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Il 24-25 giugno sono stati svolti i test del Campionato Mondiale SBK in attesa dello spegnimento del semaforo rosso che avverrà sui circuiti di Jerez de la Frontera e Portimao nei primi due weekend di agosto.
Tati e il team hanno potuto confrontarsi con tutte le altre squadre Superbike Ducati oltre al Kawasaki Racing Team e ad alcuni team della MotoGP (KTM ed Aprilia).
La due giornate di test sono state caratterizzate da sole e caldo intenso; nella prima giornata il team ha effettuato moltissime prove di assetto e bilanciamento della moto cercando di adattarsi al nuovo grip generato dalla recente riasfaltatura del tracciato.
La pista ha mostrato tantissimo grip e questa è la condizione per la quale sono stati provati tanti assetti cercando il miglior risultato sulla distanza gara.

Nel secondo giorno di test squadra e pilota si sono concentrati sulle simulazioni lavorando in ottica gara: hanno simulato la gara sprint di 42,26 km (10 giri) e quella su lunga distanza per un totale di 88,746 km pari a 22 giri.
Nel tardo pomeriggio la squadra ha provato altri particolari sulle sospensioni nonché parti di motore nuove.
È di 1.34.859 il miglior giro fatto registrare dal pilota argentino nella due giorni di test: i piloti del WSBK hanno dimostrano il grado di competitività del Campionato girando con tempi molto vicini a quelli della MotoGP.

Tati Mercado #36
“È stato un test molto produttivo, abbiamo provato tante soluzioni e configurazioni diverse che ci hanno aiutato a capire la giusta direzione da prendere. Siamo riusciti a fare una simulazione di gara che non avevo mai fatto con questa moto, permettendomi di capire il feeling verso metà/fine della gara. Le soluzioni provate ci hanno permesso di fare un passo in avanti e acquisire una maggiore consapevolezza della direzione verso la quale lavorare per potere migliorare. Voglio ringraziare tutti i ragazzi per il lavoro che è stato fatto in questi due giorni di test e non vedo l’ora di salire di nuovo sulla moto prima di iniziare il campionato”.

Durante la due giorni di test al Misano World Circuit, Leon Camier ha accusato nuovamente dolori alla spalla operata in inverno, una condizione che gli ha impedito di trovare il giusto feeling in sella alla Ducati Panigale V4 R del Barni Racing Team.
Per avere un riscontro oggettivo delle sue condizioni fisiche, il pilota britannico, di comune accordo con il team principal Marco Barnabò, ha deciso di rivolgersi nuovamente all’equipe medica che ha effettuato l’intervento chirurgico lo scorso 24 dicembre. 
A seguito degli ulteriori accertamenti ci sarà un nuovo confronto fra team e pilota per decidere il da farsi in vista del round di Jerez del WorldSBK, in programma alla fine di luglio.

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«Durante lo stop mi sono allenato facendo molta attenzione a non sforzare troppo la spalla. Nelle ultime settimane non ho avuto alcun problema a guidare il Supermotard o il trial. Non so se sia la posizione di guida combinata con la violenta frenata della Superbike o qualcos’altro. Sono davvero molto deluso di non riuscire a guidare al mio livello e a sfruttare a pieno il potenziale della moto. Mi dispiace anche per Barni e per il team, sono un gruppo di ragazzi che lavora sodo e anche ora continuano a seguirmi. C’è qualcosa che non va e, con l’aiuto dei medici, cercheremo di capire al più presto che cosa sta succedendo».

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«Il team crede fortemente nel percorso che abbiamo deciso di intraprendere con Leon e durante questa pausa abbiamo sempre lavorato con la convinzione che le sue condizioni potessero tornare al 100%.  I medici ci avevano assicurato che il pilota sarebbe stato pronto alla ripresa del campionato, Leon non aveva dolore durante gli allenamenti,  ma quando siamo scesi in pista a Misano, il pilota si è accorto di non riuscire a guidare come sa. Per questo abbiamo deciso di consultare immediatamente i medici e avere il quadro completo della situazione».

Non appena varcate le porte del circuito i protagonisti WorldSBK tornano a dar lustro, tempi alla mano, al campionato delle derivate di serie! Tutti i team Ducati Superbike, il Kawasaki Racing Team ed alcuni piloti Motogp, tra cui le squadre ufficiali Aprilia e KTM, hanno tolto la ruggine, dovuta a mesi di inattività, sul tracciato di Misano, baciato dal bel tempo e delle alte temperature. 

Michael Rinaldi ed il Team Go Eleven sono arrivati pronti e preparati all’appuntamento, scendendo in pista con diverse soluzioni innovative ed alcune comparative da testare. Il pilota romagnolo ha saputo completare l’abbondante lavoro in programma per le sedici ore complessive di sessione disputate, portando a termine più di cento giri. Le scelte e le strade via via intraprese hanno aiutato la squadra ad avvicinarsi, con le dovute modifiche, al miglior tempo sul giro, senza tralasciare il lavoro con gomme usurate e segnate dal consumo. L’alfiere Go Eleven ha saputo confermarsi e migliorarsi uscita dopo uscita fino a stampare un 1.33.560 in configurazione gara sul finire del secondo giorno, mettendosi in scia a Scott Redding e Johnny Rea, a pochi decimi dai due ufficiali ed ampiamente davanti a Chaz Davies ed il leader del Mondiale Alex Lowes. Davvero convincente la prova della squadra italiana al rientro dal lockdown; all’interno del box si respira un’armonia unica!

Ora non rimane che preparare e sistemare gli ultimi dettagli in vista della ripartenza della stagione; manca solo un mese alla partenza per Jerez de la Frontera, la prima tappa europea di questo “caliente” WorldSBK 2020. Michael, rimani concentrato ed allenato, che tra poco sarà nuovamente tempo di dare del filo da torcere alle altre squadre!

Michael Rinaldi (Rider):
“Questa due giorni di test è stata molto positiva per la nostra squadra! Dopo tanti mesi siamo tornati in pista ed abbiamo completato diversi chilometri ottenendo informazioni utili per la ripartenza del Campionato. Alla fine dei due giorni abbiamo trovato la migliore soluzione per la nostra V4-R, e siamo riusciti anche ad essere molto veloci. Considerando che il nostro tempo è stato siglato con la gomma da gara, mentre buona parte dei miei avversari ha utilizzato la gomma da qualifica, posso ritenermi soddisfatto del lavoro svolto. In configurazione gara eravamo ancora più vicini a Scott! Ora dobbiamo sistemare alcuni dettagli quando le gomme si usurano, in ottica dei primi Round stagionali. Nella due giorni la moto è sempre andata via via migliorando, le modifiche di ciclistica mi hanno dato più fiducia e quindi riuscivo a guidare la Panigale come volevo io. Un ringraziamento va a tutti i nostri fan ed i nostri sponsor che, nonostante il periodo difficile ci hanno permesso di tornare in pista quanto prima; ci vediamo a Jerez!”

Denis Sacchetti (Team Manager):
“Essere riusciti a partecipare alla due giorni di Misano è stato fondamentale per la nostra squadra. Dopo un periodo così lungo a casa tecnici avevano bisogno di riprendere il ritmo di lavoro e, per il pilota, era importante tornare in pista e guidare la sua Panigale V4-R. Siamo contenti del risultato di queste due giornate di test, perché abbiamo portato a termine un intenso programma di lavoro. Il cronometro è quello che conta ed oggi ci appaga! Michael è stato molto bravo, veloce sia sul giro secco che in ottica gara, in linea con Redding ed il campione del mondo Rea. Non vediamo l ora di correre a Jerez!”

Sono trascorsi quasi quattro mesi dal primo round della stagione 2020 di WorldSBK disputato sul circuito di Phillip Island. Poi, purtroppo, le restrizioni dovute alla diffusione del Covid 19 hanno costretto team e piloti ad un lungo stop.
Martedì pomeriggio, finalmente, i motori delle Ducati Panigale V4 R sono tornati a cantare seppur per un breve shakedown che è servito comunque a Chaz e a Scott per riprendere confidenza con le moto e fare i primi giri sul nuovo asfalto di Misano.
I piloti di Aruba.it Racing – Ducati hanno quindi svolto due giorni intensi di test che si sono chiusi oggi offrendo dati estremamente positivi ai tecnici del team.
Scott Redding ha chiuso con il miglior tempo tra i piloti Wsbk (a soli 135 millesimi dal primo pilota MotoGP) girando molto forte anche sul passo gara.  
Sensazioni estremamente positive anche per Chaz Davies (177 giri completati in totale) che ha trovato un ottimo feeling con la sua Panigale V4 R soprattutto con le gomme usate.

P1 – Scott Redding (1’33.067)
“Sono stati due giorni molto positivi in cui è stato importante ritrovare il feeling con la moto. Abbiamo lavorato molto soprattutto con le gomme usate ed abbiamo provato nuove soluzioni che hanno dato risultati interessanti. Mi sono impegnato molto in questi mesi soprattutto per perdere peso. Alla fine sono riuscito anche a fare registrare un buon tempo ma questo non è importante. E’ stato bello poter lavorare di nuovo con i ragazzi del team e non vedo l’ora di tornare in pista”.  

P5 – Chaz Davies (1’34.053)
“Essere nuovamente nel box e vedere molte facce familiari è stata un’emozione molto piacevole. Sono stati quattro mesi molto lunghi e c’era grande voglia di ritrovare il feeling con la moto e con la pista. Abbiamo lavorato molto, soprattutto oggi, per provare molte soluzioni ed abbiamo ottenuto alcuni feedback importanti. Siamo migliorati in alcune aree e dobbiamo migliorare in altri aspetti. Ma la direzione è quella giusta”

Marco Zambenedetti (Coordinatore Tecnico Ducati Corse)
“Sono molto soddisfatto per questi giorni di test. E’ stato importante riprendere confidenza con gli automatismi della pista ed abbiamo potuto testare con i piloti ufficiali alcune parti e soluzioni tecniche che avevamo provato un mese fa su questo circuito con Michele Pirro e Michael Rinaldi. Abbiamo avuto un buon feedback dai piloti sulla nuova ergonomia. Abbiamo anche verificato nuovamente alcune soluzioni provate in Australia ed altre, soprattutto dal un punto di vista dell’elettronica, ne testeremo prima del weekend di Jerez”.  

Serafino Foti (Team Manager Aruba.it Racing – Ducati)
“Non vedevamo l’ora di riprendere a lavorare e questo test è stato preso con grande entusiasmo. Sono stati giorni molto importanti per i piloti e per tutto il team, anche per prendere confidenza con i nuovi protocolli che dovremo seguire nei prossimi appuntamenti. Ricomincia la nostra stagione che sarà più breve, questo è vero, ma allo stesso tempo sarà molto intensa. Come sempre daremo il nostro meglio per ottenere il miglior risultato possibile”.

Nella giornata di giovedì 28 maggio il team è Tati Mercado sono tornati in pista per il primo test a porte chiuse sul Misano World Circuit Marco Simoncelli dopo lo stop causato dal COVID-19.
In una giornata soleggiata la squadra ha avuto la possibilità di proseguire il lavoro di sviluppo, iniziato nei test disputati a gennaio sui circuiti di Jerez de la Frontera e Portimao ed interrotto dalla diffusione della pandemia.
Tati è tornato in sella alla Panigale V4R F20 ritrovando il feeling con moto e team oltre a percepire le prime sensazione del nuovo asfalto.
Le sensazioni al termine della giornata sono state positive: diverse le soluzioni provate sulle due configurazioni con l’obiettivo di trovare il giusto feeling e il miglior assetto.
Il test, svoltosi nel rispetto delle misure di sicurezza, ha rappresentato un graduale ritorno alla normalità: sicuramente non è stato facile, sia per il pilota sia per la squadra, ma la voglia di tornare in pista era tanta!
Il team avrà ora il tempo di analizzare i dati raccolti per poter lavorare in previsione del prossimo test.

Lorenzo Mauri – Team Manager MOTOCORSA RACING
“Sono molto contento di essere tornato in pista con tutto il mio staff e il pilota Tati Mercado.
È stata una buona occasione per provare il nuovo asfalto di Misano in previsione del prossimo test del 23-24 giugno dove avremo un confronto diretto con tutte le squadre del mondiale SBK.
Ringraziamo i nostri partner tecnici e i nostri sponsor che nonostante la difficile situazione ci
supportano costantemente nel nostro progetto del 2020”.

Tati Mercado – Rider #36
“Sono molto contento di essere tornato a girare dopo quattro mesi e di essere riuscito a riprendere il lavoro con il mio team. È un test che mi è servito per riprendere il feeling con la moto e continuare con il lavoro che abbiamo iniziato a gennaio. Sono contento perché sono riuscito a fare oltre 90 giri, ed è stato molto importante dopo questa lunga pausa.
Abbiamo provato diversi set-up e sono molto felice di aver girato e di aver riprovato questa
sensazione che mi mancava da un bel po’. Adesso guarderemo i dati con tutta la squadra per programmare il prossimo test e continuare a migliorare.
Voglio ringraziare tutti loro per l’ottimo lavoro e spero che potremo tornare in pista presto!”

Tornare a correre in sicurezza si può. È il messaggio che il Barni Racing Team ha voluto mandare al mondo della Superbike nella giornata di test svolta al Misano World Circuit Marco Simoncelli di Misano Adriatico. Dopo tre mesi di inattività forzata il team è tornato in pista al completo, con Michele Pirro e Samuele Cavalieri sulla Ducati Panigale V4 R del CIV, e con Randy Krummenacher sulla moto del WorldSBK in sostituzione di Leon Camier, ancora bloccato ad Andorra per le restrizioni degli spostamenti dovute all’emergenza Coronavirus. 
Oltre che sui piloti, l’attenzione era puntata soprattutto sul box dove i meccanici si sono confrontati con modalità di lavoro completamente rinnovate: la nuova disposizione degli spazi – con separatori tra le varie aree del box, postazioni igienizzanti e il nuovo airfog, un nebulizzatore in grado di purificare l’aria – e i dispositivi di protezione individuale, ma soprattutto la necessità di mantenere il distanziamento sociale.
Tutto questo non ha impedito il regolare svolgimento della giornata di lavoro con numerose prove che hanno riguardato varie aree della moto.
Sulla versione Superbike Krummenacher ha testato il nuovo layout del serbatoio e alcune novità sullo scarico SC Project oltre a verificare la durabilità di altri componenti. Il pilota svizzero ha effettuato 60 giri migliorando sessione dopo sessione e siglando un 1’35.494 come miglior crono.
Michele Pirro e Samuele Cavalieri, invece, sono saliti per la prima volta sulla quattro cilindri preparata dal Barni Racing Team per il 2020, con alcune novità rispetto alla scorsa stagione nella ciclistica e nello scarico.
Pirro ha effettuato 12 giri e avendo ritrovato subito un buon feeling si è dedicato al ruolo di collaudatore con il test team Ducati Superbike, Cavalieri ha messo insieme ben 70 giri. 

«Organizzare questo test è stato davvero impegnativo, ma spero che questo possa essere un messaggio per tutto il motociclismo. Scendere in pista con tre piloti era una sfida, ma tutta la squadra aveva una gran voglia di ricominciare e per questo ringrazio i ragazzi, ma anche tutte le aziende che sono al nostro fianco con la stessa voglia di ripartire. Sono convinto che, dal punto di vista della sicurezza, gestire un weekend di gara sarà più facile di un test.
Krummenacher mi ha sorpreso perché nonostante non avesse mai visto la moto è andato forte, ma soprattutto ha svolto dei test che ci permetteranno di partire da una buona base per il ritorno di Leon a fine giugno. Avevamo alcune cose da provare e tutto è filato via liscio».

RANDY KRUMMENACHER, #21 

«Avere la possibilità di tornare in pista dopo una lunga sosta provando la Ducati Panigale V4 R Superbike è stato bellissimo. Peccato che la giornata sia volata via, mi sono trovato subito a mio agio sulla moto e con il team siamo riusciti a portare a termine il programma di lavoro.  Devo ringraziare Marco Barnabò per avermi dato fiducia e Andrea Quadranti di MV Augusta che mi ha concesso questa opportunità».

MICHELE PIRRO, #51

«È stato bello poter tornare in sella alla Ducati Panigale V4 R del Barni Racing Team dopo tutti questi mesi. Devo dire che fa uno strano effetto vedere tutti i meccanici con le visiere, gli occhiali e le mascherine, ma una volta scesi in pista tutto torna come prima. C’erano da provare alcune novità e le sensazioni sono state positive, soprattutto per quanto riguarda il nuovo scarico SC Project. Ho ritrovato subito un buon feeling con la moto e per questo devo ringraziare il team che si è impegnato al 100% per farmi tornare in pista appena possibile, ma anche le aziende che continuano a sostenerci».

SAMUELE CAVALIERI, #76

«Dopo la quarantena ci voleva proprio questa giornata in pista. Ho ritrovato subito ottime sensazioni e la base della moto è buona. Spero che ci possa essere presto la prima gara nel CIV».

L’azienda di Massimo Marchi fornisce alla squadra di Barnabò pedane e accessori racing personalizzati dal 2010. Dalla collaborazione sono nati numerosi pezzi oggi disponibili sul mercato per i ducatisti

Mettere a disposizione dei piloti moto performanti è da sempre l’obiettivo del Barni Racing Team, sviluppare soluzioni innovative per andare incontro alle esigenze di team e piloti è invece la mission di Spider, azienda fondata da Massimo Marchi nel 2004 a Zola Predosa, alle porte di Bologna.

Se all’incontro di queste due realtà aggiungete le parole “passione” e “amicizia” il mix diventa vincente, per entrambi. 

È la storia della collaborazione tra il Barni Racing Team e Spider, azienda che produce pedane, kit di protezione e altri accessori racing. O forse sarebbe meglio dire che è la storia di Marco Barnabò e Massimo Marchi, due professionisti che in 10 anni di lavoro hanno creato un vero e proprio rapporto di amicizia.

Una partnership che ha portato Spider allo sviluppo di soluzioni innovative e personalizzate per il Barni Racing Team, oggi disponibili sul mercato per i possessori di molti modelli Ducati. Pezzi nati dalla competenza maturata in 20 anni di esperienza sui circuiti, dalla creatività, ma anche dalla produzione è realizzata interamente con macchine a controllo numerico.

La crescita di Spider e del Barni Racing team è avvenuta in parallelo, tra vittorie, qualche caduta, e tanti aneddoti che “Barni” e “Spider” ripercorrono insieme.  

«Con Massimo siamo legati da una vera amicizia, oltre che da uno stretto rapporto di collaborazione professionale. Quello che ci unisce è la passione che abbiamo ognuno per il proprio lavoro. A volte mi capita di chiamarlo a orari improbabili perché abbiamo bisogno di una modifica a una pedana o a un altro componente e lui prontamente ci fa avere il pezzo in tempi rapidissimi. Poter contare sull’aiuto di un partner affidabile, competente e veloce significa anche dimostrare ai piloti di saper rispondere alle loro esigenze rapidamente, e questo per un team fa la differenza. Spider da questo punto si vista è un’autentica garanzia».

Massimo Marchi, CEO di Spider Srl

«Posso dire di aver visto crescere il Barni Racing Team e in qualche modo averlo accompagnato in tanti anni di successi. Per la mia azienda è senza dubbio il team punto di riferimento per lo sviluppo di soluzione dedicate alle Ducati. Un esempio? La Panigale V4 R. Abbiamo potuto lavorare con i meccanici a una soluzione facile nel montaggio/smontaggio della pedana e  con un pilota come Michele Pirro che ha dato le sue indicazioni consentendoci di affinare i dettagli. Senza il rapporto con il Barni Racing Team questo non sarebbe stato possibile».

Barni Racing Team – Michele Pirro è il binomio che dal 2015 domina il Campionato Italiano velocità classe Superbike. Vittorie, record, titoli a ripetizione. 

Successi sportivi che si fondano su una stima reciproca non solo professionale, ma anche personale. Pirro e “Barni” sono due amici che hanno rafforzato il legame attraverso la stessa voglia di vincere.

La collaborazione è diventata una vera e propria partnership tra il Barni Racing Team e FIFTYONE Management, azienda che cura l’immagine di Michele Pirro. Una partnership fondata sul desiderio di competere, migliorarsi e crescere insieme, valori riconosciuti e sposati da aziende che hanno deciso di credere e investire in questo binomio per il posizionamento dei loro brand. Tra queste c’è IdealSystem, gruppo cesenate che si occupa di termosverniciatura e sabbiatura guidato da Marco Sfienti. Il logo di Idealsystem è presente sulla Ducati V4 R del Barni Racing Team nel mondiale Superbike. 

«La collaborazione con Pirro e la FIFTYONE management è uno dei cardini della nostra strategia non solo a livello sportivo. L’immagine e i valori che trasmette un pilota di grande valore e coraggio come Michele, i suoi risultati in ambito nazionale e internazionale rappresentano allo stesso tempo un valore aggiunto per il Barni Racing Team e il riconoscimento del lavoro svolto dalla nostra squadra. Lavorare con Pirro, inoltre, ci consente di aiutare  giovani talenti, come successo con Matteo Ferrari nel 2018 e con Samuele Cavalieri, che nel 2020 tornerà a correre con noi nel CIV».

«Come FIFTYONE management abbiamo deciso di investire nella collaborazione con il Barni Racing Team perchè insieme abbiamo dimostrato di poter raggiungere grandi traguardi e garantire così alle aziende che credono in noi un posizionamento di prestigio in contesti di grande valore. Proprio in un momento difficile come questo diventa fondamentale costruire alleanze che esprimano i valori essenziali per reggere l’urto e cogliere le opportunità che si materializzeranno all’orizzonte.  Quando l’onda del virus COVID 19 sarà passata, l’incertezza e la paura saranno i nemici da battere e solo le aziende più forti, coraggiose e lungimiranti, saranno in grado di ottenere vantaggio competitivo».

Luigi Ronzio – Sport Business Manager FIFTYONE Management

«Scegliere i giusti partner è determinante per affrontare le sfide del futuro e la collaborazione con il team Barni Racing – Ducati è, per FIFTYONE Management, una certezza, basata sulla volontà di tornare a breve ad offrire a tutti gli sponsor che ci supportano una posizione di assoluto prestigio, in cui i valori di coraggio, innovazione, cooperazione e desiderio di contribuire, si concretizzano nei risultati di questo straordinario team».

Barni Racing:

Pubblicato: 24 marzo 2020 in Barni Racing, CIV, News, Superbike

«La provincia di Bergamo resta una delle più colpite dal Coronavirus per questo ho deciso che, nel rispetto tutte le prescrizioni della Regione Lombardia e del Governo, metterò l’ officina al servizio di tutte le persone che lavorano in prima linea per fronteggiare l’emergenza. 
I medici, gli infermieri e i volontari che si spostano in moto e necessitano di assistenza meccanica possono raggiungermi in via Venezia 1, a Calvenzano (BG).
L’accesso al pubblico è limitato nel rispetto delle norme del distanziamento sociale, ma io continuo a portare avanti l’attività, anche se i miei collaboratori sono costretti a restare a casa. Vedo un grande sforzo da parte di tutta la popolazione per superare questo momento difficile e  anche io voglio fare la mia parte: l’officina è a disposizione per agevolare gli spostamenti su due ruote di chi mette la propria professionalità al servizio degli altri».

Scrivere in giornate come quella odierna non è mai facile, da un lato la consapevolezza di potersi giocare le posizioni di testa, dall’altra il dispiacere per una gara gettata via a causa di un’errore altrui.

In mattinata, con il Warm Up, il Team Go Eleven e Rinaldi sperimentano una nuova combinazione di altezze sulla moto, per sfruttare la gomma nuova nei primi giri. Nonostante alcuni passaggio ottimi intorno al 31 basso, a mezzo secondo dalla testa, Michael sceglie di proseguire la soluzione precedente. Sarebbe stato difficile mantenere il ritmo in quelle condizioni per la distanza di gara. 

Warm Up:
P 1   Loris Baz   1.30.470 
P 2   A. Lowes   + 0.067
P 3   S. Redding   +  0.080

P 11   M. Rinaldi   + 0.669

Nella Superpole Race Rinaldi è in grande spolvero; fin dalla partenza è aggressivo e riesce a trovare il varco giusto per recuperare diverse posizioni. In 10 giri si scambia sorpassi e controsorpeassi con Cortese, Fores, Haslam e Scheib, riuscendo a concludere nono, in volata con l’inglese della Honda HRC. Davvero una bella prestazione, che vale al romagnolo la terza fila in griglia, e, ancora più importante, la convinzione di potersi giocare qualcosa di grande.

Per quanto riguarda Gara 2, non vi è molto da aggiungere. La foto di apertura si commenta da sola. Haslam si scusa dicendo che gli è entrata la folle in staccata e non avrebbe potuto fare nulla per evitare l’incolpevole Michael, finito a terra. L’italiano ha cercato di riportare la sua Ducati al box dove il Team l’ha riparata velocemente. Non è stato, però, sufficiente per poter completare il 75% di gara. Un peccato aver perso una grande occasione!

Fortunamente tra sole due settimane è già tempo di ritornare in pista, nella tappa notturna del Qatar, con l’obiettivo di scrollarsi di dosso la delusione ed il rammarico. E’ un tracciato che si dovrebbe adattare bene alla caratteristiche della V4-R, il Team Go Eleven non vede l’ora di poter dire di nuovo la sua!

Denis Sacchetti (Team Manager)
“La prima gara porta con se tutte le ansie e le paure dell’ inverno, è il primo esame dove tutto deve essere pronto e funzionare e le novità sono mancano mai. Sono soddisfatto del lavoro della squadra, c’è grande armonia  e complicità all interno del box. Abbiamo una buona moto, ed insieme a Michael abbiamo lavorato duramente per migliorarla ed adattarla a lui. Piano piano ci stiamo riuscendo, anche se il lavoro da fare è tanto, ma possiamo dire di avere un’ottima base. Rinaldi si sta dimostrando un professionista, veloce e preciso nelle indicazioni, sono molto contento del suo weekend di gara. Nella prima manche ha usato la testa, conservando le gomme nei primi giri per spingere nel finale, in Superpole Race ha conquistato la terza fila in griglia di partenza, e visto il suo passo gara, avevamo l’opportunità di concludere nei primi 5. Haslam ha fatto un errore e ci ha centrati, può succedere, però rode che ad averci rimesso sia stato Michael, completamente incolpevole. Cerchiamo di prendere tutto il buono e portarci in Qatar la voglia di riscatto!”

Michael Rinaldi (Rider):
“Il weekend è stato positivo, eravamo pronti per Gara 2, dopo aver migliorato rispetto alla prima manche. Infatti, ero subito nel gruppetto dei primi con facilità ed in gestione. Si pensava di fare una bella gara, però alla curva 10 Haslam mi ha infilato; quando l’ho visto ho provato a rialzare la moto però lui è andato e mi ha portato via l’anteriore. Non ho potuto fare niente e sono caduto. Sono davvero dispiaciuto perché avevamo un gran passo e, guardando il ritmo degli altri, la top 5 era alla nostra portata. Sicuramente ci rifaremo in Qatar, ma questa era un’occasione che è sfuggita non per colpa nostra.”