Il venerdì di Portimão si chiude con entrambi i piloti del team Aruba.it Racing – Ducati nella Top 5.
Nicolò Bulega è secondo sia nelle FP1 che nelle FP2, preceduto da Sam Lowes (Ducati). Per il pilota italiano un feeling ancora non perfetto, ma comunque tanta fiducia in vista delle gare di domani e domenica.
Iker Lecuona inizia il weekend con tanta determinazione e, già nelle FP1, trova sensazioni positive con la sua Ducati Panigale V4 R. Nel pomeriggio, malgrado una piccola caduta senza conseguenze, il pilota spagnolo riesce ad abbassare di oltre 2 decimi il tempo del mattino, chiudendo in quinta posizione.
Nicolò Bulega (Aruba.it Racing – Ducati #11) “La posizione finale non è male ma non posso dire che il feeling sia il migliore possibile. Del resto, mi aspettavo di incontrare qualche difficoltà in più rispetto all’Australia, ma questo non significa che non ci sia grande fiducia per il weekend, anche perché il passo è positivo. Sono sicuro che domani riusciremo a sistemare quei dettagli che ci permetteranno di compiere uno step importante”.
Iker Lecuona (Aruba.it Racing – Ducati #7) “Sono molto felice per come sono andate le cose oggi. Con il team abbiamo fatto un grande lavoro. Mi trovo molto bene perché condividiamo la stessa idea: fare un passo avanti, gara dopo gara. Il feeling è buono e sento che abbiamo ancora un bel margine da esplorare. La caduta? Niente di importante, ma ci ha dato delle indicazioni sulla scelta delle gomme, soprattutto per quella anteriore”.
Fin dalla sua nascita, Ducati ha lavorato con una convinzione: i limiti non sono un ostacolo, ma un punto di partenza. Per questo motivo, in questo secolo di storia la Casa di Borgo Panigale ha realizzato moto capaci di superare e ridefinire le aspettative, frutto di passione, visione, caparbietà e determinazione.
E quando la moto è una Superleggera, l’idea di partenza è sempre la stessa: creare la moto dei sogni, senza limiti e senza compromessi, seguendo la volontà di trasformare la libertà in ingegneria e prestazioni. Nell’anno del Centenario, che raccoglie un secolo di momenti capaci di segnare la storia della Casa di Borgo Panigale, Ducati presenta la moto stradale più estrema mai sviluppata: la nuova Superleggera V4 Centenario.
Le Superleggera nascono quando agli ingegneri Ducati viene data libertà totale. Nessun vincolo. Nessun compromesso. Solo l’obiettivo di creare la supersportiva omologata per l’uso stradale che tutti gli appassionati e i cultori sognano. Ogni Superleggera sposta più avanti il riferimento tecnologico del mondo moto. Porta soluzioni mai viste prima su una moto di produzione. Apre strade nuove. Cambia le regole.
La Superleggera V4 Centenario nasce, in soli 500 esemplari numerati, sulla settima generazione della Superbike Ducati, ha una ciclistica interamente in fibra di carbonio e porta al debutto il primo impianto frenante in carbonio ceramico e una forcella con foderi in fibra di carbonio mai montati su una moto omologata per la circolazione stradale. È inoltre la prima in grado di raggiungere 228 cavalli di potenza massima, che diventano 247 con lo scarico racing*. Il peso senza carburante è di soli 173 kg, che scendono a 167 montando il racing kit fornito a corredo. Ogni fibra del suo carbonio, ogni vite in titanio, ogni più piccola scelta è tesa alla ricerca della perfezione. La moto più vicina all’impossibile che abbiamo mai osato creare.
Ducati è l’unica azienda motociclistica che fino ad oggi ha realizzato moto come questa. Serie limitate da collezione, oggetti di culto per gli appassionati di tutto il mondo. Veri e propri unicorni del motociclismo, creati per chi comprende come possedere una Superleggera significhi molto più che possedere una moto. Un concetto nato con la prima 1199 Superleggera del 2013, la prima moto con telaio, forcellone e ruote in lega di magnesio. I limiti sono stati superati nuovamente nel 2016 con la 1299 Superleggera, che ha introdotto la prima ciclistica completamente in fibra di carbonio. L’asticella è stata spostata ulteriormente verso l’alto con la Panigale V4 Superleggera del 2020, la moto che ha portato all’estremo l’aerodinamica e ora, con la Superleggera V4 Centenario, Ducati riscrive ancora una volta le regole di ciò che è possibile su di una moto di produzione.
Alle 500 Superleggera V4 Centenario si aggiungono100 Superleggera V4 Centenario Tricolore, per celebrare ulteriormente la storica ricorrenza per la Casa di Borgo Panigale. Quest’ultima crea un legame di continuità tra tradizione, presente e futuro, unendo la visione delle nuove tecnologie con i colori della tradizione. La livrea celebra l’eredità della 750 F1 Endurance Racing, l’ultimo modello da corsa “classico” a due valvole e una delle Ducati più iconiche e rare degli anni ’80. I colori Tricolore che un tempo dominavano le piste vengono rivisitati in un design rinnovato che unisce fascino retrò e modernità. Il risultato è una livrea dal forte potere evocativo, creata per chi ama lo spirito autentico delle glorie passate senza rinunciare allo stile e alla tecnologia di oggi.
La Superleggera V4 Centenario offre la possibilità di realizzare un sogno ancora più incredibile. Ventisei dei suoi possessori potranno accedere alla MotoGP Experience**: una giornata in pista, guidati dagli istruttori Ducati, alla scoperta delle prestazioni della Superleggera, con un finale mozzafiato in sella alla DesmosediciGP26. La MotoGP Experience si terrà nelle giornate del 6 e 7 luglio, immediatamente dopo il World Ducati Week 2026.
Freni e sospensioni di derivazione MotoGP
La Superleggera V4 Centenario è la prima moto stradale al mondo dotata di dischi freno in carbonio ceramico omologati per l’uso su strada. I nuovi dischi Brembo sono realizzati attorno a un nucleo in materiale C/SiC, un composto ceramico rinforzato con fibre di carbonio. Questa tecnologia offre una combinazione unica di leggerezza, rigidità e stabilità termica. Il disco mantiene la sua efficienza anche a temperature molto elevate, garantendo una frenata costante anche durante l’utilizzo estremo, senza però gli aggravi di peso dei dischi metallici di diametro e spessore maggiorato.
Rispetto a un disco in acciaio, i nuovi in carbonio ceramico offrono lo stesso livello di potenza, ma con un peso inferiore di 450 grammi a disco e un momento d’inerzia più basso del 40%. Questa riduzione di inerzia migliora l’agilità della moto, trasformando l’ingresso curva in un gesto ancora più naturale e preciso. Rispetto ai dischi standard della Panigale V4 da 330 mm, quelli in carbonio ceramico hanno lo stesso peso ma un’inerzia ancora più bassa, grazie alla distribuzione più favorevole della massa, e naturalmente una resistenza all’uso estremo in pista molto superiore.
L’impianto include anche le nuove pinze monoblocco amplificate Brembo ricavate dal pieno, con alette di raffreddamento integrate e pistoni differenziati da 30 e 34 mm. Le pinze utilizzano un sistema antidrag che libera completamente il disco quando il pilota rilascia la leva, eliminando la coppia residua e migliorando così la scorrevolezza in ingresso curva. Le pastiglie sono sviluppate appositamente per lavorare con la superficie in carbonio ceramico.
Anche le sospensioni segnano un nuovo primato mondiale: la Superleggera V4 Centenario è la prima moto stradale equipaggiata con la forcella Öhlins NPX 25/30 Carbon pressurizzata con foderi in fibra di carbonio realizzati utilizzando strati unidirezionali per ottenere il massimo risparmio di peso rispetto alla produzione convenzionale. Il risparmio di peso rispetto alla Panigale V4 R è dell’8%, che sale al 10% rispetto alla Panigale V4 standard, con un miglioramento tangibile nei cambi di direzione e nella sensibilità dell’avantreno.
La forcella, di tipo meccanico per ridurre al massimo il peso, mantiene la cartuccia pressurizzata che riduce il fenomeno della cavitazione, permettendo di avere un sostegno più costante in frenata e nelle fasi di inserimento in curva.
Al posteriore, l’ammortizzatore Öhlins TTX36 GP LW è dotato di molla in acciaio speciale per la massima leggerezza, ed equipaggiato con valvole di derivazione MotoGP che migliorano la capacità di copiare le piccole asperità e consentono la regolazione dell’idraulica senza bisogno di attrezzi. I leveraggi della sospensione, non regolabili, sono in titanio, sempre per la massima leggerezza. Una combinazione che porta sospensioni da MotoGP nelle mani degli appassionati.
Ciclistica in fibra di carbonio
Nella Superleggera V4 Centenario, la ricerca meticolosa della leggerezza e della precisione tipica dell’alto artigianato raggiunge il punto più alto nella storia Ducati. L’intera ciclistica nasce dalla fibra di carbonio: telaio, forcellone, telaietti e ruote sono sviluppati con le stesse tecnologie usate in MotoGP e in Formula 1. Un approccio radicale, privo di compromessi, che porta sulla strada soluzioni da prototipo.
Il Front Frame in carbonio pesa il 17% in meno rispetto a quello in alluminio della Panigale V4, offrendo una rigidezza calibrata per migliorare il grip in piega e la naturale tendenza alla chiusura di linea. Il forcellone viene realizzato con un processo di derivazione aerospaziale che permette di ottenere una struttura monolitica molto leggera. Rispetto al componente in alluminio, è più leggero del 21% mantenendo valori equivalenti nelle rigidezze laterale e torsionale per garantire il massimo grip fuori dalle curve.
Ogni singolo elemento della ciclistica è stato progettato per la massima leggerezza. I cerchi a cinque razze sono più leggeri di quasi 300 grammi rispetto a quelli della Panigale V4 S Carbon, il telaietto anteriore pesa 200 grammi in meno e il monoscocca posteriore riduce il peso di 1,4 kg. Il risultato è un peso di soli 173 kg in configurazione stradale, che scende a 167 kg montando il racing kit fornito a corredo.
Per garantire la massima qualità strutturale, ogni singolo componente in fibra di carbonio di ciascuna Superleggera viene verificato attraverso tre diversi metodi non distruttivi: Termografia Attiva Transiente, Phased Array ultrasonico, Tomografia Assiale Computerizzata. Lo stesso processo che viene utilizzato nell’industria aerospaziale, e che Ducati utilizza su tutte le Superleggera fin dalla 1299.
Motore Desmosedici Stradale R 1100
La Superleggera V4 Centenario introduce un nuovo motore: il Desmosedici Stradale R 1100, sviluppato appositamente per dare vita alla Superleggera più esclusiva mai realizzata. La cilindrata sale da 998 a 1.103 cc grazie all’allungamento della corsa, portata da 48,41 mm a 53,5 mm. Questa modifica permette di ottenere più coppia e più spinta ai regimi intermedi, senza penalizzare l’allungo. In configurazione Euro5+ il motore eroga 228 CV a 14.500 giri, che diventano 247 a 14.750 utilizzando lo scarico Akrapovič racing e l’olio Ducati Corse Performance*. Una soglia mai raggiunta prima da una moto di produzione.
Il motore è più leggero di 3,6 kg rispetto all’unità da 1.103 cc della Panigale V4 con frizione a secco. La riduzione è ottenuta grazie all’impiego di titanio, di viti alleggerite e di componenti interni ridisegnati per diminuire le masse rotanti. I pistoni a due fasce (un segmento e un raschiaolio) utilizzano la tecnologia “box‑in‑box”, e sfruttano uno spinotto maggiorato per gestire l’aumento di potenza.
Le teste mantengono la medesima impostazione del motore Desmosedici Stradale R da 998 cc, con valvole d‘aspirazione in titanio da 34 mm e valvole di scarico in acciaio da 27,5 mm. Tutte e sedici le valvole utilizzano semiconi in titanio, una soluzione tipica dei motori da competizione. La fasatura del sistema Desmodromico è regolata a mano e certificata da una targhetta firmata dal tecnico che esegue il controllo. L’eccellenza artigianale viene applicata alla massima tecnologia.
L’albero motore è stato alleggerito sostituendo le masse di bilanciamento con inserti in tungsteno, molto più denso dell’acciaio. Questo permette di ottenere lo stesso effetto usando inserti più piccoli e più compatti, in particolare posizionandoli nelle aree più esterne, cioè a raggio elevato, dove il loro contributo è maggiore. Il risultato èuna salita di giri più rapida, una risposta più immediata al comando del gas riducendo al contempo lo stress sulle bronzine e sugli organi meccanici e mantenendo la robustezza necessaria per sopportare il livello di potenza raggiunto.
Il motore respira attraverso corpi farfallati ovali da 56 mm equivalenti, più grandi rispetto ai 52 mm del Desmosedici Stradale. Le trombette sono fisse per ridurre il peso e ottimizzate con lunghezze differenziate (20 mm a sinistra, 10 mm a destra) per migliorare il flusso. Gli iniettori superiori hanno un’atomizzazione migliorata grazie alla punta che porta lo spray più vicino al condotto. Il sistema di scarico utilizza collettori in titanio con diametro maggiorato a 41,7 mm e un silenziatore Akrapovič omologato. I condotti di aspirazione e scarico sono lucidati, come sui motori da competizione più pregiati.
La trasmissione conta sul Ducati Racing Gearbox, con la folle posizionata sotto la prima marcia invece che fra prima e seconda. Questa soluzione, grazie al sistema denominato Ducati Neutral Lock (DNL), elimina la possibilità di innestare involontariamente la folle e trovarsi privi di freno motore nella fase finale e più delicata delle staccate, negli ingressi da prima marcia. Inoltre, l’assenza della folle tra prima e seconda marcia rende la cambiata fra questi due rapporti più veloce, fluida e ripetibile rispetto a un cambio in configurazione tradizionale
La catena è una DID ERV7, la stessa utilizzata dai team Factory Superbike, che sulla Superleggera V4 Centenario lavora su una corona in Ergal. Questa scelta consente una riduzione di 0,69 kg rispetto ai componenti della Panigale V4 S.
Bellezza disegnata dal vento
Sulla Superleggera V4 Centenario, estetica e aerodinamica si fondono fino a diventare un tutt’uno. Leali di elevata efficienza e Corner Sidepods, progettati per generare deportanza agli elevati angoli di piega, derivano direttamente dalla Panigale V4 R Superbike. Introdotta da Ducati in MotoGP nel 2021, la soluzione dei Corner Sidepods genera un “effetto suolo” a centro curva, garantendo un più elevato livello di grip agli pneumatici e consentendo così velocità di percorrenza più elevate e quindi tempi sul giro più bassi.
La carenatura della Superleggera V4 Centenario è realizzata interamente in fibra di carbonio, lasciata a vista in alcuni punti per mettere in risalto la purezza del materiale. Naturalmente, per ridurre al massimo il peso, la Superleggera è arricchita da molte altre componenti in fibra di carbonio: parafanghi, cover serbatoio, rad-duct, copripignone, paratacchi, parapolvere dello sterzo, base della sella, condotto di aspirazione, portatarga e cover bancata posteriore.
Sono invece in alluminio ricavato dal pieno il tappo del radiatore, le piastre portapedane, il tappo serbatoio fornito a corredo e naturalmente le piastre di sterzo inferiore e superiore. Quest’ultima è ulteriormente valorizzata dall’incisione laser del numero dell’esemplare (XXX/500). Lo stesso numero è riportato nell’animazione dedicata del cruscotto e sull’inserto in titanio della chiave d’accensione, ricordando a ogni sguardo la ricercatezza di una serie limitata.
La livrea GP26 Rosso Centenario è basata sulla combinazione delle iconiche strisce bianche Ducati e del nuovo Rosso Centenario opaco. Un rosso scuro, come quello delle origini: dal rosso della Ducati 60 del 1949, prima moto completa che segnò l’ingresso di Ducati tra i costruttori motociclistici, a quello della Gran Sport “Marianna” del 1955, la prima Ducati concepita per correre, firmata dall’ingegnere Fabio Taglioni. È stata proprio la livrea GP26 della Superleggera V4 Centenario ad ispirare quella delle Desmosedici ufficiali del team Lenovo.
Elettronica da MotoGP
L’elettronica della Superleggera V4 Centenario rappresenta l’eccellenza per le moto di produzione. La suite di controlli deriva da quella della Panigale V4 R, ricalibrata e arricchita da nuove strategie DVO di ultima generazione. L’obiettivo è offrire ancora più controllo, e permettere anche a chi non è un professionista di sperimentare le tecniche di guida dei piloti della MotoGP.
Ducati Traction Control (DTC) DVO, Wheelie Control (DWC) DVO, Slide Control (DSC) e Ducati Power Launch (DPL) DVO offrono una gestione più precisa grazie ai nuovi algoritmi. L’ABS Cornering ora comprende, oltre alle strategie Race Brake Control e al Road eCBS, il nuovo Engine Brake Control DVO che introduce la funzione Dynamic Engine Brake (DEB).
Quest’ultima regola automaticamente il contributo del freno motore usando anche il freno posteriore, regolandoli per sfruttare al massimo il grip disponibile sulla base del carico sul retrotreno. Inoltre, il DEB migliora le prestazioni in frenata durante la fase di inserimento in curva, attivando il freno posteriore anche quando il comando anteriore viene rilasciato così come fanno i piloti professionisti. In questo modo, anche i meno esperti riescono a percorrere traiettorie più strette, migliorando la propria confidenza alla guida.
Pacchetto da collezione esclusivo
La Superleggera V4 Centenario viene consegnata in un’esclusiva cassa in legno personalizzata. Ogni moto è accompagnata dal certificato di autenticità, custodito in una speciale scatola, dal telo coprimoto dedicato, oltre al tappetino e ai cavalletti paddock anteriore e posteriore, pensati per valorizzarne al meglio la presenza.
La dotazione speciale, che comprende il kit Racing per l’impiego in pista, conferma ulteriormente l’unicità della Superleggera V4 Centenario. Ogni esemplare è infatti equipaggiato con scarico racing Akrapovič a passaggio alto con software DAVC Race Pro e carenatura inferiore dedicata, coperchio frizione aperto e protezioni per forcellone e coperchio alternatore, tutte realizzate in fibra di carbonio.
All’interno della cassa trovano posto anche il kit per l’eliminazione di fari, cavalletto laterale, portatarga e indicatori di direzione per completare la configurazione pista, il tappo serbatoio racing in alluminio ricavato dal pieno, la protezione leva freno, il manutentore di carica e la sella racing in neoprene.
L’unicità della Superleggera V4 Centenario viene rinforzata dalla possibilità, riservata ai suoi possessori, di completare il proprio look con un casco, un giubbotto e una tuta di pelle in edizione limitata, caratterizzati da uno schema colori che riprende la livrea GP26 Rosso Centenario.
Il Ducati Lenovo Team è atterrato in Texas per la seconda gara di questa doppia trasferta Americana che si corre questo fine settimana al COTA (Circuit of the Americas). Atmosfera country e qualche ora di relax prima di tornare al lavoro. Sul circuito texano la Desmosedici GP ha trionfato lo scorso anno con una doppietta tra SPRINT (vinta da Marc) e gara (vinta da Pecco).
Marc, reduce dalla vittoria nella Sprint in Brasile e da un solido quarto posto in gara, arriva ad Austin con la consapevolezza di trovarsi su uno dei circuiti che meglio si adattano al suo stile di guida. Con 7 successi ottenuti in passato, COTA è un circuito dove Marc ha spesso trovato un buon feeling e ha saputo esprimersi con costanza.
Pecco, vincitore qui lo scorso anno dopo la P3 nella gara del sabato, è al lavoro per ridurre il gap. Le dolci memorie di quella domenica, compresa la consegna dell’hot dog al Parc Fermé, sono uno stimolo in più per affrontare il weekend con determinazione.
Marc Márquez #93 Ducati Lenovo Team “Austin è sicuramente uno dei tracciati che preferisco. Molto tecnico, impegnativo a livello fisico, ma che mi ha dato nel corso degli anni tante soddisfazioni e memorie indelebili. Lo scorso anno, la gara ha regalato emozioni fortissime. Dalla griglia fino alla caduta, ma eravamo davvero competitivi. Quest’anno arriviamo qui dopo un buon weekend in Brasile, con la vittoria nella SPRINT e una gara nel complesso buona”.
Francesco Bagnaia #63 Ducati Lenovo Team “Mi piace sempre arrivare ad Austin. Mi piace l’atmosfera, la pista, le vibes degli Stati Uniti. Il tracciato è molto bello, particolare, tecnico nel tratto guidato, e fisicamente molto molto impegnativo. Nel 2025 abbiamo fatto molto bene qui con il podio nella SPRINT e poi la vittoria nella gara di domenica. Un bellissimo ricordo che ci stimola a lavorare ancora di più per tornare nelle posizioni di testa”.
Dopo il vincente esordio in Australia, firmato dalla tripletta di Nicolò Bulega, il team Aruba.it Racing – Ducati è già al lavoro a Portimão (Portogallo) dove nel weekend si disputerà il secondo round della stagione 2026 di WorldSBK.
Il pilota italiano è alla ricerca della sua prima vittoria in Superbike sull’Autódromo Internacional do Algarve. Grandi ambizioni anche per il compagno di squadra Iker Lecuona, che punta ad inserirsi nella lotta per il podio dopo il solido weekend australiano, il primo in sella alla Ducati Panigale V4 R.
Domani mattina le prime prove libere alle 10.20 (11.20 CEST). Gara-1 e Gara-2 di sabato e domenica prenderanno il via con il nuovo orario (15.30 local time, 16.30 CEST) introdotto in questa stagione.
Nicolò Bulega (aruba.it Racing – Ducati #11) “E’ bello tornare a correre dopo una lunga pausa e soprattutto sono felice di farlo alla luce del bel weekend in Australia. Cercheremo di confermare la nostra velocità anche qui a Portimao. Nella scorsa stagione, con Toprak, abbiamo dato vita a grandi duelli per la vittoria in tutte le gare. L’obiettivo, quindi, è quello di essere estremamente competitivo anche quest’anno”.
Iker Lecuona (Aruba.it Racing – Ducati #7) “Arriviamo in Portogallo, dovendo fare i conti con i pochi giri effettuati durante i test a causa delle condizioni meteo. Allo stesso tempo però, in Australia, soprattutto in condizioni di asciutto, abbiamo imparato tanto e questo ci dà fiducia in vista di questo weekend. L’obiettivo è continuare a migliorare, sessione dopo sessione, cercando di trovare quel feeling per poter ottenere i migliori risultati possibili”.
Dopo oltre un mese dalla prima gara dell’anno, il Barni Spark Racing Team si prepara ad affrontare il primo round europeo sul circuito di Portimão. I caratteristici sali e scendi del tracciato portoghese rappresentano una sfida tecnica per piloti e squadra, che saranno concentrati su prove e sviluppo per ottimizzare le prestazioni in vista delle gare.
La stagione è partita positivamente per il team, con entrambi i piloti sul podio: Yari Montella ha conquistato il secondo posto in Gara 1 a Phillip Island, mentre Alvaro Bautista, al debutto con la squadra, ha ottenuto un terzo posto in Gara 2, dimostrando sempre più comprensione con la nuova Panigale.
I piloti del Barni Spark Racing Team non hanno partecipato ai test privati a Portimão del 9-10 marzo, ma hanno svolto alcune giornate di allenamento con la moto stradale per iniziare a prendere confidenza con la pista e prepararsi al meglio per le prove ufficiali.
Álvaro Bautista, #19
“Sembra passata un’eternità dalla gara in Australia. Per Portimão abbiamo qualche riferimento in più e più dati, che ci aiuteranno a costruire una base di lavoro, anche se il circuito è molto diverso da quello australiano: particolare, con tante salite e discese. Non è una pista facile, bisogna trovare un compromesso con il setup, perché non sempre funziona bene in tutte le zone della pista. Cominceremo venerdì a lavorare per costruire una buona base che mi permetta di guidare la moto come voglio. Poi dovremo concentrarci sul miglioramento. Non ho particolari aspettative, prima di tutto dobbiamo raggiungere il nostro massimo livello con la squadra e con la moto. L’importante è fare un lavoro solido fin dal venerdì e arrivare alle gare nelle migliori condizioni possibili.”
Yari Montella, #5
“Durante questo periodo di pausa abbiamo potuto concentrarci sulla preparazione. Sono stato a Portimão con la moto da allenamento e ho avuto modo di girare e raccogliere alcuni riferimenti, che erano la cosa più importante per noi. Continuiamo il nostro lavoro, conosciamo le aree in cui possiamo migliorare e vogliamo cavalcare l’onda positiva che ci portiamo dall’Australia. Portimão è un circuito che mi piace; sarà interessante capire i progressi fatti dall’anno scorso su una pista europea, meno particolare rispetto a quella australiana. Il nostro obiettivo resta dare il massimo e ottenere il miglior risultato possibile.”
Marco Barnabò, Team Principal
“Rientriamo in Europa e siamo pronti per la prima gara a Portimão, una pista impegnativa e difficile per la configurazione del layout. Siamo positivi, perché con Bautista, già dalla prima gara in Australia, abbiamo potuto capire meglio le sue esigenze e abbiamo ora idee più chiare per lavorare e far emergere tutto il suo potenziale. Stiamo effettuando alcune modifiche richieste e ci stiamo concentrando su questo. Con Montella a Phillip Island è andata molto bene. Sarà difficile, ma siamo sicuri continuerà positivamente la sua crescita in WorldSBK anche nelle prossime gare, l’importante è mantenere la tranquillità. Ci impegneremo tutti al massimo nel lavoro e, anche se non sarà facile, vogliamo essere tra i migliori.”
Il Ducati Lenovo Team ha terminato il Gran Premio Estrella Galicia 0,0 del Brasile con un quarto posto ottenuto da Marc Márquez in gara – sulla distanza ridotta di 23 giri -all’Autódromo Internacional de Goiânia – Ayrton Senna. Francesco Bagnaia è scivolato nelle fasi centrali della corsa.
Márquez, scattato bene dalla prima fila, è sceso dalla seconda alla quarta posizione nel corso del sesto giro, dopo aver subito un sorpasso da Di Giannantonio. Marc ha lottato con il rivale per il gradino più basso del podio fino alla bandiera a scacchi, chiudendo quarto. Bagnaia ha perso tre posizioni al via, tornando poi in undicesima posizione qualche passaggio più tardi. All’undicesimo giro, Pecco è scivolato alla prima curva.
Al termine del secondo Gran Premio della stagione, Marc Márquez è quinto in classifica con 34 punti. Francesco Bagnaia è tredicesimo, a 24 lunghezze dal compagno di squadra. Il Ducati Lenovo Team è quinto nella classifica a squadre (44 punti), mentre Ducati è seconda nella classifica costruttori (47 punti).
Il Ducati Lenovo Team tornerà in pista già da venerdì 27 marzo, per la prima giornata di prove del Gran Premio degli Stati Uniti al Circuit of The Americas di Austin, Texas.
Marc Márquez (#93 Ducati Lenovo Team) – 4º “Già da inizio gara avevo capito che il feeling non sarebbe stato lo stesso di ieri. Ho faticato un po’ di più, ma ho cercato di restare calmo e di non spingere troppo all’inizio, per evitare un consumo eccessivo delle gomme. Quando mi sono trovato dietro a Jorge (Martín) e Fabio (Di Giannantonio), non sono mai riuscito ad avvicinarmi quanto serviva per fare un sorpasso più comodo, Questo però è dipeso principalmente dalle caratteristiche della pista. Non siamo lontani dai primi e ci sono un paio di punti in cui dobbiamo lavorare. Purtroppo, oggi non avevo il passo per stare davanti, ma a conti fatti è stato comunque un weekend positivo”.
Francesco Bagnaia (#63 Ducati Lenovo Team) – DNF “In gara non avevo il giusto feeling e non riuscivo a spingere, tanto che alla fine sono caduto alla curva uno, dopo essermi sempre sentito al limite. Non ho fatto una buona partenza e fino alla scivolata, ho semplicemente cercato di fare il possibile. È un peccato perché il potenziale della moto è molto più alto, e lo si è visto anche nel warm up di questa mattina. Stiamo lavorando duramente per recuperare la velocità, ma non è un percorso facile né immediato. In qualifica ho fatto un errore che mi è costato caro, ma in gara non credo che sarei riuscito comunque a fare meglio”.
Il Gran Premio di Andalusia, seconda prova del Campionato del mondo FIM di Motocross si è svolto questo fine settimana sul tracciato di Almonte, nel Parque Nacional de Doñana, che si trova nell’angolo sud-occidentale della Spagna, a ridosso del Golfo di Cadice, sull’Oceano Atlantico.
Al via della prima manche Calvin Vlaanderen, quinto nella qualifying race del sabato, viene toccato da un avversario all’uscita della prima curva e cade rimanendo incastrato sotto la sua Desmo450 MX, mentre il gruppo di avversari sfila via. Ripartito ultimo l’olandese, che nell’impatto riporta un trauma al pollice destro, cerca di recuperare più terreno possibile per entrare in zona punti, risalendo fino al 18° posto al termine dei 19 giri di gara. Dopo un avvio in diciottesima posizione, Jeremy Seewer, mai completamente a suo agio sulla pista di Almonte, chiude la prima frazione 16°. Determinato a concludere il fine settimana in modo positivo, il pilota olandese inizia l’ultima manche di giornata con un’ottima partenza, passando settimo sul traguardo del primo giro. Ottavo dopo due tornate, il pilota del Red Bull Ducati Factory MXGP Team trova un buon feeling con l’impegnativo tracciato sabbioso, recuperando posizioni, risalendo fino al quinto posto finale con il quale taglia il traguardo, risultato che gli vale il 9° posto di giornata e il 9° posto nella classifica di campionato. Più difficile la seconda manche di Seewer che, partito 25°, riesce a concludere in diciannovesima posizione, ottenendo il 20° posto assoluto del Gran Premio. La MXGP si sposta ora a Frauenfeld, dove la prossima settimana si terrà il Gran Premio di Svizzera.
Calvin Vlaanderen: “Nel complesso è stato un buon weekend, sono solo un po’ deluso dalla prima manche, che ha compromesso il nostro risultato complessivo. Abbiamo sicuramente fatto dei passi avanti rispetto all’Argentina, sia ieri in qualifica che oggi nella seconda manche, che è stata molto positiva. Il nostro obiettivo per ora è la top five, ma in una buona giornata potremmo anche lottare per il podio; credo che ci siamo vicini. Abbiamo ancora margini di miglioramento e cose su cui lavorare ma questo è stato un buon passo avanti. Sono contento, è bello poter dare questi risultati al team, perché lavorano duramente, giorno e notte e motiva sia loro che me. Dobbiamo continuare così.”
Jeremy Seewer: “È stato un weekend difficile; questo è il tipo di pista più problematico per me al momento e non mi ha aiutato. Sulla carta sembra sempre andare piuttosto male, ma siamo molto competitivi e non ci possiamo nemmeno paragonare all’anno scorso, ora è tutta un’altra storia, ma questa è la realtà e non posso fare più di così al momento, se non allenarmi duramente, provandoci sempre.”
EMX250
Weekend da dimenticare per il Beddini Racing Ducati Factory MX2 Team che riparte dalla Spagna, dove si è tenuta la prima prova del Campionato Europeo 250 con un nulla di fatto. Qualificato con il sesto tempo del suo gruppo, nulla lasciava presagire che le due manche di gara si sarebbero trasformate in un calvario per Simone Mancini che, caduto in avvio della prima frazione, ha compromesso tutto il suo fine settimana, concludendo entrambe le manche fuori dalla zona punti.
Simone Mancini: “È stata una settimana difficile sotto tutti i punti di vista, peccato, perché il week end era iniziato abbastanza bene. Nelle qualifiche avevo una buona velocità e la guida era buona; poi nella manche del sabato non ho saputo reagire a una caduta abbastanza pesante che ha condizionato tutto il week end. Ora devo rimboccarmi le maniche e reagire come so fare e dalla Svizzera sarà un altra storia.”
ALEX MARQUEZ “La situazione iniziale è stata un po’ confusa e forse avremmo meritato uno start delay per avere più tempo. La gara non è stata del tutto negativo, ma nelle curve 10 e 11 l’asfalto si alzava letteralmente e a volte è sembrata più una gara di cross. Era importante portare qualche punto a casa, peccato per la top5, ma sicuramente abbiamo fatto una buona domenica. In ottica fine settimana certamente ci manca qualcosa in qualifica per il momento”.
FERMIN ALDEGUER “Siamo tornati, ma non sono così contento. Il potenziale era per essere più avanti, ma fisicamente ho bisogno di più tempo. Sono sicuro che domani mi sveglierò con un bel po’ di dolori in tutto il corpo e darò più valore al risultato di oggi. Ieri abbiamo sbagliato la partenza, oggi sono partito con più calma, ma ho perso terreno. Forse ho pensato troppo all’inizio e avrei dovuto attaccare di più”.
Presso la SPR Motorcycle di Verona, Barni Spark Racing Team ha presentato ufficialmente le livree per la stagione 2026 del Campionato Italiano Velocità (CIV). Il team, arrivato ormai alla ventisettesima stagione consecutiva nel campionato italiano, si prepara a scendere in pista con la formazione inedita composta da Davide Stirpe e Nicholas Spinelli.
L’evento, intimo e riservato, ha permesso ai due piloti di mostrare in anteprima le nuove livree, che mantengono un ruolo centrale per il caratteristico rosso Barni, simbolo di performance e passione, coerente con l’impronta stilistica del team in WorldSBK.
I piloti del team saranno schierati con i seguenti numeri:
Davide Stirpe con il numero 63
Nicholas Spinelli con il numero 29
Tutto è pronto per i test ufficiali di Misano, in programma il 7 e 8 aprile, che anticiperanno il primo weekend di gara della stagione, previsto per il 25 e 26 aprile al Misano World Circuit.
Davide Stirpe, #63
“Sono contento e orgoglioso di far parte di questo team, che ho sempre guardato e osservato da fuori. L’ho sempre considerato un punto di riferimento del campionato italiano e anche delle categorie più alte. Sono davvero felice di essere qui. Non vedo l’ora di iniziare con i test del 7 e 8 aprile a Misano; sono carico, mi sto allenando ogni giorno e voglio partire alla grande per vivere una stagione importante insieme al Team Barni. Ringrazio tutto il Team Barni per la fiducia, Ducati e tutti gli sponsor che hanno reso possibile questo progetto.”
Nicholas Spinelli, #29 “Sono carichissimo per questa stagione e molto felice di tornare con il Barni Spark Racing Team. Sono davvero motivato, anche se l’anno non è iniziato nel migliore dei modi: ho avuto un paio di infortuni in allenamento che mi hanno costretto a saltare anche una giornata di test. Ora però sto dando il massimo per tornare al 100% della forma e arrivare al meglio ai test di Misano del 7 e 8 aprile. Mi trovo molto bene con il team, i componenti sono estremamente professionali e preparati. Ringrazio Marco per l’opportunità e tutti gli sponsor per il supporto.”
Marco Barnabò, Team Principal “Siamo entusiasti di iniziare la stagione del CIV Superbike con Ducati. Questa sarà la nostra 27ª stagione consecutiva nel campionato italiano e ci impegneremo al massimo per ottenere i migliori risultati. La presentazione si è svolta vicino all’officina SPR, nel Veronese, che ci supporterà con logistica e meccanici durante tutta la stagione, aprendo anche le porte del mondo delle corse a nuovi talenti. Con Stirpe e Spinelli nel team, puntiamo a valorizzare tutto il loro potenziale. Ringrazio tutti gli sponsor ufficiali e i tecnici che ci accompagneranno in questa avventura e un sentito grazie a Ducati per il prezioso supporto.”
Il Ducati Lenovo Team ha conquistato il successo nella seconda Sprint della stagione con Marc Márquez, autore di una performance strepitosa all’Autódromo Internacional de Goiânia – Ayrton Senna. Francesco Bagnaia ha terminato la gara in ottava posizione.
Márquez, dopo aver lottato con Quartararo nelle fasi iniziali, si è poi messo all’inseguimento del leader Di Giannantonio. A tre giri dal termine, Marc ha conquistato la testa della corsa, difendendo con successo la prima posizione fino alla bandiera a scacchi. Bagnaia è stato autore di una buona partenza dalla quarta fila, recuperando tre posizioni nel giro di apertura e lottando per il settimo posto fino al traguardo.
Marc Márquez (#93 Ducati Lenovo Team) – 1º “L’obiettivo era quello di restare incollato a Diggia, ma la battaglia con Quartararo all’inizio mi ha rovinato un po’ i piani. A un certo punto della gara mi sono sentito meglio e, senza mettermi troppa pressione addosso, ci ho provato, sapendo che il secondo posto sarebbe stato comunque un buon risultato. Ho potuto guidare bene e sicuramente le due settimane di pausa mi hanno aiutato a fare un passo avanti, anche se mi sento ancora un po’ rigido sulla moto. Per domani proveremo a fare qualche piccola modifica e cercheremo di essere nuovamente lì davanti”.
Francesco Bagnaia (#63 Ducati Lenovo Team) – 8º “Purtroppo la scivolata in qualifica è stato l’unico vero limite. Partire undicesimi quando la moto ti permette di stare davanti è davvero un peccato, perché credo che avessimo il potenziale per lottare per il podio. In gara però, non sono riuscito ad essere incisivo a superare, rimanendo bloccato dietro ad Alex. La gara di domani sarà molto lunga e il vero limite sarà il consumo della gomma anteriore. Dovrò provare a farmi strada fino alla top 5-6 nei primi giri, per poi gestire gli pneumatici. Siamo tra quelli che hanno girato di più con gomme usate e nella Sprint abbiamo mostrato un passo costante, quindi non ci resta che attendere la gara”.