Proseguono senza pause gli impegni del Barni Racing Team: dopo il round di Assen del WorldSBK e dopo il trionfale weekend al CIV dove Michele Pirro ha emozionato tutti con una straordinaria rimonta da ultimo a primo in Gara 2 al Misano World Circuit, torna di nuovo il mondiale delle derivate di serie. Debutta nel calendario il circuito di Most, in Repubblica Ceca, per il round 6 della stagione; per la squadra di Calvenzano è il terzo weekend consecutivo in pista. L’obiettivo dei ragazzi guidati da Marco Barnabò e di Tito Rabat è quello di migliorare i risultati fin qui ottenuti e portare in alto la Ducati Panigale V4 R anche nel mondiale.

Con 23 punti Rabat è attualmente in P15 assoluta nella classifica di campionato, P5 nella classifica dei piloti indipendenti.

Tito Rabat, #53 

«Stiamo andando avanti passo dopo passo. Assen ci è servita per fare un altro step e questi miglioramenti mi danno grande fiducia. Arrivo a Most determinato e carico per cercare quei risultati che finora sono mancati».

Marco Barnabò – Team Principal 

«Andiamo in una pista dove nessuno ha mai corso e dove non ci sono riferimenti. Ad Assen siamo finalmente riusciti a sistemare degli aspetti che hanno dato maggiore fiducia al pilota, per questo siamo sicuri che a Most i risultati saranno migliori dei precedenti round».

Dopo una lunga pausa estiva di cinque settimane, il Ducati Lenovo Team è pronto ad iniziare la seconda metà del Campionato Mondiale MotoGP 2021, ripartendo con un doppio appuntamento sul Red Bull Ring. Situato nei pressi di Zeltweg, il tracciato austriaco ospiterà infatti il decimo round della stagione, il GP di Stiria, in programma questa domenica, ed anche il GP d’Austria il fine settimana successivo, dal 13 al 15 agosto.

Per Ducati si tratta di un appuntamento storicamente favorevole, visto che nelle sei gare finora disputate al Red Bull Ring, la casa di Borgo Panigale è riuscita a trionfare in ben cinque occasioni, ottenendo proprio qui il suo cinquantesimo successo in MotoGP lo scorso anno con Andrea Dovizioso. Ducati conta inoltre su un totale di nove podi sul tracciato austriaco, l’ultimo ottenuto da Jack Miller, secondo nella passata edizione del GP di Stiria con la Desmosedici GP del Pramac Racing Team.

Pecco Bagnaia, che lo scorso anno era stato costretto a saltare i due GP disputati in Austria dopo l’infortunio subito alla gamba destra in Repubblica Ceca, torna in pista determinato ad iniziare al meglio la sua seconda parte di stagione, con l’obiettivo di accorciare le distanze in classifica generale dal leader Quartararo. Pecco è attualmente terzo a 47 punti dal pilota francese. Jack Miller, quinto nel Mondiale con 100 punti, vuole essere anche quest’anno tra i protagonisti, tornando a lottare per le posizioni alte della classifica sul circuito austriaco. Dopo nove round, Ducati è seconda nel Campionato Costruttori con 177 punti, mentre il Ducati Lenovo Team è secondo nella classifica squadre con 209 punti.

Francesco Bagnaia (#63 Ducati Lenovo Team) – 3° (109 punti)
“Questa lunga pausa di cinque settimane mi è servita per ricaricare le batterie ed ora sono pronto ad affrontare la seconda parte della stagione. Ho davvero molta voglia di ritornare in sella alla mia Desmosedici GP e soprattutto di ritornare a correre in Austria. Lo scorso anno infatti ero stato costretto a saltare entrambi gli appuntamenti disputati qui a causa dell’infortunio alla gamba destra. Al Red Bull Ring nel 2019, anno del mio debutto in MotoGP, ero riuscito a chiudere al settimo posto, mentre Ducati ha vinto cinque delle sei gare disputate finora su questa pista, perciò sono convinto che ci siano tutte le condizioni per poter lottare per un buon risultato! Sono determinato a ripartire con il piede giusto in questa seconda parte del Campionato”.

Jack Miller (#43 Ducati Lenovo Team) – 5° (100 punti)
“Sono entusiasta di ritornare in pista questo fine settimana! In queste cinque settimane di pausa ho potuto allenarmi con la mia Panigale V4 S, divertendomi anche con gli altri piloti Ducati a Misano. Ora abbiamo una doppietta al Red Bull Ring, in Austria, dove lo scorso anno ho sfiorato la vittoria. Nel 2020, sono salito sul podio qui due volte, sia nel GP d’Austria, che ho chiuso al terzo posto, che nel GP di Stiria, dove sono arrivato secondo. È un tracciato storicamente favorevole a Ducati, ma mi aspetto che siano tanti i piloti competitivi quest’anno. In ogni caso noi faremo del nostro meglio, come sempre, per stare davanti e chiudere il fine settimana con un buon risultato”.

Il sesto round della stagione 2021 di WorldSBK farà tappa in Repubblica Ceca sul circuito Autodrom Most che per la prima volta ospiterà un evento del Campionato del Mondo di Superbike.
Il Team Aruba.it Racing – Ducati è già al lavoro per preparare il weekend di gara con l’obiettivo di tornare sul gradino più alto del podio dopo i tre secondi posti consecutivi ottenuti da Scott Redding e Michael Rinaldi sul circuito di Assen, in Olanda.

Scott Redding è terzo nella classifica di WorldSBK con 162 punti, 81 in meno rispetto al leader della classifica Rea (Kawasaki).

Dopo aver raggiunto il quinto posto in classifica, Michael Rinaldi (111 punti) proverà ad attaccare il quarto posto di Lowes (Kawasaki, 127 punti).

Scott Redding (Aruba.it Racing – Ducati #45) 
“Abbiamo svolto una giornata di allenamento su questo nuovo circuito ma girare con una street bike non è particolarmente indicativo se non per familiarizzare con il layout della pista. Devo ammettere che a me piace molto girare su nuovi circuiti e spero di poter far bene”.  

Michael Rinaldi (Aruba.it Racing – Ducati #21)
“Quella di Most è senz’altro una pista diversa rispetto a quelle che normalmente siamo abituati a trovare nel calendario di WorldSBK. Sarà importante riuscire a capire prima possibile il circuito ed essere competitivi fin dal primo turno, nella speranza che le condizioni meteo ci permettano di poter lavorare con continuità”. 

Gara tutta in rimonta per Nicholas Spinelli che nel National Trophy 600 è riuscito a risalire fino alla settima posizione assoluta e a conquistare il podio della classe Big Supersport. Scattato dalla decima casella Nicholas ha concluso la gara al terzo posto dopo una bella serie di sorpassi e dopo aver migliorato i suoi tempi rispetto alle prove. In gara il pilota abruzzese ha abbattuto il muro dell’1’40 e ha fatto registrare il suo miglior giro in 1’39.8. Per Spinelli è il secondo podio dopo la vittoria al Mugello e dopo la caduta di Imola.

Più complicata la gara di Luca Salvadori nel National Trophy 1000. Scattato dalla prima fila ha concluso il primo giro in terza posizione, ma quando è stato attaccato e superato da La Marra non è stato in grado di rispondere e di tenere il passo dell’avversario. Luca ha comunque portato a termine la gara in quarta posizione, ma adesso la situazione in campionato si fa più complicata perché i punti da recuperare leader della classifica Tamburini (primo al traguardo oggi) sono 21. 

Luca Salvadori, #23 

«È stata una gara piuttosto complicata, purtroppo durante tutto il weekend abbiamo girato intorno ai problemi senza risolverli definitivamente. Per quanto riguarda il mio stile di guida devo cambiare approccio e iniziare a utilizzare maggiormente il freno posteriore. Lo farò sicuramente, a partire dal Mugello, una pista per me amica dove cercherò di replicare la vittoria ottenuta nel primo round».

Nicholas Spinelli, #29 

«Anche se la gara non è andata come mi aspettavo siamo comunque riusciti a portare a casa un buon risultato. Abbiamo ancora un po’ di problemi di assetto sulla moto che contiamo di risolvere al Mugello. Su quel circuito abbiamo vinto il primo round della campionato e spero davvero di riuscire a ritrovare quel feeling». 

Marco Barnabò – Team Principal 

«Nella National Trophy abbiamo avuto qualche difficoltà in più: con Salvadori abbiamo capito subito di essere in sofferenza in questa pista e non siamo riusciti a dargli una moto che si adattasse al suo stile di guida, mentre Spinelli ha pagato sia aver saltato la gara corsa qui a maggio sia il lavoro di sviluppo che abbiamo fatto venerdì». 

 Da ultimo a primo, con vittoria al fotofinish, per un millesimo di secondo. La vittoria di Michele Pirro entrerà dritta nei libri di storia del motociclismo perché nella Gara 2 della classe Superbike al Misano World Circuit, quarto round del CIV, il pilota del Barni Racing Team ha rimontato dall’ultima posizione fino alla vittoria sotto la bandiera a scacchi. Scattato dalla seconda casella della griglia, Pirro ha avuto un problema in partenza e si è ritrovato tredicesimo (ultimo) alla fine del primo giro. Da quel momento in avanti l’asso di San Giovanni Rotondo ha iniziato una rimonta furiosa: al quinto giro era già in sesta posizione. Al dodicesimo giro si è accodato al quartetto composto da Zanetti, Del Bianco, Gabellini e Ferroni. Per sorpassare gli ultimi due, quarto e quinto, Pirro ha perso leggermente contatto dalla coppia Del Bianco-Zanetti e la vittoria sembrava impossibile, ma gli ultimi tre giri di Pirro sono stati superlativi. Prima ha chiuso il buco, poi ha sorpassato un coriaceo Zanetti – che ha provato a resistere – e infine nell’ultimo giro il #51 è stato capace di andare a prendere Delbianco. Il pilota della Honda, sotto pressione, ha sbagliato l’ultima curva mentre Pirro è stato perfetto. Sotto la bandiera a scacchi il cronometro segnava un distacco nullo tra i due e c’è voluto il fotofinish per stabilire il vincitore. Alla fine il distacco è stato corretto e Pirro è risultato davanti un millesimo di secondo conquistando così la sua vittoria numero sette su otto gare disputate quest’anno. Dopo l’emozionante vittoria in Gara 1, ottenuta nella Racing Night – corsa in notturna sotto i riflettori del Misano World Circuit – Pirro e il Barni Racing Team escono così dal weekend romagnolo con un’altra doppietta e con una leadership in campionato ancora più rafforzata. Con i 25 punti conquistati oggi Pirro sale a quota 195, 64 in più di Zanetti, secondo.  La stessa situazione si ritrova nella classifica a squadre dove il Barni Racing Team precede il Broncos Racing Team.

Il precedente, la rimonta al Mugello sul bagnato 

Non è la prima volta che Pirro compie un’impresa del genere con una moto del Barni Racing Team. Era il 24 settembre 2017 e al Mugello Pirro cadde alla prima curva di gara 2, sul bagnato, ma fu capace di rimontare e andare a vincere con margine. Questa volta lo ha fatto in un’altra pista e in un’altra condizione atmosferica: ai 35 °C di Misano Adriatico.

Michele Pirro, #51 

«In partenza ho perso la concentrazione, ho commesso un errore e mi sono trovato in una condizione insolita. Mi sono detto: “ok, oggi facciamo una gara diversa dal solito”. Alla fine ne avevo un po’ di più, ma all’ultimo giro abbiamo fatto un po’ di bagarre con Zanetti e Delbianco ha preso un po’ di vantaggio. Ho cercato di fare un ultimo giro perfetto e di uscire più forte possibile dall’ultima curva. Sul traguardo avevo avuto la sensazione di essere leggermente davanti, ma fino al parco chiuso non ho avuto la certezza del risultato».

Marco Barnabò – Team Principal 

«Michele ha fatto una vera e propria impresa, e non è la prima volta. La lucidità con cui ha rimediato al problema in partenza è stata straordinaria. In questa vittoria c’è tutto il suo talento, ma anche la grande capacità della squadra di mettergli a disposizione un mezzo perfetto. Voglio fare i miei complimenti a tutto il team». 

Si chiude con una doppia P11 per il Barni Racing Team il weekend al TT Circuit di Assen, nei Paesi Bassi, quinto round del WorldSBK. Nonostante Rabat abbia solo sfiorato la Top10 sia nella Superpole Race che in Gara 2 il miglioramento rispetto al sabato è stato evidente e i progressi danno fiducia a tutto il team oltre che cinque punti in più nella classifica del campionato piloti. Con il risultato di oggi Rabat sale a quota 23 punti, in quindicesima posizione nella classifica generale, quinto tra i piloti indipendenti.

Superpole Race

Nella Superpole Race Tito è stato autore di una ottima partenza e dopo due giri si è ritrovato in P7. Sykes (BMW) lo ha passato a metà gara e due giri dopo anche Davies (Ducati) è andato all’attacco portando la Ducati Panigale V4 R #53 fuori traiettoria. Tito ha così perso altre due posizioni ed ha concluso la gara in P11. Per l’inversione della griglia Rabat si è schierato in P13 alla partenza di Gara 2.

Gara 2

Scattato dalla quinta fila lo spagnolo non è riuscito a ripetere la buona partenza della Superpole Race e nel caos della prima curva ha perso terreno finendo in P16, ma sin dal primo giro ha iniziato la rimonta. Dopo una bella lotta con Bassani (Ducati), Rabat ha superato Vinales (Kawasaki), Nozane (Yamaha) e Mercado (Honda) e nella fase finale della gara è arrivato a meno di mezzo secondo da Haslam (Honda)Rabat però non è riuscito ad attaccare l’avversario e ha tagliato il traguardo in P11. Segnali di miglioramento e risultati in crescita in vista del prossimo appuntamento nell’inedita di pista Most, in Repubblica Ceca, dove la Superbike tornerà a correre tra due settimane.  Il Barni Racing Team invece tornerà in pista già la prossima settimana nel CIV e nel National Trophy.

Tito Rabat, #53 

«Non posso dire di essere contento al 100%, ma i miglioramenti che ci sono stati oggi mi danno fiducia per le prossime gare. Ora voglio prendermi qualche giorno di riposo e presentarmi a Most al massimo della forma».

Marco Barnabò – Team Principal 

«Senza il sorpasso di Chaz nella Superpole Race avremmo potuto chiudere nella Top 10. Si è trattato di una normale situazione di gara, ma questo ha condizionato anche Gara 2. Essendo scivolati fuori dai primi nove ci siamo dovuti schierare più indietro nella seconda gara e questo ha complicato le cose.  Anche sulla distanza più lunga abbiamo dimostrato di avere il passo per stare nei dieci, ma essere partiti dalla quinta fila ci ha penalizzato. Al di là dei rimpianti siamo comunque soddisfatti perché abbiamo fatto due buone gare».

GoEleven: 200 gare di Chaz

Pubblicato: 25 luglio 2021 in Go Eleven, News, Superbike

Il Team Go Eleven e Chaz Davies risollevano il weekend olandese con un’ottima prestazione in Gara 2, alla duecentesima partenza del pilota gallese nel WorldSBK.

Dopo la difficile giornata di ieri, nella notte, il TT-Circuit viene colpito da un violento temporale, che inonda ampi tratti della Cattedrale della Velocità. Il Warm Up viene addirittura posticipato, a causa di una grossa quantità di acqua ferma in Curva 5. Durante il turno la pista è mezza umida e Chaz scende in pista per effettuare qualche passaggio senza spingere al limite. 

La Superpole Race è una gara fondamentale per chi ha faticato nelle qualifiche, entrare nei primi nove è l’obiettivo principale per puntare ad un’ottima Gara 2. Chaz parte abbastanza bene, difendendo la propria posizione ed inizia l’inseguimento alla Top Ten. Giro dopo giro recupera posizioni, con un buon ritmo. Entra in lotta con Rabat e Gerloff per l’ottava posizione, concludendo poi nono con una buona difesa nell’ultimo giro. In 10 giri recuperare tante posizioni non è facile, ma la terza fila conquistata per Gara 2 è decisamente importante. 

Poco prima di Gara 2, come a Donington poche settimane fa, qualche nuvola minacciosa compare sopra Assen. Per fortuna, dopo poche gocce, il sole ritorna protagonista e l’ultima gara del weekend parte con asfalto asciutto. Chaz ha un buono spunto, segue una traiettoria interna nelle prime curve e riesce ad avere un ottimo allungo sul rettilineo che gli consente di recuperare un paio di posizioni. Il suo passo gara è veloce fin dall’inizio, tanto che riesce a sorpassare Sykes e Lowes in pochi giri. Imposta poi il suo ritmo e si mette all’inseguimento del duo Ducati Redding e Rinaldi, in battaglia tra loro per la terza piazza. Scott riesce ad allungare un po’, mentre Michael e Chaz sono in lotta tra loro. L’alfiere Go Eleven si butta nel secondo settore e conquista la quarta posizione. Allunga quel tanto che basta per difendersi dal rientro di Bautista, ma da metà gara in poi la gomme anteriore è completamente distrutta, come già successo ieri. Solidissima prestazione del pilota gallese che si ferma proprio a ridosso del podio nella sua duecentesima gara nel Mondiale Superbike!

Best Independent Team & Rider, Go Eleven ritorna nelle posizioni di vertice!

Nel prossimo Round, a Most, Repubblica Ceca, 06-08 Agosto, il pilota gallese e la sua squadra andranno alla ricerca di una conferma dopo la buona prestazione di Assen. Pista completamente nuova per tutti, il WorldSBK si reca all’Autodrom Most per la prima volta nella storia; tutto può succedere, solo dopo i primi turni si potranno capire le caratteristiche del tracciato ceco, e chi riuscirà ad interpretarlo al meglio!

Chaz Davies (Rider):“Abbiamo fatto una modifica piuttosto importante sulla moto ed ha funzionato! Sono contento di aver sentito dei miglioramenti nel girare la moto; girava più naturalmente e quest ha aiutato sia la performance della moto che dal punto di vista fisico. Ho dovuto lavorare meno con il corpo e potato lasciar lavorare la moto in modo più naturale. Devo dare atto alla mia squadra, per aver fatto un bel salto in avanti e per essere stati coraggiosi in una decisione, è stata decisamente la mossa giusta. Sfortunatamente abbiamo sofferto lo stesso problema di ieri, a sette giri dalla fine ho distrutto la gomma anteriore. E’ stato un peccato, perché mi sentivo di poter entrare nella mischia per il podio, mangiando centimetro dopo centimetro a Scott; la gomma dietro era a posto, il davanti era completamente finito. Da quel momento in poi ho solo cercato di stare in sella, anche se ho rischiato molte volte, ho perso l’anteriore in più di un’occasione. Comunque, ho fatto quello che dovevo fare, ho difeso la quarta posizione ed ho portato a casa il Top Independent, sono contento di ciò e grazie al Team Go Eleven!

Denis Sacchetti (Team Manager):
“Nella Superpole Race non siamo stati velocissimi ma era troppo importante riuscire ad entrare nei 9, e Chaz ci è riuscito. Per la gara, la squadra ha avuto poi il coraggio di rischiare un set-up completamente diverso, abbiamo preso un rischio ma è andata bene e ci ha premiato. Il ritmo di Chaz era molto veloce, e il terzo posto era alla portata, peccato abbia finito la gomma anteriore a pochi giri dalla fine. Un problema che ci portiamo dietro da tutto il weekend, bisognerà capire perché qui abbiamo consumato cosi tanto la gomma davanti. Complimenti a Chaz per la sua duecentesima gara in Superbike; è sempre più nella leggenda di questo Campionato!”

La domenica del Prosecco DOC Dutch Round si chiude con un doppio podio per il team Aruba.it Racing – Ducati grazie al secondo posto di Scott Redding in Gara-2 e allo stesso piazzamento di Michael Ruben Rinaldi nella Superpole Race.

  • Superpole Race

La partenza di Michael Ruben Rinaldi (scattato dalla quarta posizione) è strepitosa ed il pilota italiano prende la testa già a metà del primo giro. Rinaldi prova a spingere ma al terzo giro non riesce a difendersi da Rea (Kawasaki). Nella fase finale della gara il suo passo non sembra più incisivo e nell’ultimo giro deve arrendersi all’attacco di Razgatlioglu (Yamaha) e Locatelli (Yamaha) che vengono però penalizzati per aver ecceduto i limiti della pista all’ultima variante.

Scott Redding parte dalla terza posizione ma fin dai primi giri non trova feeling soprattutto con la gomma anteriore chiudendo in quinta posizione

  • Race-2

Redding rimane fin dall’inizio con il gruppo di testa e da metà gara il suo passo cresce sensibilmente. Dopo un bel duello con Rinaldi per la terza posizione, Scott inizia a recuperare terreno su Locatelli che riesce a superare con grande determinazione a tre giri dalla fine per prendersi il secondo podio del week end.

La partenza di Rinaldi è ancora una volta incisiva e nei primi 3 giri prova ad attaccare Locatelli per prendere la testa della gara. Dal quarto giro, però, il numero 21 non riesce a spingere con efficacia ed è costretto ad accontentarsi dell’ottava posizione che gli consente comunque di salire al quinto posto nella classifica del mondiale.

Dopo la Superpole Race Michael Ruben Rinaldi ha compiuto un giro d’onore del tracciato di Assen in sella alla Panigale V2 Bayliss 1st Championship 20th Anniversary, la moto speciale presentata lo scorso giovedì 22 luglio per celebrare il primo titolo iridato di Troy Bayliss del 2001. Michael durante la conferenza stampa del venerdì al Paddock Show ha avuto l’occasione di scambiare qualche battuta col campione australiano ricordando il perché anche lui gareggia con il numero 21 (data in cui è nato nel mese di dicembre del 1995).

Scott Redding (Aruba.it Racing – Ducati #45)
“Sono felice per aver chiuso il weekend con un altro podio. Ho fatto molta fatica a trovare il feeling con la gomma anteriore ma in Gara-2 siamo riusciti a fare quel piccolo step che mi ha permesso di mantenere un passo migliore. All’inizio ho cercato di non forzare per salvare la gomma anteriore e per questo ho perso un po’ di terreno rispetto alla testa. Il passo è migliorato molto da metà gara ma il gap con Rea era troppo ampio per poter lottare per la vittoria”.


Michael Ruben Rinaldi (Aruba.it Racing – Ducati #21)
“Sinceramente non posso essere soddisfatto per questo weekend. Ieri ho dato il 100% ma sono caduto mentre oggi non ho mai avuto la sensazione di essere nelle condizioni ideali. Il risultato della Superpole Race è positivo chiaramente, ma è arrivato dopo la penalizzazione di Razgatlioglu e Locatelli mentre nel pomeriggio, dopo una bella partenza, da quando la gomma ha iniziato a calare non sono stato più efficace. E’ un po’ frustrante: dobbiamo lavorare per trovare una soluzione che ci permetta di essere più costanti”.  

Un sabato complicato per il Team Go Eleven ad Assen, Gara 1 si rivela più complicata del previsto a causa di un eccessivo degrado dello pneumatico anteriore. 

In FP 3 Chaz ha saputo resettare la sessione pomeridiana di ieri, mettendo a segno un gran turno, convincente e sempre in costante miglioramento. Negli ultimi minuti è riuscito ad abbassare il suo miglior riferimento, centrando la terza posizione. Un inizio incoraggiante per il pilota gallese, che ha dimostrato di trovarsi a suo agio in sella.

In Superpole Chaz ed il Team hanno optato per utilizzare una gomma da qualifica ed una SCX, dal momento che quest’ultima garantiva un rendimento molto simile alla Q, ma la prestazione sarebbe potuta rimanere stabile per almeno qualche giro. Purtroppo il numero 7 ha preso un detrito nella gomma posteriore, che ha danneggiato sia il forcellone che la copertura posteriore, con evidenti tagli nella parte sinistra, costringendolo a rientrare al box. Tredicesima posizione in griglia, ancora una volta la Ducati V4-RS color ciano è costretta ad una Gara 1 in rimonta.

Gara 1 è scattata con una strategia ben precisa; recuperare il più posizioni possibile, utilizzando il posteriore SC0, di durata più costante per tutti i 21 giri di gara. Davies, però, perde diverse posizioni nelle prime tre curve, scivolando al penultimo e ventesimo posto. Da lì in poi inizia una bella rimonta che porta ad un recupero di oltre dieci posizioni. Purtroppo, come ormai è consuetudine in Superbike, con i piloti che girano su tempi molto simili, i secondi persi ad inizio gara nel traffico, è quasi impossibile recuperarli. Da metà gara in poi, inoltre, la gomma davanti ha un degrado eccessivo, limitando l’agilità e la staccata del pilota gallese. Conclude comunque in nona posizione, conquistando punti in ottica campionato. Decisamente non la gara che il Team e Chaz si aspettavano; ora sarà fondamentale analizzare tutti i dati raccolti e tornare più competitivi per le due gare di domani.

Vietato mollare, nelle corse può sempre succedere di tutto e con un ottimo lavoro nella notte si può recuperare anche un weekend storto!

Chaz Davies (Rider):“Non una giornata facile, penso che abbiamo migliorato la moto da ieri, e siamo andati in Superpole puntando alle prime due file. Ho deciso di usare una sola gomma da qualifica, non sono sicuro che sia stata la scelta giusta, ma così è stato. La prestazione della SCX sembrava molto simile alla Q, ma sarebbe potuta durare qualche giro in più. Sfortunatamente ho trovato qualcosa sul tracciato che mi ha distrutto la gomma, l’ha tagliata in diversi punti. Comunque, non è stata una gran Superpole, e siamo stati costretti a partire da dietro, in mezzo al gruppo. All’inizio ero davvero indietro, poi ho trovato il mio ritmo ed ho iniziato il recupero. Da metà gara in poi ho distrutto la gomma anteriore per qualche motivo, non me l’aspettavo, e dobbiamo capire cosa è successo, perché ci ha davvero limitato nell’ultima parte di gara. Ho perso velocità nelle curve, mi sembrava di poter cadere da un momento all’altro, quindi ho solo cercato di portare a casa il risultato e prendere qualche punto. Fortunatamente possiamo guardare i dati e vedere cosa è successo e ripartire domani con una moto con la quale posso spingere fin dall’inizio”

Si conclude in modo amaro il sabato del Barni Racing Team sul circuito di Assen,  teatro del quinto round del WorldSBK. Sull’iconico circuito dei Paesi Bassi, conosciuto come la Cattedrale della Velocità, Tito Rabat non è riuscito a concretizzare in gara una buona sessione di qualifica e a tre giri dalla fine si è ritirato riportando la moto al box.
Nelle FP3 il pilota spagnolo e la squadra hanno migliorato ulteriormente l’assetto già buono con cui il #53 aveva concluso le prove libere del venerdì.
Grazie anche a una buona tattica Rabat è riuscito a mettere a frutto questi miglioramenti nella Superpole e ha conquistato la P11 (1’34.499), ma in gara ha perso posizioni subito dopo la partenza e alla prima curva si è ritrovato in P16. Per tutta la gara Rabat ha lamentato assenza di feeling all’anteriore e non è mai riuscito a spingere a fondo; a tre giorni dalla fine, quando si trovava in P15, Rabat ha preferito rientrare ai box e ritirarsi.  

Tito Rabat, #53 

«Dopo la qualifica mi aspettavo tutto un altro tipo di gara, ma fin dalle prime fasi non avevo feeling all’anteriore e non potevo spingere per cercare i sorpassi. Ho rischiato di cadere più di una volta così ho preferito fermarmi. Stiamo cercando di capire che cosa è successo e domani ripartiamo dalla buona Superpole».

Marco Barnabò – Team Principal 

«Ci sono state tante cadute a causa della perdita di aderenza dell’anteriore (Bautista, Lowes, Rinaldi ndr) e guardando le condizioni delle gomme dei primi tre al parco chiuso, avevano tutte l’avantreno molto rovinato. Tito ha avuto lo stesso problema e, vista la posizione in cui era, ha deciso di non prendere rischi inutili».