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Esordio positivo per Ryan Vickers sul circuito del MotorLand Aragon, dove oggi il pilota britannico in sella alla Ducati del team Motocorsa Racing, ha preso confidenza con la pista spagnola durante le prime due sessioni di prove libere.

Nel corso delle FP2, Vickers ha fatto un passo in avanti rispetto al turo del mattino, riuscendo a migliorare di oltre un secondo nell’ultimo run. Un progresso che conferma il buon lavoro svolto con il team e che riduce il distacco dai piloti più esperti.

Ryan Vickers:
“E’ stata la prima volta qui ad Aragon e devo dire che la pista mi piace moltissimo. Nel pomeriggio siamo riusciti a fare un passo avanti rispetto alle FP1 e nell’ultimo run abbiamo migliorato di un secondo. Non siamo troppo lontani dai piloti davanti, quindi sono soddisfatto del risultato”

Lorenzo Mauri:
“Per Ryan è stata la prima volta qui ad Aragon e il distacco di 1”4 dal primo è sicuramente positivo. Siamo contenti, anche se dobbiamo analizzare i settori 3 e 4 dove perdiamo più terreno. La diciassettesima posizione è incoraggiante: considerando che si tratta solo del secondo turno di libere e che Ryan è un rookie, ci sono le basi per fare un buon lavoro domani mattina in vista delle FP3 e successivamente della Superpole.”

Il Ducati Lenovo Team ha affrontato la prima giornata in pista al Mobility Resort Motegi, il circuito che ospita il Gran Premio del Giappone. Marc Márquez ha completato la sessione di Practice in terza posizione, con Francesco Bagnaia al settimo posto.

Márquez, terzo anche in mattinata, ha lavorato a lungo sul set-up della sua Desmosedici GP nella prima parte del turno pomeridiano. Nell’ultimo giro lanciato, con gomma soft al posteriore, Marc è risalito dal diciassettesimo al terzo posto finale. Bagnaia, che aveva chiuso la sessione di Free Practice in prima posizione, si è dimostrato competitivo nel time attack, chiudendo settimo e garantendosi l’accesso diretto alle Q2.

Il Ducati Lenovo Team tornerà in azione domani mattina alle 3:10 ora italiana per le Free Practice 2, seguite dalla Q2 alle 4:15. La diciassettesima Sprint del 2025, di 12 giri, avrà inizio alle 8:00.

Marc Márquez (#93 Ducati Lenovo Team) – 3º
“Il feeling era un po’ strano e non stavo guidando nel modo migliore, il che ha reso il lavoro degli ingegneri più complesso, perché abbiamo provato tante soluzioni e in parte abbiamo perso la giusta direzione. Poi, nella seconda parte delle prove, ho iniziato a migliorare la mia guida e ho capito meglio quale fosse il limite, che era il mio obiettivo principale. Le condizioni sono cambiate molto tra un turno e l’altro, così come il bilanciamento della moto con pneumatici diversi al posteriore”

Francesco Bagnaia (#63 Ducati Lenovo Team) – 7º
“Abbiamo iniziato la giornata in modo positivo, sfruttando quanto provato a Misano. Il feeling con la moto era buono. Sono fiducioso e vedremo come andrà domani, perché in gara ho avuto più difficoltà quest’anno. Con il miglioramento del grip della pista, mi aspetto un aumento delle prestazioni da parte di tutti. Sono comunque soddisfatto di com’è andata oggi.”

11º – FERMIN ALDEGUER #54
“Peccato per aver mancato la Q2, pero’ devo ammettere che già da questa mattina il feeling era ottimo nonostante la posizione. Nel pomeriggio abbiamo lavorato bene, ma non son riuscito a chiudere un giro perfetto. Ho perso almeno un decimo nella curva 11, e lì sicuramente ho lasciato il treno della Q2”.
15º – ALEX MARQUEZ #73
“Giornata strana, con una pista difficile da capire. Qui fin da questa mattina ho voluto lavorare con la gomma media, per provare a risolvere qualche problemino fino alla caduta. Poi con una gomma morbida abbiamo fatto abbastanza bene e la Q2 non è lontana. È la mia prima Q1 e la sfrutteremo per capire meglio la pista”.
*Caduta in Practice alla curva 9

La stagione 2025 di WorldSBK entra nella fase più calda. Sul circuito Motorland di Aragon, infatti, prende il via domani il decimo dei dodici round che assegneranno il titolo iridato.

In sella alla Ducati Panigale V4R del team Aruba.it Racing – DucatiNicolò Bulega avrà un duplice obiettivo: conquistare la prima vittoria in Superbike sul circuito spagnolo e ridurre lo svantaggio di 39 punti che lo separa da Razgatlioglu (BMW).

Alvaro Bautista è invece a caccia del terzo posto (-30 da Danilo Petrucci) e cercherà di replicare lo straordinario weekend dello scorso anno che lo vide trionfare sia in Superpole Race che in Gara-2.

Gara-1 e Gara-2 saranno trasmesse in diretta sia da Sky Sport MotoGP che in chiaro da TV8. La Supeprole Race di domenica mattina (partenza alle 11) ancora in diretta su Sky Sport MotoGP, mentre sarà possibile seguirla in differita alle 13 su TV8.    

Nicolò Bulega (Aruba.it Racing – Ducati #11)
“Sono contento di correre su un circuito che mi piace e sul quale la Ducati ha dimostrato di poter essere molto competitiva. C’è molta fiducia per questo weekend e anche se nei test non sono riuscito ad essere particolarmente incisivo, questo ci ha dato comunque la possibilità di capire dove poter migliorare”.

Alvaro Bautista (Aruba.it Racing – Ducati #19)
“È evidente che ad Aragon siamo riusciti nel passato ad ottenere tanti risultati positivi, così come nella passata stagione quando il feeling con la moto è tornato ad essere straordinario. È un circuito che si adatta bene al mio stile di guida con tante curve veloci. Sappiamo che ogni anno la storia è differente ma cercheremo di essere subito veloci fin dalle FP1”.

Inizia così la lunga trasferta tra Asia e Australia per il Ducati Lenovo Team. La prima tappa è in Giappone, sul tracciato della prefettura di Ibaraki, sede fissa del Motomondiale dal 2004. Nella terra del Sol Levante Márquez si gioca la sua prima chance iridata, mentre la Desmosedici GP può contare su una tradizione vincente: otto successi complessivi, dalla storica tripletta di Capirossi (2005, 2006, 2007), passando per le vittorie di Stoner (2010) e Dovizioso (2017), fino ai trionfi recenti di Miller, Martin e Bagnaia nelle ultime tre edizioni (2022, 2023 e 2024).

Marc, che ha già stabilito il nuovo record di punti conquistati in una sola stagione (ad oggi 512), arriva in Giappone con la matematica a suo favore. Impossibile chiudere il discorso durante la Sprint, ma potrà laurearsi campione se al termine del GP avrà guadagnato almeno tre punti sul fratello Alex, unico altro contendente al titolo. Trionfatore qui per tre volte e salito sul podio lo scorso anno, Marc insegue la 12ª vittoria del 2025, che sarebbe il traguardo numero 100 nel Mondiale.

Sensazioni positive anche per Pecco, che arriva a Motegi, uno dei tracciati che più ama, per confermare i progressi mostrati durante i test di Misano dello scorso lunedì. P1 nel 2024, punta a consolidare il terzo posto in classifica generale e a ritrovare il podio in questo finale di stagione.

Per entrambi appuntamento a venerdì 26 settembre, alle ore 10.45 locali, per la prima sessione di prove libere.

Marc Márquez (#93 Ducati Lenovo Team) – 1º (512 punti)
“Arriviamo qui dopo un’altra bella gara a Misano e un test nel complesso positivo. Sarà una settimana speciale, l’atmosfera in Giappone è sempre unica e il tracciato mi piace molto. Affrontiamo le due gare come fatto fino ad ora, nello stesso modo di sempre. Passo dopo passo, lavorando dal venerdì per essere competitivi in ottica Sprint e poi GP”.

Francesco Bagnaia (#63 Ducati Lenovo Team) – 3º (237 punti)
“Al test di Misano abbiamo fatto molte prove e trovato alcune soluzioni che riproporremo anche qui per capire se possono in qualche modo aiutarci ad avere più confidenza alla guida.Il tracciato del Giappone è tosto, ma molto bello. Il clima e l’accoglienza dei tifosi sono speciali poi. Lavoriamo per fare un weekend solido e avvicinare il gruppo dei più forti”.

Il WorldSBK torna ad Aragón per il decimo round della stagione, su un tracciato che è ormai una tappa fissa della stagione per le derivate di serie.


Per il Barni Spark Racing Team questo weekend potrebbe rivelarsi decisivo: con 324 punti in classifica e un distacco di 161 dal team ELF Marc VDS, la squadra bergamasca ha il primo match point per la conquista del titolo come miglior team indipendente. Saranno sufficienti 26 punti nel corso del weekend per aggiudicarsi matematicamente il secondo titolo consecutivo, terzo complessivo.

Danilo Petrucci arriva in Spagna con la volontà di riscattarsi dopo un weekend a Magny-Cours che lo ha lasciato con l’amaro in bocca: due quarti posti e un ottavo in Gara 2 non hanno soddisfatto il pilota ternano, penalizzato da poco feeling con la moto e da problemi di grip. L’obiettivo dichiarato è quello di tornare sul podio e guadagnare terreno nella corsa al terzo posto in campionato.

Aragón è una pista che in passato ha regalato soddisfazioni a Petrux: due anni fa si era dimostrato molto veloce e lo scorso anno aveva lottato per la vittoria.

Weekend di rivincita anche per Yari Montella, che a Magny-Cours ha visto svanire tre gare a causa di una caduta e di problemi tecnici, senza riuscire a portare a casa punti. Il pilota #5 riparte però dalla consapevolezza di avere velocità e buon passo gara e punta a concretizzare ad Aragón, circuito che conosce bene e sul quale in passato è riuscito a raccogliere risultati importanti, tra cui una vittoria in Supersport.

Danilo Petrucci, #9

“Comincia l’ultima parte della stagione. A Magny-Cours abbiamo raccolto qualche punto, ma non siamo riusciti a sfruttare le disavventure degli altri e non sono stato abbastanza incisivo per salire sul podio. Quello resta il primo obiettivo, tornare sul podio e guadagnare più punti possibili sui nostri rivali per la lotta al terzo posto. Due anni fa ad Aragón ero stato molto veloce, mentre l’anno scorso avevo lottato per la vittoria senza riuscire a concretizzare. Ora voglio tornare ai nostri livelli e restare in lotta fino all’ultima gara.”

Yari Montella, #5

“Ho tanta voglia di tornare in pista dopo il weekend di Magny-Cours, dove abbiamo dimostrato velocità e competitività. Andiamo su una pista che mi piace, dove in passato mi sono sempre trovato bene e spero di confermarmi anche con la Superbike. Stiamo portando avanti il nostro lavoro, ci manca solo un po’ di concretezza: l’obiettivo di queste gare è proprio quello, trasformare la velocità che abbiamo in risultati. Gara dopo gara stiamo crescendo, ma i numeri non rispecchiano ancora del tutto il nostro potenziale. Sarà importante restare concentrato e concretizzare al massimo, portando a casa più punti possibili.”

Marco Barnabò, Team Principal

“Siamo arrivati alla fine della stagione, con tre gare in quattro settimane. Sarà fondamentale lavorare bene e restare concentrati per raccogliere il massimo dei punti possibili in classifica con entrambi i piloti. Tutta la squadra dovrà muoversi nella stessa direzione, perché affrontare tre gare in così poco tempo, lontani da casa, è una sfida impegnativa. Siamo però convinti di poter fare bene e di poter puntare con decisione ai nostri obiettivi.”

Con un nuovo episodio della Ducati World Première 2026, la Casa di Borgo Panigale presenta la nuova Panigale V4 R (qui il link diretto al video), modello che nasce dalla sportiva Ducati di settima generazione. Dentro la nuova Panigale V4 R ci sono tutti i successi ottenuti da Ducati in MotoGP e Superbike. È stata sviluppata per correre nel Mondiale Superbike e al contempo per offrire agli appassionati Ducati la miglior moto sportiva, introducendo contenuti unici, derivati dal mondo delle corse, mai visti prima su una moto omologata per l’uso stradale.

La nuova Panigale V4 R è l’ultima discendente di una saga iniziata nel 2001 con la leggendaria 996R. Le “R” da sempre rappresentano la base di partenza per le moto che corrono nel Mondiale Superbike e per questo motivo sono le più nobili fra le sportive Ducati. La Panigale V4 R è prodotta in serie numerata, con il nome del modello e il numero progressivo riportato orgogliosamente sulla piastra di sterzo.

Grazie alla costante e stretta collaborazione con Ducati Corse, la Panigale V4R introduce per la prima volta su una moto omologata per l’utilizzo stradale soluzioni nate nelle competizioni come i Corner Sidepods, che Ducati ha portato per prima in MotoGP nel 2021 e il cambio Ducati Racing Gearbox (DRG) con blocco del folle Ducati Neutral Lock (DNL).

Il cuore della Panigale V4 R, il motore Desmosedici Stradale R da 998 cc, è stato progettato per correre nel Mondiale Superbike, ed evoluto in quest’ultima versione secondo la filosofia seguita da Ducati Corse in MotoGP. Offre curve di coppia e potenza più sostenute su tutto l’arco di utilizzo e maggior allungo. La curva di potenza conferma il valore massimo di 218 CV, ma è più sostenuta con un guadagno medio di 4 CV dai 4.000 giri fino al regime di potenza massima. Inoltre, garantisce un allungo superiore grazie a 4 CV in più a 16.000 giri.

La curva di coppia è invece tutta posizionata più in alto rispetto al modello precedente, con un guadagno del 7% a 6.000 giri e del 3% nel valore massimo di 114.5 Nm a 12.000 giri. Questi valori sono il risultato del grande lavoro fatto dai tecnici Ducati per poter omologare la nuova Panigale V4 R Euro5+, senza però rinunciare alla ricerca della migliore prestazione in pista . La Panigale V4 R è capace di una velocità massima di 318,4 km/h, che passa a 330,6 km/h in configurazione con scarico racing (non omologato per la circolazione stradale). Una velocità fino a ieri prerogativa esclusiva della MotoGP.

La nuova Panigale V4R eredita dalla settima generazione di sportive Ducati il telaio Front Frame e l’“Hollow Symmetrical Swingarm”, realizzati in collaborazione con Ducati Corse secondo specifici valori di rigidezza necessari per poter sfruttare al massimo le performance delle attuali gomme slick utilizzate nel Mondiale Superbike. Inoltre, sempre dall’ultima generazione di Panigale, la “R” eredita il pacchetto elettronico che per questa moto è stato evoluto ulteriormente.

Aerodinamica
La nuova Panigale V4 R è la prima moto al mondo omologata per l’uso stradale con i Corner Sidepods , soluzione introdotta in MotoGP da Ducati nel 2021. Un contenuto aerodinamico innovativo per le due ruote così come le ali, introdotte in MotoGP già nel 2010 dalla Casa di Borgo Panigale. Disegnati per funzionare agli elevati angoli di piega, i Corner Sidepods generano un “effetto suolo”, garantendo un più elevato livello di grip agli pneumatici e consentendo così velocità di percorrenza più elevate e quindi tempi sul giro più bassi. Nella guida, soprattutto ad alta velocità, il pilota avverte chiaramente che la moto, appena raggiunto il centro curva, si è già portata naturalmente sull’interno chiudendo maggiormente la linea. Questo comporta che la fase di accelerazione in uscita di curva avviene percorrendo un raggio più stretto.

Il design della carenatura introdotto con la Panigale V4 2025 sulla V4 R è caratterizzato da nuove ali, più grandi e capaci di generare una maggior deportanza. Il carico cresce infatti del 25%, valore che si traduce in un aumento della deportanza pari a 4,8 kg a 270 km/h e a 6 kg a 300 km/h, con importanti benefici in termini di stabilità in accelerazione e precisione alle alte velocità.

Per ottenere il miglior rendimento nell’impiego in gara, la Panigale V4 R è dotata di una presa d’aria dinamica frontale, sviluppata con Ducati Corse, che aumenta la quantità d’aria aspirata dal motore. In questo modo aumenta la pressione dell’aria in aspirazione, e di conseguenza la potenza (+ 1,3 CV) alla massima velocità, a tutto beneficio delle performance in rettilineo.

La combinazione sella/serbatoio e le pedane, collocate più all’interno di 10 mm rispetto alla precedente V4 R, supportano ancora meglio il suo pilota nell’uso racing. Questa ergonomia, ereditata dalla settima generazione di sportiva Ducati, rende più agevole assumere la posizione aerodinamica, spingere sulle pedane, e migliora il controllo in frenata e a centro curva, quando il pilota si sporge verso l’interno. In questo modo, è più facile e meno faticoso sfruttare al massimo le prestazioni della Panigale V4 R sia sul giro secco che in una sessione prolungata.

Motore di derivazione MotoGP
Il cuore della Panigale V4 R è il Desmosedici Stradale R da 998 cm³ progettato per correre nel Mondiale Superbike. È un V4 derivato da quello della Ducati MotoGP in grado di raggiungere un regime di rotazione massima pari a 16.500 giri al minuto in sesta marcia (16.000 negli altri rapporti) ed erogare una potenza massima di 218 CV a 15.500 giri/minuto (in configurazione Euro-5+), valori da riferimento assoluto nel panorama delle supersportive di pari cilindrata.

Per creare la miglior base tecnica possibile per il Mondiale Superbike il Desmosedici Stradale R è ora dotato di nuovi pistoni ancora più leggeri (-5,1%) e di un nuovo albero motore ad inerzia incrementata. Questa soluzione, che segue la strategia di sviluppo Ducati in MotoGP, rende più progressiva la risposta del motore, che di fatto rappresenta una versione di produzione, omologata, di quello della Desmosedici di Marc Marquez e Pecco Bagnaia.

Il nuovo Desmosedici Stradale R, nonostante la limitazione generata dall’impianto di scarico conforme alla severa omologazione Euro-5+, mantiene la potenza massima del predecessore offrendo, rispetto a quest’ultimo, una curva di coppia più sostenuta ai medi regimi. Tutto il potenziale di questo motore, si esprime in pista montando lo scarico racingche gli consente di raggiungere i 235 CV, che diventano 239 con l’impiego del Ducati Corse Performance Oil.

Per ottenere queste performance nel rispetto delle stringenti normative Euro5+, gli ingegneri Ducati hanno riprogettato completamente il lato aspirazione, e definito di conseguenza camme di scarico dal diverso profilo che ottimizzano la combustione. Gli iniettori sottofarfalla sono stati riposizionati , aumentando l’efficienza della combustione ai bassi regimi e la permeabilità dei condotti (+1,5%) nella fascia più alta dell’erogazione. Il filtro aria ad alta permeabilità in poliestere riduce la perdita di carico rispetto ad un filtro tradizionale contribuendo al raggiungimento della potenza massima.

Cambio racing
La nuova Panigale V4 R è la prima moto omologata al mondo dotata di uno schema del cambio di tipo racing. Il Ducati Racing Gearbox (DRG) prevede, come sulle MotoGP e Superbike ufficiali, la posizione della folle sotto la prima marcia, anziché tra la prima e la seconda. Questa soluzione, grazie al sistema denominato Ducati Neutral Lock (DNL), elimina la possibilità di innestare involontariamente la folle e trovarsi privi di freno motore nella fase finale e più delicata delle staccate, negli ingressi in curve da prima marcia.

Inoltre, l’assenza della folle tra prima e seconda marcia rende la cambiata fra questi due rapporti più veloce, fluida e ripetibile rispetto a un cambio in configurazione tradizionale. Il sistema Ducati Neutral Lock (DNL)brevettato da Ducati, è disinseribile azionando l’apposita leva del semimanubrio di destra. Il pilota, per inserire la folle, deve quindi eseguire le stesse manovre che compiono i piloti ufficiali in MotoGP e Superbike.

Telaio e forcellone
La nuova Panigale V4 R è basata sui concetti ciclistici della Panigale V4 2025, ovvero il telaio Front Frame rimodulato nella rigidezza laterale (-40%) e soprattutto il forcellone bibraccio Hollow Symmetrical Swingarm. Due soluzioni volute fortemente da Ducati Corse, per poter sfruttare al massimo il grip delle attuali gomme slick, e scaricare a terra le prestazioni massime del motore. I nuovi telaio e forcellone permettono alla moto di chiudere meglio le traiettorie, migliorando anche la trazione in uscita di curva e il feeling del pilota in fase di accelerazione.

La Panigale V4 R monta forcella Öhlins NPX25/30 pressurizzata con steli da 43 mm e ammortizzatore Öhlins TTX36 di tipo meccanico, con tarature specifiche per la nuova generazione. Inoltre, sulla V4 R, per la prima volta su una moto di serie, è presente il nuovo ammortizzatore di sterzo Öhlins SD20 che garantisce un migliore smorzamento ed ha un range più ampio di regolazioni.

Essendo una moto nata per le corse, la V4 R offre ampie possibilità di regolare l’assetto per adattarla alle caratteristiche dei diversi circuiti e allo stile di guida del pilota. L’altezza del perno forcellone è regolabile su 4 posizioni a step di 2 mm. Come avviene sulla versione Superbike, l’altezza del posteriore è regolabile tramite il tirante sospensione su un range più ampio (32,4 mm contro 13 mm di escursione ruota) rispetto a quello della precedente V4 R. Infine, l’ammortizzatore posteriore è predisposto per il montaggio del sensore lineare di corsa della sospensione.

I dati trasmessi dai sensori si integrano con gli altri segnali relativi al funzionamento della moto e vengono raccolti tramite il Ducati Data Logger (DDL), il nuovo sistema di acquisizione dati professionale di Ducati che consente di ridurre i tempi per la messa a punto della moto, disponibile anch’esso come accessorio Ducati Performance.

La nuova Panigale V4 R monta cerchi forgiati in lega di alluminio a 5 razze tangenziali che calzano pneumatici Pirelli Diablo Supercorsa SP v4 nelle misure 120/70 ZR 17 per l’anteriore e 200/60 ZR 17. Per l’utilizzo in circuito, si possono montare senza la necessità di apportare modifiche al veicolo gli stessi pneumatici slick Pirelli usati nel mondiale Superbike nelle misure 125/70 all’anteriore e 200/65 al posteriore. Per questi pneumatici sono disponibili mescole performanti come la SC0, la super morbida SCX e la SCQ, riservata ai giri di qualifica.

Per quanto riguarda i freni, invece, le pinze freno anteriori sono le nuove Brembo Hypure che lavorano assieme a dischi da 330 mm. L’impianto garantisce un’eccellente potenza frenante e una maggior efficienza nel disperdere il calore, offrendo prestazioni più costanti, e dunque maggior efficacia e sicurezza al pilota nella ricerca dei propri limiti.

Elettronica
Il pacchetto elettronico della nuova Panigale V4 R si evolve in maniera significativa rispetto al modello precedente, grazie all’algoritmo Ducati Vehicle Observer (DVO) , sviluppato direttamente da Ducati Corse, e all’applicazione dell’ABS Cornering con frenata combinata che hanno debuttato sulla Panigale V4.

Rispetto a quanto avviene sulla Panigale V4, l’implementazione V4 R si differenzia per le nuove strategie di frenata combinata votate alla prestazione, denominate Race Brake Control, e per l’applicazione del DVO estesa anche al controllo del freno motore. Le logiche del Race Brake Control sono il risultato di uno sviluppo interno a Ducati e permettono di emulare le tecniche di guida dei piloti professionisti con risultati perfino superiori a quelli raggiunti dalla Panigale V4.

Nello specifico, il Race Brake Control consente di sfruttare molto di più il contributo del freno posteriore rispetto a quanto avviene per la Panigale V4 grazie ad un metodo di calcolo ancora più preciso che consente di applicare una pressione maggiore ai diversi angoli di rollio. Il pilota può così spostare più avanti il punto di frenata, in quanto il sistema permette di decelerare in misura maggiore nell’ultima fase di percorrenza fino al limite del bloccaggio del posteriore, come fanno i piloti della MotoGP e della Superbike. A questo contribuisce anche il nuovo sistema di controllo del freno motore, che grazie all’utilizzo del DVO permette una gestione più accurata delle forze applicate allo pneumatico rendendo l’azione frenante del motore ancora più progressiva e prevedibile.

Il nuovo pacchetto elettronico viene gestito attraverso il cruscotto da 6,9” introdotto già con la Panigale V4, che propone le due modalità di visualizzazione Track e Road, e l’interfaccia basata su View grafiche con informazioni sulle prestazioni e sullo stato del veicolo. La versione montata su Panigale V4 R dispone di una View sviluppata specificamente per l’uso pista, denominata Grip Meter, che supporta il pilota nella ricerca della massima performance mostrando graficamente la stima del grip a terra disponibile in quel momento.

Accessori
Per aumentare ulteriormente l’efficacia di questa moto nell’impiego in pista, Ducati Performance propone una vasta scelta di accessori con cui completare e impreziosire la propria Panigale V4 R. Il Ducati DAVC Race Pro, software disponibile come accessorio Ducati Performance, è stato sviluppato in collaborazione con i tecnici Ducati Corse per ottimizzare calibrazioni motore e strategie di controllo, ottenendo così il massimo delle prestazioni in configurazione pista e con gomme slick o rain.

Gli accessori Ducati Performance comprendono anche l’acquisizione dati Ducati Data Logger, i cerchi in fibra di carbonio (-0,950 grammi rispetto ai già leggeri cerchi forgiati) che migliorano tutti gli aspetti della dinamica, i pacchetti freno anteriore PRO e PRO+, carene racing, pedane e tutto ciò che serve per rendere la nuova Panigale V4 R ancora più efficace in pista.

La panoramica completa degli accessori è disponibile sulla sezione dedicata del sito Ducati.com. Attraverso il configuratore, è possibile personalizzare la Panigale V4 R e condividere la configurazione con il dealer di fiducia.

Disponibilità
La Ducati Panigale V4 R arriverà nelle concessionarie europee nel mese di novembre 2025. La distribuzione negli altri paesi, iniziando con gli Stati Uniti, inizierà dal mese successivo.

L’88esima edizione del Bol d’Or era iniziata nel migliore dei modi per il  Team Aviobike WRS: con un’ottima partenza Matteo Ferrari è stato capace di portare la Ducati Panigale V4 – unica moto di Borgo Panigale in pista – in P3 di classe Superstock. Posizione mantenuta anche durante lo stint di Luca Bernardi, nonostante una safety car al quarantesimo giro abbia neutralizzato i distacchi.

Saliti in sella anche Adrien Lepine e Hugo De Cancellis – subentrato all’ultimo minuto all’infortunato Andrea Mantovani – ed effettuato il primo cambio gomme, la gara è proseguita in maniera regolare per le prime dodici ore. Oltre alla costanza di tutto il quartetto dei piloti, anche la squadra al box ha fatto un ottimo lavoro, senza commettere nessun errore. A metà gara il team Aviobike WRS si trovava in P6 di classe Stock, P15 assoluta.

La voglia di terminare la 24 Ore del Bol d’Or nel migliore dei modi si è manifestata ancora di più durante i pit stop forzati durante la tarda notte. In quel momento la Ducati #111 viaggiava saldamente in P6 della sua categoria, subito a ridosso della top 10 assoluta. Un paio di soste ai box più lunghe del previsto hanno evidenziato l’impegno di tutti i ragazzi della squadra. Nonostante i sei giri persi, nessuno dei piloti si è scoraggiato, tutti hanno dato il massimo per recuperare posizioni e mantenere costanza durante l’ultima parte di una gara lunghissima ed estremamente impegnativa per tutti i componenti meccanici.

Il quartetto #111 è riuscito a risalire in classifica fino alla P11 di classe (P20 assoluta), poi il Team Aviobike WRS è stato costretto a dare il definitivo forfait dopo 19 ore e 53 minuti e dopo 544 giri. Un grande dispiacere per la squadra, visto l’impegno di tutti in una settimana molto intensa.

Giovanni Baggi commenta:

«È stata una settimana impegnativa sotto tutti i punti di vista, avevamo grandi aspettative e ce l’abbiamo messa tutta. Purtroppo, alle 11 di questa mattina è mancata la ciliegina sulla torta. Abbiamo mantenuto una performance straordinaria, abbiamo chiesto tanto alla moto e vista la mia esperienza in questo tipo di gare, forse è anche un po’ colpa mia,  potevamo chiudere alla grande. Del resto le gare di endurance sono così, si passa da un momento di estrema gioia a un momento di estremo sconforto. Ringrazio i ragazzi della squadra che chi sono impegnati al massimo, da martedì a oggi. Ringrazio i piloti, WRS e in particolare Nicolas Zavoli che è stato sempre presente e mi ha aiutato in questa stagione. E poi un grazie a tutti gli sponsor, fondamentali per lo svolgimento di queste sfide. Adesso abbiamo tutto l’inverno davanti per respirare e capire cosa fare nel 2026».

L’ultimo appuntamento stagionale con il Campionato del Mondo FIM di Motocross si è tenuto questo fine settimana sul tracciato Hidden Valley di Darwin, all’interno del locale circuito di velocità. Posizionato tra l’equatore e il tropico del capricorno, lo stato dei Territori del Nord ha accolto il Circus della MXGP con temperature elevate e le condizioni tipiche dell’inizio della primavera australe che alla domenica sono cambiate con l’avvento della pioggia.

Dopo aver ottenuto il terzo posto nella gara di qualifica del sabato, Mattia Guadagnini è riuscito a trovare un buono spunto al cancello, posizionandosi subito nella top cinque, su una pista in ottime condizioni, mentre Jeremy Seewer, 13° al sabato, è rimasto chiuso in partenza, transitando nelle ultime posizioni nel corso del primo passaggio. Buona la manche dell’italiano che lotta con i primi per un posto nella top dieci e che chiude 7° sotto la bandiera a scacchi, mentre con una manche solida, lo svizzero che cade nell’ultimo giro perdendo una posizione, riesce a terminare 12° dopo una buona rimonta che lo aveva portato a ridosso dei primi dieci. A causa di un forte temporale che si è abbattuto sulla zona del circuito nel corso della seconda manche della MX2, la direzione di gara ha deciso di annullare la seconda gara del Gran Premio di Australia della classe regina, convalidando il risultato della prima frazione come risultato dell’evento.

Si conclude così la prima stagione completa della Ducati Desmo450 MX nel Mondiale MXGP che ha regalato alla casa di Borgo Panigale il primo podio della sua storia, grazie ai due terzi posti conquistati da Seewer in Svizzera e in Francia, due top 5 con Guadagnini nel Gran Premio di Argentina e in quello d’Europa e un 7° posto di Antonio Cairoli in Gran Bretagna. Ora, dopo 20 Gran Premi, di cui gli ultimi due oltreoceano, l’Aruba.it – Ducati Factory MX Team si sposterà negli Stati Uniti, dove tra due settimane si terrà il Motocross delle Nazioni che vedrà impegnati Cairoli con la nazionale italiana e Seewer con quella svizzera.

Mattia Guadagnini: “E’ finita l’avventura con Ducati e sono contento che si sia conclusa con un risultato positivo. Ieri la qualifica è andata davvero molto bene, con una buona partenza e una gara ottima; oggi abbiamo disputato una sola manche a causa della pioggia ma l’abbiamo sfruttata bene, con una buona partenza, sono stato quinto per buona parte della gara, verso la fine ho alzato un po’ il ritmo e ho perso due posizioni. Ringrazio tutti i ragazzi in Ducati e quelli dell’Aruba.it – Ducati Factory MX Team, è stato un anno a tratti difficile ma sono contento e non ho rimpianti.”

Jeremy Seewer: “Abbiamo fatto alcuni miglioramenti questo fine settimana. Ho faticato molto sabato mattina e nelle prove cronometrate ma poi per la gara di qualifica abbiamo trovato qualcosa che mi ha aiutato molto e sono riuscito a guidare abbastanza bene. Il risultato non lo mostra ma la mia guida era buona. Oggi, in prima manche, sono partito quasi ultimo perché sono stato stretto al via e sono quasi caduto, poi ho lottato bene fino all’undicesima posizione. Un piccolo errore mi è costato caro e ho concluso dodicesimo ma avevo un buon ritmo. Se fossi partito bene, avrei potuto finire settimo o ottavo e questo è un passo avanti rispetto a dove eravamo. Sfortunatamente il meteo non ha aiutato per gara due ma annullare la gara era l’unica decisione possibile.”

È entrata nel vivo la 88esima edizione del Bol d’Or, la storica 24 ore dedicata alle due ruote che si corre al Circuit Paul Ricard, in Francia. .

Per l’ultimo appuntamento del FIM Endurance World Championship 2025, i piloti sono saliti in sella giovedì per le prove libere, le qualifiche 1 e le prove in notturna e oggi per le qualifiche 2. Purtroppo, non ha partecipato alle sessioni Andrea Mantovani, caduto durante i primi giri di test al martedì. A causa delle conseguenze riportate nell’incidente Andrea era stato trasportato in ospedale e operato immediatamente al ginocchio. Già ieri il pilota è stato dimesso dall’ospedale ed è rientrato in Italia, ma l’infortunio gli impedisce di proseguire questa avventura. 

Dopo un enorme lavoro da parte della squadra per sistemare una Ducati Panigale V4 i confermati Luca Bernardi e Matteo Ferrari, insieme al terzo pilota Adrien Lepine, hanno portato avanti il weekend.

Ed è stato proprio Matteo Ferrari a segnare il miglior tempo del terzetto Aviobike WRS durante le qualifiche 2, con un buon 1.55.028 nella sessione riservata ai piloti identificati dal colore giallo. Il lavoro di squadra ha permesso di conquistare la P23 assoluta e P11 di categoria con il tempo di 1:55.074.

Con la classica divisione in gruppi e colori, la posizione di partenza è stata determinata dalla media dei due miglior tempi. Questo il dettaglio dei migliori crono:

Qualifiche 1 + Qualifiche 2

Bernardi 1:55.120 (P25 / P12 SST)

Ferrari 1:55.028 (P15 / P5 SST)

Lepine 1:57.775 (P30 / P17 SST)

L’inizio della 24 Ore del Bol d’Or è sabato alle ore 15:00, con la bandiera a scacchi domenica alla stessa ora. In Italia si potrà seguire la diretta televisiva su Eurosport 2.

Giovanni Baggi commenta:

«È stata una settimana intensa che si è aperta con una brutta caduta al martedì per il nuovo pilota del team, Andrea Mantovani. Si è procurato una bruttissima ferita al ginocchio destro, è stato operato il giorno stesso e ha dovuto alzare bandiera bianca e dare forfait per questa gara. Il Team Aviobike WRS ha ripristinato la moto distrutta ed ha preso parte a tutte le sessioni del giovedì e del venerdì, terminando con un eccellente risultato, nonostante la moto da qualifica fosse stata compromessa in maniera totale. Ci schieriamo in griglia in una buona posizione io come team manager sto lavorando per reclutare il quarto pilota per questa gara, anche se da regolamento possiamo affrontarla anche solo in tre. Ringraziamo tutti gli sponsor e tutti coloro che ci seguono da casa per supportarci in queste avventure che viviamo sempre con tanta passione».