Archivio per la categoria ‘Barni Racing’

Giornata di qualifiche nel National Trophy che vede impegnati Luca Salvadori e Nicholas Spinelli, nelle classi 1000 e Big Sport. Luca Salvadori ha rinunciato alla Q1 disputata con pista bagnata confidando in un cambiamento delle condizioni atmosferiche. Così è stato perché la pioggia del mattino ha lasciato spazio al sole e la Q2 si è disputata con l’asfalto completamente asciutto. Luca ha ottenuto la P3 con il tempo di 1’52.132, ma le sue qualifiche sono terminate prematuramente a causa di un violento high side alle curve Biondetti. Il pilota è stato visitato prima al centro medico del circuito e poi è stato trasportato precauzionalmente al più vicino ospedale di Borgo San Lorenzo. Luca ha subito tranquillizzato i suoi fan via social, ma gli accertamenti proseguono nel corso della notte. Importanti i danni riportati dalla sua Ducati Panigale V4 R. La stessa situazione meteorologica variabile ha caratterizzato i turni della categoria Big Sport: Nicholas Spinelli, in sella alla Panigale V2, ha girato sul bagnato nella Q1 mentre ha siglato un 1’53.682 nella Q2 sull’asciutto e domani partirà dalla P2 della griglia di partenza. Spinelli è stato capace di abbassare i tempi dopo turno ma il suo giro veloce è stato rovinato da piloti lenti lungo la pista. I primi tre della classifica, Cavalieri, Spinelli, e Ciprietti, tutti e tre su Ducati Panigale V2, sono racchiusi in pochi decimi e per la gara si preannuncia una lotta a tre.

Nicholas Spinelli, #29

«È stata una giornata molto positiva perché stamattina ho provato per la prima volta la Ducati sul bagnato e ho acquisito un buon feeling.  Nella Q2, invece, sono riuscito subito a girare in 1’53, ma quando ho montato la gomma nuova ho trovato traffico e non sono riuscito a migliorare quanto avrei potuto. Il bilancio di giornata è comunque molto buono e domani daremo battaglia in gara».

Marco Barnabò – Team Principal 

«Mi spiace molto per la caduta di Luca, nonostante il volo pazzesco le conseguenze dell’incidente non sono state gravi e speriamo di ricevere presto buone notizie dopo gli accertamenti. Ovviamente le sue condizioni fisiche sono la cosa che ci interessa di più. Nella Big Sport, Nicholas ha ritrovato il feeling con la moto e dopo la qualifica era abbastanza arrabbiato perché sapeva di poter fare il tempo della pole position, ma è stato ostacolato. Domani può essere della partita per giocarsi la gara».

Michele Pirro conquista per la quinta volta il titolo di Campione Italiano nella classe Superbike con il Barni Racing Team. Per la squadra guidata da Marco Barnabò si tratta della dodicesima vittoria nella classifica riservata ai team. Una vittoria arrivata al Mugello Circuit dopo una gara che il #51 ha dominato, restando in testa dalla prima all’ultima curva. Pirro ha ottenuto l’ottava vittoria in nove gare disputate questa stagione e ha messo tra sé e tutti gli avversari un divario incolmabile con ben tre gare di anticipo.

Dopo una Q2 disputata sotto la pioggia, i piloti si sono schierati in griglia con i tempi fatti registrare al venerdì in Q1. Pirro è partito dalla seconda posizione, ma ha preso subito la testa alla prima curva e ha imposto un ritmo insostenibile per tutti gli altri. Michele e il team hanno chiuso i giochi per il titolo anche grazie al risultato di Zanetti, il rivale più vicino in classifica, undicesimo al traguardo e costretto a una sosta ai box dopo pochi giri. Con questa combinazione di piazzamenti il vantaggio di Pirro in classifica è ora di 84 punti quando restano solo la gara di domani al Mugello e il doppio appuntamento di Vallelunga. Ora il pilota di San Giovanni Rotondo e il Barni Racing Team vanno a caccia di record, la vittoria numero 50 insieme (ne mancano due).

Michele Pirro, #51 

«Voglio ringraziare il team e tutte le persone che mi hanno permesso anche quest’anno di essere al via di questo campionato. Ci tenevamo a esserci per riprenderci il titolo che ci è sfuggito l’anno scorso, ma non era scontato, come non è mai scontato riuscire a vincere. Sono contento anche di aver onorato al meglio il gruppo sportivo delle Fiamme Oro di cui faccio parte con grande orgoglio e che sta ottenendo grandi risultati alle olimpiadi di Tokyo. Questo quinto titolo italiano, il mio ottavo a livello personale, è la conferma che la Polizia di Stato ha dei grandi atleti in tutti gli sport. È stata una stagione particolare e soprattutto all’inizio ho faticato molto con la nuova elettronica, ma grazie al lavoro del team siamo riusciti a rendere competitivo il pacchetto della Ducati Panigale V4 R e abbiamo ottenuto successi a ripetizione. Qui avevamo le informazioni della gara di aprile e oggi ho semplicemente fatto il mio passo cercando di tenere un ritmo più alto possibile. Stasera festeggeremo insieme a tutta la squadra».

Marco Barnabò – Team Principal 

«Sono veramente felice di aver riconquistato il titolo italiano Superbike e per questo devo ringraziare Michele che ha finalizzato in pista il duro lavoro fatto quest’inverno in officina. Con il nuovo regolamento ci siamo dovuti impegnare duramente per dare a Pirro una Ducati competitiva, ma il risultato ottenuto con tre gare di anticipo ci ripaga di tutti gli sforzi. È difficile far percepire all’esterno tutto quello che bisogna fare per essere competitivi in pista e il mio ringraziamento più grande va a chi lavora dietro le quinte, a casa e in pista, a tutti i nostri sponsor che ci sostengono e che ci permettono di dimostrare il nostro valore ogni anno».

I distacchi contenuti e la grande bagarre hanno contraddistinto la prima giornata al Mugello Circuit, quinto round del Campionato italiano velocità. Tutti e tre i piloti de

Nel primo turno di qualifica della classe Superbike Michele Pirro ha conquistato la P2, staccato di soli due decimi da Delbianco, in pole provvisoria. Dopo aver stabilito, nelle prove libere, la velocità massima in fondo al rettilineo del Mugello (306 km/h), durante la Q1 il pilota del Barni Racing Team ha trovato traffico nei primi due giri lanciati con la gomma nuova e non è riuscito a ottenere il massimo. Per cercare la pole position ci sarà anche il secondo turno di qualifica, in programma domani mattina alle ore 10:00, ma un ruolo importante potrebbero giocarlo le condizioni atmosferiche: dopo un venerdì completamente asciutto è prevista pioggia al sabato. Se la pista fosse bagnata questa potrebbe rimanere la griglia di partenza. Incognita meteo anche per gara 1 prevista alle 13.55.

Michele Pirro, #51
«Nonostante la vittoria, ad aprile avevamo avuto un po’ di difficoltà su questo circuito quindi ci siamo concentrati soprattutto sul setup della moto. Alla fine è venuto anche un buon tempo in Q1, ma soprattutto abbiamo un bel passo gara e questa è la cosa più importante».

Marco Barnabò – Team Principal
«La qualifica di Pirro è stata positiva nonostante il traffico, ma abbiamo capito di avere un buon passo gara. Il bilancio della giornata, in definitiva, è positivo».

Distacchi contenuti e grande bagarre hanno contraddistinto la prima giornata al Mugello Circuit.

Giornata di prove libere nel National Trophy con Luca Salvadori, in sella alla Ducati Panigale V4 R, e Nicholas Spinelli, con la Panigale V2, impegnati rispettivamente nella categoria 1000 e 600 Big Sport. Salvadori ha migliorato sensibilmente i tempi fatti registrare nei test del giovedì fino a piazzare il tempo di 1’51.753 (Prove libere 1) che lo posiziona in P2 nella classifica generale, staccato soltanto di un decimo da Tamburini (BMW). In crescendo anche il rendimento di Spinelli che nelle libere 1 ha girato in 1’54.614 (P3 nella classifica combinata dei tempi), mentre nelle libere 2 è stato autore di 1’55.188 con gomme usate.

Luca Salvadori, #23 

«Abbiamo superato i problemi dei test del giovedì e siamo tornati sui livelli della prima gara che abbiamo corso qui ad aprile. Sapevamo che gli avversari si erano avvicinati e analizzando i tempi sembra una lotta a due con Tamburini, vediamo come andranno le qualifiche e domani sera tireremo le somme. Ringrazio il team che ha fatto un grande sforzo lavorando fino a tardi ieri sera per sistemare la moto al 100%».

Nicholas Spinelli, #23 

«Sono molto contento perché ho ritrovato il feeling con la moto e stamattina abbiamo fatto un buon giro. Nel pomeriggio non ho montato le gomme nuove per concentrarmi sul setting  in vista della gara. Anche con le coperture usate ho avuto buone sensazioni e ho fatto il mio best lap della sessione all’ultimo giro».

Marco Barnabò – Team Principal 

«Savadori ha ritrovato le buone sensazioni che aveva avuto qui al Mugello nella prima gara quindi sappiamo che si può fare molto bene. La situazione è simile con Spinelli: a differenza di Misano abbiamo fatto pochi cambiamenti di setup e questo lo ha sicuramente agevolato. Il bilancio della giornata, in definitiva, è positivo».

Un’altra gara in rimonta per il Barni Racing Team sul Circuito di Navarra, nel nord della Spagna, dove si è svolto il settimo round del Campionato mondiale WorldSBK. Dopo la P12 conquistata sabato in Gara 1, Tito Rabat ha ottenuto la P11 in Gara 2 mentre ha deciso di ritirarsi nella Superpole Race. Il weekend del pilota spagnolo è stato penalizzato dalla brutta Superpole del sabato che lo ha costretto a partire due volte dalla P18 dello schieramento, ma – in termini di passo – in entrambe le gare Tito si è espresso sullo stesso livello dei piloti in lotta per la top 10.

Superpole Race
Il Barni Racing Team ha vissuto una domenica mattina non brillante. Dopo una P18 nel Warm up, la Superpole Race ha visto Rabat lottare con la mancanza di feeling con l’elettronica della sua Ducati Panigale V4 R. Dopo 5 giri il pilota spagnolo ha preferito rientrare anticipatamente ai box mentre era in P17.

Gara 2
Gara 2 ha avuto una trama completamente diversa. Rabat è partito bene dalla griglia ed è riuscito a raggiungere la P12, ma è stato passato rapidamente da Rinaldi (Ducati), Haslam (Honda) e Nozane (Yamaha). Con calma e determinazione lo spagnolo ha reagito e fatto una solida seconda parte di gara, cercando di agguantare Bassani e mancando la Top 10 per soli due secondi. Dal weekend di Navarra il Barni Racing Team porta a casa un totale di nove punti che permettono a Rabat di raggiungere quota 35 nella classifica di campionato (P15 assoluta e P5 tra i piloti indipendenti).

Tito Rabat, #53 

«Nonostante alcuni alti e bassi siamo riusciti a fare due gare consistenti, ma l’aspetto positivo è che stiamo migliorando nelle curve veloci, da sempre il nostro punto debole in questa stagione. Soprattutto in gara 2 sono stato abbastanza veloce e questo deve essere il nuovo punto di partenza per guardare avanti alle prossime gare con fiducia e determinazione. Voglio ringraziare la squadra che sta lavorando instancabilmente e sono certo che insieme riusciremo a cambiare la situazione».

Marco Barnabò – Team Principal 

«I nuovi componenti e il nuovo forcellone che abbiamo portato qui ci hanno aiutato, ma la cosa più importante è che il pilota e tutta la squadra non smettono mai di lavorare per cercare di migliorare la situazione. Quello che ha detto Tito dopo gara 2 ci aiuterà sicuramente a crescere ancora nei prossimi appuntamenti. Per questo voglio ringraziare tutti i ragazzi che stanno dando il 100% e che non appena arriveranno a casa inizieranno a preparare il round a Magny Cours».

 Si conclude con un incoraggiante P12 il sabato del Barni Racing Team e di Tito Rabat, autore di una solida prestazione in Gara 1 sul Circuito de Navarra, a nord della Spagna, che ospita il settimo round del FIM WorldSBK.  

Superpole

Nelle FP3 del mattino Rabat non è riuscito a ritrovare il feeling stabilito ieri con la sua Ducati Panigale V4R e questo ha condizionato anche la Superpole. Autore di un 1’38.446, il pilota spagnolo non è riuscito a sfruttare al meglio le due gomme da qualifica “Pirelli Q” ed è stato costretto a schierarsi in P18 sulla griglia di partenza.

Gara 1

Autore di un bello start, Rabat ha guadagnato due posizioni al via e ha poi beneficiato delle cadute di Davies (Ducati), Bautista (Honda) e Mahias (Kawasaki). Grazie a un passo intorno all’ 1’39 e mezzo è poi riuscito ad andare a prendere e superare Haslam (Honda), ma non ad attaccarsi al terzetto in lotta per la decima posizione formato da Gerloff (Yamaha), Rinaldi (Ducati) e Nozane (Yamaha). A causa del decadimento della gomma posteriore negli ultimi giri, Tito si è dovuto difendere dal rientro di Haslam, ma è riuscito a mettere in cassaforte la dodicesima posizione. Con questo risultato il #53 sale a quota 30 punti nella classifica di campionato (P15 assoluta, P5 tra i piloti indipendenti) distante solo sei lunghezze da Mahias.

Tito Rabat, #53 

«Non ho fatto una buona Superpole perché l’assetto della moto non mi ha aiutato e seguendo Haslam ho perso qualche decimo nel giro con la seconda gomma da qualifica. Questo mi ha costretto a partire lontano dai primi, ma in gara è andata meglio: lo start è stato buono come a Most, purtroppo ci manca ancora qualcosa nelle curve veloci, perdiamo troppo tempo. L’aspetto positivo è che il team sta lavorando con passione e motivazione perché siamo tutti convinti di poter fare ancora meglio nelle gare di domani».

Marco Barnabò – Team Principal 

«Il risultato della Superpole non ci ha aiutato. Nella prima parte di gara avevamo lo stesso passo dei piloti in lotta per la Top 10, se fossimo partiti più avanti avremmo potuto lottare per guadagnare qualche altra posizione. Recuperare terreno nella seconda parte di gara quando anche il grip della gomma posteriore è calato era impossibile, ma i segnali che abbiamo visto oggi in gara sono incoraggianti. Il team sta lavorando al 100% per cercare di fare altri passi avanti».

Sulla pista di Navarra, che ospita il settimo round del Campionato Mondiale FIM Superbike, il Barni Racing Team ha fatto debuttare una importante novità tecnica: Rabat ha portato in pista un nuovo forcellone, realizzato dal reparto corse del Barni Racing Team con l’obiettivo di aumentare la rigidità nella parte posteriore della moto; l’aggiornamento ha dato buone sensazioni al pilota, ma ha costretto la squadra a un lavoro supplementare sulla Ducati Panigale V4 R. Nei due turni di prove libere Rabat e il team hanno dovuto adattare anche altre aree della moto per trovare il miglior equilibrio di assetto con il nuovo componente.

Sotto il sole di Los Arcos – località non distante da Pamplona – dove sorge il Circuito de Navarra, il pilota spagnolo ha stabilito il suo miglior tempo in 1’39.048 nelle FP1 ed ha concluso la sessione in P13. Nelle FP2, con le temperature salite fino ai 31 °C dell’aria e i 45 °C dell’asfalto, Tito non è riuscito a migliorarsi, ma ha girato a meno di un decimo dal tempo del mattino, provando diversi tipi di gomme nel tentativo di capire quale si adattasse meglio alle alte temperature che sono previste per tutto il weekend. Rabat ha concluso la giornata in P14 nella classifica combinata dei tempi.

Domani la squadra bergamasca avrà a disposizione altri 30 minuti nelle FP3 per limare altri dettagli di assetto e presentarsi al meglio alla Superpole e in Gara 1.

Tito Rabat, #53 

«Sono soddisfatto perché oggi non abbiamo sofferto le alte temperature come ci capita di solito. Nel secondo turno sono stato solo un decimo più lento del tempo della mattina e per noi è sicuramente un aspetto positivo viste le condizioni della pista. Per domani faremo ancora qualche cambiamento perché in alcune curve dobbiamo cercare di migliorare sia il mio feeling sull’avantreno sia alcuni parametri di elettronica».

Marco Barnabò – Team Principal 

«Solitamente, quando le temperature si alzano, nel turno del pomeriggio fatichiamo molto, invece nelle FP2 siamo riusciti a girare praticamente sugli stessi tempi delle FP1. Certamente è merito anche del nuovo forcellone, ma questo ci sta dando del lavoro supplementare per cercare di bilanciare nuovamente la ciclistica. Si tratta di una novità importante ed è la testimonianza che stiamo facendo tutto il possibile per dare a Tito più fiducia con l’obiettivo comune di ottenere risultati migliori».

Al termine di un altro weekend alla ricerca di un feeling ottimale con la sua Ducati Panigale V4 R Tito Rabat conquista la P13 in Gara 2 sul circuito di Most, in Repubblica Ceca, sesta tappa del Campionato Mondiale WorldSBK. Dopo la caduta del sabato in Gara 1 e il ritiro della Superpole Race il weekend si conclude così con un risultato in zona punti per il #53 e per il Barni Racing Team. Rabat sale a quota 26 punti nella classifica generale di campionato e resta quindicesimo assoluto, quinto tra i piloti indipendenti.

Superpole Race
Ancora una volta la mancanza di feeling all’anteriore condiziona la gara di Tito che, dopo un’ottima partenza, perde progressivamente terreno e a due giri dal termine preferisce concludere la gara rientrando ai box. 

Gara 2

L’incessante lavoro della squadra per cercare di mettere il pilota a proprio agio sulla moto ha dato suoi frutti in Gara 2 dove Rabat è riuscito di nuovo a guadagnare posizioni alla prima curva. Partito di nuovo dalla quindicesima casella dello schieramento ha conquistato la P10, ma nella prima parte di gara ha dovuto subire i sorpassi di Van der Mark (BMW), Nozane e Fritz (Yamaha). Nella parte centrale, invece, Tito ha trovato un passo stabile intorno al 1’34.5 ed è riuscito a resistere alla pressione di Davies (Ducati) fino a tre giri dalla fine, quando il gallese ha operato il sorpasso. Il pilota del Barni Racing Team ha così tagliato il traguardo in P13. 

Tito Rabat, #53 

«La cosa positiva di questo weekend sono state le tre partenze, tutte molto buone. Questo mi ha permesso di guadagnare posizioni dopo la prima curva, ma in gara restano i problemi sulle curve veloci dove perdiamo troppo rispetto ai nostri avversari. Purtroppo non riusciamo mai a sfruttare al massimo il nostro potenziale, ma continuo a credere di poter risolvere i problemi che stiamo fronteggiando dall’inizio della stagione».

Marco Barnabò – Team Principal 

«Ci lasciamo alle spalle un altro weekend difficile anche se in Gara 2 c’è stato qualche segnale di miglioramento. Ovviamente questi risultati non ci rendono felici, nelle prossime gare proveremo ancora qualcosa di nuovo perchè abbiamo la consapevolezza che non stiamo sfruttando al 100% il pacchetto a disposizione. La moto, la squadra e il pilota valgono più dei risultati che stiamo ottenendo». 

Si conclude con una caduta il sabato di Tito Rabat e del Barni Racing Team a Most, in Repubblica Ceca, teatro del sesto round del WorldSBK. Il #53 è caduto all’inizio del decimo giro quando era in P13 e poteva puntare a entrare nella top 10.

Superpole

Dopo la pioggia del venerdì il sabato di gare si è svolto interamente su pista asciutta, a cominciare dalle FP3 e della Superpole. Fin dalla mattinata le temperature dell’asfalto hanno raggiunto i 33 °C.

Nella Superpole Tito Rabat ha conquistato la P15 sulla griglia di partenza con il tempo di 1’34.470 senza riuscire a mettere insieme i suoi miglior settori nello stesso giro. Il suo ideal time sarebbe stato di un decimo più veloce e questo gli avrebbe consentito di guadagnare una posizione in griglia.

Gara 1

Rabat è scattato dalla quinta fila e, dopo un ottimo start, è riuscito a uscire bene dall’imbuto della prima curva, conquistando la P12. Il pilota spagnolo ha cercato di attaccarsi al gruppo di piloti in lotta per la top 10, ma all’inizio del giro 10 ha perso l’anteriore nella frenata di curva 1 ed è finito a terra concludendo anzitempo la sua gara. Domani la Superbike tornerà in pista per il warm up alle 9:00 e poi per la doppia gara: Superpole Race alle ore 11:00 e Gara 2 posticipata alle 15:15 per evitare la concomitanza con la MotoGP. 

Tito Rabat, #53 

«Ho fatto veramente una bella partenza e stavo cercando di tenere il passo dei piloti davanti a me, poi ho commesso un errore in curva 1. La prima staccata è veramente complicata, basta andare fuori linea di qualche centimetro che l’asfalto sconnesso può causare la perdita dell’anteriore. È quello che è successo a me, ma anche ad altri piloti. Peccato davvero perchè, anche se perdevo qualcosa nelle curve veloci, riuscivo a recuperare in altri punti del tracciato. Il passo oggi non era così male e ripetendo queste prestazioni domani possiamo fare bene».

Marco Barnabò – Team Principal 

«Peccato per la caduta perchè eravamo partiti bene e avevamo bisogno di girare per acquisire dati su questo tracciato. Siamo in difficoltà nel trovare il giusto assetto e portare a termine la gara ci sarebbe servito molto. Abbiamo individuato alcune modifiche che potrebbero aiutarci nelle curve veloci che, in questo momento, sono il nostro punto debole. Speriamo che il tempo domani ci consenta di disputare il warm up sull’asciutto perché siamo fiduciosi di poter migliorare». 

Il maltempo è il protagonista della prima giornata sul circuito di Most, in Repubblica Ceca, che debutta nel calendario del WorldSBK. Dopo le prime prove libere, svolte sull’asciutto, pochi secondi dopo il via delle FP2 è iniziato a piovere e molti piloti hanno scelto di non scendere in pista con l’asfalto bagnato. 

Dopo aver effettuato due giri Rabat ha condiviso la decisione dei colleghi che sono rimasti ai box. Le indicazioni sono arrivate così soltanto dalla prima sessione di prove libere, quella in cui i piloti hanno conosciuto il nuovo tracciato.

Tito ha concluso le FP1 in P16, mettendo insieme 23 giri con il miglior tempo di 1’35.267. La Superbike tornerà in pista domani per le FP3 quando il meteo esclude altre precipitazioni. 

Tito Rabat, #53 

«Avremmo avuto bisogno di girare nelle FP2 per verificare i cambiamenti che abbiamo deciso di fare dopo il primo turno, ma – come altri piloti – ho preferito non scendere in pista con l’asfalto bagnato. Sarà molto importante il turno di domani mattina».

Marco Barnabò – Team Principal 

«Nel primo turno di prove abbiamo capito che avremmo dovuto fare modifiche di assetto abbastanza importanti per permettere al pilota di guidare al meglio. La moto era pronta per le FP2, ma la pioggia ci ha impedito di capire se le nostre scelte vanno nella direzione giusta. Girare sull’acqua sarebbe stato inutile, speriamo di poter provare il nuovo assetto nelle FP3 di domani mattina».