Ottimo risultato per il Team Go Eleven al termine del Sabato di Aragon; sesto posto in Gara 1, Balda ha saputo difendersi e soffrire, conquistando buoni punti per la classifica generale. Non è stata probabilmente la miglior gara per la Ducati gialla, ma chiudere le giornate in leggera difficoltà appena fuori dalla Top 5 testimonia il lavoro eccellente che sta svolgendo Lorenzo e tutta la squadra.

In FP 3 Balda ritrova il feeling lasciato ieri mattina, girando costantemente da solo e riuscendo ad abbassare subito i propri riferimenti; pista più veloce, 48.4 come miglior giro, ma quello che conta di più è la costanza. 11 passaggi con la SCX, oltre la distanza di gara completa della Superpole Race, mantenendosi in un ottimo range di usura. 

In qualifica Balda sceglie di andare completamente da solo, senza bisogno di prendere un riferimento davanti. Nonostante le temperature molto più elevate, riesce a replicare il tempo della mattina e poi ad abbassarlo di qualche decimo. Allo stop ai box per il cambio gomme è quinto; rientra in pista, portandosi in scia Bulega e Surra. La velocità però c’è, abbatte il muro del 48 e gli vale il sesto posto in griglia. Per la prima volta, Balda si è sentito confidente e tranquillo nell’andare da solo, consapevole di avere la velocità per stare davanti; e peccato per il sorpasso di Bulega all’ultimo giro, altrimenti qualche decimino meglio era fattibile.

In Gara 1 Balda scatta bene, si difende in curva 1 e completa il primo giro in sesta posizione. Nei primi giri soffre, commette qualche errore, non riesce ad essere pulito e preciso come vorrebbe, ma non lascia spazio ai piloti dietro di lui per tentare l’attacco. Passano i giri, il grip scende, il numero 34 si trova via via meglio, migliorando i propri crono. Negli ultimi sette giri, decimo su decimo, riesce a chiudere su Bridewell davanti a lui, ma l’inglese è particolarmente efficace in uscita di curva ed in trazione. Balda ci prova, resta attaccato, all’ultimo giro prova ad incrociare all’ultima curva ma perde la volata per millesimi. Sesto posto, buona prestazione, tanti punti portati a casa e la conferma che la Ducati Go Eleven è sempre lì davanti, gara dopo gara!

Lorenzo Baldassarri (Rider): 
“Complessivamente sono soddisfatto della giornata di oggi, in qualifica sono riuscito a trovare una buona velocità da solo, senza riferimenti davanti, qualificandomi sesto, in seconda fila, che è un buon risultato. In gara pensavo di fare qualcosina meglio, ma ho faticato ad inizio gara, ci ho messo un po’ a prendere il ritmo, poi verso fine gara ero in difficoltà a superare. Perdevo troppo in uscita di curva, e non sono riuscito a prendere il quinto posto, che era lì a pochi millesimi. Mi avrebbe fatto piacere dare un po’ di spettacolo e tentare il sorpasso ma mi sono dovuto accontentare per oggi. Dall’altra parte però sono contento di come ho gestito, abbiamo portato a casa dieci punti, che sono importanti per la nostra posizione, ma per domani voglio migliorare. Adesso studiamo qualcosa con la squadra e vediamo di giocarcela domani!”

Denis Sacchetti (Team Manager): “Oggi siamo stati piuttosto costanti durante la giornata, fin da stamattina abbiamo girato intorno alla sesta piazza ed in gara siamo arrivati sesti. Balda ha fatto un passo avanti da ieri, la Superpole di stamattina è stata molto incoraggiante, perché ha preferito andare da solo, qui ad Aragon dove la scia conta molto, ed è riuscito a stampare un gran tempo. Per la Gara forse abbiamo sofferto un po’ le temperature più alte, e soprattutto ancora nei primi giri non riusciamo ad essere incisivi; molto meglio la seconda parte di gara, mi è dispiaciuto un po’ vedere quanto la Ducati davanti a noi usciva forte dalla curve, perché era difficile per Balda trovare un punto di attacco. Bravo però a non farsi innervosire e a portare a casa un sesto posto che è importante per il campionato. Dobbiamo trovare qualcosa tra trazione e velocità per domani, lavoreremo su questo!”

Sabato da ricordare al MotorLand Aragón per il Team Motocorsa Racing e Alberto Surra nel sesto round del Campionato WorldSBK 2026. Dopo aver chiuso la FP3 in terza posizione, il pilota italiano ha conquistato uno straordinario terzo posto in Superpole, firmando la sua prima prima fila in carriera in WorldSBK e conquistando per la prima volta l’accesso al Parc Fermé con un tempo di 1’47.349.

Questo è un risultato che conferma il percorso di crescita mostrato dal team e dal pilota nel corso delle ultime settimane. Su un tracciato che Surra conosceva dai tempi della Moto2, il lavoro svolto insieme al Team Motocorsa Racing ha permesso di compiere un ulteriore passo avanti, portando oggi il rookie italiano nelle posizioni più alte della categoria.

In Gara 1, però, Surra ha dovuto scontare la penalità ricevuta nella giornata di venerdì per un miglioramento del proprio tempo di settore in regime di bandiera gialla durante la FP1. Costretto a partire dall’ultima posizione in griglia, il pilota italiano è stato autore di una gara in rimonta che lo ha portato fino alla quattordicesima posizione finale, conquistando due punti importanti per il campionato.

ALBERTO SURRA – PILOTA

“È stato un bellissimo sabato, forse il più bello. Abbiamo solo un po’ di amaro in bocca per la penalità di Gara 1, partendo dall’ultima posizione in griglia, ma siamo comunque riusciti a portare a casa una P14. In Superpole questa mattina siamo riusciti a fare il terzo posto. Domani, partendo dalla prima fila, spero che riusciremo a fare molto meglio e lavoreremo per avere il miglior passo gara possibile. Voglio ringraziare il team per il nostro lavoro, che continua a crescere. Vediamo di fare il meglio possibile nelle due gare di domani!”

 

LORENZO MAURI – TEAM MANAGER

“Dopo la strepitosa qualifica questa mattina in terza posizione, abbiamo dovuto scontare la penalità ricevuta nelle FP1 di venerdì in regime di bandiera gialla, che ci ha costretto a partire dall’ultima posizione in griglia e ha inevitabilmente compromesso la gara. Siamo comunque riusciti a conquistare due punti. È stata una gara difficile perché il livello di questo Campionato è altissimo e tutti i piloti vanno molto forte, con numerose moto ufficiali nelle posizioni a noi vicine. Lavoreremo per domani, quando finalmente potremo sfruttare la partenza dalla prima fila.”

Il venerdì del Round di Aragon si chiude con indicazioni incoraggianti per il team, nonostante le condizioni estremamente impegnative affrontate dai piloti sul tracciato spagnolo. Con temperature dell’asfalto superiori ai 53 gradi nel pomeriggio, la gestione fisica delle sessioni ha avuto un ruolo determinante nel lavoro svolto in pista.

Yari Montella ha concluso la giornata in sesta posizione nelle combinate. Dopo una prima sessione chiusa al sesto posto in 1:49.609, il pilota italiano ha continuato a migliorare il proprio feeling nel pomeriggio, concentrandosi soprattutto sul passo gara e completando un long run particolarmente consistente. Il lavoro svolto nella seconda sessione ha permesso di raccogliere indicazioni positive sia sul comportamento della moto sia sull’adattamento dello stile di guida alle difficili condizioni della pista, con molto caldo e poco grip.

Giornata importante anche per Álvaro Bautista, undicesimo nella combinata in 1:49.916 al termine di un venerdì che ha rappresentato soprattutto un banco di prova fisico dopo il weekend di Most. Lo spagnolo, dichiarato fit dopo i controlli medici seguiti alla FP1, ha lavorato con continuità nel corso delle due sessioni. Con il passare dei giri Bautista ha lavorato soprattutto per ritrovare feeling con la moto e adattare la guida alle condizioni fisiche e della pista, riuscendo a completare un intenso programma di lavoro nonostante il dolore al piede e la stanchezza accumulata nel finale di giornata. 

Álvaro Bautista, #19

“È stata una giornata difficile, ma nel complesso positiva. La cosa più importante è essere riuscito a guidare con continuità e a ritrovare sensazioni che erano fondamentali dopo il weekend di Most. Nel corso della mattinata il piede è migliorato progressivamente, mentre nel pomeriggio il dolore si è fatto sentire meno. Solo nel finale, con la stanchezza accumulata, la situazione è diventata un po’ più complicata. Nonostante questo, sono contento di essere riuscito a completare molti giri, perché era importante tornare a prendere ritmo e fiducia. La pista, soprattutto nel secondo turno, era particolarmente difficile, ma siamo riusciti a gestire bene la situazione e a capire come adattare la guida alle condizioni. Vedremo come reagirà il piede domani mattina, perché uno sforzo del genere inevitabilmente si farà sentire. In ogni caso posso dire di essere molto soddisfatto, sinceramente non mi aspettavo di essere qui questo weekend e riuscire a completare così tanti giri è sicuramente un segnale positivo.”

Yari Montella, #5

“La giornata è stata complessivamente positiva e in linea con le nostre aspettative. Al mattino abbiamo faticato un po’ a trovare le giuste sensazioni, anche a causa delle condizioni della pista e del caldo particolarmente intenso. Nel pomeriggio, però, siamo riusciti a fare un passo avanti importante, soprattutto durante la simulazione gara. Il ritmo è stato interessante, in particolare nel finale, dove abbiamo raccolto indicazioni utili sia sul comportamento della moto sia sul mio stile di guida. Sono aspetti che potranno tornarci molto utili in vista di domani, soprattutto su una pista dove le condizioni estreme mettono a dura prova sia il fisico sia la gestione tecnica del weekend. In generale chiudiamo il venerdì soddisfatti, all’interno della top six, e con sensazioni positive in vista delle prossime sessioni.”

Marco Barnabò, Team Principal

“È stato un venerdì positivo. Álvaro è riuscito a tornare in pista anche se non ancora in perfette condizioni fisiche, ma ha comunque disputato un’ottima giornata di lavoro. Anche Yari ha fatto bene, abbiamo apportato alcune modifiche alla moto perché la pista non offriva il grip ideale. Nella FP2 ha completato un long run con un ottimo passo, quindi siamo soddisfatti del lavoro svolto da entrambi i piloti. Con Álvaro abbiamo lavorato meno sul setup della moto, perché la priorità era capire come gestire al meglio la situazione e compensare il problema al piede.”

Il caldo torrido dell’Aragona ha accolto i piloti WorldSBK fin dalla prima sessione; pista scivolosa, poco grip, asfalto oltre i 50 gradi nel corso della giornata. Balda ed il Team Go Eleven sono ripartiti dall’assetto di Most, programmando una modifica sull’anteriore a metà turno. Prima uscita, condizionata da una bandiera rossa a metà sessione, poi il numero 34 mette quattro passaggi in fila sul 49.6 / 49.8, che gli valgono la Top 6 momentanea. Ottimo ultimo settore, secondo in quel parziale per un millesimo dietro Bulega. Negli ultimi minuti i tecnici testano la modifica sopra anticipata, ma purtroppo un problema ad un sensore sull’anteriore forza Baldassarri a fermarsi lungo il tracciato, senza modo di valutare la nuova soluzione. Prova rimandata al pomeriggio, settima posizione finale. 

Per le FP 2 le temperature si scaldano ulteriormente, causando una forte diminuzione del grip in pista. I tempi si alzano di circa mezzo secondi per tutti i protagonisti; Balda, in un primo momento, sembra soffrire il cambio delle condizioni, poi testa la nuova modifica delle forcelle anteriori, prende confidenza ed inizia ad abbassare i riferimenti. Giro dopo giro, decimo su decimo, si avvicina al gruppo di testa; all’ultimo giro, con ormai una gomma di 18 giri, migliora notevolmente nei primi tre settori, salvo poi perdere nell’ultimo, restando “troppo conservativo in frenata” per sua stessa ammissione. 

Lorenzo Baldassarri (Rider): 
“Il nostro primo giorno ad Aragon non è stato il miglior Venerdì della stagione, ma siamo comunque riusciti a completare un buon lavoro in ottica gara. Stamattina siamo stati anche veloci, poi ci ha rallentato un piccolo problema negli ultimi minuti, oggi pomeriggio, invece, con molto caldo è stato più difficile essere veloci. Resto fiducioso che per domani possiamo migliorare, siamo tutti molto vicini, voglio lottare per le posizioni che contano anche qui!”

Prima giornata di prove libere al MotorLand Aragón per il Team Motocorsa Racing e Alberto Surra nel sesto round del Campionato WorldSBK 2026. In condizioni particolarmente impegnative, con temperature elevate per tutta la giornata, il pilota italiano ha chiuso le FP1 e le FP2 in decima posizione nella classifica combinata grazie al tempo di 1’49.786, a 0.870 dal miglior riferimento.

Il lavoro svolto nel corso della giornata ha permesso al team di raccogliere indicazioni positive sul bilanciamento della Ducati Panigale V4 RS, in un fine settimana che arriva dopo gli incoraggianti risultati ottenuti a Most e nei recenti test di Misano. La top 10 nella classifica combinata conferma la competitività mostrata fin dalle prime uscite sul tracciato spagnolo e rappresenta una buona base di partenza in vista della giornata di sabato.

Nel corso della FP1, Surra ha ricevuto una penalità per aver registrato un miglioramento del proprio tempo di settore durante un regime di bandiera gialla. La sanzione comporterà la partenza dall’ultima posizione sulla griglia di Gara 1. Un episodio che non cancella quanto di positivo mostrato in pista durante la giornata, ma che renderà ancora più impegnativo il lavoro del team nella gara del sabato.

ALBERTO SURRA – PILOTA

“È stato un primo venerdì positivo, sia al mattino sia al pomeriggio. Stiamo lavorando tanto per trovare il setting giusto per questa pista. Aragón mi piace molto, ma come per tutti i tracciati che conoscevo dalla Moto2, l’approccio con questa moto è completamente diverso. Abbiamo comunque chiuso il venerdì nei primi dieci e questo è sicuramente positivo. Ora dobbiamo continuare a lavorare e cercare di migliorarci ancora nei prossimi giorni.”

 

LORENZO MAURI – TEAM MANAGER

“Otto decimi dal primo tempo e decima posizione nella classifica combinata tra FP1 e FP2. Fa molto caldo ma stiamo lavorando bene. Domani proveremo un po’ il passo gara perché oggi abbiamo lavorato su assetti mirati per bilanciare la moto e nella sessione del mattino faremo una simulazione della distanza di gara. È un peccato per l’errore di questa mattina, per non aver rallentato in regime di bandiera gialla durante la prima sessione di libere. Alberto si è scusato con Dorna e con gli ufficiali di gara ma, a causa della sanzione, dovremo partire dall’ultima posizione in Gara 1. Sarà sicuramente penalizzante per la gara di domani, ma le regole ci sono e vanno rispettate. Siamo consapevoli che Alberto è un rookie e che il suo percorso di crescita passa anche attraverso episodi come questo. Sarà nostra premura aiutarlo a crescere gara dopo gara. In vista della Superpole prepareremo inoltre un assetto dedicato e proveremo alcune componenti Motocorsa già testate durante le giornate di Misano della scorsa settimana.”

Il Ducati Lenovo Team ha affrontato la prima giornata in pista all’Autodromo Internazionale del Mugello, teatro questo fine settimana del settimo Gran Premio della stagione. Francesco Bagnaia ha terminato le Practice in seconda posizione, mentre Marc Márquez ha chiuso con un incoraggiante sesto posto la sua giornata di rientro dalla doppia operazione a cui si era sottoposto lo scorso 10 maggio.

Bagnaia ha conquistato la prima posizione nelle fasi iniziali delle Practice, rimanendo nella parte alta della classifica per tutto il turno. Nel finale, Pecco è risalito fino alla seconda posizione, chiudendo a soli 91 millesimi dal tempo più veloce di giornata. Márquez, dopo aver ricevuto l’OK dallo staff medico (al termine delle FP1) per disputare il resto del Gran Premio d’Italia Brembo, ha concluso le Practice al sesto posto grazie a un eccellente time attack a pochi minuti dal termine.

Francesco Bagnaia (#63 Ducati Lenovo Team) – 2º
“Mi piace sempre correre qui al Mugello, perché la pista è fantastica. Il grip, al momento, è però molto basso: bisogna stare attenti in ingresso curva, perché si tende a perdere l’anteriore, e in uscita, perché il consumo del posteriore è elevato. È stata una giornata positiva, sia con gomme nuove che usate. Ho fatto solo un errore nel mio ultimo giro lanciato, ma siamo comunque riusciti ad ottenere l’accesso alla Q2. Rispetto allo scorso anno, riesco a far girare la moto un po’ meglio e questo mi sta aiutando, ma dobbiamo fare un ulteriore passo avanti in alcune parti della pista”.

Marc Márquez (#93 Ducati Lenovo Team) – 6º
“Sono rimasto lontano dai primi per tutta la giornata, poi ho semplicemente dato tutto nel time attack per riuscire a conquistare l’accesso diretto alla Q2. Ci siamo riusciti e questo significa che, nella peggiore delle ipotesi, domani partiremo dalla dodicesima casella, che dopo tutto non è male. Il feeling, onestamente, non era come mi sarei aspettato: c’è bisogno di tempo e dobbiamo avere pazienza. Ovviamente non riesco a muovermi sulla moto come vorrei, ma è normale, visto che sono passate solo due settimane e mezzo dall’operazione. Oggi abbiamo fatto il massimo e ottenuto ciò che cercavamo, vedremo quali saranno le sensazioni domani”.

Le prove libere dell’Aragon Round, sesto weekend della stagione 2026 di WorldSBK, mettono a dura prova i piloti a causa di temperature torride che sfiorano i 40° percepiti in aria con addirittura punte di 60° registrati sull’asfalto.

Nicolò Bulega e Iker Lecuona sono protagonisti di venerdì solido che gli consente di chiudere al primo e secondo posto nella classifica combinata.

Il pilota italiano porta avanti un accurato lavoro di set-up, facendo registrare il miglior tempo di giornata nelle FP1 (1’48.916).
A soli 22 millesimi il compagno di squadra che nelle FP2 si prende la prima posizione (anche se con un crono estremamente più alto a causa delle condizioni climatiche proibitive) prima di una scivolata a fine sessione senza particolari conseguenze.

Nicolò Bulega (Aruba.it Racing – Ducati #11)
“Sono contento perché abbiamo davvero un buon lavoro, provando diverse soluzioni in diverse direzioni e questo ci ha permesso di avere un quadro molto chiaro della situazione. Iker e Sam (Lowes) sono molto vicini quindi sarà importante continuare a lavorare. La temperatura? Davvero alta ma vale per tutti”.

Iker Lecuona (Aruba.it Racing – Ducati #7)
“Sono dispiaciuto per la caduta e per aver dato lavoro extra al mio team. E’ stato un mio errore, c’è poco da dire. Non ho avuto nemmeno bisogno di guardare i dati perché so esattamente cosa ho sbagliato. La giornata, però, è stata molto positiva. Malgrado le condizioni atmosferiche, il feeling è stato subito moto buono. Dobbiamo sistemare alcuni dettagli e lo faremo domani”.

FERMIN ALDEGUER #54
“L’importante era entrare in Q2 con o senza feeling con la moto. La notizia positiva è che il feeling c’era, siamo partiti subito bene e già questa mattina abbiamo potuto girare con continuità e velocità. Nel pomeriggio qualche bandiera rossa di troppo e forse saremmo stati anche più avanti, ma poco importa in un venerdì. Dopo Barcellona abbiamo acquisito consapevolezza: mentalmente siamo più forti e ogni giorno che passa le condizioni fisiche migliorano un pochino”.

MICHELE PIRRO #51
“Non siamo partiti male questa mattina con un buon passo e il 16º tempo. Vero è che poi nel pomeriggio siamo migliorati, ma non quanto ci aspettavamo. Sicuramente dobbiamo lavorare sul freno motore per essere più competitivi. Domani si può fare un ottimo step in avanti”.

V4 RS 100 viene consegnato in un’esclusiva cassa in legno personalizzata.

Multistrada V4 RS 100 (500 SL Pantah – 1979)

La livrea della Multistrada V4 RS 100 si ispira alla grafica della 500 SL Pantah del 1979, anno che vide grandi innovazioni tecniche in casa Ducati, finalizzate a modernizzare e rendere più attuali le moto prodotte a Borgo Panigale.

Nacque la 500 SL Pantah, la prima Ducati equipaggiata da un telaio in traliccio, ancora comunque lontano dal traliccio che ha contraddistinto il marchio per quasi cinquant’anni, e il motore Pantah, che abbandona le coppie coniche, in uso fin dai tempi della Gran Sport Marianna (1955).

La moto, che sfoggia il design squadrato tipico delle moto dei primi anni 80 e una livrea caratterizzata dal logo disegnato per Ducati dal designer di auto Giorgetto Giugiaro, viene apprezzata per la facilità di guida e per la leggerezza. Essendo la Multistrada V4 RS 100 sviluppata sulla base tecnica della top di gamma Multistrada V4 RS, caratterizzata dal motore Desmosedici Stradale, la livrea riporta anche il logo del Desmo sul codino.

La Multistrada V4 RS 100 è dotata di sella in Alcantara con logo Ducati 100 a ricamo, e riporta nome e numero progressivo su una targhetta Bronzo Centenario fissata ai cavallotti manubrio e alla piastra di sterzo in alluminio dal pieno. La dotazione a corredo comprende l’anello del tappo serbatoio in colore Bronzo Centenario e il coperchio frizione aperto in fibra di carbonio, non omologati per la circolazione su strada. La Multistrada V4 RS 100 viene consegnata in un’esclusiva cassa in legno personalizzata.

Scrambler 100 (250 Scrambler – 1962)

La livrea dello Scrambler 100 si ispira alla grafica della 250 Scrambler del 1962, la prima versione di Scrambler Ducati, prodotta esclusivamente per il mercato statunitense.

La nascita della Scrambler è strettamente legata alla figura del primo importatore americano Joe Berliner, l’uomo che volle fortemente un modello inedito da vendere oltreoceano. Ducati veniva dal successo mediatico legato al giro del mondo di Monetti e Tartarini del 1957 e il clamore dell’impresa arrivò anche in America, dove crebbe l’interesse per il marchio bolognese, fino ad allora quasi sconosciuto.

Berliner richiese a Ducati una moto da dirt track, una off-road, che certo non era ancora stata pensata a Borgo Panigale ma che si concretizzò proprio con la 250 Scrambler nel 1962.

Lo Scrambler 100 nasce sulla base tecnica dello Scrambler Nightshift, arricchita dalla sella in Alcantara con logo Ducati 100 a ricamo e dalla targhetta con nome e numero progressivo dell’esemplare nella finitura Bronzo Centenario, rivettata sui cavallotti di sterzo ricavati dal pieno. Il tappo serbatoio ottenuto dal pieno, con anello in Bronzo Centenario, è fornito a corredo.

Hypermotard V2 SP 100 (860 “24 Horas de Montjuïc” – 1975)

La livrea della Hypermotard V2 SP 100 si ispira alla 860 “24 Horas de Montjuïc”.

Dopo la vittoria alla 200 Miglia di Imola del 1972, i vertici Ducati ritennero che la strada giusta da percorrere per riportare il marchio alla popolarità fosse quella delle “racing” derivate dalla produzione di serie, in particolare nelle gare di durata.

A tal scopo, per Ducati fu necessario ampliare la gamma dei bicilindrici con un motore di cilindrata superiore rispetto al classico 750, che potesse sostenere lo “stress” delle lunghe gare endurance quali il Bol D’Or e la 24 Horas de Montjuïc, corsa dove la casa di Borgo Panigale vinse parecchie edizioni.

La Ducati 860 vide il suo debutto vincente già nel 1973 con il prototipo della 860 Desmo, che sarebbe poi diventata la Ducati 900 Super Sport nella versione stradale. Nel 1975 i piloti Salvador Canellas e Benjamin “Min” Grau, che già avevano vinto nel 1973 con la bicilindrica bolognese, ripeterono il successo nella gara catalana, ma con i colori sgargianti del team NCR di Nepoti e Caracchi.

La Hypermotard V2 SP 100 è realizzata sulla base della versione SP, caratterizzata da sospensioni Öhlins e cerchi forgiati. È arricchita dalla sella in Alcantara con logo Ducati 100 a ricamo, e riporta nome e numero progressivo su una targhetta in pregiato Bronzo Centenario rivettata sui cavallotti manubrio e alla piastra di sterzo in alluminio lavorato dal pieno. Anche la Hypermotard V2 della Collezione 100 è dotata di frizione a secco. La dotazione a corredo comprende il tappo serbatoio ottenuto dal pieno in Bronzo Centenario e il coperchio frizione aperto in fibra di carbonio, non omologati per la circolazione su strada.

DesertX 100 (Pantah “Ice” – 1981)

La livrea della DesertX 100 si ispira alla grafica della Pantah “Ice” del 1981, che rappresenta uno dei più curiosi episodi di product placement nella storia della Ducati.

La Pantah “Ice” non era che una Pantah 500 modificata, in particolare per le curiose gomme chiodate e l’eliminazione dell’impianto frenante, in modo da permetterne l’utilizzo su piste ghiacciate.

La Ducati, infatti, all’epoca era gestita dalle partecipazioni statali, che controllavano anche case automobilistiche come l’Alfa Romeo. L’EFIM, l’ente che controllava sia Ducati che Alfa Romeo, organizzò all’inizio degli anni ’80 un campionato per auto Alfasud sui tracciati ghiacciati delle Alpi. Le gare si svolgevano in due manche; nella pausa tra la prima e la seconda gara le coloratissime Pantah “Ice” garantivano lo spettacolo per il pubblico. Le Pantah Ice venivano realizzata in diverse livree; quella scelta per la DesertX 100, gialla con bande blu, appartiene a un esemplare che fino a qualche anno fa faceva parte della collezione del Museo Ducati.

La DesertX 100 è dotata di sella in Alcantara con logo Ducati 100 a ricamo, e riporta nome e numero progressivo su una targhetta Bronzo Centenario fissata sui cavallotti manubrio della piastra di sterzo realizzata dal pieno. Il parafango anteriore alto e la griglia in alluminio a protezione del radiatore esaltano l’indole fuoristradistica del modello. La dotazione a corredo comprende il tappo serbatoio in Bronzo Centenario e la protezione a griglia per il faro anteriore, non omologati per la circolazione su strada.

Adrenalina, passione e l’abbraccio di tutti i Ducatisti per il GP d’Italia che per la prima volta si è corso al Mugello 50 anni fa (1976). Un weekend speciale con la conferma che Marc Márquez sarà in pista in insieme a Francesco Bagnaia in sella alle Desmosedici GP. Un weekend dal sapore amarcord e tanti eventi per celebrare il 100esimo anno di fondazione di Ducati. Tra questi, anche la presentazione della livrea speciale – al circuito, giovedì nel tardo pomeriggio – con cui Marc e Pecco correranno il GP di domenica.

Un tracciato quello toscano, dove la rossa di Borgo Panigale ha trionfato ben otto volte e consecutivamente nelle ultime 4 edizioni. Nel 2009 il primo fu Stoner, poi Dovizioso nel 2017, Lorenzo nel 2018 e Petrucci nel 2019. Dal ’22 al ’24 tre trionfi per Pecco e chiude l’albo d’oro Marc con il successo del 2025.

Marc rientrerà alle competizioni dopo il doppio intervento chirurgico – alla spalla destra e piede destro – a cui si è sottoposto a Madrid successivamente al GP di Francia. Ancora in fase di recupero completo, Marc sarà in pista per testare le sue reali condizioni fisiche e per il consueto fit to race nella giornata di giovedì.

Sensazioni positive anche per Pecco dopo il primo podio della stagione a Barcellona. L’atmosfera speciale e l’affetto di tutti i suoi tifosi saranno un’ulteriore motivazione a confermarsi tra i più veloci.

Francesco Bagnaia #63 Ducati Lenovo Team
“Il GP d’Italia al Mugello è sempre un momento speciale della stagione. La pista non c’è tanto da dire, è una delle più belle del calendario, una di quelle in cui andare forte ti dà davvero quel qualcosa in più. Poi il tifo e l’affetto dei tifosi, un’energia incredibile. Sono carico e continuiamo a lavorare sodo con tutta la squadra. Non vedo l’ora di scendere in pista: il podio a Barcellona, post gara, è stato particolare, ma serviva per il morale soprattutto dopo una giornata come quella di domenica scorsa con tanti incidenti”.

Marc Màrquez #93 Ducati Lenovo Team
“Il recupero sta procedendo come stabilito, sono tornato ad allenarmi normalmente in questi giorni e sarò in pista soprattutto per testare le mie reali sensazioni e condizioni fisiche in sella alla Desmosedici GP. Entrambi gli interventi chirurgici sono andati bene, ma procediamo con tutte le cautele del caso e con gli ultimi check medici in pista. Mugello è una pista incredibile, a dire il vero anche molto impegnativa, ma il tifo di tutti i Ducatisti sarà un’extra booster di motivazione per fare bene”.