Gara1 di Jerez interrompe una serie positiva che vede Motocorsa senza noie tecniche per ben 34 gara. Purtroppo mentre Rinaldi era quinto e molto veloce, una noia elettrica ha spento la moto e ha costretto il pilota a rimandare a domani i suoi buoni propositi mentre stava portando a casa la miglior prestazione della stagione. Ricontrollare tutto, risolvere il problema e giocare le ultime carte è l’imperativo del gruppo di lavoro di Motocorsa Racing!
Michael Ruben Rinaldi: “Un week end partito con un mood positivo e anche oggi in qualifica nonostante con la prima gomma non sia andata bene, sono riuscito a fare un buon tempo e a partire in terza fila. Ho fatto una buona partenza, ero quinto e stavo controllando il passo e le energie per poter lottare nel finale ma purtroppo mi si è spenta la moto. Mi dispiace tanto perché avrei potuto fare una bella gara e anche se il prossimo anno io e il team prenderemo due strade diverse, oggi avremmo potuto fare una bellissima gara. Purtroppo è andata così, abbiamo avuto un problema tecnico e domani potremo rifarci, anche se oggi il buon risultato ce l’avevamo proprio davanti.”
Lorenzo Mauri: “Dopo trentaquattro gare senza problemi, proprio oggi la nostra Ducati ha avuto una noia elettrica che ha spento la moto al pilota. Ovviamente abbiamo perso una grande occasione per fare finalmente una bella gara ma è altrettanto ovvio che ci proveremo anche domani in Superpole Race e poi nel pomeriggio. Di sicuro Motocorsa non si arrende.”
Yari Montella sale sul podio della Supersport a Jerez, ma il secondo posto di gara 1 è il più amaro della stagione perché a vincere è Manzi, diretto rivale di Yari per il secondo posto in campionato. Il pilota del Barni Spark Racing Team è scattato dalla sesta casella, ma con la solita partenza brillante (una piacevole costante di tutta la stagione) già al primo giro si era portato in testa alla gara. Inseguito da vicino da Manzi, Montella ha dovuto cedere la testa nel corso del secondo giro e poi non ha potuto far altro che inseguire il pilota della Yamaha, oggi inarrivabile per tutti. Nella gara di domani, l’ultima della stagione, Montella dovrà recuperare almeno 16 punti su Manzi per ottenere il secondo posto in Campionato.
Amarezza anche dall’altra parte del box perché, dopo ottime premesse, la gara di Petrucci è finita dopo sole cinque curve: nonostante una FP3 con poco feeling, era arrivata una buona qualifica, anche grazie a un’ottima strategia al box che ha consentito a Petrux di uscire in pista nei momenti giusti. Nel run decisivo, il #9 era riuscito a mettere a segno un ottimo giro (1’38.354), quarto tempo della Superpole. Tutto vanificato in gara prima da un ingresso deciso di Alex Lowes in curva tre, poi da un altro pilota che ha tamponato Petrucci in curva cinque mandandolo nella ghiaia ad alta velocità. Danilo ha riportato un trauma al gomito sinistro con edema osseo. L’infortunio verrà valutato domani mattina dallo staff medico, ma non desta preoccupazioni per le due gare di domani.
Danilo Petrucci
Preferisco non commentare la gara di oggi, anche perchè c’è poco da dire…. In curva tre un sorpasso molto duro di Lowes mi ha portato largo e sono finito a centro gruppo, in curva cinque ho solo sentito il contatto e mi sono ritrovato in ghiaia. Per evitare di finire contro il muro mi sono buttato a terra.
Yari Montella
Partendo dalla seconda fila dovevo iniziare la gara in modo aggressivo e così ho fatto, ma sapevo che Manzi oggi ne aveva più di me. Ho provato a seguirlo, ma quando ho capito che non ne avevo abbastanza, ho cercato solo di non ripetere lo stesso errore dell’Estoril, quando sono caduto. È un altro podio in una stagione comunque positiva. Siamo stati gli unici a lottare veramente per il Campionato con Huertas – a cui faccio le mie congratulazioni – che ha vinto perché ha sbagliato meno di noi. È stata una bellissima battaglia; noi paghiamo i mancati risultati in gara 2 a Cremona e in gara 2 all’Estoril. Domani voglio chiudere in bellezza con una vittoria.
Marco Barnabò
Sono veramente arrabbiato perché buttare via tutto il lavoro fatto durante il weekend e rischiare di farsi male per colpa di due piloti che pensano di vincere la gara al primo giro è una cosa che non accetto. Dalle immagini della direzione gara si capisce chiaramente che Danilo finisce nella sabbia ad alta velocità per un contatto causato da un pilota a centro gruppo, dopo che lui aveva perso tante posizioni proprio per evitare un contatto in curva 3. In Supersport, su questa pista, Yamaha ha qualcosa in più. Noi abbiamo migliorato la moto rispetto a ieri, ma i punti di ritardo ora sono tanti. Domani proveremo a stare davanti a Manzi e vediamo che succede perché per quello che abbiamo fatto vedere quest’anno, almeno il secondo posto ce lo meritiamo.
Nicolò Bulega è protagonista di una fantastica Gara-1 a Jerez de la Frontera. Il pilota italiano – partito dalla pole position dopo aver fatto registrare un clamoroso lap time di 1’37.596 abbassando di oltre 7 decimi il precedente record del circuito – mantiene la testa della gara dalla prima all’ultima curva conquistando la quinta vittoria nella sua stagione da rookie in Superbike e regalando a Ducati il titolo costruttori e ad Aruba.it Racing – Ducati il titolo team.
E’ stato invece un sabato difficile per Alvaro Bautista. Lo spagnolo deve accontentarsi della 15° posizione in griglia e cade al secondo giro dopo una buona partenza. Bautista torna in pista e recupera molte posizioni ma a quattro giri dalla fine scivola di nuovo chiudendo poi in 23° posizione.
Nicolò Bulega (Aruba.it Racing – Ducati #11) “Sono molto felice. Penso che questa sia stata la mia migliore gara in WorldSBK e sono orgoglioso di aver contribuito a portare punti importanti sia per il titolo Manufacturers’ che per la vittoria del Team. Il weekend, però, non è ancora finito e voglio togliermi altre soddisfazioni domani”.
Alvaro Bautista (Aruba.it Racing – Ducati #1) “Certamente non è stato il miglior sabato nella mia carriera. Ma dobbiamo sempre imparare dagli errori e sfruttare le difficoltà per crescere. Ci riproveremo domani per chiudere nel modo migliore questa stagione”.
WorldSSP Un sabato da ricordare per Adrian Huertas che si laurea Campione del Mondo Supersport.
Adrian Huertas (Aruba.it Racing WSSP #99) “Questo è per me un sogno che si avvera. Fin dal primo giorno trascorso in questo team ho pensato di poter essere nelle condizioni di raggiungere un risultato importante. Sono molto felice e vorrei condividere questo feeling con tutti quelli che mi sono stati vicini. Ringrazio la mia famiglia, il mio staff, i miei tifosi. E vorrei rivolgere un pensiero particolare a chi mi ha dato questa opportunità. Sarò sempre grato ad Aruba e a Feel Racing. Ma voglio rimanere concentrato e pensare a domani per regalare a tutti un’altra soddisfazione”.
Un sabato difficile a Jerez e al di sotto delle aspettative per il Team Go Eleven e Andrea Iannone: buona velocità con un clima mite, poi una Gara 1 in difesa, complici anche la sfortuna in Superpole e la partenza dalle retrovie.
In FP3 Iannone inizia con le gomme usate nelle FP2, poi testa le SCQ con l’obiettivo di essere pronto per la qualifica. Raggiunge un buon P2, sfiora il primo tempo per qualche millesimo, concentrando il vantaggio nel secondo e nell’ultimo settore. Per la qualifica è tutto pronto, resta qualche dubbio in termini di set-up da risolvere per Gara 1.
In Superpole Andrea trova i giusti riferimenti in pista nel corso del primo tentativo e si inserisce dietro il duo BMW formato da Toprak e Van der Mark, centrando così la momentanea top 6. Dopo un passaggio ai box ci riprova con la seconda gomma, nei primi due settori trova i migliori riferimenti personali, in linea con un 38 basso, poi in curva 6 Rea va a terra all’interno e tutto il gruppo, Iannone compreso, è costretto a rallentare. Termina così undicesimo, a centro gruppo, in quarta fila. Peccato perchè la velocità per entrare nelle prime due file c’era, è mancata un po’ di fortuna.
In Gara 1 Andrea parte con l’idea di recuperare parecchie posizioni, ma l’imbuto in curva 1 lo costringe ad essere passato da un paio di avversari. Inizia il tentativo di rimonta, fino all’ottavo giro il ritmo è buono, simile alla lotta per il podio; la parte centrale di gara però si rivela poco incisiva, tanto da subire il sorpasso di Rea. Negli ultimi cinque passaggi il ritmo migliora, ma ogni volta che prova ad avvicinarsi al pilota davanti, la gomma inizia a scivolare, senza dare possibilità di attaccare. Chiude al dodicesimo posto, non il risultato sperato ma che vale comunque il Best Independent di giornata. Il distacco dal podio non è enorme, ma serve trovare maggiore costanza per la domenica conclusiva.
Andrea Iannone (Rider): “Oggi non è stata una giornata positiva per noi, dopo le prove di venerdì mi aspettavo di poter lottare in altre posizioni, ma abbiamo faticato molto con la trazione e il grip posteriore. Ho conquistato qualche punto, ma dobbiamo analizzare bene i dati e trovare una soluzione per domani, speriamo di fare meglio in Gara 2 e di terminare il campionato nel migliore dei modi.”
Denis Sacchetti (Team Manager): “Oggi purtroppo non è stata una giornata positiva per noi; in qualifica Andrea ha dovuto abortire il suo giro veloce per una caduta di Rea, perdendo così due file, mentre in Gara 1 non abbiamo mai trovato il ritmo giusto per rimontare. Non riusciamo a trovare trazione posteriore, anche se negli ultimi giri siamo andati in crescendo. Archiviamo questo sabato con il best Independent, una leggera consolazione per una giornata complicata.”
Adrián Huertas è il nuovo Campione del Mondo WorldSSP e regala al team Aruba.it Racing WSSP e a Ducati il secondo titolo consecutivo dopo quello ottenuto da Nicolò Bulega nella passata stagione. Lo spagnolo ha concluso al terzo posto Gara-1 sul Circuito de Jerez – Angel Nieto, rendendosi matematicamente imprendibile per gli inseguitori e diventando così il primo pilota nella storia del Mondiale Superbike a conquistare il Titolo di Campione del Mondo sia nella classe Supersport 300 che in quella Supersport.
È stato un anno straordinario per Huertas a cui sono bastati due Round per trovare un feeling eccezionale con la sua Ducati Panigale V2 ed inanellare successivamente una serie di 7 vittorie consecutive per dare una direzione inequivocabile alla sua strepitosa cavalcata.
Per il pilota nato a Parla (Madrid) il 21 agosto 2003, che nella prossima stagione approderà in MotoGP nella classe Moto2, il 2024 si chiude con lo straordinario bottino di 10 vittorie in 23 gare e 16 podi totali con 8 pole postion.
Per Ducati si tratta del terzo Titolo Mondiale nella categoria Supersport, dopo quello conquistato da Paolo Casoli nell’edizione 1997 delle Supersport World Series con la Ducati 748, e il successo nel 2023 di Bulega. In questa edizione 2024 del Campionato Mondiale Supersport la Casa di Borgo Panigale ha conquistato anche il Titolo Costruttori.
Stefano Cecconi (Team Principal Aruba.it Racing) “Vorrei rivolgere i miei più grandi complimenti ad Adrián per ciò che ha fatto in questa stagione. Il suo talento ed i risultati ottenuti sono sotto gli occhi di tutti ed assumono una valenza ancora maggiore se abbinati al suo status di “rookie” per la Ducati Panigale V2. Non ci resta che celebrare insieme questo straordinario risultato prima di salutarlo ed augurargli di togliersi le stesse soddisfazioni nella nuova avventura che lo attende in Moto2”.
Daniele Casolari (Team Owner Aruba.it Racing WSSP) “La vittoria di Adrián al termine della sua stagione d’esordio sulla Panigale V2 dimostra come il nostro progetto, dopo un primo anno di apprendistato, abbia raggiunto un altissimo livello sia in termini di performance che di qualità del lavoro. Adrian si è calato alla perfezione nella filosofia del nostro team, rendendosi protagonista di una crescita costante sotto molti aspetti, consentendo a tutta la struttura di fare un ulteriore step. Il rapporto tra pilota e squadra è stato straordinario fin dal primo giorno e questo ci regala ulteriore soddisfazione. Per questo motivo gli auguriamo un grande futuro”.
Marco Zambenedetti (Responsabile Progetto Ducati Superbike) “Quella odierna è un’altra giornata importante per Ducati. Vincere nello stesso giorno il Titolo Mondiale Costruttori in WorldSBK e il Titolo Mondiale Piloti in WorldSSP è un’ulteriore conferma non solo della bontà del nostro lavoro, ma anche della qualità delle moto che riusciamo a portare in pista e a sviluppare, così come della base del prodotto di serie che offriamo a tutti i Ducatisti. Confermarsi è sempre difficile e farlo in Supersport con piloti differenti e in un campionato contraddistinto sostanzialmente, fino al penultimo round, dalla sfida tra due dei nostri team sottolinea ancor di più l’efficacia del nostro metodo. Vorrei fare i complimenti ad Adrián Huertas e al team Aruba.it Racing WSSP per questo straordinario titolo, a Yari Montella e al Team Barni Racing per le vittore ottenute quest’anno, a Niki Tuuli e al team EAB Racing per aver contribuito alla conquista del Titolo Costruttori, senza dimenticare ovviamente Jorge Navarro (Orelac Racing), Oliver Bayliss (D34G Racing), Simone Corsi (Renzi Corse), Tom Edwards (D34G Racing), Nicolò Antonelli (Althea Racing), Piotr Biesiekirski (Althea Racing) e Federico Fuligni (Orelac Racing), che ringrazio per l’impegno ed i punti conquistati durante la stagione”.
I risultati di Gara-1 dello Spanish Round in corso a Jerez de la Frontera, hanno consegnato matematicamente a Ducati il Mondiale Costruttori WorldSBK per la stagione 2024. Per la Casa motociclistica di Borgo Panigale si tratta del ventesimo Titolo Mondiale Costruttori della propria storia, il terzo consecutivo vinto con la Panigale V4 R.
I 20 Titoli Mondiali Costruttori rappresentano un numero straordinario e sono il fiore all’occhiello di un percorso leggendario, che vede Ducati essere la Casa più vincente della storia del WorldSBK. Dalla prima edizione del 1988, infatti, più della metà dei Campionati Mondiali Superbike (20 su 37) si sono conclusi con l’alloro Costruttori nella bacheca di Borgo Panigale.
La lista dei modelli Ducati in grado di imporsi nel Campionato Mondiale WorldSBK rende immediatamente chiaro come la Casa di Borgo Panigale abbia contribuito in maniera impareggiabile a scrivere la storia del motociclismo. Il primo dei 20 Titoli Mondiali Costruttori risale al 1991 con la Ducati 888, che ne vinse 3 consecutivi (1991-1992-1993), prima di passare il testimone alla Ducati 916, anch’essa in grado di affermarsi come miglior moto della griglia per 3 stagioni di fila (1994-1995-1996). Il Titolo del 1998, conquistato sempre dalla 916, autentica icona delle due ruote, diede successivamente il via al periodo di dominio più lungo della storia del WorldSBK con Ducati capace di mettere in serie 7 Titoli Mondiali Costruttori consecutivi tra il 1998 e il 2004, con i modelli 916, 996, 998 e 999. Altri 4 Titoli Mondiali Costruttori sono poi arrivati nel 2006, 2008, 2009 e 2011 con i modelli 999, 1098 e 1198.
Da tre stagioni è la Ducati Panigale V4 R il riferimento tecnologico e prestazionale nella classe regina del massimo campionato professionistico riservato alle derivate di serie. Dal 2019 a oggi la Panigale V4 R ha vinto più di 90 gare e in un 2024 segnato da importanti modifiche regolamentari si è comunque confermata come una moto estremamente veloce e versatile, entrando nuovamente nella storia con 5 piloti diversi capaci di mettere a segno almeno una vittoria all’interno della stessa stagione: dal primo successo di Nicolò Bulega (Aruba.it Racing – Ducati, 5 vittorie in totale) all’esordio in Australia, alla vittoria di Alvaro Bautista (Aruba.it Racing – Ducati 4 vittorie in totale) nella Gara-2 del Round di casa a Barcellona, prima dell’inatteso tanto quanto spettacolare successo di Nicholas Spinelli (Barni Racing Team) in Olanda. Poi la clamorosa tripletta di Danilo Petrucci (Barni Racing Team) a Cremona e la perentoria affermazione di Andrea Iannone (Team Go Eleven) in Gara-1 nell’ultimo round ad Aragon.
Luigi Dall’Igna (Direttore Generale di Ducati Corse) “La vittoria del nostro ventesimo Titolo Mondiale Costruttori Superbike è sicuramente qualcosa di eccezionale. Arriva in un anno non semplice, dove i regolamenti e il livello sempre più alto del Campionato ci hanno messo alla prova. Siamo comunque riusciti a rispondere nel migliore dei modi, centrando un altro traguardo storico ed importante. Quest’anno, la Panigale V4 R è salita sul gradino più alto del podio con 5 piloti diversi, gli stessi che, con i loro risultati, hanno contribuito a sommare i punti che ci hanno permesso di salire ancora una volta sul tetto del mondo. Grazie quindi a Nicolò Bulega, Alvaro Bautista e ad Aruba.it Racing – Ducati, a Danilo Petrucci, Nicholas Spinelli e al Barni Racing Team, ad Andrea Iannone e al Team Go Eleven, e più in generale, a tutti i piloti Ducati e ai loro team. Infine, come sempre, un doveroso ringraziamento a tutti i ragazzi e le ragazze di Ducati Corse che con passione ed entusiasmo hanno abbracciato e superato le sfide di questa stagione!”
Le Ducati Panigale V4 R e Ducati Panigale V2 partecipano ai campionati WorldSBK e WorldSSP rispettivamente dal 2019 e dal 2022 e nel corso di questi anni sono migliorate costantemente grazie al lavoro svolto in sinergia dai tecnici Ducati e Ducati Corse. Il risultato raggiunto è il frutto di una specifica filosofia aziendale che promuove il continuo scambio di informazioni e tecnologie per contribuire al raggiungimento del massimo risultato sportivo e allo stesso tempo si pone l’obiettivo di lavorare affinché tutti i modelli di serie possano regalare le migliori esperienze di guida agli appassionati.
La Sprint Race del Gran Premio d’Australia ha visto il Ducati Lenovo Team sul podio grazie al terzo posto di Enea Bastianini, che ha preceduto alla bandiera a scacchi il compagno di squadra Francesco Bagnaia, quarto al traguardo.
Bastianini è scattato bene dalla decima casella dello schieramento, risalendo fino alla quinta posizione nel corso del primo giro della corsa. Con il passare dei giri, Enea si è fatto strada fino al terzo posto, conquistato a sei giri dalla fine grazie ad un sorpasso sul compagno di squadra, per poi involarsi verso quello che è il suo tredicesimo piazzamento a podio in stagione.
Bagnaia è partito bene dalla seconda fila, consolidando la terza posizione durante il primo passaggio. Pecco è riuscito ad avere la meglio su Bezzecchi per la seconda posizione all’inizio del quarto giro, salvo poi vedersi sorpassato da Marc Márquez e da Bastianini nelle fasi centrali della corsa. Nel finale, il campione del mondo in carica è riuscito a difendere il quarto posto fino alla bandiera a scacchi.
Il Ducati Lenovo Team tornerà in pista domani mattina alle 9:40 ora locale (GMT +11) per la sessione di warm up, alla quale seguirà la gara di 27 giri del Gran Premio d’Australia, con partenza alle 14:00 (le 5:00 in Italia).
Enea Bastianini (#23 Ducati Lenovo Team) – 3º “Siamo riusciti ad essere efficaci in questa gara Sprint. Già dal giro di uscita ho notato che la moto si muoveva molto meno al posteriore e da lì ho capito che potevamo fare una bella gara. Ovviamente non è stato semplice, soprattutto alla luce della posizione in griglia, ma siamo riusciti a recuperare molto in partenza ed a migliorare la nostra performance giro dopo giro. Nel finale ho provato ad avvicinarmi a Marc (Márquez), ma negli ultimi giri lui aveva qualcosa in più. Per domani sarà importante avere il giusto approccio alla gara anche in termini di scelta delle gomme, e credo che questo potrebbe portare ad una modifica dei valori in pista rispetto alla gara di oggi”.
Francesco Bagnaia (#1 Ducati Lenovo Team) – 4º “Abbiamo deciso di fare alcune modifiche sia in qualifica che in gara, in quanto non avevo il giusto feeling, però abbiamo finito per prendere una direzione sbagliata e peggiorato la situazione anche nelle aree che funzionavano bene, non riuscendo a trovare la soluzione in quelle aree in cui sentivamo di dover migliorare. Il ritmo non era male per lottare, ma sicuramente quello di ieri era migliore e per questo dobbiamo analizzare i dati e capire come procedere in vista di domani. Ho provato a recuperare su Jorge (Martín) ma il vento mi dava parecchio fastidio, soprattutto nelle curve veloci”.
Si chiude un sabato sicuramente positivo per Marc Marquez e il Team Gresini MotoGP con il 93 capace di trovare la prima fila questa mattina nelle qualifiche dell’#AustralianGP e poi chiudere secondo alle spalle di Jorge Martin questa quart’ultima sprint race stagionale. Non tutto è stato facile come sembra, lo spagnolo dopo un errore in partenza si è ritrovato ottavo ed è servita la “solita” rimonta.
Caduta a metà gara per Alex Marquez che non riporta conseguenze ma che accusa una mancanza di feeling con la moto inaspettata dopo il super venerdì di ieri. Domani un’altra occasione per rifarsi, seppur con un long lap penalty da scontare.
2º – MARC MARQUEZ #93 “ho salvato il mio punto debole oggi con una buona seconda posizione in qualifica, e ho sbagliato nel mio punto forte che di solito è il primo giro. Poi una buona rimonta, ma rimane l’errore in partenza. Per un perfezionista rimane una giornata agrodolce, ma c’è di buono che domani avremo un’altra occasione. Nessuno sa come sarà la seconda parte di gara domani, quindi c’è da lavorare per essere pronti”.
NC – ALEX MARQUEZ #73 “Già questa mattina non mi sono sentito comodo come ieri. Purtroppo qui è facile che cambino radicalmente le condizioni della pista e bisogna essere bravi ad adattarsi rapidamente. La caduta in sé non conta granché, conta più la mancanza di feeling che invece ieri era ottimo. Servirà un buon warmup anche se il long lap di domani inevitabilmente condizionerà la gara”.
Venerdì significativo a Jerez de la Frontera. Andrea Iannone si dimostra competitivo e veloce in configurazione gara. Terzo in mattinata, settimo nel pomeriggio, tre decimi dalla prima posizione e una gara che si prospetta combattuta e con tanti protagonisti in lotta per il podio.
In FP1 Iannone parte cauto per riprendere confidenza con la pista andalusa, rispetto ai test invernali l’asfalto è sembrato da subito più lento e con minor grip. Dopo la prima sosta ai box riesce a scendere subito sotto il 40, attestandosi in terza posizione alle spalle dei due contendenti al titolo, Bulega e Razgatlioglu. Ancora però il feeling con la moto non è ottimale e ci sono alcune aree, principalmente nel terzo settore, da migliorare.
Nel pomeriggio la temperatura si alza, portando l’asfalto intorno ai 30 gradi: Iannone, insieme al Team, opta per una simulazione gara di circa 10 giri. 1.39.966 al primo passaggio, poi torna sul 40.0 con grande ripetibilità, sfruttando un ottimo primo settore ed il miglior quarto settore di tutta la sessione. Manca il giro pulito e perfetto, quello che avrebbe permesso di limare i tre decimi che il #29 ha di ideal time. Una piccola modifica effettuata nella seconda parte del turno ha peggiorato leggermente il carattere della moto, non permettendo un miglioramento con il secondo treno di gomme. Tutti i piloti sono racchiusi in pochi decimi, Andrea ha concluso a 0,3 secondi dalla vetta, con il best lap che è risultato un millesimo più veloce rispetto alla mattinata.
Andrea Iannone (Rider): “Per domani mi sento bene, ma ci sono ancora degli aspetti da sistemare. Soprattutto per quanto riguarda alcuni punti di frenata e determinate curve. Se riuscissimo a fare dei passi avanti su questo, potrei avere un buon potenziale. Sono in forma.”
Dopo aver sperimentato condizioni meteorologiche sempre variabili nelle ultime gare, a Jerez il WorldSBK ha trovato un clima ideale per correre. Nella prima giornata, con due sessioni di prove libere per la Superbike e la qualifica della Supersport, il Barni Spark Racing Team porta a casa indicazioni positive. Danilo Petrucci è stato subito veloce all’inizio delle FP1, poi nella seconda parte ha sofferto la condizione di scarso grip con la gomma usata. Nelle FP2 il lavoro della squadra si è dunque concentrato sul migliorare questo aspetto. Danilo è stato a lungo in testa alla sessione, ma senza aver cambiato la gomma posteriore è scivolato al terzo posto. Con 1’39.820 è quarto nella classifica combinata. Superpole tiratissima in Supersport con cinque piloti in un decimo dal secondo al sesto posto: Yari Montella ha fatto il miglior tempo a metà della sessione (1’42.416), ma nell’ultimo run non è riuscito ad abbassare ulteriormente il suo best lap e alla fine si è dovuto accontentare della seconda fila.