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Si è conclusa con successo la quarta tappa del viaggio intorno al mondo in sella alla Multistrada 1200 Enduro. Il brasiliano Eduardo Generali, dopo aver percorso 5.300 km sulle strade che attraversano il West degli Stati Uniti, è arrivato a Indianapolis passando la fiaccola Globetrotter 90° a Steve Fraser. Steve, il quinto motociclista selezionato per questo emozionante viaggio, continuerà il “coast to coast” dall’Indiana fino a New York.
Una tappa entusiasmante, quella affrontata dal globetrotter brasiliano Eduardo Generali che, in 17 giorni ha documentato il viaggio negli USA catturando immagini e sensazioni dalla telecamera montata sulla fiaccola Globetrotter 90° e raccontando la sua esperienza attraverso il diario online, costantemente aggiornato sul sito ufficiale www.globetrotter90.ducati.com.
Eduardo ha definito il suo viaggio “un’emozione unica!”. Il globetrotter brasiliano ha toccato località mitiche e, al tempo stesso, storiche per Ducati. È entrato con la moto nel leggendario circuito di Laguna Seca affrontando il famoso Cavatappi, ovvero la spettacolare “esse” in discesa che ha visto scrivere pagine indimenticabili della storia motociclistica e della Ducati. Un circuito dove Marco Lucchinelli, nel 1986, conquistò la prima vittoria italiana nel campionato AMA, da cui nacque la serie celebrativa 750 F1 Laguna Seca. E ancora, nel 1995 e nel 1998, le gare vinte in Superbike da Troy Corser, poi John Kocinski nel 1996 e nel 1999 Anthony Gobert, Ben Bostrom nel 2001, Troy Bayliss nel 2002 e nel 2003 Pierfrancesco Chili e Rubén Xaus. Anche la MotoGP Ducati è stata protagonista in questo circuito, basti pensare alla vittoria di Casey Stoner che nel 2007 si aggiudicò la gara americana, preludio al trionfo finale di una stagione che vide la Desmosedici GP07 conquistare il titolo mondiale. Ultimo ricordo indelebile di questa pista è la doppietta del 2015 quando Chaz Davies si aggiudicò entrambe le gare Superbike con la Panigale R.
Da Laguna Seca, Eduardo ha visitato il nuovo museo di Robb Talbott, nella vicina Carmel Valley dove sono esposte molte moto Ducati, di cui alcune davvero speciali come la “60 Sport” del 1950 e la “125 cm3 Gran Sport” del 1951. Lasciata la Carmel Valley ha raggiunto Los Angeles dove ha incontrato il padre Ricardo, che ha voluto unirsi al viaggio del suo “ragazzo” attraversando insieme il deserto del Mojave per poi raggiungere la Death Valley. Panorami mozzafiato e strade bellissime, che hanno permesso di passare il Grand Canyon, la Monument Valley e la Valley of the Gods nello Utah guidando spesso la Multistrada 1200 Enduro in off-road per poi raggiungere le Backcountry Routes, lo spettacolare itinerario del Colorado.
Salite, discese, sabbia, ghiaia e rocce; dopo i passi di Ophir, Cumberland e Cottonwood, circondato da cime innevate, Eduardo ha raggiunto Colorado Springs dove ha guidato sulla strada che porta al Pikes Peak. Qui si svolge la cronoscalata più celebre degli USA, quella “corsa verso le nuvole” che Ducati ha vinto per tre volte consecutive dal 2011 al 2013 e a cui è dedicata l’omonima versione della Multistrada 1200.
Raggiunta Denver, Eduardo ha salutato il padre e ha proseguito da solo lungo le solitarie highways che solcano le grandi pianure. Kansas, Missouri, Illinois, infine l’Indiana e Indianapolis dove si trova il circuito più famoso del mondo e dove l’americano Nicky Hayden, nel 2009, conquistò il suo primo podio MotoGP con Ducati.
Qui, nel tempio dei motori, il passaggio del testimone con il quinto globetrotter: l’australiano Steve Fraser.
Steve è di Kalamunda, Australia Occidentale. Ha 50 anni e si descrive come un “fotografo professionista e avventuriero”. Un “landscaper”, ovvero un fotografo specializzato nel ritrarre paesaggi e spettacolari panorami. “La mia passione per la moto – racconta Steve – e l’amore per la fotografia mi hanno portato in tutto il mondo. Viaggiare in moto mi ha insegnato a guardare la vita per come è, aiutandomi ad affinare, ma anche sfidare, il mio stesso carattere. Durante questa avventura con Ducati il mio massimo desiderio è riuscire a trasmettere e condividere tutte le sensazioni che sono certo proverò nel corso del viaggio, condividendole con quante più persone possibile, cercando di cogliere l’anima di ogni luogo che attraverserò”.
Da Indianapolis, Steve viaggerà verso Cincinnati e poi Birmingham per vistare due importantissimi collezionisti che possiedono autentiche rarità Ducati. Quindi una lunga cavalcata fino al circuito di Daytona, in Florida per poi arrivare a New York.
Globetrotter 90°segna un nuovo traguardo: la belga Jessica Leyne, unica donna ad affrontare il viaggio intorno al mondo in sella alla Ducati Multistrada 1200 Enduro, ha concluso la terza tappa. Arrivata a San Francisco ha consegnato la fiaccola al prossimo Globetrotter Eduardo Generali. Mancano ancora quattro tappe per raggiungere la meta dei 30.000 km dell’avventura Globetrotter 90°. Questo giro del mondo è un vero e proprio omaggio a Ducati e ai suoi primi 90 anni, che solo 7 piloti tra 3.000 candidati stanno realizzando. Partito il primo Globetrotter il 4 luglio scorso da Bologna, la fantastica staffetta continua da San Francisco con Eduardo Generali. Il Globetrotter brasiliano percorrerà 3.900 km in 13 giorni fino a Indianapolis, documentati in tempo reale grazie alla fiaccola Globetrotter. Il “testimone” di Globetrotter 90°, creato dal Ducati Design Center, è dotato di telecamera per documentare e condividere tutto il giro del mondo su www.globetrotter90.ducati.com.
Un grande successo per Jessica Leyne, 27enne originaria delle Fiandre Occidentali, insegnante di matematica e web designer che nelle isole nipponiche ha vissuto un’altra delle sue avventure di cui essere fiera. Già in passato durante i viaggi fra Norvegia e Romania, Slovacchia e Italia, non ha mai conosciuto ostacoli: né la visiera congelata o il fango fino alla sella e neppure un polso fratturato. In Giappone si è trovata a dover affrontare anche il tifone Malakas che purtroppo, dopo aver dissestato il Sud della Cina, ha flagellato Taiwan e l’arcipelago nipponico con raffiche di vento fino a 160 km/h provocando anche inondazioni. Ma Jessica, con la sua esile corporatura (è alta appena un metro e 62 centimetri), ha deciso coraggiosamente di continuare il suo viaggio in sella alla Multistrada 1200 Enduro ed è stata appena rallentata dal tifone nella sua attraversata del Sol Levante.
Jessica è partita da Tokio il 17 settembre e ha subito percorso le strade del monte Fuji, il vulcano che domina la metropoli da 35 milioni di abitanti. Poi verso Kiushu nel Sud del Giappone, dove si trova il museo di Hiroaki Iwashita, in cui è esposto l’unico prototipo ancora esistente al mondo della Ducati Apollo: la prima maximoto progettata a Borgo Panigale da 1.257 cm3 e per la prima volta con due cilindri a elle di 90°, da allora uno dei segni distintivi di Ducati. Jessica ha poi proseguito il viaggio fermandosi nel circuito di Motegi che resterà memorabile per Ducati. Nel 2007 il Twin Ring è stato teatro della grande vittoria in MotoGP per Ducati. Infatti, il pilota australiano Casey Stoner dopo ben 10 gare vinte in campionato con un semplice sesto posto ha ottenuto qui il titolo Mondiale. Ma non solo, a vincere quella corsa fu l’altra Desmosedici, guidata da Loris Capirossi, un ricordo indelebile per tutti gli appassionati. Dopo Motegi, Jessica è stata in un altro circuito pieno di gloria Ducati, lo Sportsland di Sugo. Qui Carl Fogarty nel 1998 vinse la gara decisiva per conquistare il suo terzo titolo mondiale Superbike, il settimo per Ducati, in un avvincente finale di stagione contro Aaron Slight. Del resto, fra il 1990 e il 1998 le rosse bicilindriche hanno dominato anche con Raymond Roche e Doug Polen.
Il viaggio di Jessica è stato pieno di forti emozioni, come lei stessa ha raccontato in diretta. Nell’isola di Kinki ha visto le celebri “Meotoiwa”, ovvero le “rocce moglie e marito”, simbolo dell’amore. Suggestivo il contrasto della modernissima Osaka con le foreste e le spiagge bianche incontrate nel suo percorso e con il tradizionale castello nel centrale distretto cittadino di Chūō-ku – “Un bell’esempio di come l’antico possa vivere nel moderno”, ha raccontato la Globetrotter. Una volta rientrata a Tokio, “Jess” ha attraversato il Pacifico arrivando a San Francisco per incontrare il 5 ottobre il brasiliano Eduardo e consegnargli moto e testimone.
Ora è il momento di Eduardo, 28 anni guida turistica e istruttore di guida. Viene da Itu, nello Stato di San Paolo e la passione per le due ruote gli è stata trasmessa dal padre. Percorrerà le strade degli Stati Uniti occidentali, dalla California all’Indiana nel Midwest. Visiterà circuiti leggendari come Laguna Seca e percorsi avventurosi come Pikes Peak nelle montagne del Colorado, la celebre “corsa verso le nuvole” che Ducati ha vinto per tre volte consecutive dal 2011 al 2013.



Due anni dopo il lancio ufficiale del Brand, avvenuto proprio a Colonia nel 2014, Scrambler Ducati è tra i protagonisti all’edizione 2016 di “INTERMOT – International Motorcycle, Scooter and E-Bike Fair”, che si svolge a Colonia dal 5 al 9 ottobre.
Oltre alla gamma moto attuale, ad alcune proposte di moto accessoriate su base Icon e Sixty2, alle special Artika, realizzata da Dario Lopez Studio, e Revolution, che è uno Scrambler® Sixty2 trasformato in puro stile bobber da Officine Mermaid, a INTERMOT la Land of Joy Scrambler®animerà i propri inconfondibili container gialli con tante novità.
Come in ogni evento, anche a INTERMOT 2016 Scrambler® è il luogo di attività coinvolgenti e innovative. Novità assoluta che il Brand presenta a Colonia è un’esperienza di Realtà Virtuale: i visitatori potranno, indossando visori VR, immergersi in un mondo virtuale in compagnia di uno Scrambler® Icon. Dopo essersi presi cura della propria moto e aver spaziato tra boschi, deserti e strade di campagna, sarà anche possibile inviare una foto ricordo dell’esperienza.
Altra anteprima che Scrambler® presenta a INTERMOT è la Radio Scrambler Ducati. La musica è da sempre un aspetto fondamentale della Land of Joy e la radio rappresenta, quindi uno step obbligatorio nel percorso di sviluppo del Brand. Uno dei container si trasforma in uno studio radiofonico, dal quale avverranno le dirette della nuova radio ufficiale e che saranno disponibili live sulla pagina Facebook Scrambler® https://www.facebook.com/scramblerducati/ ai seguenti orari:
4 ottobre
11.00 11.30(CET),14.30 15.00(CET),16.30 17.00(CET)
5 ottobre
11.00 11.30(CET),12.30 13.00(CET),14.30 15.00(CET),16.30 17.00 (CET)
6 ottobre
11.00 11.30(CET),12.30 13.00(CET),14.30 15.00(CET),16.30 17.00 (CET)
Tra l’intervento di ospiti e la selezione musicale tipica degli eventi Scrambler®, la Radio Scrambler Ducati racconta tutto il mondo della Land of Joy, i nuovi modelli, le giornate a INTERMOT e molto altro ancora.
Realtà Virtuale e Radio Scrambler Ducati, insomma, due attività innovative che testimoniano il costante e continuo sguardo del Brand verso il futuro.
A Colonia, la Land of Joy presenta anche due nuovi mondi che raccontano rispettivamente l’atmosfera di un Caffè anni ’60 e di un angolo di deserto californiano: nei colori, negli odori, nella colonna sonora che li avvolge. Saranno suggestioni per le novità Scrambler® 2017? Intanto, proprio in quel pezzo di California che mette in scena Scrambler® a INTERMOT, Pirelli presenta in anteprima mondiale le nuove SCORPION™ RALLY STR. Nelle misure 120/70 R19 M/C 60V M+S TL anteriore e 170/60 R 17 M/C 72V M+S TL posteriore, Borgo Panigale ha già scelto le nuove gomme Pirelli per la gamma Scrambler Ducati.

Alla vigilia dell’apertura di INTERMOT 2016, in programma a Colonia (Germania) dal 5 al 9 ottobre, Ducati anticipa alcune delle novità previste per il 2017, confermando la presenza in fiera della nuova SuperSport. L’unveil della nuova moto Ducati, previsto alle 18.00 di martedì 4 ottobre presso lo Stand Ducati (PAD 8, stand A42/50), concluderà la giornata dedicata alla stampa di questa importante fiera internazionale dedicata al settore motociclistico.
Dopo aver mostrato la SuperSport in un’esclusiva anteprima mondiale a tutti i Ducatisti e gli appassionati presenti al WDW2016, la nuova sportiva stradale della Casa di Borgo Panigale è pronta per il grande pubblico.
La nuova SuperSport è una moto pensata per chi vuole guidare sportivamente sulle strade di tutti i giorni. Divertente, versatile, accessibile, con un look e un’anima da vera sportiva Ducati, la SuperSport promette sensazioni di guida emozionanti e divertenti, pur garantendo comfort e facilità anche nell’utilizzo quotidiano, su qualsiasi strada. Una novità importante che, ancora prima del suo debutto, ha già raccolto consensi e generato molto interesse e sicuramente destinata a giocare un ruolo da superstar tra le moto più ammirate del Salone di Colonia (suwww.ducati.it il video teaser della Ducati SuperSport).
INTERMOT sarà l’occasione per vedere in anteprima mondiale anche altre anticipazioni Ducati della gamma 2017, come il nuovo ed elegante colore “Volcano Grey” della Multistrada 1200 S. Non soltanto novità per la livrea, ma anche interessanti aggiornamenti tecnici: per il 2017 la famiglia Multistrada 1200 è stata equipaggiata con un airbox differente nella zona di aspirazione e una nuova calibrazione motore; queste modifiche permettono al bicilindrico Testastretta DVT di avere un’erogazione ancora più piena e godibile ai medi regimi.
Altre novità che Ducati presenta a INTERMOT 2016 sono le motorizzazioni EURO 4 di Monster 821 e Diavel. La gamma Monster 821, inoltre, viene arricchita col nuovo e aggressivo colore “Dust Grey”, un inedito e di grande tendenza grigio opaco, che si sposa alla perfezione col colore rosso di telaio e ruote.
Importante aggiornamento per la famiglia Superbike Ducati, che vede l’introduzione, sui modelli 1299 Panigale e 1299 Panigale S della nuova versione dei Ducati Traction Control (DTC) e Ducati Wheelie Control (DWC) denominati EVO. Questi sistemi, presentati per la prima volta sull’esclusiva 1299 Panigale S Anniversario, elevano ai massimi livelli le performance e la sicurezza attiva della Superbike bolognese. I nuovi DTC e DWC EVO sono basati su un inedito algoritmo che rende gli interventi più precisi e veloci.
A INTERMOT Ducati sarà presente al Padiglione 8 Stand A42/50 anche col brand Scramber® e la sua “Land of Joy”, con iniziative, animazione e tante moto, accessori e abbigliamento, che non mancheranno di coinvolgere e divertire il pubblico di questa grande kermesse fieristica biennale dedicata alla moto.
Completamente rinnovato per celebrare il 90° anniversario della Ducati, il Museo della Casa motociclistica di Borgo Panigale riapre in grande stile con una cerimonia inaugurale alla presenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi.
Claudio Domenicali, amministratore delegato Ducati, ha accolto la visita del premier Renzi che, insieme al Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e al Sindaco di Bologna, Virginio Merola, hanno visitato il nuovo Museo e incontrato gli ospiti, intervenuti per la cerimonia.
In occasione della cerimonia inaugurale del nuovo Museo Ducati, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha visitato la rinnovata esposizione, oltre al Centro Stile Ducati e il Laboratorio Fisica in Moto. Il Premier ha potuto ammirare le moto che hanno fatto la storia di questa azienda, ma anche quelle attuali e qualche esclusiva anticipazione sul futuro. Prodotti che, per la loro tecnologia e per l’inconfondibile design, contribuiscono a fare della Ducati un esempio di eccellenza “made in Italy”.
“La ristrutturazione del nostro Museo – ha dichiarato Claudio Domenicali, Amministratore Delegato Ducati durante la cerimonia di inaugurazione – è un evento molto importante e significativo per la nostra Azienda e per tutti gli appassionati Ducatisti che seguono e apprezzano il nostro marchio e le nostre moto in tutto il mondo. Avere avuto l’onore e il privilegio di inaugurare ufficialmente la struttura, alla presenza del nostro Primo Ministro, Matteo Renzi, ci rende particolarmente felici e orgogliosi. Abbiamo voluto rinnovare questo museo come segno tangibile della vitalità e della forza di un’Azienda che compie 90 anni e guarda al futuro. Mai come oggi Ducati è stata in grado di competere e avere successo nei mercati e in pista ed essere orientata a una ulteriore crescita futura”.
Il progetto di ristrutturazione del Museo Ducati, che vanta oltre 40.000 visitatori all’anno, è stata una delle tante attività che la Casa motociclistica di Borgo Panigale ha attivato per celebrare il suo novantesimo anniversario dalla fondazione (1926-2016), confermando il grande valore che storia e prodotto rappresentano per questo prestigioso marchio e per tutta la Community di appassionati e tifosi che, da sempre, ne sono parte attiva e fondamentale.
Caratterizzato da un concept molto moderno in cui domina il colore bianco, il nuovo Museo Ducati offre al prodotto il centro della scena, mantenendo una parte delle moto esposte dedicate al mondo racing. Ogni moto presente nel Museo è trattata e presentata come una vera e propria opera d’arte, una storia raccontata con un linguaggio fatto di forme e colori ed enfatizzato da installazioni dedicate. Attraverso l’esposizione, le installazioni e i colori, vengono presentati i valori fondamentali della marca Ducati, ovvero: style, sophistication and performance. Nella sua nuova veste, il Museo Ducati offre un viaggio nel mito di questo storica Azienda, dove ogni singola moto è pensata, disegnata e realizzata per regalare emozioni uniche.
Nel suo nuovo lay-out, il Museo Ducati dedica spazio anche alle moto stradali più iconiche che hanno fatto la storia dell’Azienda. La nuova narrazione proposta dal Museo si articola lungo tre diversi percorsi: la storia delle moto Ducati di serie e il contesto socio-culturale in cui si inseriscono; la storia del racing attraverso l’esposizione delle moto da corsa e dei trofei vinti; l’ultimo percorso racconta i ‘Ducati moments’ ovvero fatti, persone, innovazioni tecnologiche che hanno fatto la storia Ducati, dove non possono certo mancare i ‘Ducati heroes’, ovvero i piloti più rappresentativi che, in sella alle moto di Borgo Panigale, hanno scritto capitoli fondamentali della storia del motociclismo sportivo.
Il nuovo Museo Ducati ospita 44 moto, di cui 26 da corsa e 18 stradali. L’area dedicata ai prodotti di serie è suddivisa in quattro sale, e ogni moto viene presentata ed esposta con la relativa scheda tecnica, la descrizione dei singoli componenti esposti, il tutto enfatizzato da originali installazioni artistiche, che rendono la mostra ancora più attuale ed emozionante. Un esempio per tutti: la struttura del DNA che accompagna la Ducati 916, simbologie che vogliono rappresentare i valori fondanti del brand Ducati, espressi in modo superlativo dal capolavoro stilistico e tecnico realizzato da Massimo Tamburini, indiscusso capostipite di una nuova generazione di moto sportive.
Il nuovo Museo Ducati offre l’esperienza di un’avventura intensa, in cui ogni moto diventa vero oggetto d’arte e tutto da vivere; un vero e proprio viaggio fatto di passione e scoperta, con nuovi orizzonti ancora da scoprire.
Ulteriore momento di celebrazione del novantesimo anniversario Ducati, sono le quattro giornate di visite a ingresso gratuito del nuovo Museo previste dal 1 al 4 ottobre 2016 dalle ore 10.00 alle 18.00. Giornate dedicate alla Città di Bologna – che il 4 ottobre festeggia il Santo Patrono – e ai tanti appassionati che vivono il territorio e che potranno avere l’opportunità di visitare la rinnovata area museale.

Ducati Globetrotter 90°, il viaggio intorno al mondo per sette motociclisti selezionati su oltre 3.000 domande di partecipazione, ha appena concluso la prima delle sette tappe previste.
30.000 chilometri, alla guida della Multistrada 1200 Enduro, per ripercorrere strade e luoghi dove sono state scritte le pagine più importanti dei primi novant’anni di storia Ducati. Dopo il via, il 4 luglio scorso dalla sede dell’Azienda a Bologna, il tour è arrivato a Mosca, dove il primo Globetrotter, l’indiano Vir Nakai, ha simbolicamente scambiato la fiaccola con il secondo, il francese Laurent Cochet, attualmente in viaggio lungo 9.100 km della leggendaria Transiberiana, alla volta di Vladivostok, traguardo di questa seconda e impegnativa tratta del viaggio.
Partito da Borgo Panigale il 4 luglio scorso, Vir Nakai ha coperto i 3.850 km della prima tappa fino a Mosca. 37enne di Mumbai, Vir gestisce un’officina di riparazioni moto ma è anche scrittore di viaggi e fotografo, con una passione per le moto e per i viaggi avventura in sella alla due ruote. Con l’originale “fiaccola” creata da Ducati, Vir ha raccontato con splendide immagini il suo viaggio tra l’Europa e Asia, sul sito ufficiale www.globetrotter90.ducati.com
Vir, il primo dei sette motociclisti selezionati che si alternano alla guida della Multistrada 1200 Enduro, ha attraversato l’Italia, passando dal Lago di Garda, per poi affrontare le Dolomiti, scalando i il passo dello Stelvio a 2.757 metri con i suoi 48 tornanti. Il Globetrotter ha guidato per più di 1.700 km e attraversato 3 Stati, fino a Hedemora, in Svezia, uno dei luoghi importanti nella storia Ducati. Infatti, a Hedemora nel 1956, il sistema desmodromico Ducati fece il suo debutto assoluto con le 125 Desmo Gran Prix: 6 moto mai provate prima e condotte dall’italiano Gianni Degli Antoni, dagli svedesi Bengt Svensson, Ake Ostbolm, Lennart Lindell, Olle Nygren e dal tedesco Willi Scheidaured. Degli Antoni vinse il gran premio, secondo fu Svensson e terzo Ostblom: un successo indimenticabile che vide ben 5 Ducati nei primi 10 posti.
A Hedemora, Vir ha visitato anche il Motorcycle Museum: appena due piccoli garage e una cantina, ma una collezione di moto dal 1908 al 1958, esemplari di altre epoche e una raccolta di cimeli e oggetti vari.
Dopo la Svezia il Globetrotter Ducati è giunto in Norvegia percorrendo l’Atlantic Ocean Road, anche detta Road to Nowhere, attraversando luoghi isolati e incontaminati. Poi, attraverso l’arcipelago di Eide compresa l’isola di Averøy, Vir si è diretto verso Mosca, dove ha incontrato l’importatore Ducati e il club locale.
Nella capitale russa il passaggio della torcia al prossimo Globetrotter: il francese Laurent Cochet, che guiderà la Multistrada 1200 Enduro percorrendo la Transiberiana da Mosca a Vladivostok.
“Lolo” Cochet 48 anni, è youtuber di professione e i suoi video, molto seguiti, hanno sempre come protagonista la moto e raccontano le avventure che affronta nei suoi viaggi. Una passione nata a 14 anni quando, a cavallo del suo primo ciclomotore tentò di cimentarsi nel motocross. Fra i suoi viaggi si può menzionare una Parigi – Capo Nord in pieno inverno e un tour fino a Dakar, Sharm el Sheik e Siberia. Durante questa esperienza Globettrotter 90° Laurent vorrebbe incontrare persone e conoscere culture diverse, condividere ogni nuova scoperta e le sue stesse emozioni in rete.
La Transiberiana è uno dei tragitti più lunghi e avventurosi del mondo. La famosa ferrovia, da cui prende il nome, è costeggiata da un percorso stradale, esattamente quello che percorrerà il secondo Globetrotter Ducati. Il viaggio prevede ben sette fusi orari differenti, valicando i Monti Urali e attraversando in totale solitudine la sterminata steppa orientale russa. Nella storia della Ducati, la Transiberiana è già stata affrontata da piloti come Edi Orioli (che vinse nel 1990 la Parigi-Dakar in sella alla Cagiva Elefant motorizzata Ducati), impresa “replicata” poi da Paolo Pirozzi, nel 2008 in sella alla Multistrada 620 e nel 2010 alla guida della Multistrada 1200.
Laurent è partito il 24 agosto da Mosca e arriverà a Vladivostok dopo un viaggio di 23 giorni. In Giappone la terza Globetrotter, Jessica, è in trepida attesa della fiaccola per iniziare la sua grande avventura, attraversando l’Impero del Sol Levante.
Per seguire l’avventura di GLOBETROTTER 90°:
· sul sito ufficiale globetrotter90.ducati.com
· sulla pagina Facebook ufficiale della Ducati
· su Twitter e Instagram #globetrotter90