Le qualifiche del Gran Premio d’Europa di MotoGP, in programma questo fine settimana sul Circuito Ricardo Tormo di Cheste, nei pressi di Valencia, si sono disputate in condizioni di pista semi-asciutta dopo che il sole, tornato a splendere poco prima del turno di FP4, aveva iniziato ad asciugare progressivamente il tracciato dopo la pioggia caduta al mattino.

Ottavo al termine dei primi tre turni di libere, Andrea Dovizioso ha preso parte direttamente alla Q2 questo pomeriggio ma, a causa anche delle condizioni miste del tracciato, non è riuscito ad andare oltre il dodicesimo tempo in 1:42.249, ottenendo la partenza dalla quarta fila dello schieramento.

Danilo Petrucci ha invece dovuto prendere parte alla Q1: il pilota ternano aveva infatti chiuso la FP3 con il diciottesimo tempo ottenuto ieri nell’unico turno disputato sull’asciutto, durante il quale però Danilo era stato vittima di una scivolata che gli aveva impedito di migliorare il suo crono. Nella Q1 di questo pomeriggio, Petrucci non è però riuscito a trovare un buon feeling con le gomme rain, chiudendo la sessione con il nono tempo ed ottenendo la partenza dalla diciannovesima posizione in griglia, in settima fila, per la gara di domani.

Andrea Dovizioso (#04 Ducati Team) – 1:42.249 (12°)
“Le qualifiche non sono andate come speravamo. In alcuni punti il tracciato era piuttosto asciutto, mentre in altri bisognava rallentare molto a causa della mancanza di grip. Purtroppo, con queste condizioni particolari non sono riuscito ad individuare il giusto feeling con la mia Desmosedici GP e questo mi ha impedito di trovare il ritmo giusto per segnare un buon giro. Speriamo che il meteo migliori in vista della gara di domani”.

Danilo Petrucci (#9 Ducati Team) – 1:42.244 (19°)
“Purtroppo oggi ho pagato molto caro l’errore commesso ieri nella FP2. Con le gomme rain, nelle condizioni di pista semi-asciutta ho sempre sofferto molto, e anche oggi in qualifica ho avuto le stesse difficoltà. Domani probabilmente il meteo cambierà e troveremo una situazione ancora diversa. Vediamo come andrà, ma sicuramente dovremo fare una gara in rimonta”.

I piloti del Ducati Team torneranno in pista domattina alle 10:00 per la sessione di warm-up prima di affrontare la dodicesima gara del Campionato Mondiale MotoGP 2020 a partire dalle ore 14:00 locali (GMT +1.00)

Ducati Corse ha il piacere di annunciare di avere raggiunto un accordo con il team Esponsorama Racing e con i piloti Enea Bastianini e Luca Marini grazie al quale i due giovani piloti italiani esordiranno in MotoGP nel campionato 2021 con le Ducati Desmosedici GP affidate alla squadra di Andorra.

Nato a Rimini nel 1997, Enea Bastianini ha partecipato alla sua prima stagione in Moto3 nel 2014 dopo essersi distinto con due vittorie nella Rookies Cup nel 2013. Nel suo anno di debutto nel mondiale, Enea ha conquistato tre podi, per poi ottenere la sua prima vittoria l’anno successo insieme ad altri cinque piazzamenti sul podio ed ha chiuso la sua seconda stagione al terzo posto in classifica generale. Vicecampione Moto3 nel 2016 con altri sei podi all’attivo tra cui una vittoria, il pilota romagnolo ha disputato altre due stagioni in questa classe raccogliendo otto podi e una vittoria. Nel 2019 Enea ha compiuto il salto alla Moto2 ottenendo il suo primo podio a Brno, in Repubblica Ceca. Nella stagione attuale, al suo secondo anno nella classe intermedia, Bastianini ha finora totalizzato tre vittorie e sette podi ed è in lotta per il titolo iridato: occupa infatti la seconda posizione in classifica generale a soli 7 punti dal leader del campionato.

Luca Marini, nato a Urbino nel 1997, è approdato in Moto2 nel 2016 dopo essersi distinto in Moto3 nel Campionato Italiano e in quello Spagnolo. Dopo due stagioni di apprendistato, Luca si è unito allo Sky Racing Team VR46 nel 2018 ed ha conquistato la sua prima vittoria, insieme ad altri quattro podi e due pole position. Il pilota marchigiano ha continuato con la stessa squadra in Moto2 anche l’anno successivo, aggiungendo altre due vittorie e quattro podi al suo palmares. Quest’anno Marini ha finora ottenuto tre successi e cinque podi complessivi e, con 155 punti, occupa la terza posizione in campionato a soli 23 punti dalla vetta della classifica.

Luigi Dall’Igna, Direttore Generale Ducati Corse:
“Siamo molto soddisfatti di aver raggiunto questo accordo grazie al quale due giovani talenti italiani potranno esordire in MotoGP il prossimo anno in sella alle nostre Desmosedici GP affidate al team Esponsorama Racing. Quest’anno la squadra di Raul Romero ha dimostrato di aver raggiunto un ottimo livello di professionalità e, grazie al rinnovato supporto tecnico che forniremo alla squadra di Andorra anche nel 2021, siamo certi che supporterà Enea e Luca nel migliore dei modi per la loro prima stagione da rookie. Sia Bastianini che Marini hanno dimostrato quest’anno di essere altamente competitivi in Moto2 e siamo convinti che sia giunto per entrambi il momento di passare in MotoGP: da parte nostra metteremo a disposizione tutto il necessario per accompagnarli nel loro percorso nella massima categoria. Con questa decisione Ducati intende proseguire nella sua strategia tesa a valorizzare i giovani talenti, che ha già portato Pecco Bagnaia ad esordire in MotoGP con Pramac Racing nel 2019 e a raggiungere un importante traguardo per il 2021: quello di vestire i colori della squadra ufficiale Ducati”.

Enea Bastianini:
“Correre in MotoGP è per me un sogno che si avvera e sono contento di poterlo fare con Ducati, di cui sono un grande fan sin dai tempi in cui correva il mio idolo Casey Stoner. Sarà sicuramente un passo importante che mi spingerà a crescere molto e vorrei poter fare questo salto da Campione del Mondo Moto2, anche se ovviamente non sarà facile. Desidero ringraziare la mia famiglia per tutto il sostegno che mi ha dato fin da bambino e il mio manager Carlo Pernat. Ringrazio anche Ducati e il team Esponsorama Racing per la fiducia che hanno riposto in me: cercherò di non deluderli!

Luca Marini:
“Avere questa grande opportunità di correre in MotoGP nel 2021 è per me un sogno che si avvera, è il desiderio che ha ogni pilota fin da bambino. In questi anni con lo Sky Racing Team VR46 ho accumulato tanta esperienza, e grazie a loro sono cresciuto e ho centrato i miei primi risultati importanti. Adesso siamo in una fase cruciale della stagione Moto2 e continueremo a lavorare sodo per raggiungere il massimo obiettivo, prima di affrontare questa nuova emozionante avventura insieme a Ducati e al team Esponsorama Racing”. 

La prima giornata di prove libere del Gran Premio d’Europa, in programma questo fine settimana sul Circuito Ricardo Tormo di Cheste nei pressi di Valencia (Spagna), è stata caratterizzata da meteo incerto e condizioni in pista miste. Dopo un primo turno di FP1 in condizioni di bagnato, l’asfalto ha iniziato ad asciugarsi progressivamente prima della FP2, permettendo ai piloti di tornare in pista nel pomeriggio montando le gomme slick.

Nono dopo la prima sessione di questa mattina, Andrea Dovizioso ha chiuso la giornata con l’ottavo tempo complessivo, fermando il cronometro sull’1:33.292 nella FP2, a 764 millesimi dal miglior tempo ottenuto da Jack Miller con la Ducati Desmosedici GP del Pramac Racing Team.

Danilo Petrucci, sesto dopo la FP1 del mattino sul bagnato, ha invece chiuso la sua prima giornata al diciottesimo posto. Nonostante avesse dimostrato di essere veloce anche in condizioni di pista semi asciutta, il pilota ternano è stato vittima di una scivolata a quattro minuti dal termine della FP2, mentre stava migliorando il suo crono, ed ha terminato la sessione in diciottesima posizione in 1:33.775.

Andrea Dovizioso (#04 Ducati Team) – 1:33.292 (8°)
“Oggi era fondamentale riuscire ad entrare nella top ten, visto che c’è la possibilità che domattina venga a piovere. Purtroppo non è stata una giornata lineare: le condizioni miste del tracciato, più bagnato questa mattina e non completamente asciutto oggi pomeriggio, non ci hanno permesso di fare delle prove significative in vista della gara di domenica. Speriamo che il tempo migliori nella giornata di domani”.

Danilo Petrucci (#9 Ducati Team) – 1:33.775 (18°)
“Siamo stati veloci in entrambi i turni di questa prima giornata. Purtroppo nella FP2 sono incappato in una scivolata e, nonostante sia riuscito a rientrare di corsa al box, non ho potuto tornare in pista per gli ultimi minuti della sessione. Ora speriamo che il tempo regga per domattina. Se la pista sarà asciutta potrò cercare di migliorare il mio crono nella FP3, con l’obiettivo di entrare nella top ten”.

I piloti del Ducati Team torneranno nuovamente in pista domani alle ore 10:55 locali (GMT +1.00) per il turno di FP3, prima di affrontare le qualifiche del GP d’Europa, a partire dalle ore 14:50, al termine della FP4.

Ducati ha presentato al mondo la nuova Multistrada V4 durante il primo episodio della Ducati World Première web series.

La Multistrada ha un nome che da solo racchiude una promessa ambiziosa da mantenere: la capacità di offrire una grande versatilità. Nasce infatti con l’intento di essere una moto sportiva ma confortevole, in grado di poter affrontare con sicurezza e solidità ogni condizione stradale, su asfalto e su sterrato.

In 18 anni ne sono state prodotte oltre 110.000 unità e sin dalla sua nascita, nel 2003, ha saputo evolversi, ampliando il proprio ambito di utilizzo. La prima Multistrada era una moto sportiva, con buona coppia e principalmente indicata a un utilizzo stradale. La versione del 2010 è stata la prima “quattro moto in uno”, ovvero la prima moto al mondo dotata di Riding Mode. Nel 2015 è stato invece presentato il primo motore dotato di un doppio variatore di fase, che migliorava la fluidità di erogazione.

La quarta generazione di Multistrada è una moto ancora più prestazionale, ma comunque più facile da guidare. Più robusta e al contempo leggera. Maggiormente versatile e confortevole, ma efficace in ogni condizione di guida. In altre parole, Ducati desiderava che la Multistrada V4 fosse la “Multi” migliore di sempre. Insomma, più Multistrada che mai.

La Multistrada V4 è “Sport” perché è leggera e compatta, ha 170 CV, aiuti elettronici da MotoGP e una ciclistica con quote agili per una guida esaltante ed efficace nel misto. È “Touring” grazie agli intervalli di manutenzione principali fissati ogni 60.000 km, alla cura maniacale rivolta in fase di sviluppo al comfort di marcia, ai sistemi Radar (prima moto al mondo ad averli sia anteriore che posteriore), al navigatore cartografico visualizzabile sul cruscotto e alle cornering lights. È “Enduro” grazie a ottime capacità off-road, sospensioni elettroniche, fluidità di erogazione e rapportatura del cambio. È “Urban” perché garantisce grande facilità di utilizzo alle basse velocità, ma anche grazie alla connettività dello smartphone e all’attento studio rivolto al comfort termico. Ecco spiegato il motivo per cui dominare tutte le strade non è mai stato così facile.

Il lavoro di design fatto sulla Multistrada V4 è estremamente funzionale alla sua anima tecnica e ha portato a un risultato estetico solido, robusto, ma comunque raffinato. I designer Ducati hanno lavorato sulle proporzioni e sulla compattezza del corpo moto all’interno dell’interasse, in modo da privilegiare il perfetto connubio tra forma e funzione. Questo fatto si nota immediatamente dai volumi sbilanciati sull’anteriore con linee muscolose ma sexy per integrare il serbatoio da 22 litri, che si sposano col posteriore snello che permette una posizione di guida ottimale anche in piedi nei tratti fuoristrada. Lo studio dei flussi aerodinamici è stato orientato a garantire il massimo comfort possibile al pilota.

Il motore è il vero cuore di questa moto: il V4 Granturismo. Leggero (66,7 kg) e compatto, ha tanta grinta ma si dimostra morbidissimo e fluidissimo ai bassi regimi, con tanta schiena ai medi e veramente eccitante agli alti. Il V4 Granturismo ha una cilindrata di 1.158 cm3 ed eroga 170 CV (125 kW) a 10.500 giri con una coppia massima di 125 Nm (12,7 kgm) a 8.750 giri. Inoltre, l’adozione di questo motore consente un significativo allungamento degli intervalli di manutenzione: nella Multistrada V4 il cambio dell’olio è previsto ogni 15.000 km, mentre il controllo e l’eventuale regolazione del gioco valvole è richiesto ogni 60.000 km. Nessuna moto in produzione arriva a tanto.

Il pacchetto elettronico della Multistrada V4 è lo stato dell’arte nel settore motociclistico per sicurezza, comfort, performance e connettività. La piattaforma inerziale (IMU) gestisce il funzionamento di ABS Cornering, Ducati Wheelie Control (DWC), Ducati Traction Control (DTC), qui in versione “cornering” e, sulla Multistrada V4 S, le Cornering Lights (DCL).
Sempre sulla Multistrada V4 S è presente di serie anche il Vehicle Hold Control (VHC), che rende semplice la ripartenza su strade in pendenza. Sulla Multistrada V4 S, la piattaforma inerziale dialoga continuamente anche con il sistema di controllo delle sospensioni semi attive Ducati Skyhook Suspension (DSS) con funzione Autoleveling.

Con la Multistrada V4 Ducati introduce inoltre un’anteprima assoluta nel mondo delle moto: il rivoluzionario sistema radar anteriore e posteriore, che permette l’utilizzo del Cruise Control Adattivo (ACC) e del Blind Spot Detection (BSD). I radar sono dei sistemi di ausilio avanzato che Ducati ha sviluppato assieme a un partner tecnologico di primo livello come Bosch, e sono in grado di supportare e rendere più confortevole la guida grazie alla capacità di ricostruire la realtà circostante la moto.

La Multistrada V4 è equipaggiata con un telaio monoscocca in alluminio, ruota anteriore da 19 pollici e forcellone bibraccio, in grado di ospitare ruote a raggi. Ha un interasse contenuto (1.567 mm), un avantreno dalle quote sportive, sospensioni con grande escursione (170 mm la corsa ruota anteriore e 180 mm quella posteriore), luce a terra di ben 220 mm e un peso a secco di 215 kg. Tutto ciò permette alla Multistrada V4 di essere intuitiva ed efficace tra le curve come una vera Ducati e al contempo facile da guidare e versatile sia per un utilizzo su strada sia fuoristrada.

Con l’obiettivo di rendere i lunghi trasferimenti autostradali più confortevoli, in fase di progettazione e sviluppo gli ingegneri Ducati hanno posto grande attenzione a ciò che nel mondo auto è chiamato Noise, Vibration, Harshness (NVH), ovvero la misura del livello di confort generale del veicolo.

In questo senso è stato fatto un attento studio aerodinamico, svolto anche in galleria del vento, per ottenere la migliore protezione all’aria del pilota e del passeggero, ridurre i fruscii e allontanare dalle gambe del pilota il calore proveniente dal motore. Il risultato è un plexiglass dalla forma inedita, regolabile in altezza con un solo dito, associato a due deflettori laterali. Le forme dei paramani e delle parti più esposte all’aria sono state studiate nei minimi dettagli, così come il “sound”, educato ma sempre presente e dalla timbrica Ducati, del motore. Il motore V4 Granturismo adotta anche la strategia di disattivazione della bancata posteriore al minimo. In questo modo, quando la moto è ferma al semaforo, la bancata posteriore si disattiva (non c’è combustione nei cilindri), migliorando il comfort termico di pilota e passeggero grazie all’abbassamento delle temperature e riducendo il consumo.

La Multistrada V4 ha moltissime possibilità di configurazione diverse per rispondere alle esigenze dei clienti più disparati. Il modello V4 standard è disponibile in colore rosso e rappresenta la versione dedicata a chi ama il motore da 170 cv e i 215 kg di peso.

Il modello centrale della gamma, la V4 S, è disponibile, oltre che in rosso, nel colore “Aviator Grey”. La Ducati Multistrada V4 S può essere ordinata sia coi cerchi in lega che con i cerchi a raggi. Per questa moto Ducati ha pensato a un nuovo pacchetto di configurazioni che possa essere ordinato direttamente dalla fabbrica (Essential, Travel, Radar, Performance, Full). È già possibile visualizzare tutte le opzioni di configurazione nella sezione dedicata del sito Ducati.

La terza versione è la Multistrada V4 S Sport, che offre una livrea dedicata particolarmente grintosa e il pacchetto Performance di serie con scarico Akrapovič e parafango anteriore in carbonio.

La nuova Multistrada V4 sarà disponibile nei concessionari Ducati a partire da fine novembre.

Sarà il Circuito Ricardo Tormo di Cheste, situato nei pressi di Valencia, ad ospitare questo fine settimana il Gran Premio d’Europa, primo degli ultimi tre appuntamenti consecutivi della stagione MotoGP 2020. Per la prima volta in 19 anni il campionato non terminerà sul celebre tracciato spagnolo, che ospiterà invece anche il penultimo GP la prossima settimana, perché l’evento conclusivo si svolgerà il 22 novembre a Portimão, in Portogallo.

Dedicato al pilota valenciano Ricardo Tormo, campione del mondo 50 cc nel 1978, quello di Cheste è il tracciato più corto presente in calendario quest’anno. Su questa pista Ducati ha ottenuto un totale di 10 podi in MotoGP, comprese anche tre vittorie: nel 2006 con Troy Bayliss, nel 2008 con Casey Stoner e l’ultima, più recente, nel 2018 con Andrea Dovizioso, autore di una bellissima vittoria sotto la pioggia. Il pilota forlivese, attualmente quinto in campionato a 28 lunghezze dal leader Mir, arriva a Valencia determinato a riscattarsi dopo due fine settimana difficili ad Aragón.

Anche Danilo Petrucci, undicesimo in classifica dopo aver terminato in decima posizione l’ultima prova al MotorLand di Alcañiz, arriva in Spagna con la voglia di ritrovare delle buone sensazioni in sella alla sua Ducati Desmosedici GP. Il pilota ternano ha come suo miglior risultato a Valencia un decimo posto ottenuto nel 2015, mentre lo scorso anno una caduta lo ha costretto al ritiro.

Dopo i primi undici appuntamenti della stagione 2020, Ducati è seconda nella classifica costruttori con 171 punti, mentre il Ducati Team occupa la terza posizione nella classifica dedicata alle squadre.

Andrea Dovizioso (#04 Ducati Team) – 5° (109 punti):
“Le due gare al MotorLand Aragón sono state davvero difficili per noi: abbiamo sofferto molto e ovviamente i risultati che abbiamo ottenuto non sono stati in linea con le nostre aspettative. Dopo una settimana di riposo, torniamo in pista molto motivati: mancano tre gare alla fine del campionato e sappiamo che può ancora accadere di tutto. Quest’anno ogni Gran Premio si è rivelato una storia a sé stante: mi restano tre gare insieme a Ducati e cercherò di dare sempre il massimo fino alla fine”.

Danilo Petrucci (#9 Ducati Team) – 11° (71 punti):
“Ci siamo lasciati Aragón alle spalle e ora siamo focalizzati sui due prossimi appuntamenti di Valencia. Il Circuito Ricardo Tormo non è uno dei nostri tracciati ideali, ma quest’anno è difficile fare previsioni prima di essere effettivamente scesi in pista. Michele Pirro è stato qui a fare un test pochi giorni fa e i suoi riscontri sono stati positivi, per cui arriviamo in Spagna con molti dati interessanti a nostra disposizione. Questi prossimi tre gran premi saranno sicuramente molto impegnativi, ma sono determinato a far sì che le mie ultime gare insieme a Ducati lascino a tutti un ricordo positivo”.

Il Gran Premio d’Europa avrà inizio questo venerdì, 6 novembre, a partire dalle ore 10:55 locali (GMT +1.00) con la prima sessione di prove libere.

Si è concluso con un decimo posto di Danilo Petrucci l’undicesimo appuntamento della stagione MotoGP 2020, il Gran Premio di Teruel, disputatosi oggi al MotorLand Aragón di Alcañiz in Spagna.

Dopo una buona partenza dalla diciannovesima posizione in griglia, che gli ha permesso di recuperare fino al sedicesimo posto nell’arco della prima tornata, il pilota umbro ha continuato a farsi strada passando prima Bagnaia e Lecuona, e poi Bradl, per portarsi davanti ad un gruppetto di inseguitori dopo pochi giri.

Nel frattempo, Andrea Dovizioso, partito con il diciassettesimo tempo, era riuscito a sua volta a recuperare terreno, inserendosi nella lotta per la top ten dopo la prima metà di gara. Nono a dieci giri dal termine, il pilota forlivese è stato attaccato da Aleix Espargaro alla curva 1 e, nel tentativo di tenere la posizione, è finito largo ritrovandosi davanti al compagno di squadra. Con la gomma posteriore ormai in crisi, Dovizioso non è riuscito a difendersi dall’attacco di Petrucci e, dopo essere scivolato in dodicesima posizione, è stato superato anche da Bradl nel corso dell’ultimo giro, chiudendo la prova al tredicesimo posto.

Nel corso dell’ultimo giro Petrucci è riuscito a raggiungere Crutchlow, superandolo a poche curve dal termine, ed ha chiuso la gara al decimo posto. Dopo il GP di Teruel, il pilota di Terni occupa l’undicesima posizione in classifica generale con 71 punti, mentre Dovizioso è quinto a 28 lunghezze dal leader Joan Mir. Ducati è seconda nel campionato costruttori, mentre il Ducati Team occupa la terza posizione nella classifica riservata alle squadre con 180 punti.

Danilo Petrucci (#9 Ducati Team) – 10°
“E’ stata una gara in salita, considerando che partivamo molto indietro. Fortunatamente questa mattina siamo riusciti a trovare un buon setup che ha in parte risolto i nostri problemi. Ho cercato di gestire bene le gomme nei primi giri e sul finale di gara sono riuscito a fare anche qualche bel sorpasso. Purtroppo soffriamo ancora di una certa mancanza di velocità in rettilineo, ma in generale il mio feeling con la moto è migliorato. Oggi il nostro obiettivo era finire in top ten e ci siamo riusciti, ottenendo punti importanti per la classifica”.

Andrea Dovizioso (#04 Ducati Team) – 13°
“Sapevamo che questa sarebbe stata una gara difficile e purtroppo le mie sensazioni in moto non erano buone. Non avevamo la velocità per poter rimontare e sul finale di gara la gomma morbida ha avuto un calo importante, che mi ha impedito di guidare come avrei voluto. Ho faticato molto e, soprattutto negli ultimi giri, ho iniziato anche a soffrire di problemi agli avambracci. Ora cerchiamo di voltare pagina e di concentrarci sulle ultime tre gare che restano”. 

I piloti del Ducati Team torneranno in azione fra due settimane, dal 6 all’8 novembre per il Gran Premio d’Europa, il primo dei due appuntamenti consecutivi che si correranno quest’anno sul Circuito Ricardo Tormo di Cheste, nei pressi di Valencia (Spagna).

Andrea Dovizioso partirà dalla sesta fila nel Gran Premio di Teruel in programma domani sul circuito MotorLand Aragón di Alcañiz, in Spagna. Dopo aver chiuso i primi tre turni con il quattordicesimo tempo complessivo, il pilota del Ducati Team non è riuscito ad andare oltre il settimo tempo (1:47.747) nel turno di Q1, e partirà domani dalla diciassettesima posizione in griglia.

Qualifiche difficili anche per il suo compagno di squadra Danilo Petrucci che non è riuscito ad accedere direttamente al turno di Q2 con il diciassettesimo tempo complessivo in FP3. Il pilota umbro ha terminato in nona posizione la Q1 di questo pomeriggio e partirà dalla diciannovesima casella dello schieramento, in settima fila, nella gara di domani.

Andrea Dovizioso (#04 Ducati Team) – 1:47.747 (17°)
“Purtroppo questo Gran Premio si sta rivelando ancora più complicato rispetto a quello della settimana scorsa, dove avevamo già riscontrato diverse difficoltà. La differenza la stanno facendo soprattutto i nostri avversari, che sono riusciti a migliorare molto. Domani partiremo piuttosto indietro e purtroppo anche il nostro ritmo di gara non è ottimo. Cercheremo di fare il possibile per portare a casa il maggior numero di punti”.

Danilo Petrucci (#9 Ducati Team) – 1:47.855 (19°)
“Sono state delle qualifiche difficili e non siamo ancora riusciti a risolvere del tutto i problemi che avevamo già riscontrato la scorsa settimana qui al MotorLand. Speriamo di trovare qualche soluzione che ci permetta di fare ancora qualche passo avanti nel warm-up di domani mattina, ma partendo così indietro sappiamo già che ci aspetterà una gara in salita”.

I piloti del Ducati Team scenderanno in pista domani mattina alle ore 9:50 locali (GMT +1.00) per 20 minuti di warm-up, prima di tornare in pista alle ore 13:00 per il GP di Teruel che si disputerà sulla distanza di 23 giri.

I piloti del Ducati Team sono tornati in pista oggi per affrontare la prima giornata di prove libere del Gran Premio di Teruel di MotoGP, in programma questo fine settimana sul circuito del MotorLand Aragón di Alcañiz.

Approfittando delle temperature dell’asfalto più elevate rispetto al venerdì della scorsa settimana, Danilo Petrucci si è concentrato principalmente sulla scelta degli pneumatici in vista della gara, effettuando diverse prove di setup nel corso della giornata. Diciassettesimo in 1:48.870 al termine dei due turni, il pilota di Terni è fiducioso di poter migliorare nella FP3 di domani mattina, dove l’obiettivo sarà riuscire a rientrare nella top ten.

Andrea Dovizioso, ostacolato dal vento e da alcuni problemi tecnici, non è riuscito a completare il programma di lavoro previsto per oggi, ed ha chiuso con il diciottesimo tempo complessivo in 1:49.240, rinviando a domani il suo tentativo di time attack durante il turno di FP3.

Danilo Petrucci (#9 Ducati Team) – 1:48.870 (17°)
“Rispetto a venerdì scorso, oggi siamo riusciti ad essere più consistenti, ma purtroppo anche i nostri avversari hanno fatto dei passi in avanti rispetto al weekend passato. Non abbiamo ancora individuato quale sia la gomma più adatta per la gara e inoltre abbiamo avuto dei problemi di grip a centro curva che non ci hanno permesso di essere veloci. Fortunatamente abbiamo ancora alcune idee da provare e speriamo di riuscire ad entrare nei primi 10 nella FP3 di domani mattina”.

Andrea Dovizioso (#04 Ducati Team) – 1:49.240 (18°)
“E’ stata una giornata difficile e il vento non ci ha aiutati. Purtroppo abbiamo avuto alcuni problemi che non ci hanno permesso di completare il programma di lavoro previsto per oggi. Speriamo di riuscire a trovare delle condizioni migliori domattina e poterci assicurare un buon piazzamento in qualifica”.

Domani i piloti del Ducati Team torneranno in pista al MotorLand Aragón alle ore 10:55 locali (GMT +2.00) per il decisivo turno di FP3, prima di affrontare le qualifiche ufficiali del Gran Premio di Teruel a partire dalle ore 14:50, al termine della FP4.

Appena quattro giorni dopo la fine del WorldSBK il Barni Racing Team è di nuovo in pista. Da giovedì pomeriggio e fino a sabato la squadra capitanata da Marco Barnabò è impegnata in una serie di test al Misano World Circuit con una Ducati Panigale V2 955.

In attesa di definire i programmi per la stagione 2021 della classe Superbike, e in vista di possibili cambiamenti al regolamento della classe Supersport nei prossimi anni, il Barni Racing Team ha deciso – in collaborazione con Ducati – di raccogliere dati e informazioni sull’ultima versione della bicilindrica della casa di Borgo Panigale.

Per questa tre giorni di test il team si è affidato al pilota svizzero Randy Krummenacher. 

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«Abbiamo chiesto a Ducati di poter fare un test con la Panigale V2 955 per essere pronti qualora arrivassero novità dal regolamento del Mondiale Supersport e dai campionati nazionali. In linea con la nostra filosofia di sviluppare nuove moto siamo orgogliosi di poter portare in pista questo modello. Volevamo capire quali fossero le prestazioni della nuova Panigale V2 in rapporto a quelle di altre moto che fanno la Supersport ormai da anni. Il progetto sarebbe intrigante perché se, in futuro, alla nuova Supersport potranno partecipare moto con cilindrate diverse e un sistema di equilibrio delle prestazioni, la categoria diventerebbe davvero propedeutica alla Superbike. Con la situazione attuale e con il regolamento che si profila nel CIV Superbike 2021, la distanza tra la moto del campionato nazionale e quella del mondiale Superbike resta troppo marcata e per un pilota è molto dura fare il salto. Crediamo invece che la strada giusta sia quella di far debuttare nuovi talenti in Supersport – dove potrebbero fare esperienza su tutte le piste del mondiale – e poi farli passare in Superbike. Per noi ducatisti utilizzare una moto nella classe media sarebbe un’ottima opportunità per lavorare con i giovani, come facevamo nella vecchia Superstock».

 Si è concluso il percorso creativo iniziato a marzo per le due scuole di design che Ducati ha coinvolto nello “Scrambler Contest”, un briefing creativo per immaginare e disegnare lo Scrambler Ducati del futuro.

La sfida, lanciata da Ducati agli studenti dello IAAD e della SPD (Scuola Politecnica di Design), li ha visti lavorare suddivisi in gruppi su un progetto che prevedeva come principale linea guida la capacità di ragionare fuori dagli schemi. La richiesta infatti era molto semplice: liberare la creatività e incanalarla verso la formulazione di un veicolo a brand Scrambler®, tenendo in considerazione i trend in continua evoluzione nel mondo del design, della tecnologia e delle due ruote, senza però perdere di vista l’essenza e i valori fondanti della “Land of Joy”.

In tutto sono stati presentati 19 progetti rappresentanti diverse interpretazioni di veicoli Scrambler Ducati del futuro. I partecipanti, abbracciando al meglio la natura creativa del brief, hanno presentato elaborati molto diversi tra loro, con motociclette – elettriche e non – ma anche e-bike, moto d’acqua, motoslitte, dune buggy e scooter.

Tra tutte le presentazioni ricevute, Ducati ha selezionato un gruppo vincitore il cui lavoro ha ottenuto il gradimento unanime di tutti i giudici del contest. La commissione giudicante era composta dal Direttore del Centro Stile Ducati Andrea Ferraresi, dal Brand Director Scrambler® Claudio De Angeli, dal Brand Design Manager Enrico Peroni, oltre che da tutti i designer Ducati.

Il risultato finale ha premiato sei studenti dello IAAD e il loro progetto “Scrambler E-MX”, che ha impressionato la commissione per la sua originalità. Con l’idea di “Scrambler E-MX” gli aspiranti designer hanno immaginato uno scooter elettrico dal design moderno, azionato da due batterie personalizzabili, facilmente ricaricabili e removibili, in modo da poter essere condivise tra amici in caso di necessità. Inoltre, il progetto prevede l’integrazione di un’app mobile che consente di gestire il blocco e lo sblocco dello scooter, tenerne sotto controllo i dati e rintracciarne la posizione.

Il gruppo vincitore è stato invitato a Borgo Panigale, dove gli studenti hanno ritirato il premio, visitato il Museo Ducati e il Centro Stile, il luogo in cui nascono e prendono vita le Rosse di Borgo Panigale.