Classica Phillip Island in questo primo venerdì di libere del terz’ultimo round del Campionato del Mondo MotoGP. Vento, sole e qualche goccia di pioggia hanno caratterizzato le prime due sessioni con il Team Gresini MotoGP protagonista con entrambi i suoi piloti.
Enea Bastianini è stato il migliore del team azzurro, centrando la Q2 provvisoria nell’ultimo tentativo lanciato delle fp2. 374 millesimi di ritardo dalla vetta valgono al momento la nona posizione, sufficiente per dormire tranquilli in attesa delle fp3 di domani.
Fp3 che saranno l’occasione per Fabio Di Giannantonio di rientrare nelle primissime posizioni. Il numero 49 ha impressionato questa mattina per passo. La sua top10 nelle fp1 fa ben sperare anche per le prossime giornate con la Q2 che al momento dista appena 270 millesimi di secondo.
9º – ENEA BASTIANINI #23 (1’29.849s) “È andata meglio nel pomeriggio dove forse il vento spingeva ancora di più. Possiamo essere soddisfatti di questo venerdì anche se mi manca costanza sui giri: non riesco mai a fare le stesse linee, quindi dobbiamo lavorare sul posteriore. Normalmente non tocchiamo troppo il “dietro”: il problema è che se perdo un pochino la moto in uscita mi trascino il problema fino alla curva successiva…Il tempo si fa alle curve 1, 3 e all’ultimo settore: c’è da lavorare, soprattutto per la 12”.
17º – FABIO DI GIANNANTONIO #49 (1’30.158s) “Stamattina siamo partiti molto bene, il feeling con la moto era ottimo. Nel pomeriggio ci è mancato il time attack perché fino a metà turno abbiamo fatto bene. Invece nel momento di cercare il tempo mi sono trovato da solo in pista e con il vento ho faticato un po’. Dobbiamo lavorare sull’elettronica perché in uscita di curva la moto si muove molto. Sul passo siamo messi bene, ma una cosa è correre in gruppo, con il vento che non è più un fattore, e un’altra è correre da solo. C’è ancora da migliorare”.
I piloti del Ducati Lenovo Team hanno preso parte oggi a due sessioni di prove libere, entrambe con asfalto asciutto, sul circuito di Phillip Island, teatro questo fine settimana del GP d’Australia, terzultimo appuntamento della stagione MotoGP 2022. Dopo la pioggia battente caduta durante la giornata di ieri, il forte vento alzatosi questa mattina ha infatti allontanato in parte la perturbazione, lasciando spazio ad un turno di FP1 asciutto durante il quale sia Pecco Bagnaia che Jack Miller hanno potuto riprendere confidenza col tracciato australiano, tornato in calendario quest’anno dopo un’assenza di tre anni.
Dopo aver chiuso la FP1 con un giro veloce in 1:31.077, nella FP2 del pomeriggio Bagnaia ha compiuto un giro veloce in 1:29.838 con la gomma morbida, terminando la prima giornata all’ottavo posto. Jack Miller ha invece chiuso il venerdì in tredicesima posizione, dopo aver dedicato la maggior parte delle due sessioni lavorando sul setup della sua Desmosedici GP in vista della gara.
La prima giornata di prove libere del GP d’Australia ha visto due Ducati al comando: Johann Zarco è stato infatti il più veloce con la Desmosedici GP del team Pramac Racing seguito da Marco Bezzecchi, pilota del VR46 Racing Team.
Francesco Bagnaia (#63 Ducati Lenovo Team) – 8° (1:29.838) “Il bilancio di oggi è positivo e quindi sono contento. Sia nella FP1 che nella FP2 ho avuto qualche difficoltà nella prima uscita, mai in seguito siamo riusciti a raddrizzare la situazione ed ottenere buoni risultati alla fine di entrambe le sessioni. Abbiamo ancora del lavoro da fare ma siamo a buon punto, e so dove possiamo ancora migliorare. In questo momento i settori dove perdo qualcosa sono il primo ed il terzo, perciò domani mi concentrerò soprattutto sul fare bene in quei due punti del tracciato: sarà fondamentale riuscire a qualificarsi davanti, e so di avere il potenziale per poter essere veloce”.
Jack Miller (#43 Ducati Lenovo Team) – 13° (1:30.021) “La giornata di oggi non si è sicuramente conclusa come speravamo. Fatico soprattutto a curvare e, a causa di alcuni piccoli problemi avuti durante il secondo turno, uniti al forte vento, non siamo riusciti a migliorare nel time-attack. In ogni caso, sono felice di essere nuovamente qui a Phillip Island. È bellissimo vedere quanta gente sia venuta questo weekend e questo mi motiva molto: sono sicuro che domattina, se il meteo ce lo permetterà, potremo fare passi avanti e una buona qualifica”.
I piloti del Ducati Lenovo Team torneranno in pista domattina alle ore 9:55 australiane (le 00:55 in Italia) per la FP3, mentre le qualifiche di disputeranno a partire dalle ore 14:10 locali (le 5:10 italiane), al termine della FP4.
Nel quarto episodio della Ducati World Première web series la Casa di Borgo Panigale ha presentato la nuova Panigale V4 R. Con questa moto Ducati conferma ancora una volta la propria vocazione: offrire ai propri appassionati le soluzioni tecnologiche più sofisticate e raffinate che avvicinano sempre di più la supersportiva stradale alle moto da competizione utilizzate nel campionato WorldSBK.
La nuova Ducati Panigale V4 R è riconoscibile sin dal primo sguardo grazie alla presenza delle ali in carbonio e alla livrea ispirata alla MotoGP, che integra le tabelle portanumero bianche con il numero “1” in evidenza. Per la prima volta, inoltre, la moto sarà prodotta in serie numerata con numero progressivo e nome del modello riportati sulla testa di sterzo in alluminio ricavata dal pieno.
Il cuore della Panigale V4 R è il nuovo Desmosedici Stradale R da 998 cm3, un motore in grado di raggiungere un regime di rotazione massima pari a 16.500 giri al minuto in sesta marcia (16.000 negli altri rapporti) ed erogare una potenza massima di 218 CV a 15.500 giri/minuto (in configurazione Euro-5), valori da riferimento assoluto nel panorama delle supersportive di pari cilindrata. Il nuovo Desmosedici Stradale R, nonostante tutte le migliorie, fornisce prestazioni leggermente ridotte rispetto al predecessore per effetto della limitazione generata dall’impianto di scarico conforme alla severa omologazione Euro-5. Tutto il potenziale di questo motore, però, si esprime in pista montando lo scarico racing, che gli consente di raggiungere i 237 CV, tre in più rispetto alla precedente versione.
Nello sviluppo del motore della nuova Panigale V4 R è stato inoltre messo a punto un olio speciale, sviluppato da Shell in collaborazione con Ducati Corse*. Il nuovo olio prestazionale garantisce una riduzione degli attriti meccanici del 10% e porta a un aumento della potenza massima di ulteriori 3,5 CV, che salgono a +4,5 CV al limitatore . La formulazione di questo olio si basa sull’utilizzo di additivi di tipo racing, specifici per motori ad elevato numero di giri ed equipaggiati con frizione a secco. È proprio la frizione a secco infatti, come nei motori MotoGP e SBK, a consentire l’uso di additivi, che renderebbero problematica la trasmissione della coppia nella frizione a bagno d’olio. Questi elementi chimici vengono aggiunti all’olio di base in quantità e percentuali dedicate per garantire il giusto bilanciamento tra prestazioni e protezione del motore.
Con la combinazione di scarico racing e olio dedicato, la potenza massima della Panigale V4 R può quindi raggiungere lo straordinario valore di 240,5 CV.
Questi numeri sono possibili grazie all’adozione di soluzioni tecniche sofisticate derivate dal mondo delle competizioni. Per la prima volta su una moto stradale sono utilizzate bielle in titanio di tipo “gun drilled” , ossia forate longitudinalmente lungo il fusto (foro di diametro 1,6 mm). Questa soluzione, permettendo il passaggio dell’olio dalla testa al piede di biella, migliora la lubrificazione dello spinotto e quindi l’affidabilità in condizioni estreme.
I pistoni del Desmosedici Stradale R possiedono un mantello caratterizzato dal trattamento superficiale DLC (Diamond Like Carbon) che riduce gli attriti tra pistone e camicia: una soluzione impiegata nelle competizioni in MotoGP e Formula 1 e che viene applicata per la prima volta su un motore stradale. I pistoni hanno anche una nuova geometria che li rende più leggeri di 5 grammi (pari al 2% del loro peso) riducendo così le forze d’inerzia, con benefici sull’affidabilità.
Gli altri interventi coinvolgono un profilo delle camme di aspirazione più aggressivo, contraddistinto in questa versione da una maggiore alzata (1 mm) e accordato a nuovi cornetti a lunghezza variabile, accorciati di 5 mm nella configurazione corta. Questa modifica migliora la respirazione agli alti regimi e innalza così la potenza massima nella configurazione con scarico racing.
Sempre in ottica di miglioramento delle prestazioni in circuito, la Panigale V4 R adotta la stessa rapportatura del cambio utilizzata dalle moto che competono nel Mondiale Superbike , come già avvenuto sulla Panigale V4 S 2022, con l’allungamento di prima (+11,6%), seconda (+5,6%) e sesta marcia (+1,8%) rispetto al modello precedente. La prima marcia diventa quindi più utilizzabile nella guida in circuito, offrendo i benefici di un maggior freno motore in staccata e di una miglior accelerazione in uscita. Inoltre, il minor salto fra prima e seconda marcia consente al Ducati Quick Shift di lavorare in maniera più efficace, incrementando l’efficacia del nuovo schema racing.
Il Desmosedici Stradale R nella sua versione 2023 è dotato anche di una nuova frizione a secco che deriva dallo sviluppo della versione utilizzata nel campionato mondiale Superbike dal team Ducati ufficiale. Il diametro e la lunghezza assiale di questa frizione sono stati ridotti (-24 mm) e soprattutto il suo peso è calato di circa 800 grammi.
La maggior efficacia nell’uso in circuito della nuova Panigale V4 R viene ottenuta anche grazie all’adozione di tutte le evoluzioni elettroniche già introdotte su Panigale V4 ’22 e ‘23, con l’ampliamento e l’evoluzione dei Power Mode, la nuova visualizzazione “Track Evo” sul dashboard, le mappe motore con taratura dedicata ad ogni singola marcia, gli affinamenti al DTC e al sistema Ride By Wire, ma anche l’adozione della strategia Engine Brake Control EVO 2, la nuova strategia per il DQS e l’aggiornamento del controllo della ventola di raffreddamento.
Per rendere la Panigale V4 R ancora più veloce e sfruttabile nell’impiego racing è stata adottata la logica dei Power Mode già implementata con successo su Panigale V4 e V4 S, naturalmente con calibrazioni dedicate al motore Desmosedici Stradale R. Le strategie motore sono quattro: Full, High, Medium, Low. Full e Low sono di nuova concezione, mentre High e Medium sono state riviste. Il Power Mode Full permette al motore di esprimere tutto il suo potenziale con curve di coppia senza filtri elettronici, eccetto per la prima marcia. Per i Power Mode Medium e High è stato sviluppato un nuovo sistema di gestione delle mappe Ride by Wire con taratura dedicata per ciascuna delle sei marce, che garantisce al pilota di ottenere sempre la spinta ottimale ad ogni apertura del gas. Il Power Mode Low, invece, è stato studiato per la guida su strada o per i fondi a bassa aderenza, limitando la potenza massima della moto a 160 CV e offrendo una risposta al gas particolarmente fluida.
I parametri di funzionamento della moto possono essere visualizzati in maniera ancora più efficace grazie alla nuova grafica del dashboard , che si differenzia per una distribuzione rivista delle funzioni delle spie esterne allo schermo. La novità più rilevante su Panigale V4 R, già introdotta su V4 S, riguarda l’interfaccia, che si evolve attraverso l’inserimento di un nuovo Info Mode, sviluppato dai piloti MotoGP e denominato “Track Evo”, il quale si aggiunge ai già esistenti “Road” e “Track”.
Per migliorare stabilità, precisione e direzionalità nelle fasi di staccata e inserimento curva e consentire al pilota di definire con maggior precisione la migliore configurazione elettronica del motore su ogni circuito, anche la Panigale V4 R adotta l’Engine Brake Control (EBC) EVO 2 . Questo sistema di gestione elettronica del freno motore si caratterizza per una differente calibrazione marcia per marcia su ciascuno dei tre livelli selezionabili. La strategia è stata sviluppata per ottimizzare l’intensità del freno motore in funzione del carico sul retrotreno.
La Panigale V4 R adotta anche una nuova strategia per il Ducati Quick Shift (DQS) che migliora la fluidità di cambiata a ogni grado di apertura dell’acceleratore, sia quando quest’ultimo è parzializzato sia quando è completamente aperto, affrontando in maniera differente le due diverse situazioni. Nelle cambiate a gas parzializzato la strategia agisce sia attraverso un taglio di iniezione della precedente strategia che con una decurtazione di anticipo, fluidificando l’azione nell’utilizzo stradale grazie all’assenza di spegnimenti e riaccensioni del motore. Nelle cambiate a gas completamente aperto, tipiche dell’utilizzo in pista, la strategia del DQS viene affinata con un’evoluzione della fase di restituzione della coppia che garantisce più stabilità alla moto e una spinta più omogenea e quindi maggiormente redditizia nel tempo sul giro.
A queste modifiche si aggiunge anche l’aggiornamento della strategia di controllo della ventola di raffreddamento, in grado di offrire una migliore gestione delle temperature di esercizio riducendo anche l’accumulo di calore tipico della conclusione delle sessioni di pista. Inoltre, questa strategia garantisce un maggiore comfort termico per il pilota già alle velocità tipiche dell’uso stradale.
Per chi utilizza la Panigale V4 R solamente in pista, la Casa di Borgo Panigale ha sviluppato il software specifico Ducati Performance DTC EVO 3 per pneumatici slick-rain (venduto come accessorio e che rende la moto non omologata per la circolazione su strada aperta al traffico), il quale permette di attivare il funzionamento lampeggiante della luce di posizione posteriore, come previsto dai regolamenti agonistici in caso di pioggia, e sostituisce il Riding Mode Street con una modalità Rain specificamente pensata per l’uso su fondi bagnati
Per migliorare il feeling del pilota in fase di apertura e gestione del gas, è stato adottato un nuovo comando acceleratore più compatto del 50% e caratterizzato da giochi radiali e assiali ridotti al minimo, nonché virtualmente privo di corsa a vuoto iniziale. Infine, come sulle moto da corsa, è presente il Pit Limiter per limitare la velocità in uscita e ingresso della corsia box.
La Panigale V4 R conferma la ciclistica basata su telaio “Front Frame” e forcellone monobraccio in alluminio della famiglia Ducati Panigale. È possibile regolare l’altezza del pivot forcellone posteriore su 4 posizioni a step di 2 mm.
Per aumentare agilità, feeling del pilota e grip, anche la ciclistica della Panigale V4 R segue la direzione evolutiva tracciata dalla Panigale V4/V4 S con il modello 2022, pur mantenendo la regolazione completamente meccanica per le sospensioni. All’avantreno la forcella pressurizzata Öhlins NPX25/30 aumenta la sua escursione di 5 mm rispetto alla precedente versione “R”. Questa scelta tecnica, unita a un ammortizzatore Öhlins TTX36 il cui interasse passa da 312 a 316 mm e a una regolazione di serie del perno forcellone sulla posizione +1, aumenta l’altezza del posteriore di 20 mm. In questo modo si ottiene un baricentro più alto e quindi una maggiore agilità in inserimento e nei cambi di direzione. L’adozione di una molla meno rigida per l’ammortizzatore (da 105 N/mm a 80 N/mm) e di un minor carico a terra sull’anteriore dovuto all’allungamento della corsa della forcella, oltre a migliorare la capacità di “copiare” l’asfalto, accentua i trasferimenti di carico sfruttando la maggior corsa negativa delle sospensioni, aumentando grip e feeling in inserimento curva. Allo stesso tempo, la maggior escursione della forcella permette alla ruota anteriore di mantenere il contatto con l’asfalto anche a fronte di trasferimenti di carico più accentuati verso il retrotreno in accelerazione, mentre la posizione del perno forcellone accentua l’effetto anti-squat migliorando stabilità, precisione e capacità di mantenere la traiettoria in uscita di curva. Infine, per velocizzare e semplificare la taratura, l’ammortizzatore posteriore è dotato di registro idraulico per il precarico.
Anche le sovrastrutture della supersportiva Ducati sono state aggiornate, con l’adozione di un serbatoio in alluminio spazzonato dalla capacità aumentata a 17 litri e un profilo che offre un supporto più favorevole a braccia e gambe del pilota in staccata e in percorrenza. Le modifiche al serbatoio si aggiungono ad una sella dall’andamento più piatto, ridotta nello schiumato e con un diverso rivestimento, che da un lato garantisce una maggior libertà di movimento longitudinale, dall’altro aiuta il pilota a stabilizzarsi quando necessario.
Sulla nuova Panigale V4 R è stato rivisto anche il pacchetto aerodinamico nell’ottica di una maggior efficienza: le nuove ali a due elementi (principale + flap) garantiscono lo stesso carico aerodinamico diventando però più compatte e sottili (rispettivamente del 40% e del 50%). Per migliorare il raffreddamento del motore, stabilizzandone le prestazioni nell’uso estremo in circuito, la carenatura è stata modificata nella configurazione degli estrattori nella zona inferiore, che rispettano il regolamento del Mondiale Superbike. Sempre nella parte inferiore, sul lato sinistro, è stata ricavata una presa d’aria per raffreddare il sensore del Ducati Quick Shift.
Per aumentare ulteriormente l’efficacia di questa moto nell’impiego in pista, Ducati Performance propone una vasta scelta di accessori con cui completare e impreziosire la propria Panigale V4 R . Si parte naturalmente dall’impianto di scarico completo in titanio Akrapovič con doppio silenziatore sottosella, che migliora sensibilmente il già ridotto rapporto peso/potenza della V4 R grazie a un risparmio di peso di 5 kg rispetto all’impianto standard e all’incremento di potenza fino a 237 CV. Lo scarico viene fornito corredato di mappatura dedicata con cui tutti i parametri di DTC, DWC, DPL e DSC vengono adeguati alle nuove prestazioni della moto. Un ulteriore alleggerimento è possibile montando i cerchi in magnesio, che garantiscono un risparmio di 0,7 kg (-10%) rispetto ai già leggeri cerchi forgiati di primo equipaggiamento, migliorando tutti gli aspetti della dinamica, in particolare l’agilità in inserimento e nei cambi di direzione.
Per adattare al meglio la posizione di guida sono disponibili le pedane pilota regolabili in alluminio, sviluppate da Ducati Corse in collaborazione con Rizoma. Esse sono dotate di pedali freno e cambio snodati per minimizzare il rischio di rottura in caso di scivolata e utilizzano il DQS di serie, che può essere configurato sia come cambio tradizionale sia come cambio rovesciato/racing. Il pacchetto accessori Pit Stop offre termocoperte e cavalletti garage per affrontare le sessioni in pista al meglio delle condizioni. Chi desiderasse poi utilizzare pneumatici Slick o Rain può scegliere il software DTC EVO 3, che introduce le calibrazioni specifiche dei controlli elettronici. Per impreziosire ulteriormente la Panigale V4 R è possibile inoltre adottare una o più delle componenti in fibra di carbonio per le sovrastrutture, dal parafango posteriore fino alle protezioni per il telaio, il forcellone, il pignone e i carter motore, arrivando a dettagli come i convogliatori per il raffreddamento dei freni anteriori, che migliorano le prestazioni su pista e rendono la frenata più efficiente e costante.
Il fascino di questo round è probabilmente ineguagliabile in tutto il calendario MotoGP e i due piloti del Team Gresini MotoGP ci arrivano con mood diversi, ma con la stessa volontà di fare bene. Bastianini correrà per mantenere aperte le proprie opzioni di titolo (-39 da Fabio Quartararo) su un tracciato mai provato con MotoGP. Buriram insegna che nulla è impossibile anche se qui il 23 non è mai andato oltre la top5 (5º nel 2017 con la Moto3). Fabio Di Giannantonio, che sul podio qui ci è salito nel 2018 (2º), correrà per lasciarsi alle spalle i risultati negativi delle ultime 4 uscite e tornare a punti.
Malesia. Il prossimo appuntamento sarà a Sepang, circuito dove Bastianini ha già conosciuto il podio in due occasioni (sempre Moto3) con la terza piazza nel 2017 e 2018. Il numero #23 potrà contare su un test pre-season davvero impressionante: ad inizio febbraio qui l’italiano fece segnare il miglior tempo assoluto (1’58.131s) dando già un assaggio della stagione che sarebbe venuta. Circuito più complicato per Fabio Di Giannantonio che non aveva sfruttato a dovere quei test a causa di un problema fisico e che in carriera vanta un 6º posto come miglior piazzamento datato 2018.
Corse e ricorsi storici. Per ritrovare la Gresini Racing sui podi MotoGP di Phillip Island e Sepang bisogna tornare alle stagioni 2003, 2004, 2006 e 2007. Sete Gibernau nel 2003 fu secondo in Malesia, mentre l’anno successivo si giocò al fotofinish la vittoria con Rossi in Australia (2º a 0.097s). L’unica vittoria MotoGP downunder è firmata da Marco Melandri nel 2006: il 33 domina una gara caratterizzata dalla pioggia tagliando il traguardo con 10 secondi di vantaggio sul primo rivale (Vermeulen). Anche un secondo posto per Melandri in Malesia l’anno successivo.
ENEA BASTIANINI #23 (4º in classifica generale con 180 punti) “Arriviamo da una gara complicata, ma sicuramente positiva. Il sesto posto di Buriram sotto l’acqua battente ha mantenuto le nostre motivazioni molto alte. Ci attendono altre tre gare importantissime e la doppietta Australia-Malesia sarà certamente interessante. Per me sarà la prima volta con la MotoGP a Phillip Island, quindi sarà tutta da scoprire, mentre a Sepang sappiamo di poter essere veloci, i test di febbraio ci avevano dato indicazioni molto importanti”.
FABIO DI GIANNANTONIO #49 (20º in classifica generale con 23 punti) “Il fine settimana di Thailandia è ovviamente da dimenticare, però restano delle cose positive che abbiamo trovato sulla moto e che spero ci possano aiutare nei prossimi appuntamenti. Phillip Island è il primo: una pista dove sono sempre andato forte e che mi piace molto, spero davvero di poter mettere in pratica quanto appreso a Buriram. In Malesia invece sarà una tra le gare più toste fisicamente della stagione, abbiamo qualche riferimento nel test di inizio anno, e ci sarà da usare la testa e gestire bene le energie”.
Il Ducati Lenovo Team è arrivato in Australia per disputare, questo fine settimana, il terzultimo appuntamento della stagione MotoGP 2022, il GP d’Australia sul circuito di Philip Island.
Il tracciato, che è a circa due ore di auto da Melbourne, ha ospitato il mondiale in 25 occasioni prima della pandemia che ha costretto gli organizzatori a cancellare le edizioni 2020 e 2021. Finora Ducati ha ottenuto 4 vittorie e 11 podi sul circuito australiano: il più recente è stato il terzo posto di Jack Miller nel 2019 con la Desmosedici GP del Pramac Racing Team.
Miller correrà qui il suo Gran Premio di casa e lo farà per la prima volta vestendo i colori del team ufficiale. Vincitore del GP del Giappone e reduce da un secondo posto nell’ultimo appuntamento disputato in Tailandia, il pilota australiano andrà a caccia di un altro successo davanti al suo pubblico di casa. Anche per Pecco Bagnaia, terzo a Buriram, il GP dell’Australia sarà molto importante: il pilota italiano arriva infatti a Phillip Island con un distacco in campionato di soli due punti rispetto al leader Quartararo. Sul tracciato australiano Bagnaia, quarto al traguardo nell’edizione 2019, punta ad ottenere un altro risultato importante in ottica campionato.
Francesco Bagnaia (#63 Ducati Lenovo Team) – 2° (217 punti) “Dopo il GP della Tailandia sono tornato a casa per qualche giorno e ora sono pronto ad affrontare questi altri due appuntamenti consecutivi in Australia e Malesia. Sono entusiasta di tornare a Phillip Island, un circuito molto veloce dove sono convinto che potremo fare bene. Adesso siamo a due punti da Quartararo, ma questo non cambia il nostro approccio: dobbiamo restare concentrati, lavorare bene a partire dal primo turno del venerdì e puntare alla vittoria in gara. Ora più che mai è importante non commettere errori. Vedremo come sarà il meteo. Nell’ultimo GP siamo riusciti a ritrovare un buon feeling sul bagnato, ma dobbiamo comunque arrivare a domenica pronti ad affrontare la gara in qualsiasi condizione”
Jack Miller (#43 Ducati Lenovo Team) – 5° (179 punti) “Sono davvero molto contento di tornare a Phillip Island e disputare finalmente il mio Gran Premio di casa con il team ufficiale Ducati. L’ultima volta che abbiamo corso qui è stato nel 2019, e in questo weekend sarà la prima volta che i miei famigliari e i miei amici mi vedranno correre dal vivo vestendo i colori del Ducati Lenovo Team, per cui sono felice e orgoglioso! Arriviamo da un periodo in cui ho trovato un grande feeling con la mia Desmosedici GP: la moto funziona davvero bene e le mie sensazioni migliorano gara dopo gara, perciò non vedo l’ora di scendere in pista e lottare nuovamente per un buon risultato”.
I piloti del Ducati Lenovo Team scenderanno in pista venerdì 14 ottobre per la prima sessione di prove del GP dell’Australia alle ore 9:55 locali (00:55 in Italia), mentre la gara verrà disputata domenica 16 ottobre con partenza prevista per le ore 14:00 australiane (le 5:00 italiane) sulla distanza di 27 giri.
Sul circuito di Portimao si è chiuso il weekend del WorldSBK, nono appuntamento stagionale del campionato. In Superbike Luca Bernardi ha concluso la Superpole Race in diciottesima posizione, senza riuscire a rimontare dalla diciannovesima casella della partenza. Un lungo in curva uno al termine del primo giro lo aveva fatto precipitare indietro, prima di riuscire risalire fino alla diciottesima posizione del traguardo.
Il #29 è riuscito a essere più incisivo in gara 2: dopo aver rimontato cinque posizioni nei primi giri, Luca ha cercato di attaccarsi ai piloti di centro gruppo e a sette giri dalla fine è riuscito a conquistare la tredicesima posizione, che ha poi mantenuto fino al traguardo. Con i tre punti conquistati oggi, Bernardi sale a quota 64 nella classifica di campionato.
Sottotono anche la gara di Oliver Bayliss: l’australiano non è riuscito a sfruttare una grande partenza che lo aveva portato dalla ventiduesima alla tredicesima posizione, ma lo scarso feeling con la sua Panigale V2 gli ha impedito di tenere un passo tale da restare nella zona punti. Dopo una corsa in difesa Oliver ha tagliato il traguardo in sedicesima posizione .
Luca Bernardi, #29 – Superpole Race: P18– Gara 2: P13
«Oggi abbiamo fatto un’ottima gara, sono riuscito a tenere un bel passo gara e a fare dei bei sorpassi. Anche se non disputerò le altre gare in Superbike, e mi dispiace molto, sono contento di questo step in avanti».
Oliver Bayliss, #32 – Gara 2: P16
«Sono contento che questo weekend sia finito, abbiamo faticato molto con la messa a punto durante tutto il fine settimana e non mi sono mai sentito a mio agio sulla moto. Dobbiamo dimenticare questo fine settimana e iniziare a lavorare per l’Argentina… So che siamo più competitivi di così».
«In Supersport Oliver ha pagato il fatto di non conoscere affatto una pista tecnica e difficile. Luca è riuscito a essere più veloce di ieri e questo lo ha portato a ottenere un piazzamento migliore. A nome di tutto il team gli voglio fare un grosso in bocca al lupo per il suo futuro. Dal punto di vista logistico è stato un weekend molto impegnativo con cinque squadre al lavoro tra Campionato Italiano e mondiale Superbike. Voglio ringraziare tutti per l’impegno e la passione che ci hanno portato a vincere due campionati nel CIV».
È la giornata perfetta per il Barni Spark Racing Team. Michele Pirro conquista il titolo di campione italiano Superbike con una gara di attesa. Alla fine il pilota delle Fiamme Oro è quinto al traguardo di Gara 2, ma tanto basta per laurearsi campione italiano Superbike 2022. Delbianco finisce terzo e alla fine i punti che separano i due in classifica sono 11.
Con nove titoli Pirro diventa il terzo pilota più vincente della storia nel CIV, davanti a lui solo Tarquinio Provini e Giacomo.
Michal Filla, con la seconda Ducati Panigale V4R del Barni Spark Racing Team ha cichiuso gara 2 a Imola in ottava posizione. Al termine della sua prima stagione nel CIV il pilota ceco ha portato a casa 61 punti e la dodicesima posizione in campionato.
Gara al cardiopalma in Supersport dove quattro piloti potevano ancora giocarsi il titolo: Spinelli, partito dalla pole position, è scattato bene, ma ad andare in testa durante il primo giro è stato un outsider: Patacca; Spinelli invece ha scelto di controllare i suoi avversari diretti in campionato, senza cercare per forza la vittoria. Ferrari si è messo davanti a Nicholas a quattro giri dalla fine, ma ha superato i limiti della pista più volte ed è incappato in una penalità di sei secondi. Spinelli ha così riguadagnato una posizione ed è salito sul secondo gradino del podio di gara 2, laureandosi campione italiano Supersport.
Michele Pirro, #51
«Siamo arrivati a giocarci il titolo all’ultima gara e per me è stato difficile fare una gara di sola gestione. Sono abituato a spingere sempre al 100% senza fare troppi calcoli, ma stavolta era troppo importante centrare l’obiettivo finale, quindi oggi ho fatto una gara di attesa. Ho conquistato il nono titolo italiano il sesto con Barni, credo che insieme abbiamo ancora una volta scritto la storia in questo campionato. Un ringraziamento di cuore a Marco Barnabó e a tutte le persone che ci hanno supportato in questa stagione: tutti i meccanici, le persone che lavorano a casa, gli sponsor e il gruppo sportivo delle Fiamme Oro».
Michal Filla, #55
«È stato davvero un piacere per me correre per la prima volta nel CIV con il miglior team del campionato. È stato bellissimo lavorare con persone molto professionali, voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno dato questa possibilità e che hanno ceduto in me. Congratulazioni alla squadra per aver vinto il titolo in un campionato così difficile e ancora: Grazie!».
Nicholas Spinelli, #29
«E’ stata dura, ma abbiamo lavorato benissimo con il team per tutta la stagione, voglio ringraziare tutta la squadra dal profondo del cuore. Questo risultato ci ripaga di tutti sforzi e ci deve rendere tutti orgogliosi. Io sono felicissimo e nel 2023 mi piacerebbe fare il mondiale Supersport».
Marco Barnabò, Team Principal «Con Michele in questa stagione abbiamo avuto diverse disavventure, il titolo ce lo siamo dovuti sudare, ma per questo è ancora più bello. D’accordo con il pilota oggi abbiamo deciso di gestire il vantaggio che avevamo in campionato, sappiamo quanto sia stata dura per lui perchè il suo carattere lo spinge a dare sempre il 100%, ma è stata la scelta giusta. Sono ancora più orgoglioso della vittoria in Supersport, posso dire di essere stato tra i primi a credere nel progetto di questa moto (la Panigale V2), l’abbiamo sviluppata e Nicholas ci aiutato a portarla in alto in un campionato combattuto che non avevamo mai fatto. Vincere al primo anno è una grandissima soddisfazione».
Solida domenica per il Team Go Eleven sul saliscendi di Portimao. Philipp conquista una doppia undicesima posizione, terminando sempre in volata con la Top Ten, a soli pochi centesimi dal decimo posto. Peccato non aver centrato l’obiettivo, ma il rookie tedesco si è sempre mostrato competitivo ed in lotta per le posizioni che contano, anche in termini di distacco finale di Gara.
Nel Warm Up Oettl si dimostra subito in forma ed in linea con le prestazioni sperate, impostando il passo sul 41 basso per diversi giri consecutivi. Non rischia più di tanto e risparmia qualche energia in vista delle gare.
In Superpole Race Philipp ed il Team Go Eleven prendono un rischio; scelgono la SCX posteriore, la gomma morbida da qualifica, che, perlomeno sulla carta, dovrebbe fornire un extra grip nei primi giri, ed andare in sofferenza sul finale. Oettl parte bene, poi un contatto in curva tre con Gerloff lo ostacola leggermente; contrariamente a quanto pronosticatile, nei primi due giri, fa fatica a trovare il ritmo giusto, ma dal terzo passaggio in poi si accende e chiude il gap con la Top Ten. Rimonta, entra in lotta con Vierge, ma sul finale la gomma cala e non riesce a sfruttare il suo punto forte, l’uscita all’ultima curva. Conclude undicesimo, in scia alle Honda e Baz, ma purtroppo non migliora la sua griglia per Gara 2. La scelta della SCX, forse, si è rivelata sbagliata, ma è stato un rischio calcolato, che andava preso per cercare qualcosa di diverso. In ogni caso, ancora una volta, il gruppo con cui siamo in lotta, era giusto qualche decimo davanti, e la prestazione del pilota numero 5 è stata decisamente positiva.
In Gara 2 Philipp parte male trovandosi esterno nelle prime tre curve, perdendo così qualche posizione. Nei primi passaggi, non riesce a scendere sotto il 42, trovandosi in lotta con piloti più lenti, e non impostare fare le proprie traiettorie. Liberatosi di Mahias e delle BMW di Van Der Mark e Laverty, Philipp si trova a 3.8 secondi da Loris Baz, in quel momento primo degli Independent. Inizia una lunghissima rincorsa, girando sul 41 basso, 41 e mezzo, tanto che riesce a chiudere il gap prima degli ultimi 4 giri. Anche Gerloff recupera, entra in lotta con Philipp, riesce a prendere un piccolo vantaggio e prova ad attaccare Baz. Complice la lotta tra i due, Oettl si aggancia definitiva e prova a giocare le sue carte; sorpassa una volta Loris, poi viene riattaccato, Loris risorpassa l’americano, ma quest’ultimo riesce a creare un piccolo gap, che risulterà decisivo. Nell’ultimo giro succede di tutto; Philipp attacca in curva uno, va lungo, Baz sbaglia poco dopo ed alla fine arrivano in volata. Go Eleven porta a casa un altro undicesimo posto, un buon risultato, ma pur sempre consapevoli che ci si poteva inserire nei primi nove con dei primi passaggi più rapidi.
Il WorldSBK conclude così le trasferte europee, e si sposta oltreoceano, in Argentina, dove avrà luogo il Round numero 10. La pista è spettacolare, l’atmosfera là è sempre molto calda, e nonostante la lontananza, siamo sicuro che lo show sarà garantito. Ci vediamo a El Villicum, 21-23 Ottobre 2022!
Philipp Oettl (Rider): “Complessivamente abbiamo fatto un bel lavoro questo weekend, ero un po’ malato, non stavo benissimo, e questo non ci ha aiutato nel nostro progresso. Penso che il lavoro sia stato buono, abbiamo finito bene le gare, lottando duramente. Volevo la Top Ten a tutti i costi, specialmente nell’ultima gara, ma ci siamo arrivati vicinissimi. Penso che siamo in un buon momento di risultati, dobbiamo continuare così. Nell’ultimo giro oggi, ho provato a passare Baz alla prima curva, ma sono andato fuori dal tracciato, e rientrando pensavo fosse finita, ma lui ha fatto un errore e allora son tornato sotto, peccato che la gara era ormai al termine. Ora concentriamo sul prossimo Round, l’Argentina, penso che possiamo essere nella battaglia là!”
Denis Sacchetti (Team Manager): “In Superpole Race abbiamo rischiato la gomma soft, ci aspettavamo qualcosa di più, ma la performance della gomma è stata strana, diversa da quello che ci aspettavamo. In Gara 2 è rimasto esterno alle prime curve, cercando di sfruttare una maggiore percorrenza, però non siamo riusciti a recuperare nulla. Credo poi abbia fatto un bella gara, giocandosi il Best Independent fino quasi alla bandiera a scacchi. Dobbiamo considerare che ha problemi di stomaco da 2 giorni, e non era per niente in forma, poi in una pista così difficile e fisica avere poche energie non aiuta di certo. Anche per questo sono contento della tenacia e determinazione che ci sta mostrando Philipp. Ogni gara cresciamo e miglioriamo in qualche area quindi dobbiamo continuare questo trend!”
Ancora una straordinaria domenica per Alvaro Bautista ed il team Aruba.it Racing – Ducati. Il pilota spagnolo vince una strepitosa gara due al termine di una spettacolare battaglia con Razgatlioglu (Yamaha) mentre Michael Rinaldi chiude al quarto posto dopo aver lottato tutta la gara per il podio.
Partito dalla seconda posizione in griglia ottenuta in Superpole Race, Bautista insegue per i primi 8 giri Razgatlioglu e Rea (Kawasaki). Al nono giro compie il capolavoro con un doppio sorpasso che gli consente di prendere la testa. Razgatlioglu lo attacca a tre giri dalla fine ma Bautista si difende bene e chiude primo con margine.
Rinaldi sfrutta al meglio la seconda fila conquistata in SPR e alla prima curva è già quarto. Il suo passo è incisivo e gli consente di stare con il gruppo del podio per oltre due terzi di gara per poi chiudere in P4.
P1 – Alvaro Bautista (Aruba.it Racing – Ducati #19) “Una bella vittoria. Sono molto contento. Abbiamo incontrato qualche difficoltà in più rispetto al weekend di Barcellona anche perché sapevamo che Toprak e Johnny sarebbero andati molto forte su questo circuito. Come sempre siamo venuti senza aspettative ma è chiaro che avrei firmato per tornare a casa con due secondi posti ed una vittoria. La classifica? Lo dico dall’inizio della stagione: il mio obiettivo è quello di divertirmi a correre con questa moto. In Australia, poi, faremo i conti”.
P4 – Michael Rinaldi (Aruba.it Racing – Ducati #21) “Sono soddisfatto per la gara che abbiamo fatto oggi anche perché siamo riusciti a superare i problemi che abbiamo incontrato ieri dopo aver dovuto saltare completamente la FP3. Rimane solo un po’ di rammarico per gli ultimi sei giri perché il drop della gomma si è fatto sentire molto. Rispetto allo scorso anno, comunque, su questo tracciato abbiamo fatto uno step importante che conferma il buon lavoro che stiamo facendo”.
WorldSSP
Con una pazzesca rimonta, Niccolò Bulega chiude con il sorriso un weekend reso impossibile dall’inconveniente tecnico che non gli ha permesso di disputare la Superpole. Partito ultimo (P30) come in Gara-1, in Gara-2 il pilota del team Aruba.it Racing WSSP supera se stesso recuperando venti posizioni per chiudere al decimo posto.
Nicolo Bulega (Aruba.it Racing WSSP #11) “E’ chiaro che non si può essere soddisfatti per una Top 10. Rimane però la soddisfazione per aver fatto una bella rimonta e anche per il fatto che il feeling con la moto era davvero buono. Adesso andiamo in Argentina per tornare nelle posizioni che ci competono”
Il Sabato sembra girare le spalle al Team Go Eleven! Ancora una volta il passo per essere nei primi otto c’era, ma, questa volta, un lungo in Curva 1 al secondo giro ha fatto perdere nove posizioni a Philipp, costringendolo ad una rimonta indemoniata a suon di sorpassi!
Nelle FP 3 Oettl si è trovato a suo agio fin dai primi passaggi, pur utilizzando una gomma usata dele Venerdì, scendendo immediatamente sul 41 ed impostando un buon ritmo. Rientrato ai box, ha poi tentato il time attack con la SCX, qui a Portimao considerata la gomma da qualifica in mancanza della SCQ. Con un giro spettacolare, stampa il crono sul 1.40.915, entrando nei primi sei. In condizioni di fresco, la Ducati V4-R guidata dal pilota tedesco riesce sempre essere molto competitiva, probabilmente dovuto al maggiore grip della pista.
In Superpole Philipp Oettl è riuscito ad abbassare ulteriormente il proprio riferimento, migliorando anche tra il primo ed il secondo time attack. Nonostante un tempo vicinissimo al record della pista 2021, la Top Ten è rimasta ad un decimo, con tre decimi si entrava nei primi otto; quei tre decimi lasciati tra il terzo ed il quarto settore rispetto ai migliori riferimenti del rookie tedesco. Dodicesima piazza conquistata, non un brutto risultato, ma forse qualche posizione meglio sarebbe stato l’ideale in vista di Gara 1 e Superpole Race.
In Gara 1, come a Barcellona, il Team Go Eleven non riesce a concretizzare il potenziale messo in mostra; dopo una buona partenza, Philipp si inserisce nel gruppo in lotta per la P 8, ma al secondo giro, in curva 1, finisce lungo, perdendo nove posizioni, ritrovandosi così ventunesimo. Inizia una rimonta furibonda, a suon di sorpassi e giri sul 41, recuperando ben nove posizioni in quattordici giri. Sulla linea di traguardo arriva a impensierire Lecuona, ma purtroppo la gara finisce prima che possa sferrare un attacco. Il ritmo era davvero ottimo, sicuramente in linea per terminare ottavo. In ogni caso, la prestazione è stata superlativa, mettendo in mostra grande convinzione e cattiveria nella bagarre. Domani sicuramente potremo essere nella lotta all’interno della Top Ten!
Nella giornata di oggi, però, il risultato non è e non deve essere l’argomento principale; nella Gara della Supersport 300, Victor Steeman è rimasto coinvolto in un gravissimo incidente, ed ora si trova in ospedale dove sta correndo la sua gara più importante. Il Team Go Eleven si stringe intorno al pilota, alla famiglia ed al Team, sperando che tutto possa andare per il meglio, e che arrivino notizie confortanti al più presto.
Philipp Oettl (Rider): “Oggi abbiamo avuto nuovamente un’ottima partenza, nel primo giro ho superato un paio di piloti, ma poi ho commesso un errore in curva uno, perdendo un sacco di posizioni. Ero veramente indietro. Ho atop il mio meglio per recuperare più posizioni possibili, avevo un ottimo passo, motivo per cui sono ottimista per domani. Nel Warm Up cercheremo ancora qualche piccola soluzione soprattutto sul davanti. Ho fatto tanti sorpassi oggi, mi sono divertito, ma domani dobbiamo rimanere concentrati e portare a casa quanto meritiamo! Oggi è stata una giornata dura per tutti nel paddock; Victor sta lottando per la sua vita in ospedale, voglio augurargli il meglio possibile sia a lui che alla famiglia, attendendo ed incrociando le dita per notizie positive!”
Denis Sacchetti (Team Manager): “Oggi è una pagina brutta del motorsport, purtroppo un giovane pilota sta lottando all’ospedale e ci tengo ad augurargli il meglio, aspettando innanzitutto che vinca la battaglia e che torni in pista al più presto. La nostra giornata, oggi, è stata un po’ amara; purtroppo Philipp ha fatto un piccolo errore in curva 1, che, essendo al secondo giro, ci è costato caro; sembra che la gara del Sabato non voglia mai andare per il verso giusto. Dopo l’errore però, Oettl ha rimontato con grande tenacia, tornando in piena zona punti ed arrivando a prendere Lecuona! Era tra i più veloci in pista, con un grande ritmo. Ora lavoriamo e miglioriamo qualcosa per la Domenica, e sono sicuro che potremo toglierci qualche soddisfazione qui a Portimao!”