molto bene. Penso sia molto positivo per il nostro percorso di crescita; abbiamo già iniziato a lavorare in ottica 2022 e spero di poter confermare e migliorare i risultati della scorsa stagione. Un grazie speciale a tutti i miei sponsor che mi permettono di coltivare il mio sogno, l’equipe che mi segue da casa nella preparazione oltre alla mia famiglia”.

Nel sesto episodio della Ducati World Première 2022 la Casa di Borgo Panigale ha presentato agli appassionati la nuova DesertX (qui il link diretto al video).
Una moto che ha nell’off-road il suo territorio naturale e che sposta il confine di quello che si può fare con una Ducati. Le dune dei deserti, gli stretti sentieri fuoristrada, le strade sterrate e quelle dei passi di montagna: con la nuova DesertX i sogni dei motociclisti non conoscono più limiti.

Equipaggiata con ruota anteriore da 21” e ruota posteriore da 18”, la nuova DesertX è stata progettata per affrontare anche l’off-road più impegnativo . Lo sviluppo dedicato al fuoristrada unito alla competenza stradale Ducati danno vita a una moto reattiva e maneggevole, a proprio agio su ogni tipo di percorso e asfalto.

Il progetto DesertX è nato nel 2019 quando Ducati ha presentato al pubblico il concept omonimo, generando una reazione forte e positiva da parte dei motociclisti di tutto il mondo. Questo importante riscontro ha dato la spinta decisiva alla Casa di Borgo Panigale per trasformare quel concept in una moto funzionale, competente ed efficace.

Il design di DesertX è un’interpretazione moderna delle linee delle moto enduro degli anni ’80, creato dal Centro Stile Ducati seguendo i criteri di essenzialità e robustezza.
La moto è visivamente composta da 3 macro elementi: un volume unico che comprende il serbatoio e le protezioni laterali, la sella e il parabrezza che integra il distintivo doppio faro anteriore, capace di rafforzare ulteriormente l’unicità della moto. Questa lettura stilistica è enfatizzata dai colori bianco e nero che si alternano tra le diverse zone. Le superfici a contatto con il pilota sono ampie e ben raccordate per agevolarne i movimenti specialmente nella guida off-road.

Lo schema adottato per la ciclistica della nuova Ducati DesertX prevede un nuovo telaio a traliccio in acciaio, che lavora in combinazione con sospensioni a lunga escursione in grado di garantire un comportamento ottimale anche nel fuoristrada più impegnativo. L’ottimizzazione di tutti i componenti ha portato alla realizzazione di una moto efficiente, con un peso a secco di 202 kg. Le scelte compiute sul piano della ciclistica rendono DesertX una moto facile da guidare e in grado di trasmettere feeling e sicurezza su ogni tipo di strada, anche su quelle più dissestate.

Sul piano delle sospensioni, DesertX spicca per un equipaggiamento professionale e di alto livello. La forcella Kayaba a steli rovesciati da 46 mm di diametro ha 230 mm di escursione ed è regolabile in compressione, estensione e precarico. Anche il monoammortizzatore, sempre Kayaba, è regolabile in compressione, estensione e precarico e, abbinato al forcellone in alluminio, consente una corsa della ruota posteriore di 220 mm.
DesertX possiede una generosa luce a terra di 250 mm, particolarmente importante per la guida off-road più spinta.

La DesertX monta ruote del tutto inedite per una Ducati, nelle misure di 21″ all’anteriore e 18″ al posteriore: le dimensioni tipiche delle moto da fuoristrada.
Gli pneumatici di primo equipaggiamento sono i Pirelli Scorpion Rally STR, con misure 90/90-21 e 150/70 R18: la scelta perfetta per un utilizzo realmente all-round della moto. DesertX è anche omologata per montare sia pneumatici più orientati al fuoristrada, sia pneumatici più stradali.

L’impianto frenante è dotato, come tutte le moto Ducati, di funzione ABS Cornering. L’ anteriore è caratterizzato da pinze radiali monoblocco Brembo M50 a 4 pistoncini da 30 mm di diametro, pompa assiale con leve regolabili e doppio disco da 320 mm con flange in alluminio. Al posteriore troviamo invece un singolo disco da 265 mm di diametro su cui lavora una pinza flottante a doppio pistoncino, sempre Brembo.
Il settaggio della potenza frenante è stato studiato per offrire grande modulabilità nella guida in off-road e su fondi difficili, ma anche la giusta potenza nell’utilizzo stradale.

L’ergonomia della nuova DesertX è stata sviluppata nel corso di lunghe e impegnative sessioni di test in fuoristrada e su asfalto. La triangolazione sella-pedane-manubrio esprime il massimo del suo potenziale nella guida in piedi tipica dell’off-road e offre un ottimo livello di comfort anche nella guida su strada. Il risultato finale è una moto con una zona di calzata estremamente snella e superfici molto raccordate che garantiscono al pilota il massimo del controllo.
La sella è posizionata a 875 mm da terra. La combinazione dell’arco del cavallo particolarmente ristretto e della cedevolezza iniziale delle sospensioni garantisce un buon contatto a terra. L’altezza sella può essere ridotta montando la sella ribassata (disponibile come accessorio) e può scendere ulteriormente installando il kit sospensioni ribassate (anch’esso disponibile come accessorio).

Ducati ha inoltre lavorato su una serie di contenuti che rendono DesertX davvero piacevole su ogni tipo di percorso: la posizione di guida è comoda sia per il pilota che per il passeggero, grazie alla definizione di forma e imbottitura mirate per ciascuna delle due sedute. La gestione del calore è studiata nel dettaglio con aperture e flussi di aria fresca mentre la protezione aerodinamica è assicurata dalla grande cura riposta nella definizione di forma e dimensioni del cupolino di primo equipaggiamento e di quello accessorio, ancora più protettivo.

L’autonomia adeguata ai viaggi più lunghi è garantita dal serbatoio da oltre 21 l di capacità e dalla possibilità di montare un secondo serbatoio nella parte posteriore della moto come accessorio, aggiungendo ulteriori 8 l di benzina. Il trasferimento di benzina dal serbatoio posteriore a quello anteriore viene abilitato nel momento in cui il livello del carburante nel serbatoio principale scende al di sotto di un determinato livello e può essere attivato dal dashboard.
La DesertX ha inoltre un’ottima capacità di carico, quasi 120 l di volume disponibile tra borse e top case in alluminio. La scelta dei pneumatici tubeless è funzionale al viaggio e alla sicurezza. Consente infatti di combinare maggiore affidabilità, maggiore sicurezza in caso di foratura e una più facile riparazione.

Il cuore della nuova DesertX è l’apprezzato motore a distribuzione desmodromica Testastretta 11° da 937 cm3 raffreddato a liquido. Caratterizzato da un ottimo livello di affidabilità, questo motore eroga 110 CV a 9.250 rpm e una coppia massima di 92 Nm a 6.500 rpm.
Le tipiche performance Ducati si uniscono a un’erogazione regolare e sempre ben gestibile, fornendo al pilota una moto in grado di affrontare qualsiasi percorso con grande confidenza. Il motore conta su tutti i miglioramenti già visti su Monster e Multistrada V2, tra cui la frizione a 8 dischi estremamente compatta e leggera e il cambio dotato di tamburo che lavora su cuscinetti per minimizzare gli attriti e migliorare precisione e dolcezza nella fase di cambiata, contribuendo anche a una riduzione del peso totale del motore di 1,7 kg rispetto alla precedente versione.

Per offrire il miglior rendimento possibile nella guida in fuoristrada e nelle diverse destinazioni d’uso, il Testastretta 11° è stato ottimizzato in maniera specifica per questa moto. Il cambio possiede infatti rapporti dedicati differenti rispetto a quelli della Multistrada V2. La rapportatura è stata complessivamente accorciata su tutte le marce fino alla quinta per garantire il miglior comportamento in fuoristrada. Prima e seconda marcia, in particolare, sono molto più corte rispetto agli altri modelli, per agevolare le fasi di guida a bassa velocità di alcuni passaggi difficili tipici dell’utilizzo in off-road. All’altro estremo, la sesta marcia è adeguatamente lunga per favorire l’utilizzo autostradale della moto mantenendo regimi di rotazione contenuti, che consentono di limitare il consumo di carburante e di aumentare il livello di comfort.

La sicurezza e le prestazioni del nuovo modello Ducati sono garantite anche dai sistemi elettronici, che rappresentano lo stato dell’arte per quanto riguarda l’ausilio alla guida. I Riding Mode disponibili su DesertX sono ben 6 e lavorano in combinazione con i 4 Power Mode che modificano potenza e prontezza di risposta del Testastretta: Full, High, Medium, Low. La principale novità è rappresentata dai settaggi specifici per il Riding Mode Enduro e dall’introduzione del nuovo Riding Mode Rally, che si aggiungono a Sport, Touring, Urban e Wet.

Il Riding Mode Enduro, grazie alla potenza ridotta e al settaggio dei controlli appositamente studiato, permette di affrontare con maggior sicurezza gli sterrati più impegnativi e facilita la guida ai piloti alle prime armi in off-road. Il Riding Mode Rally invece, con piena potenza del motore e controlli elettronici ridotti, è pensato per i piloti più esperti che desiderano sfruttare al massimo le prestazioni di DesertX nel fuoristrada.

Ciascun Riding Mode, anche grazie alla presenza della IMU (Inertial Measurement Unit) Bosch, può cambiare il carattere della moto a seconda delle scelte del pilota, agendo sui livelli di intervento dei vari controlli elettronici: Engine Brake Control (EBC), Ducati Traction Control (DTC), Ducati Wheelie Control (DWC), Ducati Quick Shift (DQS) Up & Down e ABS Cornering.

L’ABS Cornering, in particolare, è settabile su 3 livelli per potersi adattare a ogni situazione e al livello di esperienza del pilota. Nei Riding Mode dedicati all’off-road (Enduro e Rally) l’ABS Cornering può essere anche completamente disattivato attraverso il blocchetto comandi con tasto dedicato.

Il cruscotto di DesertX, orientato verticalmente e posizionato per offrire la migliore visibilità possibile anche nella guida in piedi, è dotato di display TFT a colori da 5” ad alta risoluzione. La strumentazione è predisposta per l’integrazione con il Ducati Multimedia System che consente di connettere lo smartphone, attivando così nuove funzioni come la gestione della musica e delle chiamate o la navigazione Turn by Turn* (opzionale) che mostra le indicazioni stradali direttamente sul cruscotto.

Il pilota ha la possibilità di scegliere tra due Info Mode di serie: Standard e Rally. Nell’Info Mode Standard vengono visualizzate tutte le informazioni necessarie per la guida stradale: contagiri e tachimetro sono ben visibili, così come la marcia inserita, il livello del carburante e le altre informazioni necessarie al viaggio. Nell’Info Mode Rally è presente la funzione tripmaster. Questa replica il funzionamento del tripmaster utilizzato nelle moto da rally e permette di aggiustare manualmente l’indicazione del contachilometri, utilizzando i tasti del blocchetto comandi.

La dotazione tecnologica della moto è di primo livello anche per quanto riguarda l’impianto luci che è full LED. Il doppio proiettore anteriore ha due moduli poliellissoidali bi-funzione con Daytime Running Light (DRL) ed è stato studiato per garantire un’ottima visibilità, particolarmente importante per una moto in grado di viaggiare in tutte le condizioni. Il faro posteriore è dotato del Ducati Brake Light, un sistema che, in caso di frenata brusca, attiva automaticamente il lampeggio della luce posteriore per segnalare la condizione di improvviso rallentamento ai veicoli che seguono, dando un ulteriore contributo alla sicurezza del pilota.

Una moto con così tante sfaccettature può essere ulteriormente personalizzata dal pilota secondo le proprie necessità attingendo dall’ampia gamma di accessori Ducati Performance . Tra i più importanti si segnalano: la sella rally, che unisce le sedute di pilota e passeggero per una maggiore efficacia nella guida fuoristrada, e il serbatoio supplementare da 8 l. Per il touring sono presenti a catalogo le valigie laterali in alluminio che, combinate al top case, danno alla moto una capacità totale di carico di quasi 120 l, i faretti supplementari a led, il cavalletto centrale e le manopole riscaldate. Sono inoltre disponibili lo scarico omologato Termignoni e lo scarico racing, sempre Termignoni, che grazie alla mappatura dedicata aumenta i valori di potenza e coppia del +7%.

La moto possiede un’identità così forte che, per la prima volta, il Centro Stile Ducati ha curato anche una capsule collection che ne riprende la livrea: una collezione ispirata all’ iconico “Dakarian Style” e chiamata 21/18, in omaggio alla dimensione delle ruote della moto. Il completo tecnico comprende giacca, pantaloni e casco e sarà disponibile in limited edition. Al suo fianco ci sarà inoltre una gamma di abbigliamento lifestyle specificatamente disegnata per questo modello, composta da felpa, due t-shirt e un cappellino.

DesertX sarà disponibile nelle concessionarie della rete Ducati a partire da Maggio 2022. Il nuovo modello Ducati sarà ordinabile anche in versione depotenziata a 35 kW per i possessori di patente A2. In Italia, per incentivare l’ingresso dei più giovani appassionati al mondo delle due ruote, Ducati propone un’agevolazione di 1.000 euro sul prezzo di listino di tutte le moto a 35 kW disponibili in gamma. La Casa motociclistica Bolognese offre inoltre la garanzia “4Ever Ducati”, valida per 4 anni a chilometraggio illimitato, garantita dall’intera rete di concessionarie.

Dopo due anni di stop il brand Althea Racing torna al mondiale e sceglie la Supersport, categoria rivisitata, arricchita di spunti tecnici innovativi e importanti cambiamenti regolamentari che la rendono una delle classi più interessanti nel panorama della velocità.

Nel 2022 Althea torna con Ducati, un binomio di successo che l’ha vista vincere con Carlos Checa e Davide Giugliano e per completare una line up tutta italiana, accoglie Federico Caricasulo, poliziotto e atleta delle Fiamme Oro, uno dei piloti più accreditati del campionato. 

Federico prenderà contatto con la Panigale V2 nei test di gennaio.

Federico Caricasulo:
“Sono veramente contento dell’opportunità che Genesio mi sta offrendo. 

E’ stata una proposta inaspettata che ho accettato subito perché è un progetto vincente con un team che non ha certo bisogno di presentazioni e che ho seguito anche da tifoso.

Mi piace l’idea di essere l’unico pilota della squadra e credo che sia la situazione migliore per puntare a certi risultati. Dopo cinque anni con Yamaha in cui credo di essere cresciuto tanto, è per me importante accettare una nuova sfida che mi dia le migliori motivazioni. Ho ancora un conto in sospeso con questa categoria dal 2019 e il mio unico obiettivo e migliorare i risultati che ho già ottenuto.”

Genesio Bevilacqua:
“Althea non aveva necessità di tornare ma ho scelto di farlo perché ritengo che questa Supersport sia la categoria del futuro. Ci sono tutti i presupposti per quella che è da sempre la nostra unica aspirazione: vincere mettendo in campo la nostra esperienza e le nostre capacità giocandocela con i migliori.

Questa Supersport e il suo nuovo regolamento, sono veramente un’occasione di rilancio per le derivate di serie. Sembra fatta per metterci alla prova.  La competizione è nel nostro DNA e per questo vogliamo esserci.”

A pochi giorni dall’ultimo round della stagione 2021 di WorldSBK disputato nell’isola di Lombok (Indonesia) sul Mandalika International Street Circuit, il team Aruba.it Racing – Ducati è tornato immediatamente in pista per sostenere l’ultimo test del 2021. 

Sul circuito di Jerez de la Frontera (Spagna), Alvaro Bautista è salito nuovamente in sella alla Ducati Panigale V4R con cui ha concluso al secondo posto la stagione 2019 di WorldSBK ottenendo 16 vittorie e 24 podi. Non era presente al test, invece, Michael Ruben Rinaldi. Reduce dalla brutta caduta nell’ultimo giro di Gara-2 dell’Indonesia Round, per Michael l’appuntamento è fissato con i primi test del 2022.

Dopo la sessione pomeridiana della prima giornata dedicata a soprattutto all’ergonomia e alla “nuova” familiarizzazione con la Panigale V4R, nel secondo giorno di test Bautista ed il suo team hanno lavorato intensamente sul setup completando 96 giri con il miglior tempo di 1’39.119.

La Panigale V4 ‘22 rappresenta l’ultimo step del percorso caratteristico delle sportive di Borgo Panigale: in questa famiglia infatti l’esperienza di Ducati Corse e il continuo scambio di informazioni e di tecnologie dal mondo delle competizioni verso le moto di serie vede la sua massima espressione. Questo progetto rappresenta l’unicità di un brand capace di vincere il titolo costruttori MotoGP per il secondo anno consecutivo, che lavora affinché tutto ciò che viene ideato per le competizioni possa poi approdare sulle moto destinate agli appassionati. È per questo motivo che la Panigale V4 viene aggiornata e migliorata anno dopo anno, proprio come accade in MotoGP e nel WorldSBK.

Dall’anno di lancio, il progetto Panigale V4 compie con la versione 2022 l’evoluzione più significativa . Il miglioramento riguarda ogni aspetto della moto: aerodinamica, ergonomia, motore, ciclistica ed elettronica. Il risultato finale è una moto ancora più veloce in pista e allo stesso tempo sempre più intuitiva e meno affaticante, che risulta tanto performante nelle mani del pilota professionista quanto gratificante per un amatore.

Per confermare queste qualità della moto è stato svolto un test comparativo sul circuito di Vallelunga tra la Panigale V4 S ‘21 e la ’22. Entrambe le moto hanno montato pneumatici Pirelli SC1 e sono state guidate da due tester professionisti e da Michele Pirro (collaudatore ufficiale Ducati). Al termine della giornata in pista il primo tester ha migliorato il suo best lap in sella alla nuova Panigale V4 S ‘22 di 9 decimi, il secondo di 1 secondo e 2 decimi, mentre Michele Pirro è stato più veloce di mezzo secondo, girando a soli tre secondi dal suo migliore tempo in Gara 1 a Vallelunga in occasione del Campionato Italiano Velocità Superbike di quest’anno, dove però ha corso con la mescola più performante SCX.

La prima novità della versione 2022 della Panigale V4 riguarda la carenatura, che è stata rivisitata dagli ingegneri Ducati dal punto di vista aerodinamico. In questa versione la moto integra nuove ali più compatte e sottili con disegno a doppio profilo ed efficienza aumentata, che garantiscono il medesimo carico verticale, fino a 37 kg a 300 km/h. La parte inferiore della carenatura ha prese di estrazione riprogettate per migliorare il raffreddamento e quindi le performance del motore, in particolare durante l’utilizzo in circuito.

L’ergonomia della moto è stata modificata con lo scopo di migliorare il controllo nelle fasi più importanti della guida su pista e di consentire al pilota di sfruttare al massimo le prestazioni della Panigale V4 sia sul giro secco sia durante una sessione prolungata. La sella possiede ora una conformazione più piatta e un diverso rivestimento, per ridurre la tendenza all’avanzamento del pilota in staccata e consentirgli spostamenti più agevoli del corpo. Rispetto alla versione 2021 il serbatoio ha una nuova forma nella parte posteriore (la cosiddetta calzata) per permettere al pilota di ancorarsi meglio in staccata, impegnando meno le braccia e consentendo di guidare più veloci e più a lungo. Grazie a questa nuova ergonomia il pilota è anche meglio inserito nella moto e quindi più comodo quando si mette in carena in rettilineo ed è migliorata anche la zona di contatto delle braccia in fase di hanging off, ovvero quando ci si sporge completamente fuori dalla moto a centro curva.

Il cuore della moto è il Desmosedici Stradale da 1.103 cm3 di derivazione MotoGP; con tanta coppia sin dai bassi regimi e in grado di sprigionare l’animo racing della moto in circuito. Il Desmosedici Stradale compie per il 2022 un’ulteriore evoluzione, grazie all’introduzione di alcuni elementi tecnici dedicati che consentono di aumentare la potenza e migliorare la risposta al gas.

Il nuovo motore è stato aggiornato nel circuito di lubrificazione ed è accoppiato ad una nuova pompa dell’olio che assorbe meno potenza. Il diametro maggiorato delle uscite del silenziatore consente di ridurre la contropressione allo scarico e, di conseguenza, incrementare le prestazioni del motore. Grazie a questi interventi e a una nuova mappatura dedicata, il Desmosedici Stradale in versione Euro 5 eroga 215,5 CV a 13.000 giri/minuto, con un incremento di potenza di 1,5 CV rispetto alla versione precedente, che sale a 2,5 CV oltre il picco di potenza massima a 14.500 giri/minuto. Il motore eroga inoltre una coppia di 123,6 Nm (12,6 kgm) a 9.500 giri, e già dai 6.000 giri mette a disposizione l’80% della coppia massima disponibile.

Una delle più importanti novità introdotte sul motore 2022 è l’adozione di un nuovo cambio che prevede un allungamento del rapporto per la prima, la seconda e la sesta marcia. Questo tipo di rapportatura è la stessa utilizzata sulla Panigale V4 R che corre il mondiale Superbike ed è maggiormente “track-oriented” con rapporti più adatti all’utilizzo in circuito. La prima marcia è stata allungata dell’11,6%, mentre la seconda del 5,6%. Grazie a questo nuovo cambio risulta ora più facile affrontare le curve più strette in prima marcia, godendo di un maggiore freno motore e di una migliore accelerazione in uscita curva. Inoltre, il minor salto di velocità tra i primi due rapporti consente al DQS, dotato di nuova calibrazione, di lavorare in maniera più efficace, offrendo migliori performance. La sesta marcia, infine, è stata allungata dell’1,8% consentendo, in combinazione con l’incremento di potenza del motore, una velocità di punta maggiore di 5 km/h rispetto alla Panigale V4 ‘21.

Sulla Panigale V4 ‘22 è stata implementata una nuova logica dei Power Mode che prevede 4 configurazioni motore: Full, High, Medium, Low. Le configurazioni Full e Low sono di nuova concezione mentre quelle High e Medium utilizzano una nuova strategia. Il Power Mode Full è il più sportivo mai adottato da una Panigale V4 e permette al motore di esprimere tutto il suo potenziale con curve di coppia senza filtri elettronici, eccetto per la prima marcia.
Per i Power Mode High e Medium è stato sviluppato un nuovo sistema di gestione delle mappe Ride by Wire con taratura dedicata per ciascuna delle sei marce, che garantisce al pilota di ottenere sempre la spinta ottimale ad ogni apertura del gas. Il Power Mode Low, invece, è stato studiato per far apprezzare al massimo la guida su strada, limitando la potenza massima della moto a 150 CV e offrendo una risposta al gas particolarmente gestibile.

Le prestazioni del Desmosedici Stradale possono essere ulteriormente migliorate con i sistemi di scarico racing contenuti nel catalogo Ducati Performance. Per offrire a tutti la possibilità di girare con lo scarico full racing anche nei circuiti con limiti alla rumorosità più stretti è disponibile un nuovo scarico completamente in titanio, sviluppato in collaborazione con Akrapovič, che rientra nel limite di rumorosità dei 105 dB (102 dB montando il dB killer). Il nuovo scarico è dotato di silenziatori alti a fianco della coda e garantisce un incremento di potenza di 12,5 CV, portando il valore massimo a 228 CV, mentre il valore di coppia massima sale a 131 Nm, con una complessiva riduzione di peso di 5 kg. Questo nuovo scarico si aggiunge a una versione full racing più compatta con sviluppo sotto al motore già disponibile a catalogo, anch’essa Akrapovič completamente in titanio, che a fronte degli stessi livelli prestazionali riduce il peso di 6 kg e ha una rumorosità di 109 dB che scendono a 107 dB installando il dB-killer.

Il Desmosedici Stradale è anche elemento stressato della ciclistica e ad esso è direttamente collegato il telaio Front Frame in alluminio. Lo “chassis” è completato dal leggero telaietto anteriore realizzato in magnesio e da quello reggisella in alluminio fuso in conchiglia.

Sulla versione S del modello 2022 è presente una nuova forcella pressurizzata Öhlins NPX25/30 a controllo elettronico event-based che utilizza un sistema di smorzamento con cartuccia pressurizzata derivato da quello delle forcelle racing Öhlins, riducendo al minimo il rischio di cavitazione del fluido idraulico rispetto a un sistema tradizionale. Il risultato è un miglior supporto in frenata e allo stesso tempo un migliore assorbimento delle asperità, che si traduce in un maggior feeling di guida per il pilota.
La nuova forcella ha escursione da 125 mm (+5 mm rispetto a quella che equipaggia la Panigale V4 2021), grazie alla quale non solo può adottare setting più morbidi (la rigidezza delle molle è passata da 10 a 9,5 N/mm) migliorando le capacità di “copiare” l’asfalto e il grip in condizioni critiche, ma può anche offrire quel plus di corsa che aumenta il feeling nelle staccate più impegnative, mantenendo sempre un po’ di margine rispetto al fondo corsa.

La nuova forcella è abbinata al monoammortizzatore Öhlins TTX36 e all’ammortizzatore di sterzo Öhlins anch’essi con sistema di controllo event-based. Questo sistema offre al pilota la possibilità di personalizzare l’intensità d’intervento delle sospensioni in funzione dei singoli eventi di guida (frenata, percorrenza curva, accelerazione), oltre che modificare i parametri di funzionamento delle singole componenti hardware. Per il pilota tutto ciò significa avere accesso a un livello superiore di controllo della dinamica della moto a beneficio della sicurezza su strada e dei tempi sul giro in pista.

Il pivot del forcellone monobraccio in alluminio, inoltre, si posiziona più in alto di 4 mm rispetto a quello della versione precedente. Questa scelta tecnica consente di aumentare l’effetto anti-squat, ovvero la riduzione dell’affondamento del posteriore in uscita di curva e in fase di riapertura del gas, stabilizzando la moto in accelerazione.

La Panigale V4 S è dotata di cerchi a 3 razze forgiati in lega di alluminio e monta pneumatici Pirelli DIABLO™ Supercorsa SP nelle misure 120/70 ZR17 anteriore e 200/60 ZR 17 posteriore. Per quanto riguarda l’impianto frenante, la moto monta all’anteriore le pinze monoblocco Brembo Stylema® con quattro pistoncini da 30 mm di diametro ciascuna, che lavorano su dischi da 330 mm di diametro garantendo un’eccezionale potenza frenante. Al posteriore troviamo un disco singolo da 245 mm con pinza a 2 pistoncini.

La Panigale V4 in versione standard possiede anch’essa una ciclistica di assoluto rilievo con la forcella Showa Big Piston Fork (BPF) da 43 mm di diametro completamente regolabile, ammortizzatore di sterzo Sachs, monoammortizzatore Sachs anch’esso completamente regolabile e cerchi fusi in alluminio dal disegno a 5 razze.

La Panigale V4 ‘22 è equipaggiata con un pacchetto elettronico di ultima generazione basato sull’impiego di una piattaforma inerziale a 6 assi in grado di rilevare istantaneamente gli angoli di rollio, di imbardata e di beccheggio della moto nello spazio. Il pacchetto elettronico comprende controlli che gestiscono tutte le fasi della guida, i cui parametri di funzionamento sono collegati di default ai 4 Riding Mode (Race A, Race B, Sport, Street).

Questi parametri possono essere visualizzati in maniera ancora più efficace grazie al nuovo dashboard, che si differenzia per una nuova distribuzione delle funzioni delle spie esterne allo schermo. La grande novità riguarda l’interfaccia del dashboard, che si evolve attraverso l’inserimento di un nuovo Info Mode sviluppato dai piloti MotoGP e denominato “Track Evo”, che si aggiunge ai già esistenti Road e Track.

Nella schermata “Track Evo” il contagiri si muove su una scala orizzontale posizionata nella parte più alta dello strumento, ovvero quella più visibile, e l’indicazione della marcia inserita si trova al centro dello schermo. Nell’area destra del display sono presenti quattro settori di colore diverso, ciascuno dedicato a un controllo elettronico (DTC, DWC, DSC, EBC). Questi settori si accendono singolarmente quando l’elettronica sta lavorando su un determinato parametro, restando accesi per il tempo necessario al pilota ad individuare quale indicatore si è attivato. Questa modalità di segnalazione facilita il compito del pilota nel capire il controllo che ha effettivamente lavorato per permettergli di intervenire in modo più preciso e puntuale sulla scelta del livello ottimale e ottenere più rapidamente performance migliori. Il settore di sinistra completa le informazioni con il cronometro, il numero di giri completati e la velocità.

Per rendere più chiara l’indicazione del cambio marcia, questa non avviene più tramite il lampeggio del contagiri, ma tramite un LED verde posizionato nella parte sinistra del dashboard, ancora più visibile e preciso nel feedback.

Sulla Panigale V4 ‘22 sono stati fatti anche alcuni significativi interventi di design che ne ridisegnano il look, rendendo la moto esteticamente più aggressiva. L’inedita veste grafica disegnata dal Centro Stile Ducati prevede il colore nero per i loghi applicati alle carene full red, la sella in doppio tessuto (bicolore sulla versione S) e, sempre per la versione S, il tag rosso sui cerchi neri.

La Panigale V4 e la Panigale V4 S saranno disponibili nelle concessionarie della rete Ducati a partire da dicembre 2021 nella tradizionale colorazione “Rosso Ducati”.

È possibile equipaggiare la Panigale V4 con gli accessori contenuti nel catalogo Ducati Performance. Al suo interno sono presenti sia componenti omologati sia elementi puramente racing pensati per chi utilizza la moto in circuito. Gli accessori Ducati Performance sono visualizzabili tramite il configuratore online sul sito Ducati.com.

L’impegno di Ducati per la sicurezza del pilota si esprime attraverso i contenuti della moto, le numerose possibilità di corsi di guida (per saperne di più visitare la pagina del sito DRE) e anche in una collezione di abbigliamento dedicato all’utilizzo più sportivo della Panigale V4, che comprende tute in pelle con e senza airbag, caschi, stivali e guanti. Tutto ciò che serve per scendere in pista o girare su strada con un look da vero pilota ufficiale Ducati.

Con le due gare portate a termine sul nuovissimo Mandalika International Street Circuit, sull’Isola di Lombok, in Indonesia, cala il sipario sulla stagione 2021 del WorldSBK. Dopo la cancellazione della gara del sabato – a causa di un violento nubifragio che ha allagato la pista – si è rischiato una situazione simile anche domenica. Gara 1, disputata al posto della Superpole Race, si è corsa regolarmente, mentre per vedere Gara 2 si è dovuto attendere oltre un’ora e mezza dopo l’orario previsto. Questa volta però la pioggia ha dato tregua e quando le condizioni di visibilità e del tracciato sono migliorate si è deciso di disputare Gara 2 accorciando la distanza a 12 giri. 

Gara 1

La gara si è disputata su un asfalto bagnato che andava rapidamente asciugandosi ed è stata dichiarata asciutta. Cavalieri è scattato dalla P15 ottenuta nella Superpole del Sabato, ma non è riuscito ad agganciare il ritmo dei piloti di centro gruppo, tagliando il traguardo in P14. 

Gara 2 

Gara 2 ha avuto uno svolgimento simile, a cambiare completamente sono state le condizioni atmosferiche. Dopo un altro nubifragio, la pioggia ha concesso un po’ di tregua, ma è tornata a cadere con una intensità più leggera durante la griglia di partenza. Inevitabilmente la gara è stata dichiarata bagnata e in queste condizioni Cavalieri non è riuscito a rimontare, concludendo in P14. Questi risultati portano il #76 a chiudere la stagione con 14 punti e la P23 assoluta in campionato. 

Samuele Cavalieri, #76 

«Le condizioni sono state molto complicate: in Gara 1 la pista era ancora bagnata, ma essendo stata dichiarata asciutta avevamo tutti le slick, mentre in Gara 2 c’era veramente tanta acqua in pista. Peccato, avrei voluto divertirmi di più e confrontarmi sull’asciutto dove non eravamo così lontani, ma sicuramente questa esperienza mi servirà: il livello del mondiale Superbike è altissimo anche nelle gare sotto la pioggia e su questo devo lavorare. Per questo voglio ringraziare il team che mi ha dato l’opportunità di fare questa esperienza, mi sono confrontato con piloti di altissimo livello, che avevano molti più chilometri di me alle spalle, e con circuiti che non conoscevo. Anche se avrei voluto chiudere la stagione con altri risultati l’esperienza è stata comunque positiva». 

Marco Barnabò – Team Principal 

«Le condizioni di questi due giorni sono state veramente complicate e – anche se sull’asciutto avremmo potuto raccogliere qualcosa di più – va bene così. Samuele è riuscito a portare a casa qualche punto e a chiudere la stagione in modo regolare. Voglio ringraziare il nostro pilota perché, nonostante sia dovuto subentrare a stagione in corso, si è messo in gioco e si è ben comportato. Con lui i ragazzi del team hanno lavorato bene ritrovando serenità e ottimismo. Il mio grazie va anche a loro! In una stagione avara di soddisfazioni, la squadra è rimasta unita lavorando sempre con la massima professionalità. Lo spirito di sacrificio e la costanza del team sono stati la cosa che mi ha reso più orgoglioso in questa stagione».  

Con il Pirelli Indonesian Round si è conclusa la stagione WorldSBK 2021 del team Aruba.it Racing – Ducati che ha visto Scott Redding e Michael Ruben Rinaldi chiudere rispettivamente al terzo e quinto posto nella classifica del campionato del Mondo Superbike vinto da Toprak Razgatlioglu (Yamaha).   

Il nubifragio che ha colpito il Mandalika International Street Circuit di Lombok (Indonesia) nel primo pomeriggio di sabato ha costretto la direzione gara a cancellare le tutte le attività e quindi riprogrammare Gara-1 al posto della Superpole Race. La stessa situazione si è ripetuta a pochi istanti dalla partenza di Gara-2, prima posticipata di un’ora poi regolarmente disputata sulla distanza di 12 giri.

In una domenica intensa Scott Redding ha chiuso due volte sul podio, terzo in Gara-1 e secondo in Gara-2. 
Per Michael Ruben Rinaldi, invece, è stato un weekend reso particolarmente difficile dall’inconveniente tecnico accaduto nella Superpole del sabato durante la quale, dopo il primo time attack con la gomma X, il pilota italiano non è potuto tornare in pista per sfruttare le due gomme Q a disposizione.    

  • RACE 1

P3 – Malgrado una partenza non esaltante, Scott Redding gira secondo alla prima curva. Nei primi giri studia il gruppo del podio composto da Razgatlioglu (Yamaha), Rea (Kawasaki) e Bassani (Ducati). A metà gara Redding inizia a spingere e nell’arco di due giri si porta al comando. Il drop della gomma anteriore, però, è evidente e non gli consente di lottare per la vittoria, chiudendo così al terzo posto.
P12 – Costretto a partire dalla quinta fila (P14), Michael Rinaldi scatta alla grande e recupera subito 7 posizioni per poi attaccare Bassani e prendersi il sesto posto. Nella curva successiva, però, Rinaldi commette un errore che compromette le chance di lottare con il gruppo dei primi. 

  • RACE2

P2 Scott Redding ingaggia uno splendido duello con Rea. Nell’ultimo giro Scott prende la testa ma la risposta di Rea arriva a tre curve dalla fine.
DNF – Michael Rinaldi è protagonista di una grande rimonta. Il suo obiettivo è quello di arrivare davanti a Locatelli (Yamaha) per conquistare il quarto posto nella classifica finale del campionato del Mondo Superbike. Rinaldi riesce a completare la rincorsa a 3 giri dalla fine ma nel tentativo di creare gap con il diretto avversario perde il controllo della sua Ducati Panigale V4R e cade. Dopo essere tornato al box, in accordo con lo staff medico, Michael è stato sottoposto in via precauzionale ad ulteriori accertamenti.

  •  Grazie Scott

Un ringraziamento ed un grande in bocca al lupo a Scott Redding che negli ultimi due anni ha regalato grandi emozioni al team Aruba.it Racing – Ducati. Per il pilota inglese 12 vittorie, 37 podi che gli hanno consentito di chiudere con un secondo ed un terzo posto finale nelle stagioni 2020 e 2021 di WorldSBK.       

  •  Sarai sempre nei nostri cuori Chaz

266 gare disputate in WorldSBK, 28 vittorie (32 in totale) e 89 podi (99 in totale) conquistati nelle sue 8 stagioni consecutive in sella ad una Ducati, finendo per tre volte come vice campione del mondo e per due volte al terzo posto. Questi i numeri straordinari di Chaz Davies che ha disputato oggi la sua ultima gara in Superbike. Un legame fortissimo con il team Aruba.it Racing – Ducati. Chaz Davies avrà sempre un posto speciale nei cuori del team e di tutti i Ducatisti. Grazie Chaz!  

Scott Redding (Aruba.it Racing – Ducati)
“Mi sono molto divertito oggi, soprattutto in Gara-2 in una bella battaglia con Jonathan. Voglio ringraziare la squadra per questi due anni. Il team Aruba.it Racing – Ducati e Ducati rappresentano per me una grande famiglia. Ringrazio tutti, dalla mia squadra nel box, ai ragazzi dell’hospitality, a chi ha lavorato a Borgo Panigale per mettermi nelle condizioni di vincere. E’ un momento molto emozionante per me ma sono sereno perché so di aver dato tutto per questo gruppo che mi ha accolto in modo straordinario. Mi aspetta una nuova avventura ma senza dubbio tutta la squadra avrà per sempre un posto speciale nel mio cuore”.

Michael Rinaldi (Aruba.it Racing – Ducati)
“Mi dispiace molto per come è finita la gara. Ho dato il massimo per riuscire a conquistare il quarto posto nella classifica finale. Partire dalla quinta fila non è stato facile ma ho avuto pazienza, recuperando posizioni giri dopo giro. Nel finale di gara, dopo essere riuscito a completare la rimonta, ho cercato di spingere per creare gap e difendermi dagli attacchi ma ho perso il posteriore, senza preavviso. Ringrazio la squadra per il lavoro fatto in questa stagione. Abbiamo fatto tanta esperienza e questo sarà sicuramente un vantaggio per il 2022″.  

Una giornata unica, che rimarrà impressa nella mente di tutti colori che sono entrati in Go Eleven, che hanno vissuto quest’anno, che hanno gioito e sofferto con la squadra italiana. Chaz Davies, uno dei più interpreti della storia recente del WorldSBK ha concluso la sua ultima gara, salutando i fan del motociclismo!

La giornata al Mandalika circuit è piuttosto movimentata. Mentre i piloti sono schierati sulla griglia per Gara 1, il cielo si annuvola e cade qualche goccia di pioggia. Non forte come ieri, ma la pista leggermente bagnata costringe i commissari a ritardare la partenza. Il tracciato sembra comunque in ottimo stato, tanto che i piloti rientrano tutti con le slick. Parte la gara, ed il terzo ed il quarto settore si rivelano piuttosto umidi, con i piloti che entrano cauti nelle curve. Davanti si accende la battaglia per il Mondiale tra Toprak e Rea, mentre dietro Davies risale con un ottimo ritmo, siglando anche il giro veloce momentaneo. Entra nei primi otto, battaglia con Bautista e Sykes, e riesce a contenere bene il distacco dai primi. Con l’asciugarsi della pista, poco a poco i primi cinque fanno la differenza, ma Chaz si difende bene e conclude un’ottima gara in ottava posizione. Davvero una buona prestazione, soprattutto nei primi giri con la pista umida!

In Gara 2, un dejà-vù della giornata di ieri accoglie i piloti WorldSBK; tutti fuori dalla griglia a pochi minuti dalla partenza a causa di un temporale tropicale. E qui in Indonesia i temporali sono intensi, molto intensi. Con piloti e meccanici bagnati, l’organizzazione sposta l’ultima decisione sull’effettuare o meno Gara 2, alle 16.00 locali. La pioggia cala e così scatta gara due con asfalto molto bagnato e soli dodici giri. Chaz, purtroppo, non riesce mai a trovare il ritmo per incidere, ma l’obiettivo principale è concludere la sua ultima gara. Dopo il traguardo, passato in dodicesima posizione, scatta l’emozione; burnout, Prosecco, tabella dedicata e tutto il circus WorldSBK attende il gallese con il numero 7 per l’ultimo saluto prima del ritiro!

Oggi il risultato per il Team Go Eleven e Chaz Davies non contava molto; oggi era la giornata di Chaz. Dopo tredici stagioni corse ad altissimo livello tra Superbike e Supersport, 99 podi e 32 vittorie, un Campionato Mondiale conquistato nel 2011, tre volte vicecampione del mondo Superbike, ma soprattutto una delle persone migliori, più vere, emozionanti e di cuore del paddock saluta il mondo delle due ruote. Da domani inizia una nuova vita per te Chaz, il tuo Team ti augura il meglio per i progetti futuri; hai scritto una pagina di storia di Go Eleven, del motociclismo e di Ducati. Grazie di tutto Chaz, sei stato uno dei nostri idoli, sei una leggenda, è un onore averti accompagnato in questa stagione conclusiva! 

Chaz Davies (Rider): 
“E’ bello aver corso qui a Mandalika oggi! Sono contento della prima gara, mi sentivo bene sulla moto, ero piuttosto veloce soprattutto all’inizio, stavo andando a prendere il gruppo per il podio. Poi quando il tracciato si è asciugato ero un po’ più lento di quelli davanti, ma ero felice dell’ottava posizione. Gara 2, qui con la pioggia il tracciato ha molto grip, ma mi sono sentito strano durante la gara ad essere sincero. Ero molto motivato a concludere bene, ma dopo la partenza ritardata, qualcosa dentro di me mi ha reso un po’ strano. Magari c’era da aspettarselo, ho cercato di dire a me stesso: “divertiti, è l’ultima!”, ma è andata così. Decisamente Gara 1 è stata la migliore del weekend. Voglio ringraziare tutti per il supporto, voglio ringraziare I ragazzi, il Team Go Eleven che mi ha dato tutto il possibile in questa stagione, facendomi sentire parte di una famiglia. E’ stata una stagione difficile, ma mi sono davvero divertito a stare dentro al box ed ogni volta che ero con loro. Ora è il momento di affrontare il prossimo passo nella vita, il che significa abbandonare le gare in moto. E’ stata una carriera stupenda, se guardo al mio passato provo molta soddisfazione. Nutro grande rispetto per tutti I miei avversari, congratulazioni a Toprak e Yamaha per il titolo, hanno fatto un lavoro incredibile quest’anno. Spero di tornare in questo paddock in futuro, ma ovviamente non ion moto!”

Denis Sacchetti (Team Manager):
“Aver conosciuto ed aver avuto la fortuna di lavorare con un pilota e, ancor prima, con un uomo come Chaz Davies, divenuta una leggenda del Mondiale Superbike è un grosso privilegio! Questa per noi non è stata una gara, ma una passerella, in cui mi sono emozionato dal primo minuto che siamo arrivati qui al Mandalika fino ad oggi. Non in molti possono sapere cosa si provi quando cambi vita, nessuno può sapere a cosa pensava Chaz quest’oggi, ma credo che tutti si sarebbero emozionati guardandolo negli occhi! Io non ho molto da dire, solo grazie Chaz per quello che ci hai dato e che hai dato a questo sport, hai lasciato il segno nel cuore di tutti noi. Goditi i prossimi obiettivi Chaz!”