Una pista complicata, su cui serve difendersi e portare a casa punti. Ma Balda ed il Team Go Eleven hanno saputo tirare fuori una bella prestazione, almeno fino alla Superpole. In gara 1, dopo un partenza non perfetta, Balda ha sofferto al braccio destro tanto da pensare addirittura al ritiro dopo pochi giri.
Per la FP 3 i tecnici hanno optato per tentare un set-up più carico sul posteriore, una scelta che non ha pagato particolarmente; in questo turno è stata testata la qualifica, con la quale Balda ha saputo abbassare il proprio Best Lap, ma senza incidere come avrebbe voluto.
La Superpole qui, si è rivelata davvero tirata, con i centesimi a fare la differenza tra le file. Balda punta a Bulega come riferimento in pista e la scelta si rivela vincente. Due giri incredibili, il numero 34 scende sul 39 basso, a soli due decimi dal precedente record della pista. Ottava posizione in griglia, prime tre file come da obiettivo. Curiosità, con il tempo odierno, Balda sarebbe partito secondo nel 2025, segnale di quanto il livello di alzi di anno in anno.
In Gara 1, Balda non parte bene, perdendo una fila prima di curva uno, poi rimane un po’ chiuso dalle varie bagarre classiche di inizio gara. Nei primi quattro giri imposta il suo ritmo e sorpassa Locatelli, Bautista e Petrucci, salvo poi iniziare a soffrire molto con il braccio destro. Per sua stessa ammissione, pensava di non riuscire a finire la gara. I tempi, però, non erano lenti, ed il feeling con la moto era buono, tanto che negli ultimi giri è tornato a vita, reinserendosi nella battaglia per la decima piazza. Undicesimo posto finale, ad un paio di secondi dalla Top 6. Una gara che sicuramente insegna molto a Balda, oltre ad essere stato bravo a portare i punti a casa in una condizione di difficoltà.
Lorenzo Baldassarri (Rider): “Oggi avevamo trovato una buona quadra dalla Superpole in poi, in qualifica ho centrato le prime tre file, però in partenza mi si è impennata la moto ed ho perso un sacco di tempo. Nei primi giri abbiamo battagliato molto, e questo mi ha portato ad indolenzirmi. Dal quarto giro in poi è stata una vera sofferenza, per un attimo ho pensato di ritirarmi, ma sono contento della reazione e di aver stretto i denti. Ho conquistato punti, ma sentivo di poter fare molto di più senza questo problema. La top 6 era vicina ed alla portata, ma ci riproviamo domani. Le sensazioni in sella sono buone ed abbiamo lavorato nella direzione giusta!”
Denis Sacchetti (Team Manager): “Dopo una prima sessione un po’ in difficoltà, il team ha saputo reagire e trovare un buon set-up per Gara e qualifica. Purtroppo in Gara Blada ha perso qualche posizione al via, ritrovandosi nel traffico, il che ha peggiorato il suo dolore al braccio destro, in alcuni punti non riusciva a tenere il gas aperto. Però non ha mollato ed anzi, nel finale è tornato a girare molto bene conquistando comunque i punti. Ora si sottoporrà a qualche trattamento e speriamo che domani possa correre senza pensare al dolore!”
Il Ducati Lenovo Team ha chiuso in maniera positiva la prima giornata in pista al Circuit of The Americas di Austin, Texas. Marc Márquez ha fatto segnare il miglior tempo nelle Practice, mentre Francesco Bagnaia ha terminato la sessione in ottava posizione.
Quarto nelle libere, nonostante una scivolata alla curva dieci, Márquez ha sfruttato al meglio il time attack nel finale del turno pomeridiano per tornare in testa alla classifica, facendo la differenza nel secondo e terzo settore della pista. Bagnaia, undicesimo in mattinata, è rimasto al comando nella prima metà delle Practice, per poi rientrare nella top ten nel finale.
Marc Márquez (#93 Ducati Lenovo Team) – 1º “La colpa della caduta è mia: la curva 10 è una delle mie preferite, però purtroppo non ho tenuto a mente che, da un anno all’altro, possono comparire nuove sconnessioni. In un certo senso sono riuscito a salvarla, ma sono comunque finito nelle barriere ad alta velocità. Non mi sono infortunato, ma ho dolore un po’ dappertutto, soprattutto nella parte posteriore del collo. Il feeling con la moto nel pomeriggio era abbastanza buono, ma dopo la caduta sono stato più attento. Per domani sono previste temperature più basse, che cambieranno il comportamento della moto e della pista: dovremo quindi studiare l’approccio migliore.”
Francesco Bagnaia (#63 Ducati Lenovo Team) – 8º “Nell’ultimo time attack non sono riuscito a spingere come avrei voluto, ma abbiamo comunque chiuso nei primi dieci e questo è un buon risultato. La giornata è stata abbastanza positiva: con le gomme usate sono riuscito ad essere veloce e costante, il che non è scontato qui perché la pista è davvero molto impegnativa dal punto di vista fisico. Dobbiamo fare un passo avanti in vista di domani, ma siamo già a buon punto. Mi sono trovato bene sia con la soft, che con la media. La moto sta funzionando bene e stiamo lavorando nella direzione giusta per poter lottare nelle posizioni che contano“.
ALEX MARQUEZ #73 “Bene la Q2, ma il feeling non è per nulla quello che vorrei. I rivali sono forti e io non sto trovando le sensazioni che vorrei in sella alla moto. La caduta non è stato nulla di che, di certo i sobbalzi del tracciato non aiutano. Ad ogni modo abbiamo centrato il quinto tempo. La moto rispetto allo scorso anno mi obbliga a cambiare lo stile di guida e non sto pilotando in maniera naturale. Sicuramente il test di Jerez sarà molto importante”.
FERMIN ALDEGUER #54 “Questa mattina ho voluto scendere in pista senza antidolorifici e ho sofferto abbastanza. Nel pomeriggio, con l’aiuto della clinica, è cambiato tutto. Fisicamente stavo bene e abbiamo potuto fare una sessione praticamente in normalità. L’idea iniziale era amministrarmi un po’, ma poi mi sentivo bene e ho voluto seguire lo stesso schema dello scorso anno, con quattro run. Peccato per la Q2 mancata, avevo sicuramente margine per riuscirci”.
Solido e consistente venerdì in terra portoghese per il Team Go Eleven ed il numero 34 Lorenzo Baldassarri; Portimao si rivela sempre uno dei tracciati più complicati del calendario, tra punti ciechi, scollini, curvoni ad alta velocità e staccate in discesa come la temuta “5”. Non semplice trovare il giusto bilanciamento su questo “Rollercoaster”, ma oggi squadra e pilota hanno lavorato nella direzione giusta, compiendo passi in avanti uscita dopo uscita.
In FP 1 “Balda” si è preso un po’ di tempo per interpretare bene moto e gomme qui in Algarve, cercando inoltre di non stressare troppo le braccia; ricordiamo che i piloti Superbike sono fermi da circa un mese, dopo la gara di apertura. Piccolo cambio di geometrie verso metà turno, netto step in termini di riferimenti cronometrati. Prima sessione conclusa appena fuori dai primi dieci, sotto al secondo di distacco. Buono, comunque, il feeling riscontrato in sella, è mancato qualcosa nella prima parte del tracciato.
In FP 2 il pilota marchigiano parte più deciso e consapevole, inserendosi fin da subito in Top Ten. E’ un turno tirato e con gap ristretti, tanto che a metà sessione i primi dieci si trovano tutti in cinque decimi. I tecnici testano ancora un leggero aggiustamento di set-up all’anteriore ed in termini di elettronica, soprattutto tra curva sette e curva nove, proprio dove si trova il salto, una delle aree più complicate da mettere a punto. Tornato in pista toglie subito tre decimi, portandosi sul 40.7, best lap di giornata. Nell’ultima uscita, a gomme nuove, replica il suo miglior crono, ma delle vibrazioni anomale all’anteriore costringono il numero 34 ad abortire l’ultimo giro.
Lorenzo Baldassarri (Rider): “Sono contento di questa giornata, siamo andati in progressione in tutte le sessioni. Dopo un mese che non guidavo un Superbike, ci è voluto un attimo di adattamento, poi mi sono sentito a mio agio ed abbiamo concluso in Top Ten, con delle buone sensazioni. Abbiamo qualche dettaglio da sistemare, perciò il margine è ancora ampio. Non avendo svolto test asciutti qui, più giriamo e più miglioriamo. Dobbiamo continuare a lavorare e restare concentrati, poi ci possiamo divertire anche qui a Portimao!”
Si apre il secondo round del Campionato WorldSBK 2026 a Portimão per il Team Motocorsa Racing e Alberto Surra. Dopo una FP1 complessa, il team ha chiuso la seconda sessione di prove libere in sedicesima posizione, proseguendo il lavoro di adattamento su uno dei tracciati più tecnici del calendario.
Una giornata utile per raccogliere indicazioni e continuare lo sviluppo del setup in vista delle qualifiche e delle gare del weekend.
ALBERTO SURRA – PILOTA
“Prima giornata a Portimão un po’ particolare, era da un mese che non guidavo questa moto. Siamo andati in progressione nel corso delle sessioni e ora dobbiamo trovare il feeling giusto. Abbiamo provato diverse soluzioni, alcune hanno funzionato meglio di altre. Devo riabituarmi alla guida della moto, ma il team, come sempre, sta facendo il massimo per aiutarmi. Credo ci sia ancora ampio margine di miglioramento. Ringrazio tutta la squadra.”
LORENZO MAURI – TEAM MANAGER
“Sedicesima posizione a Portimão al termine della seconda sessione di prove libere, a 1.6 secondi dal miglior tempo. È una pista molto selettiva e per ridurre il distacco sarà fondamentale lavorare su tutti gli aspetti della moto, dall’elettronica all’assetto. Ci concentreremo anche sulla guida del pilota. Domani ci aspetta una giornata intensa per cercare di recuperare più posizioni possibili.”
Il sole dell’Autódromo Internacional do Algarve accoglie il primo giorno della seconda tappa del WorldSBK, segnando anche l’inizio della stagione europea. Condizioni meteo ideali, in netto contrasto con quelle incontrate durante i test invernali, permettono al Barni Spark Racing Team di tornare in pista con fiducia.
Nella FP1, Yari Montella e Álvaro Bautista hanno lavorato intensamente sul passo gara e sul feeling con la moto, completando entrambi 15 giri nel corso della sessione. Montella ha mostrato una progressione costante fin dai primi minuti, fermando inizialmente il cronometro sull’1:41.213 per poi migliorarsi giro dopo giro. Il pilota italiano è sceso rapidamente sull’1:41.089, confermandosi stabilmente nelle prime posizioni, fino a chiudere con un solido 1:40.780.
Sessione più complessa invece per Bautista, che ha comunque evidenziato segnali incoraggianti sul ritmo. Dopo un avvio in 1:41 alto, lo spagnolo ha abbassato progressivamente i propri riferimenti fino all’1:41.0. Chiude la FP1 in P10.
Nel pomeriggio, la FP2 ha confermato il trend positivo per Montella. Dopo una prima fase trascorsa ai box, il pilota #5 è rientrato in pista trovando subito un ottimo ritmo, migliorandosi fino a 1:40.351 che lo ha proiettato nelle posizioni di vertice. Un crono che gli consente di chiudere la giornata in P3.
FP2 più movimentata per Álvaro Bautista. Lo spagnolo ha evidenziato un buon potenziale, in particolare nel primo settore, risultando il più veloce. Tuttavia, una caduta tra curva 5 e 6 ha interrotto il suo programma di lavoro, causando danni al lato sinistro della moto. Determinante la reazione del team, che ha completato un intervento rapidissimo permettendogli di rientrare in pista e proseguire la sessione. Nonostante l’episodio, Bautista è riuscito a migliorare sensibilmente il feeling rispetto alla mattina, trovando maggiore grip all’anteriore con la SC1 e compiendo uno step avanti importante sul piano delle sensazioni. Nel finale, ha fermato il cronometro sull’1:40.476, chiudendo in P6 complessiva.
Álvaro Bautista, #19
“È stata una giornata di grande lavoro, perché non avevamo riferimenti su questa pista. Questa mattina siamo partiti con un setup un po’ a sensazione, senza punti chiari da cui iniziare, e infatti non ho trovato subito il giusto feeling, soprattutto all’anteriore. Per la FP2 abbiamo fatto un buon passo avanti; abbiamo provato anche la nuova gomma anteriore Pirelli, anche se c’è ancora da migliorare in termini di feeling. La caduta è stata causata da un problema al freno posteriore, che non mi ha permesso di fermare bene la moto e ha portato alla perdita dell’anteriore. Fortunatamente non ci sono state conseguenze fisiche. Questo episodio mi ha comunque dato l’opportunità di provare la SC1 all’anteriore:; il passo è stato positivo, con più grip e sensazioni migliori, che mi hanno permesso di fare uno step in avanti. Nel complesso è stata una giornata positiva: abbiamo raccolto tanti dati utili su cui lavorare.”
Yari Montella, #5
“Oggi è stata una buona giornata, sono soddisfatto del lavoro che abbiamo fatto. Dopo il weekend positivo di Phillip Island, stiamo proseguendo su una scia positiva. Qui a Portimão siamo riusciti a tornare nelle posizioni di vertice, che è il nostro obiettivo, ovvero rimanere stabilmente in top 5. È stato importante raccogliere dati utili su cui lavorare in ottica gara, per essere il più costanti e ripetibili possibile. Sono soddisfatto del lavoro svolto oggi e fiducioso per quello che potremo fare domani.”
Marco Barnabò, Team Principal
“È stata una buona giornata per il team. Anche se non abbiamo partecipato ai test di marzo, sono soddisfatto del lavoro della squadra e dei due piloti, perché in poco tempo siamo riusciti a essere competitivi. Chiaramente c’è ancora molto lavoro da fare, perché tutti i piloti sono molto vicini sul passo gara. Sarà importante concentrarsi sul setup della moto e continuare a lavorare in modo mirato per domani.”
Il venerdì di Portimão si chiude con entrambi i piloti del team Aruba.it Racing – Ducati nella Top 5.
Nicolò Bulega è secondo sia nelle FP1 che nelle FP2, preceduto da Sam Lowes (Ducati). Per il pilota italiano un feeling ancora non perfetto, ma comunque tanta fiducia in vista delle gare di domani e domenica.
Iker Lecuona inizia il weekend con tanta determinazione e, già nelle FP1, trova sensazioni positive con la sua Ducati Panigale V4 R. Nel pomeriggio, malgrado una piccola caduta senza conseguenze, il pilota spagnolo riesce ad abbassare di oltre 2 decimi il tempo del mattino, chiudendo in quinta posizione.
Nicolò Bulega (Aruba.it Racing – Ducati #11) “La posizione finale non è male ma non posso dire che il feeling sia il migliore possibile. Del resto, mi aspettavo di incontrare qualche difficoltà in più rispetto all’Australia, ma questo non significa che non ci sia grande fiducia per il weekend, anche perché il passo è positivo. Sono sicuro che domani riusciremo a sistemare quei dettagli che ci permetteranno di compiere uno step importante”.
Iker Lecuona (Aruba.it Racing – Ducati #7) “Sono molto felice per come sono andate le cose oggi. Con il team abbiamo fatto un grande lavoro. Mi trovo molto bene perché condividiamo la stessa idea: fare un passo avanti, gara dopo gara. Il feeling è buono e sento che abbiamo ancora un bel margine da esplorare. La caduta? Niente di importante, ma ci ha dato delle indicazioni sulla scelta delle gomme, soprattutto per quella anteriore”.
Fin dalla sua nascita, Ducati ha lavorato con una convinzione: i limiti non sono un ostacolo, ma un punto di partenza. Per questo motivo, in questo secolo di storia la Casa di Borgo Panigale ha realizzato moto capaci di superare e ridefinire le aspettative, frutto di passione, visione, caparbietà e determinazione.
E quando la moto è una Superleggera, l’idea di partenza è sempre la stessa: creare la moto dei sogni, senza limiti e senza compromessi, seguendo la volontà di trasformare la libertà in ingegneria e prestazioni. Nell’anno del Centenario, che raccoglie un secolo di momenti capaci di segnare la storia della Casa di Borgo Panigale, Ducati presenta la moto stradale più estrema mai sviluppata: la nuova Superleggera V4 Centenario.
Le Superleggera nascono quando agli ingegneri Ducati viene data libertà totale. Nessun vincolo. Nessun compromesso. Solo l’obiettivo di creare la supersportiva omologata per l’uso stradale che tutti gli appassionati e i cultori sognano. Ogni Superleggera sposta più avanti il riferimento tecnologico del mondo moto. Porta soluzioni mai viste prima su una moto di produzione. Apre strade nuove. Cambia le regole.
La Superleggera V4 Centenario nasce, in soli 500 esemplari numerati, sulla settima generazione della Superbike Ducati, ha una ciclistica interamente in fibra di carbonio e porta al debutto il primo impianto frenante in carbonio ceramico e una forcella con foderi in fibra di carbonio mai montati su una moto omologata per la circolazione stradale. È inoltre la prima in grado di raggiungere 228 cavalli di potenza massima, che diventano 247 con lo scarico racing*. Il peso senza carburante è di soli 173 kg, che scendono a 167 montando il racing kit fornito a corredo. Ogni fibra del suo carbonio, ogni vite in titanio, ogni più piccola scelta è tesa alla ricerca della perfezione. La moto più vicina all’impossibile che abbiamo mai osato creare.
Ducati è l’unica azienda motociclistica che fino ad oggi ha realizzato moto come questa. Serie limitate da collezione, oggetti di culto per gli appassionati di tutto il mondo. Veri e propri unicorni del motociclismo, creati per chi comprende come possedere una Superleggera significhi molto più che possedere una moto. Un concetto nato con la prima 1199 Superleggera del 2013, la prima moto con telaio, forcellone e ruote in lega di magnesio. I limiti sono stati superati nuovamente nel 2016 con la 1299 Superleggera, che ha introdotto la prima ciclistica completamente in fibra di carbonio. L’asticella è stata spostata ulteriormente verso l’alto con la Panigale V4 Superleggera del 2020, la moto che ha portato all’estremo l’aerodinamica e ora, con la Superleggera V4 Centenario, Ducati riscrive ancora una volta le regole di ciò che è possibile su di una moto di produzione.
Alle 500 Superleggera V4 Centenario si aggiungono100 Superleggera V4 Centenario Tricolore, per celebrare ulteriormente la storica ricorrenza per la Casa di Borgo Panigale. Quest’ultima crea un legame di continuità tra tradizione, presente e futuro, unendo la visione delle nuove tecnologie con i colori della tradizione. La livrea celebra l’eredità della 750 F1 Endurance Racing, l’ultimo modello da corsa “classico” a due valvole e una delle Ducati più iconiche e rare degli anni ’80. I colori Tricolore che un tempo dominavano le piste vengono rivisitati in un design rinnovato che unisce fascino retrò e modernità. Il risultato è una livrea dal forte potere evocativo, creata per chi ama lo spirito autentico delle glorie passate senza rinunciare allo stile e alla tecnologia di oggi.
La Superleggera V4 Centenario offre la possibilità di realizzare un sogno ancora più incredibile. Ventisei dei suoi possessori potranno accedere alla MotoGP Experience**: una giornata in pista, guidati dagli istruttori Ducati, alla scoperta delle prestazioni della Superleggera, con un finale mozzafiato in sella alla DesmosediciGP26. La MotoGP Experience si terrà nelle giornate del 6 e 7 luglio, immediatamente dopo il World Ducati Week 2026.
Freni e sospensioni di derivazione MotoGP
La Superleggera V4 Centenario è la prima moto stradale al mondo dotata di dischi freno in carbonio ceramico omologati per l’uso su strada. I nuovi dischi Brembo sono realizzati attorno a un nucleo in materiale C/SiC, un composto ceramico rinforzato con fibre di carbonio. Questa tecnologia offre una combinazione unica di leggerezza, rigidità e stabilità termica. Il disco mantiene la sua efficienza anche a temperature molto elevate, garantendo una frenata costante anche durante l’utilizzo estremo, senza però gli aggravi di peso dei dischi metallici di diametro e spessore maggiorato.
Rispetto a un disco in acciaio, i nuovi in carbonio ceramico offrono lo stesso livello di potenza, ma con un peso inferiore di 450 grammi a disco e un momento d’inerzia più basso del 40%. Questa riduzione di inerzia migliora l’agilità della moto, trasformando l’ingresso curva in un gesto ancora più naturale e preciso. Rispetto ai dischi standard della Panigale V4 da 330 mm, quelli in carbonio ceramico hanno lo stesso peso ma un’inerzia ancora più bassa, grazie alla distribuzione più favorevole della massa, e naturalmente una resistenza all’uso estremo in pista molto superiore.
L’impianto include anche le nuove pinze monoblocco amplificate Brembo ricavate dal pieno, con alette di raffreddamento integrate e pistoni differenziati da 30 e 34 mm. Le pinze utilizzano un sistema antidrag che libera completamente il disco quando il pilota rilascia la leva, eliminando la coppia residua e migliorando così la scorrevolezza in ingresso curva. Le pastiglie sono sviluppate appositamente per lavorare con la superficie in carbonio ceramico.
Anche le sospensioni segnano un nuovo primato mondiale: la Superleggera V4 Centenario è la prima moto stradale equipaggiata con la forcella Öhlins NPX 25/30 Carbon pressurizzata con foderi in fibra di carbonio realizzati utilizzando strati unidirezionali per ottenere il massimo risparmio di peso rispetto alla produzione convenzionale. Il risparmio di peso rispetto alla Panigale V4 R è dell’8%, che sale al 10% rispetto alla Panigale V4 standard, con un miglioramento tangibile nei cambi di direzione e nella sensibilità dell’avantreno.
La forcella, di tipo meccanico per ridurre al massimo il peso, mantiene la cartuccia pressurizzata che riduce il fenomeno della cavitazione, permettendo di avere un sostegno più costante in frenata e nelle fasi di inserimento in curva.
Al posteriore, l’ammortizzatore Öhlins TTX36 GP LW è dotato di molla in acciaio speciale per la massima leggerezza, ed equipaggiato con valvole di derivazione MotoGP che migliorano la capacità di copiare le piccole asperità e consentono la regolazione dell’idraulica senza bisogno di attrezzi. I leveraggi della sospensione, non regolabili, sono in titanio, sempre per la massima leggerezza. Una combinazione che porta sospensioni da MotoGP nelle mani degli appassionati.
Ciclistica in fibra di carbonio
Nella Superleggera V4 Centenario, la ricerca meticolosa della leggerezza e della precisione tipica dell’alto artigianato raggiunge il punto più alto nella storia Ducati. L’intera ciclistica nasce dalla fibra di carbonio: telaio, forcellone, telaietti e ruote sono sviluppati con le stesse tecnologie usate in MotoGP e in Formula 1. Un approccio radicale, privo di compromessi, che porta sulla strada soluzioni da prototipo.
Il Front Frame in carbonio pesa il 17% in meno rispetto a quello in alluminio della Panigale V4, offrendo una rigidezza calibrata per migliorare il grip in piega e la naturale tendenza alla chiusura di linea. Il forcellone viene realizzato con un processo di derivazione aerospaziale che permette di ottenere una struttura monolitica molto leggera. Rispetto al componente in alluminio, è più leggero del 21% mantenendo valori equivalenti nelle rigidezze laterale e torsionale per garantire il massimo grip fuori dalle curve.
Ogni singolo elemento della ciclistica è stato progettato per la massima leggerezza. I cerchi a cinque razze sono più leggeri di quasi 300 grammi rispetto a quelli della Panigale V4 S Carbon, il telaietto anteriore pesa 200 grammi in meno e il monoscocca posteriore riduce il peso di 1,4 kg. Il risultato è un peso di soli 173 kg in configurazione stradale, che scende a 167 kg montando il racing kit fornito a corredo.
Per garantire la massima qualità strutturale, ogni singolo componente in fibra di carbonio di ciascuna Superleggera viene verificato attraverso tre diversi metodi non distruttivi: Termografia Attiva Transiente, Phased Array ultrasonico, Tomografia Assiale Computerizzata. Lo stesso processo che viene utilizzato nell’industria aerospaziale, e che Ducati utilizza su tutte le Superleggera fin dalla 1299.
Motore Desmosedici Stradale R 1100
La Superleggera V4 Centenario introduce un nuovo motore: il Desmosedici Stradale R 1100, sviluppato appositamente per dare vita alla Superleggera più esclusiva mai realizzata. La cilindrata sale da 998 a 1.103 cc grazie all’allungamento della corsa, portata da 48,41 mm a 53,5 mm. Questa modifica permette di ottenere più coppia e più spinta ai regimi intermedi, senza penalizzare l’allungo. In configurazione Euro5+ il motore eroga 228 CV a 14.500 giri, che diventano 247 a 14.750 utilizzando lo scarico Akrapovič racing e l’olio Ducati Corse Performance*. Una soglia mai raggiunta prima da una moto di produzione.
Il motore è più leggero di 3,6 kg rispetto all’unità da 1.103 cc della Panigale V4 con frizione a secco. La riduzione è ottenuta grazie all’impiego di titanio, di viti alleggerite e di componenti interni ridisegnati per diminuire le masse rotanti. I pistoni a due fasce (un segmento e un raschiaolio) utilizzano la tecnologia “box‑in‑box”, e sfruttano uno spinotto maggiorato per gestire l’aumento di potenza.
Le teste mantengono la medesima impostazione del motore Desmosedici Stradale R da 998 cc, con valvole d‘aspirazione in titanio da 34 mm e valvole di scarico in acciaio da 27,5 mm. Tutte e sedici le valvole utilizzano semiconi in titanio, una soluzione tipica dei motori da competizione. La fasatura del sistema Desmodromico è regolata a mano e certificata da una targhetta firmata dal tecnico che esegue il controllo. L’eccellenza artigianale viene applicata alla massima tecnologia.
L’albero motore è stato alleggerito sostituendo le masse di bilanciamento con inserti in tungsteno, molto più denso dell’acciaio. Questo permette di ottenere lo stesso effetto usando inserti più piccoli e più compatti, in particolare posizionandoli nelle aree più esterne, cioè a raggio elevato, dove il loro contributo è maggiore. Il risultato èuna salita di giri più rapida, una risposta più immediata al comando del gas riducendo al contempo lo stress sulle bronzine e sugli organi meccanici e mantenendo la robustezza necessaria per sopportare il livello di potenza raggiunto.
Il motore respira attraverso corpi farfallati ovali da 56 mm equivalenti, più grandi rispetto ai 52 mm del Desmosedici Stradale. Le trombette sono fisse per ridurre il peso e ottimizzate con lunghezze differenziate (20 mm a sinistra, 10 mm a destra) per migliorare il flusso. Gli iniettori superiori hanno un’atomizzazione migliorata grazie alla punta che porta lo spray più vicino al condotto. Il sistema di scarico utilizza collettori in titanio con diametro maggiorato a 41,7 mm e un silenziatore Akrapovič omologato. I condotti di aspirazione e scarico sono lucidati, come sui motori da competizione più pregiati.
La trasmissione conta sul Ducati Racing Gearbox, con la folle posizionata sotto la prima marcia invece che fra prima e seconda. Questa soluzione, grazie al sistema denominato Ducati Neutral Lock (DNL), elimina la possibilità di innestare involontariamente la folle e trovarsi privi di freno motore nella fase finale e più delicata delle staccate, negli ingressi da prima marcia. Inoltre, l’assenza della folle tra prima e seconda marcia rende la cambiata fra questi due rapporti più veloce, fluida e ripetibile rispetto a un cambio in configurazione tradizionale
La catena è una DID ERV7, la stessa utilizzata dai team Factory Superbike, che sulla Superleggera V4 Centenario lavora su una corona in Ergal. Questa scelta consente una riduzione di 0,69 kg rispetto ai componenti della Panigale V4 S.
Bellezza disegnata dal vento
Sulla Superleggera V4 Centenario, estetica e aerodinamica si fondono fino a diventare un tutt’uno. Leali di elevata efficienza e Corner Sidepods, progettati per generare deportanza agli elevati angoli di piega, derivano direttamente dalla Panigale V4 R Superbike. Introdotta da Ducati in MotoGP nel 2021, la soluzione dei Corner Sidepods genera un “effetto suolo” a centro curva, garantendo un più elevato livello di grip agli pneumatici e consentendo così velocità di percorrenza più elevate e quindi tempi sul giro più bassi.
La carenatura della Superleggera V4 Centenario è realizzata interamente in fibra di carbonio, lasciata a vista in alcuni punti per mettere in risalto la purezza del materiale. Naturalmente, per ridurre al massimo il peso, la Superleggera è arricchita da molte altre componenti in fibra di carbonio: parafanghi, cover serbatoio, rad-duct, copripignone, paratacchi, parapolvere dello sterzo, base della sella, condotto di aspirazione, portatarga e cover bancata posteriore.
Sono invece in alluminio ricavato dal pieno il tappo del radiatore, le piastre portapedane, il tappo serbatoio fornito a corredo e naturalmente le piastre di sterzo inferiore e superiore. Quest’ultima è ulteriormente valorizzata dall’incisione laser del numero dell’esemplare (XXX/500). Lo stesso numero è riportato nell’animazione dedicata del cruscotto e sull’inserto in titanio della chiave d’accensione, ricordando a ogni sguardo la ricercatezza di una serie limitata.
La livrea GP26 Rosso Centenario è basata sulla combinazione delle iconiche strisce bianche Ducati e del nuovo Rosso Centenario opaco. Un rosso scuro, come quello delle origini: dal rosso della Ducati 60 del 1949, prima moto completa che segnò l’ingresso di Ducati tra i costruttori motociclistici, a quello della Gran Sport “Marianna” del 1955, la prima Ducati concepita per correre, firmata dall’ingegnere Fabio Taglioni. È stata proprio la livrea GP26 della Superleggera V4 Centenario ad ispirare quella delle Desmosedici ufficiali del team Lenovo.
Elettronica da MotoGP
L’elettronica della Superleggera V4 Centenario rappresenta l’eccellenza per le moto di produzione. La suite di controlli deriva da quella della Panigale V4 R, ricalibrata e arricchita da nuove strategie DVO di ultima generazione. L’obiettivo è offrire ancora più controllo, e permettere anche a chi non è un professionista di sperimentare le tecniche di guida dei piloti della MotoGP.
Ducati Traction Control (DTC) DVO, Wheelie Control (DWC) DVO, Slide Control (DSC) e Ducati Power Launch (DPL) DVO offrono una gestione più precisa grazie ai nuovi algoritmi. L’ABS Cornering ora comprende, oltre alle strategie Race Brake Control e al Road eCBS, il nuovo Engine Brake Control DVO che introduce la funzione Dynamic Engine Brake (DEB).
Quest’ultima regola automaticamente il contributo del freno motore usando anche il freno posteriore, regolandoli per sfruttare al massimo il grip disponibile sulla base del carico sul retrotreno. Inoltre, il DEB migliora le prestazioni in frenata durante la fase di inserimento in curva, attivando il freno posteriore anche quando il comando anteriore viene rilasciato così come fanno i piloti professionisti. In questo modo, anche i meno esperti riescono a percorrere traiettorie più strette, migliorando la propria confidenza alla guida.
Pacchetto da collezione esclusivo
La Superleggera V4 Centenario viene consegnata in un’esclusiva cassa in legno personalizzata. Ogni moto è accompagnata dal certificato di autenticità, custodito in una speciale scatola, dal telo coprimoto dedicato, oltre al tappetino e ai cavalletti paddock anteriore e posteriore, pensati per valorizzarne al meglio la presenza.
La dotazione speciale, che comprende il kit Racing per l’impiego in pista, conferma ulteriormente l’unicità della Superleggera V4 Centenario. Ogni esemplare è infatti equipaggiato con scarico racing Akrapovič a passaggio alto con software DAVC Race Pro e carenatura inferiore dedicata, coperchio frizione aperto e protezioni per forcellone e coperchio alternatore, tutte realizzate in fibra di carbonio.
All’interno della cassa trovano posto anche il kit per l’eliminazione di fari, cavalletto laterale, portatarga e indicatori di direzione per completare la configurazione pista, il tappo serbatoio racing in alluminio ricavato dal pieno, la protezione leva freno, il manutentore di carica e la sella racing in neoprene.
L’unicità della Superleggera V4 Centenario viene rinforzata dalla possibilità, riservata ai suoi possessori, di completare il proprio look con un casco, un giubbotto e una tuta di pelle in edizione limitata, caratterizzati da uno schema colori che riprende la livrea GP26 Rosso Centenario.
Il Ducati Lenovo Team è atterrato in Texas per la seconda gara di questa doppia trasferta Americana che si corre questo fine settimana al COTA (Circuit of the Americas). Atmosfera country e qualche ora di relax prima di tornare al lavoro. Sul circuito texano la Desmosedici GP ha trionfato lo scorso anno con una doppietta tra SPRINT (vinta da Marc) e gara (vinta da Pecco).
Marc, reduce dalla vittoria nella Sprint in Brasile e da un solido quarto posto in gara, arriva ad Austin con la consapevolezza di trovarsi su uno dei circuiti che meglio si adattano al suo stile di guida. Con 7 successi ottenuti in passato, COTA è un circuito dove Marc ha spesso trovato un buon feeling e ha saputo esprimersi con costanza.
Pecco, vincitore qui lo scorso anno dopo la P3 nella gara del sabato, è al lavoro per ridurre il gap. Le dolci memorie di quella domenica, compresa la consegna dell’hot dog al Parc Fermé, sono uno stimolo in più per affrontare il weekend con determinazione.
Marc Márquez #93 Ducati Lenovo Team “Austin è sicuramente uno dei tracciati che preferisco. Molto tecnico, impegnativo a livello fisico, ma che mi ha dato nel corso degli anni tante soddisfazioni e memorie indelebili. Lo scorso anno, la gara ha regalato emozioni fortissime. Dalla griglia fino alla caduta, ma eravamo davvero competitivi. Quest’anno arriviamo qui dopo un buon weekend in Brasile, con la vittoria nella SPRINT e una gara nel complesso buona”.
Francesco Bagnaia #63 Ducati Lenovo Team “Mi piace sempre arrivare ad Austin. Mi piace l’atmosfera, la pista, le vibes degli Stati Uniti. Il tracciato è molto bello, particolare, tecnico nel tratto guidato, e fisicamente molto molto impegnativo. Nel 2025 abbiamo fatto molto bene qui con il podio nella SPRINT e poi la vittoria nella gara di domenica. Un bellissimo ricordo che ci stimola a lavorare ancora di più per tornare nelle posizioni di testa”.
Dopo il vincente esordio in Australia, firmato dalla tripletta di Nicolò Bulega, il team Aruba.it Racing – Ducati è già al lavoro a Portimão (Portogallo) dove nel weekend si disputerà il secondo round della stagione 2026 di WorldSBK.
Il pilota italiano è alla ricerca della sua prima vittoria in Superbike sull’Autódromo Internacional do Algarve. Grandi ambizioni anche per il compagno di squadra Iker Lecuona, che punta ad inserirsi nella lotta per il podio dopo il solido weekend australiano, il primo in sella alla Ducati Panigale V4 R.
Domani mattina le prime prove libere alle 10.20 (11.20 CEST). Gara-1 e Gara-2 di sabato e domenica prenderanno il via con il nuovo orario (15.30 local time, 16.30 CEST) introdotto in questa stagione.
Nicolò Bulega (aruba.it Racing – Ducati #11) “E’ bello tornare a correre dopo una lunga pausa e soprattutto sono felice di farlo alla luce del bel weekend in Australia. Cercheremo di confermare la nostra velocità anche qui a Portimao. Nella scorsa stagione, con Toprak, abbiamo dato vita a grandi duelli per la vittoria in tutte le gare. L’obiettivo, quindi, è quello di essere estremamente competitivo anche quest’anno”.
Iker Lecuona (Aruba.it Racing – Ducati #7) “Arriviamo in Portogallo, dovendo fare i conti con i pochi giri effettuati durante i test a causa delle condizioni meteo. Allo stesso tempo però, in Australia, soprattutto in condizioni di asciutto, abbiamo imparato tanto e questo ci dà fiducia in vista di questo weekend. L’obiettivo è continuare a migliorare, sessione dopo sessione, cercando di trovare quel feeling per poter ottenere i migliori risultati possibili”.