I piloti del Ducati Lenovo Team sono pronti a tornare in sella alle loro Desmosedici GP, cinque settimane dopo l’ultima gara ad Assen, per affrontare il dodicesimo round della stagione MotoGP 2022: il GP di Gran Bretagna.
Sarà infatti lo storico circuito inglese di Silverstone ad ospitare il primo appuntamento dopo la pausa estiva. Il tracciato inglese, con i suoi 5.9 km, è la pista più lunga in calendario. Realizzato dove una volta c’era un aeroporto militare della Seconda Guerra Mondiale, Silverstone ha ospitato il Mondiale dal 1977 fino al 1986 ed è stato reintrodotto nel calendario della MotoGP nel 2010. Su questa pista Ducati ha finora ottenuto tre podi, tra cui una vittoria nel 2017 con Dovizioso.
Francesco Bagnaia, vincitore dell’ultimo GP disputato ad Assen e della Lenovo Race of Champions corsa a Misano durante il WDW, arriva in Inghilterra determinato a proseguire il suo trend positivo. Dopo il GP d’Olanda, il pilota italiano si trova al quarto posto in classifica generale, a 66 lunghezze dal leader Quartararo. Anche Jack Miller, settimo in Campionato, punta ad ottenere un buon risultato a Silverstone dove lo scorso anno sfiorò il podio dopo un’accesa bagarre all’ultimo giro con Aleix Espargaro.
Francesco Bagnaia (#63 Ducati Lenovo Team) – 4° (106 punti) “Sono molto contento di tornare finalmente in pista questo fine settimana. Abbiamo concluso la prima parte della stagione con una vittoria e in quel momento il mio feeling con la Desmosedici GP era davvero perfetto, perciò spero di poter riprendere da dove ci siamo interrotti. Durante la pausa mi sono allenato molto con la mia Panigale V4S e ho anche vinto la Lenovo Race of Champions al WDW, ma adesso torniamo a fare sul serio! Lo scorso anno ero stato veloce a Silverstone, ma in gara avevo avuto qualche difficoltà. Spero di poter fare bene questo fine settimana: per me sarà importante riuscire a ripartire con il piede giusto e non commettere più errori in questa seconda parte di Campionato”.
Jack Miller (#43 Ducati Lenovo Team) – 7° (91 punti) “E’ stata una bella pausa estiva: sono tornato in Australia per qualche settimana e mi sono divertito molto al World Ducati Week! Ora però ho voglia di ritornare a correre con la Desmosedici GP e sono felice di poter iniziare la seconda parte del Campionato a Silverstone: gareggiare in un paese dove si parla la mia stessa lingua mi fa sentire a casa! Lo scorso anno siamo stati piuttosto competitivi e abbiamo sfiorato il podio: spero di ritrovare le stesse sensazioni anche quest’anno e di poter lottare per le prime posizioni domenica”.
I piloti del Ducati Lenovo Team scenderanno in pista per la prima sessione di prove libere del GP di Gran Bretagna venerdì 5 agosto alle ore 9:55 locali.
Una pausa estiva tra le più lunghe mai viste nel Campionato del Mondo MotoGP. Cinque settimane di stop che hanno permesso al Team Gresini MotoGP di riposare, ricaricare e ripartire con slancio in vista di una seconda parte di stagione molto impegnativa. Si riparte da Silverstone, prima tappa delle nove rimaste sul calendario.
Il tracciato inglese, tra i più lunghi e complessi del calendario, è apprezzatissimo da entrambi gli alfieri Gresini Enea Bastianini e Fabio Di Giannantonio. Per il numero 23 addirittura un podio all’esordio (nel lontano 2014 – classe Moto3), mentre il 49, in 4 apparizioni tra Moto3 e Moto2, ha sempre centrato almeno la top10 (5º posto lo scorso anno come miglior risultato).
CORSE E RICORSI STORICI: La Gresini Racing ha saggiato il podio inglese di Donington Park in varie occasioni all’inizio degli anni 2000, grazie ai soliti Gibernau e Melandri. A Silverstone il miglior risultato nella classe regina rimane il primo podio Aprilia Team Gresini firmato da Aleix Espargaró lo scorso anno.
ENEA BASTIANINI #23 (5º nel mondiale – 105 punti) “Finalmente si riparte. La pausa è stata molto utile per resettare e mettere a fuoco gli errori commessi nella prima parte di stagione. Silverstone mi piace molto e dove voglio assolutamente ottenere un buon risultato per tornare ai nostri livelli. Siamo stati troppo altalenanti fino ad ora, e in questa seconda parte vogliamo essere più costanti”.
FABIO DI GIANNANTONIO #49 (20º nel mondiale – 18 punti) “Silverstone è una pista pazzesca. A me piacciono praticamente tutte, ma questa è davvero fantastica. Arriviamo dopo una buona pausa che ci è servita a ricaricare le batterie tra vacanza, allenamenti e wdw. Siamo sicuramente pronti: la speranza è ripartire da dove abbiamo lasciato e continuare a costruire per tutta la seconda parte di stagione”
A distanza di meno di 24 ore, al Misano World Circuit, sono andate in scena due gare finite esattamente nello stesso modo: Michele Pirro ha vinto in Superbike riuscendo a tenere a bada un Delbianco sempre velocissimo; Nicholas Spinelli ha finito secondo per pochi decimi alle spalle di Mercandelli, ma si è piazzato ancora davanti a Roccoli (quarto al traguardo). Sono loro tre i primi della classifica di campionato della Supersport racchiusi in soli 11 punti: Roccoli 128, Mercandelli 120, Spinelli 117. Se il discorso per la vittoria in Campionato è già praticamente chiuso in Superbike, nella Supersport è tutto apertissimo.
Superbike
Nella Racing Night vinta ieri, Pirro aveva dovuto prima recuperare e poi battere Delbianco con un sorpasso “di forza”, questa volta il pilota di San Giovanni Rotondo ha usato la tattica. Quando Delbianco si è messo davanti dopo il primo giro, Pirro ha atteso fino a metà gara e dopo aver ripreso la testa ha dato lo strappo decisivo. Con questo risultato il pilota delle Fiamme Oro sale a 179 punti in campionato, 59 in più di Delbianco, 75 più di Canepa (assente a Misano e anche nella prossima gara al Mugello) e 85 in più di Vitali. A Pirro basterà mantenere questo vantaggio dopo le due gare d’inizio settembre al Mugello per conquistare il suo nono titolo italiano, il settimo in Superbike con il Barni Spark Racing Team.Domenica amara per il secondo pilota della squadra bergamasca Michal Filla, che non è riuscito a terminare la gara a causa di una caduta.
Supersport
Dopo una bandiera rossa che ha costretto il gruppo a un nuovo start, i piloti della Supersport hanno dato vita a un grande spettacolo. Mercandelli, Spinelli e Ferrari hanno fatto divertire il pubblico presente con sorpassi e contro-sorpassi, tenendo i rispettivi box con il fiato sospeso. Alla fine, come ieri, ha vinto Mercandelli, davanti a Spinelli che ha battuto Ferrari in volata precedendolo sul traguardo di soli 49 millesimi di secondo.
Michele Pirro, #51 «E’ stata una gara diversa da ieri, sia io che Delbianco abbiamo dato il 100%. Sul finale mi sentivo bene ed ho provato a dare uno strappo per capire se Alessandro aveva margine per stare con me fino alla fine. Sono riuscito a vincere contro uno dei piloti più giovani e promettenti, da cui traggo lo stimolo per restare ai massimi livelli. Ringrazio tutti gli amici e gli sponsor per il grande supporto che ci permette di continuare a essere protagonisti in questo campionato».
Nicholas Spinelli, #29 «Sono contento di questo doppio secondo posto, soprattutto perchè mi ha permesso di avvicinare la vetta della classifica di campionato. In gara 1 ho scelto la gomma giusta e sono riuscito a stare con Mercandelli fino alla fine, se la gara fosse stata lunga come le altre avrei potuto giocarmi la vittoria. Oggi, con il caldo, è stato più difficile, ma non ho perso il passo e siamo stati tutti molto vicini fino alla fine. È mancata la ciliegina sulla torta ma sento che arriverà presto».
Michal Filla, #55
«E’ stato un weekend poco fortunato. Ho cercato in tutti i modi di migliorare il mio ritmo in gara, ma sono finito a terra. Mi dispiace molto per il team anche se sono contento per i grandi risultati che sta ottenendo il mio compagno di squadra».
Marco Barnabò, Team Principal «Siamo molto contento delle due vittorie in Superbike perchè la velocità di Delbianco ci ha costretti a cambiare qualcosa nel nostro metodo di lavoro rispetto al solito. La chiave giusta è stata la strategia delle gomme. Michele ci ha messo del suo, ma anche i ragazzi del team sono stati bravi a interpretare le condizioni, non hanno sbagliato né ieri né oggi e abbiamo portato a casa il risultato pieno. In Supersport ci siamo avvicinati ancora di più alla vittoria, oramai manca solo quella. Il lavoro che stiamo facendo sta dando i suoi frutti, al Mugello vogliamo salire sul gradino più alto del podio».
Un finale dolce per Philipp Oettl nel weekend di Most; ottavo posto in Gara 2, Top Ten centrata ed un bel miglioramento nella giornata conclusiva del Round 06, frutto del lavoro di Philipp sulla sua guida e dei miglioramenti della V4-RS marchiata Go Eleven.
Nel Warm Up la squadra italiana ha testa la soluzione più morbida, la SCX, per la distanza di dieci giri, per capire se sarebbe potuta essere una soluzione utilizzabile in Superpole Race. Purtroppo con la soluzione più morbida la moto tendeva a muoversi molto, inoltre dopo soli tre giri il calo era netto e deciso. Difficile l’utilizzo per la Ducati Go Eleven anche nella Gara “corta”.
Nella Superpole Race i tecnici, in accordo con Philipp, optano per la SC0; molti azzardano la SCX, ma in realtà poi non vi è stata una scelta nettamente migliore dell’altra. Philipp è stato costretto a tagliare la chicane in Curva 1, in quanto chiuso all’esterno, rientrando a ridosso della Top Ten; subito si accende la battaglia con gli avversari di questo round, Mahias, Bernardi e Vierge. Verso fine gara il gruppo in lotta per la nona posizione, l’unica valida per entrare nell’inversione di griglia, si ricompatta, ma il rookie tedesco non riesce ad entrare in battaglia prima della bandiera a scacchi. Tredicesima posizione, ma una gara decisamente più veloce e più concreta rispetto a quella di ieri.
In Gara 2 Philipp si trova a partire interno, dalla quindicesima posizione a causa del forfait di Alex Lowes, colpito da un’infezione intestinale. Scatta bene, poi alla prima curva riesce a difendere il suo spazio, sorpassando già un avversario. Alla fine del secondo giro è tredicesimo, e si lancia all’inseguimento di Baz, Mahias e Vierge. Baz scivola via, Mahias viene attaccato in curva uno qualche giro più avanti, ma Vierge ha ormai un gap difficile da ricucire. Da metà gara in poi Oettl mantiene un bel ritmo, sufficiente per recuperare quasi un secondo allo spagnolo su Honda, e prendere spazio dai piloti dietro. Nel finale Gerloff e Lecuona sono costretti al ritiro per problemi di gomme, così il pilota tedesco termina ottavo al termine di una buonissima gara. Secondo miglior risultato stagionale, positiva Top Ten conquistata!
Metà stagione completata, il WorldSBK ora affronta una pausa estiva di circa cinque settimane, prima di tornare in pista sullo storico tracciato di Magny-Cours! Una prima parte tutto sommato positiva per il pilota di casa Go Eleven, già capace di centrare due Top Ten nell’anno di esordio, recuperare anche prontamente il feeling dopo la rottura della clavicola. Vediamo cosa ci aspetta da Settembre in poi, quando si entrerà nel vivo della stagione 2022!
Philipp Oettl (Rider): “Oggi è stata una giornata molto interessante, nel Warm Up abbiamo provato la gomma SCX, ma non ha funzionato. Nella Superpole Race abbiamo scelto la SC0, poi abbiamo provato a migliorare per gara 2 e abbiamo trovato delle buone soluzioni. La partenza è stata decisamente migliore, penso che ora ho capito come partire. Sono contento con I progressi fatti durante il weekend, perché siamo andati nella giusta direzione. Abbiamo ottenuto il nostro secondo miglior risultato della stagione, ora possiamo andare in vacanza, raccogliere tutti I dati e capire dove possiamo migliorare. Ho già organizzato alcune giornate test con la mia moto da allenamento per arrivare pronto alla seconda parte di stagione!”
Denis Sacchetti (Team Manager): “Sono contento della gara di oggi e della progressione avuta nel week end, Philipp insieme alla squadra, hanno saputo trovare la strada giusta per migliorare le prestazioni dopo delle complicate sessioni di libere, ed in gara due siamo stati 5 secondi più veloci di gara 1, l’ottavo posto è una bella conferma che ci manda in vacanza consapevoli di essere consistenti e di avere le carte in regola per andare ancora più forte. Voglio ringraziare tutta la squadra per l impegno e il grande lavoro che stanno facendo, gara dopo gara cerchiamo di adattare sempre di più la nostra Ducati allo stile di Philipp!”
Finale dolceamaro per il Barni Spark Racing Team sul circuito di Most, in Repubblica Ceca, che ha ospitato il sesto round del WorldSBK. Luca Bernardi, in sella alla Panigale V4 R, è riuscito a conquistare il suo miglior risultato di sempre in Superbike, concludendo il weekend in crescita e riuscendo per la prima volta in stagione a entrare nella Top 10. Oliver Bayliss, invece, è stato vittima di una caduta con la sua Ducati Panigale V2 nella gara domenicale della Supersport.
Superbike
Fin dalla Superpole Race del mattino si è capito che Bernardi aveva migliorato il feeling con la sua Ducati. Puntando sulla gomma SCX al posteriore, il #29 ha condotto una gara regolare, sempre a ridosso del gruppo dei piloti in lotta per la Top 10, ma non è mai riuscito a cercare il sorpasso per guadagnare qualche posizione e ha chiuso la gara sprint in quattordicesima posizione.
In Gara 2 Bernardi ha scelto la gomma posteriore SCO di sviluppo ed è riuscito a girare costantemente più forte di quanto fatto in Gara 1, compiendo un sorpasso su Nozane e guadagnando altre posizioni per le cadute di Rinaldi, Baz e Lecuona. Il Sammarinese ha tagliato il traguardo in decima posizione portando a casa sei punti nella classifica di campionato che lo vede in quindicesima posizione con 25 punti totali.
Supersport
Giornata no per Oliver Bayliss che è caduto a tredici giri dalla fine dopo aver perso l’anteriore in curva 7. L’australiano chiude così il weekend con il tredicesimo posto di gara 1 e con 32 punti totali nella classifica di campionato.
Luca Bernardi, #29 – Superpole Race: P14 – Gara 2: P10 «Anche questa volta abbiamo chiuso il weekend in crescendo, non solo come risultato finale, ma anche come ritmo. Soprattutto in Gara 2 sono stato più veloce e più costante, peccato aver perso qualche secondo nel traffico della prima curva. Ci portiamo a casa comunque un buon risultato, voglio ringraziare tutta la squadra per il supporto e spero che a Magny Cours si possa ripartire dal risultato di oggi».
Oliver Bayliss, #32 – Gara 2: NC «Ho fatto una buona partenza e ho iniziato subito a spingere cercando di rimontare. Poi purtroppo sono entrato un po’ troppo veloce e troppo inclinato su una curva, l’anteriore si è chiuso e sono caduto. Sono un po’ amareggiato ma fortunatamente sto bene e posso concentrarmi da subito sulla prossima gara».
Pamela Bosco, Chief Financial & logistic Officer «Sono molto contenta per Luca che sta migliorando gara dopo gara e oggi ha centrato la top 10. Alla fine è il risultato che conta, ma ci sono anche altri aspetti positivi come i miglioramenti sul passo gara. Mi dispiace molto, invece, per la caduta di Oliver perché sicuramente avrebbe potuto fare una gara migliore rispetto a ieri. Purtroppo le corse sono anche questo. Voglio ringraziare tutta la squadra che si è divisa tra Most e Misano, soprattutto i nuovi e le nuove componenti del team che si sono aggiunti per questo weekend. Grazie anche a “Barni” che, anche se a distanza, ha fatto sentire la sua presenza».
Dopo la straordinaria vittoria di sabato e le celebrazioni per il 1000° podio conquistato da Ducati nel Campionato del Mondo Superbike, Alvaro Bautista è stato di nuovo protagonista in Gara-2 chiudendo in seconda posizione dopo una spettacolare battaglia con Razgatlioglu (Yamaha) e Rea (Kawasaki). La gara di Michael Rinaldi, invece, è durata solo quattro giri a causa di un errore commesso dal pilota italiano che ha perso l’anteriore quando era in terza posizione.
Partito dalla prima fila (P3) dopo il podio in Superpole Race, Bautista conquista subito la seconda posizione. Al terzo giro, nel tentativo di prendere la testa della gara, il pilota spagnolo commette un errore ed è costretto ad uscire di pista riuscendo però a contenere i danni. Bautista continua a spingere e riesce a prendersi la leadership che difende fino al 14° giro quando subisce l’attacco di Razgatlioglu concludendo comunque con un preziosissimo secondo posto che gli consente di andare alla pausa estiva come leader della classifica con 31 punti di vantaggio su Rea (Kawasaki).
La gara di Rinaldi (P4 in griglia) dura solo pochi giri nei quali, però, il pilota italiano dimostra di essere a suo agio con la Ducati Panigale V4R. L’errore alla prima chicane del terzo giro, commesso subito dopo un sorpasso in staccata su Rea, lo estromette dalla lotta per il podio.
Alvaro Bautista (Aruba.it Racing – Ducati #19) “E’ stato un fine settimana molto positivo. Sapevamo che avremmo potuto incontrare delle difficoltà su un circuito dove non avevo mai girato con la Ducati. Inoltre non ero ancora al 100% dato che il problema alla mano non è stato ancora completamente risolto. Con il team, però, credo che abbiamo fatto un gran lavoro anche per adattarci alla scelta forzata delle gomme. La cosa importante era non commettere errori e credo che il bilancio sia molto buono”.
Michael Rinaldi (Aruba.it Racing – Ducati #21) “E’ stato un weekend in cui abbiamo raccolto poco. Siamo stati protagonisti durante le prove e anche oggi le cose sembravano andare molto bene nei primi giri. Purtroppo ho fatto un errore nel tentativo di superare Rea. Se avessi gestito meglio la situazione sarei potuto tornare a casa con un podio. Ma queste sono le gare. In ogni caso è stato un weekend in cui ho imparato molto. A livello di velocità e di feeling con la moto sento di essere sulla direzione giusta”.
WorldSSP
Nicolò Bulega sfiora in modo rocambolesco la prima vittoria nel Campionato del Mondo Supersport. Dopo essere stato in testa per 12 giri, il pilota italiano del team Aruba.it Racing WSSP subisce l’attacco di Baldassarri (Yamaha) alla fine del rettilineo. Qualche secondo più tardi viene esposta la bandiera rossa che di fatto mette fine alla gara.
Nicolò Bulega (Aruba.it Racing WSSP #11) “E’ stata davvero una bella gara. Sono stato in testa per molti giri ed il feeling era molto buono. Peccato per non aver vinto ma credo che, anche se non fosse stata esposta la bandiera rossa, Baldassarri avesse nei giri finali un passo migliore rispetto al mio. Sono comunque felice per questo risultato, il migliore fin qui nella stagione. Ringrazio la squadra per il lavoro svolto in questi giorni”.
Il sorriso pieno di Marco Barnabò sul gradino più alto del podio, sotto i riflettori di Misano, parla da solo. La Racing Night ha mantenuto le promesse di un evento spettacolare e unico: anche grazie ai due protagonisti del Barni Spark Racing Team, Michele Pirro e Nicholas Spinelli, lo spettacolo in pista è stato degno del palcoscenico.
Pirro ha battuto in una gara velocissima un Delbianco indiavolato, che ha ceduto solo a poche curve dal traguardo. Il #51 si è ritrovato quarto dopo la partenza e dopo aver ripreso facilmente la seconda posizione ha ricucito, giro dopo giro, il distacco dal pilota dell’Aprilia. Gli ultimi due giri e mezzo sono stati spettacolo puro: Michele ha avuto la meglio grazie a un sorpasso al Curvone, un tratto “da pelo” anche di giorno, figuriamoci per una manovra a 250 km/h di notte. Pirro vince la sua sesta gara stagionale e con questo risultato il suo vantaggio in campionato sale a 50 punti su Canepa e 51 su Delbianco. A punti anche il secondo pilota del Barni Spark Racing Team Michal Filla, quindicesimo al traguardo.
La Supersport è, tradizionalmente, la categoria più combattuta, la variabile dei fari ha aggiunto ulteriore brivido alla gara. Spinelli ne aveva forse più degli altri, ma una fase centrale di gara con sorpassi e controsopassi con Ferrari prima e Roccoli poi, gli ha fatto perdere leggermente il contatto dal leader della gara Mercendelli. Nicholas ha provato negli ultimi giri a recuperare il secondo di gap che aveva accumulato, c’è riuscito, ma non è riuscito ad arrivare così vicino da portare l’attacco. Alla fine il #29 si è preso la seconda posizione che lo avvicina al leader del campionato Massimo Roccoli, distante solo 18 punti.
Michele Pirro, #51 «Sono veramente felice di questa vittoria, correre davanti a così tanti tifosi in un palcoscenico speciale come quello del circuito di Misano illuminato, è speciale. Per questo ci tenevo tanto a vincere. In gara non sono partito benissimo, sono riuscito a costruire la vittoria grazie al mio passo; Delbianco andava veramente forte, ma con il team ci siamo superati ancora una volta. Grazie a tutte le persone che sono venute a sostenermi e domani c’è gara 2».
Marco Barnabò, Team Principal «Difficile chiedere di più da questa serata. Con Spinelli abbiamo azzeccato la gomma giusta perchè gli altri che sono arrivati vicino a noi avevano un’altra mescola, ma noi abbiamo fatto una scelta conservativa e alla fine ha pagato. Peccato che Nicholas abbia perso tempo con qualche sorpasso nella parte centrale di gara, altrimenti avrebbe potuto vincere. Quella della Superbike è stata una delle gare più belle, Delbianco è stato veloce tutti i turni e anche in gara, per questo la vittoria dà ancora più soddisfazione. Un ringraziamento a tutta la squadra per il grande sforzo che sta facendo questo weekend e ai piloti che hanno dato il 100%».
Il Sabato del Barni Spark Racing Team, impegnato nel sesto round del WorldSBK, sul circuito di Most, in Repubblica Ceca, si conclude con tutti e due i piloti a punti in gara 1.
Luca Bernardi è riuscito a fare una buona qualifica e, senza dover rimontare da dietro, ha lottato fin da subito con il gruppo dei migliori piloti indipendenti. Dopo aver stampato un buon 1’32.396 nella Superpole e aver conquistato la quinta fila sulla griglia di partenza (P14), il pilota #29 ha condotto una gara regolare sul passo dell’1:33, non lontano dalla lotta per la top 10. Dopo una serie di sorpassi e controsorpassi con Mahias e Oettl, Luca ha concluso quattordicesimo portando a casa due punti per il campionato.
Più altalenante la gara di Bayliss, frenato anche da una qualifica che lo ha costretto a partire dalla ventitreesima casella della griglia. Dopo un buono start che gli ha permesso di recuperare ben dieci posizioni in un solo giro, Oli si è ritrovato in una lotta di gruppo che gli ha fatto perdere terreno. Grazie a una seconda parte di gara velocissima, l’australiano ha compiuto diversi sorpassi ed è risalito di nuovo fino alla tredicesima posizione.
Con questi presupposti, per entrambi i piloti, domani l’obiettivo è entrare nella Top 10 in gara 2, che avrà luogo alle 14:00 per quanto riguarda la Superbike e alle 12:30 per la Supersport.
Luca Bernardi, #29 – P14 (1’32.396) – Gara 1: P14 «Complessivamente sono soddisfatto. Finalmente mi sono ritrovato in battaglia con i piloti che in gara hanno sempre il mio stesso passo, ho fatto qualche sorpasso e ho cercato di giocarmi le mie carte Mahias e Oettl, ma alla fine ho concluso 14esimo. Appena finita la gara ho subito iniziato a pensare a domani perché sono molto motivato e so di poter migliorare».
Oliver Bayliss, #32 – Superpole: P23 (1:36.594) – Gara 1: P13 «E’ stata una gara molto strana e faccio fatica a spiegarla. All’inizio siamo andati molto male e alla fine molto bene. Continuo a fare troppa fatica nella prima metà e in qualifica, questo mi fa perdere tanto terreno. Poi nella seconda parte avevo addirittura la stessa la velocità dei piloti che si giocano la top 5. A quel punto però è impossibile recuperare. Se riusciamo a migliorare la prima metà di gara possiamo fare veramente bene».
Pamela Bosco, Chief Financial & logistic Officer «La gara di Luca è stata la dimostrazione che, partendo a centro gruppo, ce la possiamo giocare con i migliori piloti indipendenti e mettere dietro anche qualche ufficiale. Eravamo abituati a vedere più sorpassi da parte di Luca, ma è chiaro che partendo più avanti il livello di difficoltà si alza. Il nostro trend durante i weekend è sempre in miglioramento, partendo da questa situazione il gruppetto davanti non è lontano. Oliver ha avuto qualche problema nella prima parte di gara e ha trovato il giusto ritmo solo alla fine. Se riesce a essere più regolare possiamo toglierci delle belle soddisfazioni anche con lui».
Alvaro Bautista celebra con una splendida vittoria il 1000° podio di Ducati in WorldSBK (di cui 212 conquistati dal team Aruba.it Racing – Ducati). La gara di Michael Rinaldi viene compromessa alla prima curva da una mossa aggressiva di Locatelli (Yamaha) che lo esclude fin da subito dalla lotta per il podio.
Partito dalla quarta posizione, Bautista gira terzo alla prima curva e si incolla a Razgatlioglu (Yamaha) e Rea (Kawasaki) che si danno battaglia fin dai primi giri. Il pilota spagnolo prende confidenza e al decimo giro compie un doppio sorpasso spettacolare per conquistare la testa della gara e chiudere con margine sotto la bandiera a scacchi.
Dopo la prima fila (P3) conquistata nella Superpole, Rinaldi è costretto a perdere 5 posizioni dopo un contatto con Locatelli. Il pilota italiano perde terreno dal gruppo di testa e si trova a combattere con Lowes (Kawasaki) per la settima posizione che conquista a 3 giri dal termine.
Alvaro Bautista (Aruba.it Racing – Ducati #19) “Sono molto contento per questa vittoria. Abbiamo raggiunto un risultato storico per Ducati ed essere il pilota che ha conquistato il podio numero 1000 mi riempie di orgoglio. Averlo fatto con il primo posto è poi qualcosa di emozionante. Credo di aver fatto una gara attenta, ho trovato sempre più feeling, giro dopo giro, e la battaglia tra Johnny e Toprak nei primi giri, se devo essere sincero, mi ha aiutato a rimanere vicino a loro. Da metà gara le sensazioni erano davvero positive e ho provato ad attaccare. Adesso, però, grande concentrazione e tutte le energie rivolte a domani”.
Michael Rinaldi (Aruba.it Racing – Ducati #21) “Sono veramente molto arrabbiato per come sono andate le cose. Dopo la manovra incomprensibile che ha fatto nel giro di ricognizione, Locatelli mi ha spinto fuori alla prima curva ed ho dovuto perdere diverse posizioni. Da quel momento era difficile poter pensare di recuperare. E’ un vero peccato perché le sensazioni erano davvero positive. Domani proverò a partire ancora meglio di quanto ho fatto oggi così da evitare dei problemi”.
WorldSSP
Una gara difficilissima per Nicolò Bulega che dopo essere partito bene ed aver guadagnato la testa, è andato lungo alla prima curva ritrovandosi in ottava posizione. Il pilota italiano del team Aruba.it Racing WSSP è stato protagonista di una bella rimonta ma nell’ultimo giro, quando era in lotta per il podio, ha commesso un errore dovendosi accontentare della nona posizione finale.
Nicolò Bulega (Aruba.it Racing WSSP #11) “E’ stata una gara davvero molto difficile per me. Malgrado abbia perso posizioni nel primo giro, pensavo di essere comunque in grado di poter recuperare. Purtroppo però, ho perso molto tempo nel tentativo di superare il secondo gruppo. Soffriamo ancora troppo in fase di accelerazione mentre gli altri hanno la possibilità di fermare la moto e ripartire molto velocemente. Fin da Aragon stiamo combattendo contro questa situazione di svantaggio e spero che venga risolta presto in termini di regolamento”.
Gara 1 del Round di Most (Repubblica Ceca) è destinata ad essere ricordata a lungo dagli appassionati di motociclismo: Alvaro Bautista in sella alla sua Ducati Panigale V4 R ha firmato il millesimo podio di Ducati nel Campionato Mondiale Superbike.
Si è trattato di un vero e proprio capolavoro del pilota spagnolo che ha centrato questo importantissimo traguardo per Ducati ottenendo un’altra fantastica vittoria, la settima in questa stagione. Terzo subito dopo il via, Bautista ha sferrato l’attacco decisivo sui due avversari che lo precedevano verso metà gara, passandoli entrambi nel corso del decimo giro e portandosi al comando per poi rimanervi fino alla fine. Grazie a questo successo, il pilota del team Aruba.it Racing – Ducati continua ad essere il leader del Campionato con 29 punti di vantaggio sul secondo classificato.
I mille podi ottenuti da Ducati nel WorldSBK rappresentano un risultato unico, mai raggiunto da alcun costruttore in nessuna disciplina motociclistica. La Casa di Borgo Panigale è stata in grado di scrivere la storia del Mondiale riservato alle derivate di serie recitando in maniera costante il ruolo di protagonista con ben sei generazioni di supersportive che hanno conquistato 383 vittorie totali.
Il WorldSBK vede Ducati presente e vittoriosa fin dalla sua prima edizione nel 1988, con Marco Lucchinelli capace di vincere proprio a Donington in sella alla 851 il primo round mai corso. Solamente due anni dopo, nel 1990, Raymond Roche firma il primo titolo iridato Ducati in Superbike sempre con la 851. Nei due anni successivi Doug Polen replica il successo e Ducati diventa rapidamente la moto più diffusa nelle griglie di partenza del Mondiale, vincendo il titolo costruttori nel 1991, nel 1992 e nel 1993. La stagione 1994 segna l’inizio dell’era Fogarty e della Ducati 916 che vincono per due stagioni consecutive. Nel 1996 è Troy Corser a regalare il sesto titolo piloti alla Ducati. Nel 1998 e 1999 “Foggy” Carl Fogarty vince ancora due titoli, portando il totale delle sue affermazioni in gara a quota 55 e diventando il pilota più vittorioso in sella alle Superbike di Borgo Panigale.
Dal 2000 il testimone passa a un’altra leggenda del mondo Ducati, Troy Bayliss, che di titoli con le Rosse in Superbike ne vince altri tre – 2001, 2006, 2008 – diventando l’unico pilota capace di affermarsi con tre generazioni diverse delle SBK Ducati: 998, 999 e 1098. Nel frattempo saranno Neil Hodgson e James Toseland a conquistare altri due titoli piloti con la 999 (2003 e 2004), mentre nel 2011 arriverà l’affermazione di Carlos Checa con la 1198.
Ma sono stati davvero tanti i piloti che hanno contribuito a scrivere la leggenda Ducati in Superbike, con vittorie e podi che li hanno incisi in maniera indelebile nella memoria degli appassionati Ducatisti, a partire da Giancarlo Falappa. E poi Fabrizio Pirovano, Pierfrancesco Chili, Ben Bostrom, Ruben Xaus, Regis Laconi, Noriyuki Haga, Chaz Davies, Marco Melandri, Scott Redding e molti altri.
LE GENERAZIONI DI SUPERBIKE DUCATI
LA 851 E LA NASCITA DEL DESMOQUATTRO
La storia delle supersportive Ducati corre parallela a quella del WorldSBK. La 851, nata come prototipo da 748 cm3 dalle menti di Massimo Bordi e Gianluigi Mengoli sulla base dei pilastri tecnici Ducati – bicilindrico a L, distribuzione desmodromica, telaio a traliccio – è la prima Ducati Superbike, forte del nuovo motore Desmoquattro a quattro valvole per cilindro. La cilindrata salirà fino a 888 centimetri cubici con la crescita dell’alesaggio e il modello stesso cambierà nome nel 1992 adeguandosi alla cubatura. Per molti è con la 851 che nasce la Ducati dell’era moderna: tecnologicamente all’avanguardia, rossa e straordinariamente performante. In totale, la famiglia 851/888 ha collezionato tre titoli piloti (1990 con Raymond Roche, 1991 e 1992 con Doug Polen) e tre titoli costruttori: 1991, 1992 e 1993. Dal 1990 al 1994 ha collezionato 78 vittorie e 170 podi.
LA 916 E LA LEGGENDA DI FOGARTY
Nell’ottobre del 1993, Ducati lascia tutti a bocca aperta presentando la 916, una moto capace di tracciare un solco che ha separato il “prima” dal “dopo”. La 916 è snella, agile, potente, con linee e soluzioni tracciate da Massimo Tamburini – per tutti “il Maestro” – ancora oggi attuali nella loro sintesi di bellezza ed efficacia secondo il concetto di form-follows-function le cui discendenti sono riconoscibili nella famiglia Panigale. Completamente rivista nella ciclistica, evoluta nel suo bicilindrico Desmoquattro, la 916 ha letteralmente dominato tutte le formule in cui ha corso. Con il passare degli anni cresce la cilindrata. Nel 1998 Ducati lancia la 996, denominazione con cui nel 2001 debutta un modello epocale come la 996 R spinta dal primo Testastretta da 998 cc i cui eredi si trovano ancora nei modelli bicilindrici della gamma Ducati. Nel 2002 la 996 cede il passo alla 998. Nella sua versione standard, la superbike Ducati è passata dai 114 cavalli della prima 916 ai 123 della 998. La Ducati 916 è la più vincente tra le Ducati SBK e tra il 1994 e il 2003, con le sue versioni 916, 996 e 998, ha vinto otto titoli iridati (di cui ben quattro con “King” Carl Fogarty), 120 gare e ha portato sul podio i suoi piloti 311 volte. E proprio la 996 R è quella con cui inizia la carriera in rosso di Troy Bayliss, un’altra grande leggenda di Ducati.
IL DOMINIO DELLA 999
La 999 arriva nel 2003, con linee di rottura, il Testastretta in versione evoluta e una ciclistica profondamente rivista. La superbike Ducati abbandona il forcellone monobraccio, introduce il faro sovrapposto e lo scarico sottosella diventa integrato in un silenziatore singolo. È la Ducati Superbike con il più elevato rapporto fra affermazioni e stagioni disputate: in soli cinque anni (la 1098 correrà solo a partire dal 2008) conquista 63 vittorie e tre titoli iridati con Neil Hodgson, James Toseland e Troy Bayliss. I suoi piloti salgono sul podio 163 volte.
1098, 1198 E IL TITOLO DI CARLOS CHECA
Nel 2008 il regolamento consente alle bicilindriche di andare oltre il litro di cilindrata. Ducati già a novembre 2006 ha presentato la 1098, che recupera molti degli elementi stilistici e tecnici della 998. Il gruppo ottico, sdoppiato, è di nuovo orizzontale, tornano il forcellone monobraccio e il doppio silenziatore, sempre sottosella. Il bicilindrico cresce nella potenza fino al valore di 160 cavalli e, aggiornato in diverse soluzioni tecniche derivate dalla MotoGP soprattutto nella termica, prende il nome di Testastretta Evoluzione. Nel 2009 arriva la 1198, più potente (170 cavalli) ma soprattutto dotata del primo controllo di trazione elettronico Ducati. La cilindrata sale fino a poco più di 1.198 centimetri cubici, e con lei arriva il titolo 2011, firmato dallo spagnolo Carlos Checa. 1098 e 1198 colgono 139 podi fra il 2008 e il 2012, di cui 52 vittorie.
LA FAMIGLIA PANIGALE
La famiglia Panigale nasce nel 2012 e fin dalla sua apparizione stabilisce nuovi riferimenti sul piano tecnologico, stilistico e prestazionale. Con questa famiglia di moto, Ducati introduce il bicilindrico Superquadro a V di 90° con distribuzione desmodromica a comando misto catena/ingranaggi, la gestione motore ride-by-wire, le sospensioni elettroniche Öhlins, ma anche il telaio monoscocca in alluminio con airbox integrato. Infine, lo stile recupera elementi della tradizione Ducati modernizzandoli, e definendo una linea – quella della famiglia Panigale – riconosciuta come un’opera d’arte e premiata con il Compasso d’Oro nel 2014 L’evoluzione 1299 nel 2015 fa compiere a Panigale un grande passo avanti, e con il modello 2015 cambia anche la denominazione della versione “R”, che diventa Panigale 1199 R, a segnalare come la cubatura del modello racing rimanga vincolata al limite regolamentare. A fine 2017 arriva la Panigale più rivoluzionaria di sempre. Preceduta dalla presentazione del suo motore V4 Desmosedici Stradale, si svela infatti la Ducati Panigale V4, spinta dal V4 di 90° con ordine degli scoppi Twinpulse di derivazione MotoGP e albero motore controrotante capace di 214 cavalli e 13 kgm per un rapporto potenza/peso di 1,1 CV/kg. La ciclistica vede l’arrivo del telaio Front Frame, che sfrutta ancora il motore come elemento strutturale del telaio. Con il modello 2020 arriva il pacchetto aerodinamico basato sulle ali introdotte da Ducati per prima in MotoGP nel 2016 e la versione 2021 affina ulteriormente l’elettronica. Il modello 2022 sposta ulteriormente verso l’alto l’asticella prestazionale, con una gestione elettronica ancora più sofisticata, una ciclistica più efficace, rapportatura mutuata dalla Panigale V4 R e pacchetto aerodinamico più efficiente. La versione 2023, appena presentata, introduce una serie di aggiornamenti elettronici in grado di rendere la moto ancora più facile e intuitiva per piloti di ogni livello. La Panigale V4 è la moto scelta per gli allenamenti dai piloti MotoGP e Superbike in ragione della sua strettissima parentela con le moto da corsa Ducati, che da sempre vengono utilizzate come laboratorio per le tecnologie trasferite sulle moto di serie della Casa di Borgo Panigale. La famiglia Panigale ha collezionato 219 podi nel corso dei suoi 10 anni di competizioni, di cui ben 70 vittorie.
LE STATISTICHE
In 35 anni di Mondiale Superbike, Ducati ha conquistato 383 vittorie e 1000 podi.
Ducati ha vinto 14 titoli piloti Superbike e 17 costruttori
ANNO MOTO PILOTA1990 851 Raymond Roche 1991 888 Doug Polen 1992 888 Doug Polen 1994 916 Carl Fogarty 1995 916 Carl Fogarty 1996 916 Troy Corser 1998 916 Carl Fogarty 1999 996 Carl Fogarty 2001 996R Troy Bayliss 2003 999F03 Neil Hodgson 2004 999F04 James Toseland 2006 999F06 Troy Bayliss 2008 1098 F08 Troy Bayliss 2011 1198 F11 Carlos Checa
I piloti più vincenti in sella alle Ducati Superbike sono Carl Fogarty (55 vittorie), Troy Bayliss (52) e Chaz Davies (28).
La moto più vincente è la 916/996/998 con 120 vittorie, seguita dalla 851/888 con 78 e dalla Panigale/Panigale V4 con 70.